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Comment découvrir le plan de Dieu pour votre vie ?

Posté par diaconos le 28 mars 2019

Comment découvrir le plan de Dieu pour votre vie ?  dans Accueil sur mon blog 3aa49828-cc96-4264-a599-aba4f733fbabDans cette série de méditations, je partagerai avec vous un sujet très concret et important : « Comment découvrir le plan de Dieu pour votre vie ». Peut-être n’avez vous jamais compris que Dieu a un plan pour votre vie, un plan qui englobe tous les domaines de votre vie, un plan qui pourvoit à tous vos besoins et vous permet de vous réaliser pleinement en tant que personne. Oui, Dieu a un plan pour vous.

Ou bien peut-être sentez vous que Dieu a un droit sur votre vie et qu’il veut que vous accomplissiez une tâche, mais vous ne savez pas comment la découvrir. Alors, vous vous sentez frustré et insatisfait. Je crois que ce message va vous aider. Je voudrais vous montrer les étapes pratiques que vous devez franchir afin de découvrir le plan de Dieu pour votre vie ; en les découvrant et en marchant dans le plan de Dieu vous expérimenterez une plénitude et une satisfaction que vous n’aviez jamais ressenties auparavant.

Pour commencer, regardons dans Ephésiens 2:10 où Paul indique ce que Dieu a fait pour nous en nous unissant à lui en Christ :

« Car nous sommes son ouvrage, ayant été créés en Jésus-Christ pour de bonnes œuvres, que Dieu a préparées d’avance afin que nous les pratiquions. »

Quelle merveilleuse affirmation dès le début du verset ! « Nous sommes son ouvrage. », l’ouvrage de Dieu. Le mot grec employé ici « poiema » est celui qui a donné « poème » en français. Il suggère un chef-d’œuvre créatif, l’œuvre d’un grand artiste, d’un poète, d’un dramaturge ou d’un sculpteur, quelque chose d’exceptionnel. C’est ce que nous sommes grâce à ce que Dieu a fait pour nous en Christ, et c’est la première chose que vous devez réaliser. Si vous mettez votre foi en Dieu, à travers Jésus-Christ, Dieu fera de vous un chef-d’œuvre de sa création, puis, il vous utilisera pour accomplir une tâche particulière et unique.

J’ai toujours été béni en pensant que le grand créateur de l’univers, celui qui a créé les étoiles, les mers et les montagnes, toutes les choses glorieuses et belles que nous voyons autour de nous sur la terre, partit chercher son matériau à la casse, lorsqu’il voulut faire son chef-d’œuvre. Et c’est là qu’il a trouvé des gens tels que moi.

Je sais parfaitement où le Seigneur m’a trouvé. Je me trouvais à la casse; dans sa grâce et sa miséricorde, il a étendu sa main et a pris le matériau peu prometteur, non régénéré et en état de perdition que j’étais et a dit : « Je vais faire de toi un chef-d’œuvre. » Cela n’est pas vrai seulement pour moi. En fait, je n’ai rien de particulier et pourtant d’une certaine façon je suis spécial parce que tous ceux qui viennent à Dieu par Jésus-Christ sont spéciaux. Chacun des enfants de Dieu est particulier à ses yeux.

Père, je te remercie d’être ton chef-d’œuvre, d’être spécial à tes yeux, de penser que lorsque tu me regardes, tu es fier de ta création. Merci que tu as un plan pour ma vie. Aide-moi à trouver ce plan et à y rentrer. Aide-moi, au début de cette série de méditations, à écouter ce que tu as à me dire. Au Nom de Jésus, amen !

Derek Prince
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IV Domenica quaresima – Laetare di anno C

Posté par diaconos le 28 mars 2019

 

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

                                                                                                                       Dal libro di Giosuè

Fin dall'antichità cristiana, la quarta domenica di Quaresima, nota come domenica di Lætare, ha avuto il carattere particolare di una pausa in mezzo alla Quaresima (così come la domenica di Gaudete durante l'Avvento). Il nome deriva dall'incipit dell'introït Laetare, "Laetare Jerusalem" (Rejoice, Jerusalem).

Fin dall’antichità cristiana, la quarta domenica di Quaresima, nota come domenica di Lætare, ha avuto il carattere particolare di una pausa in mezzo alla Quaresima (così come la domenica di Gaudete durante l’Avvento). Il nome deriva dall’incipit dell’introït Laetare, « Laetare Jerusalem » (Rejoice, Jerusalem).

In quei giorni, il Signore disse a Giosuè: «Oggi ho allontanato da voi l’infamia dell’Egitto». Gli Israeliti rimasero accampati a Gàlgala e celebrarono la Pasqua al quattordici del mese, alla sera, nelle steppe di Gerico. Il giorno dopo la Pasqua mangiarono i prodotti della terra, àzzimi e frumento abbrustolito in quello stesso giorno. E a partire dal giorno seguente, come ebbero mangiato i prodotti della terra, la manna cessò. Gli Israeliti non ebbero più manna; quell’anno mangiarono i frutti della terra di Canaan. (Gn 5, 12)

 Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura ; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.  Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio. (2 Co 5, 17-21)

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». Ed egli disse loro questa parabola: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane dei due disse al padre: “Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta”. Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto.

Quando ebbe speso tutto, sopraggiunse in quel paese una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò a mettersi al servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei suoi campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube di cui si nutrivano i porci; ma nessuno gli dava nulla. Allora ritornò in sé e disse: “Quanti salariati di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi alzerò, andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi salariati”. Si alzò e tornò da suo padre.
Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: “Padre, ho peccato verso il Cielo e davanti a te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”. Ma il padre disse ai servi: “Presto, portate qui il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”. E cominciarono a far festa.

Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa fosse tutto questo. Quello gli rispose: “Tuo fratello è qui e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo”. Egli si indignò, e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo. Ma egli rispose a suo padre: “Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e tu non mi hai mai dato un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che è tornato questo tuo figlio, il quale ha divorato le tue sostanze con le prostitute, per lui hai ammazzato il vitello grasso”. Gli rispose il padre: “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”». (Lc 15, 1-3.11-32)

Omelia  IV domenica quaresima di anno C : Il figliol prodigo

Abbiamo la cattiva abitudine di ascoltare solo la prima parte di questo brano del Vangelo secondo Luca che chiamiamo. « la parabola del bambino prodigo ». Ora, è ovviamente il Padre che è il protagonista: « Un uomo ha avuto due figli…. ».  Questa è la parabola del padre prodigo che abbiamo sentito. Questo padre ha vissuto un dramma in due atti: il conflitto tra lui e i suoi due figli egualmente e follemente amati. Una storia che si rivive in molte famiglie. Papà e madri in una situazione di conflitto con l’uno o l’altro dei vostri figli, è il dramma di Dio che state vivendo. Questa pagina del Vangelo dà la più bella storia d’amore, la più bella immagine di Dio.

Nel primo atto, l’atteggiamento del Padre verso il bambino più piccolo rivela che questo padre è solo gratuità, condivisione, dono totale e disinteressato, rispettoso della personalità del suo figlio ingrato: vuole solo il bene per lui, lo ama senza riserve! Attraverso questo padre, Gesù ci parla di Dio.  E’ cosi’ che ci vediamo come Dio ?
Questo figlio ribelle, rivendicando la sua indipendenza, rappresenta l’ateismo di tutti i tempi: approfittare dei beni di Dio, senza riconoscerlo, essere lontano da Lui, fare ciò che si vuole senza controllo: né Dio né padrone. Il suo ritorno a casa, nonostante le belle frasi, è solo un sordido calcolo per trovare la stanza e l’alloggio. Ha perso l’abitudine di amare…… Pensa ancora solo a se stesso !

  »Mentre era ancora lontano, suo padre lo vide, fu preso dalla pietà, corse a lanciarsi contro di lui e lo coprì di baci….. » È il Padre che fa tutto qui! Quattro gesti: lo vede, si muove, corre e lo bacia! Il gesto di correre è il più forte di tutta questa parabola: non è nelle abitudini di ogni epoca che un superiore corre a un inferiore, soprattutto quando quest’ultimo ha avuto un atteggiamento scandaloso nei suoi confronti. Il comportamento di questo padre dimostra che non gli interessa affatto se suo figlio mostra vera contrizione: da lontano, da dove lo vede, corre a incontrarlo.

In questa scena, Gesù sottolinea l’amore gratuito del Padre…..un Padre che perdona prima di tutto per confessione, incondizionatamente !     Il figlio ingrato tornato, abbiamo festeggiato senza contare Il secondo atto descrive l’atteggiamento del padre nei confronti del figlio maggiore: per lui, il padre mostra la stessa gentilezza. La Bibbia ritorna spesso su questo tema dell’assoluta gratuità dei doni di Dio. Non c’è ingiustizia in questo atteggiamento divino: Dio ama tutti gli uomini (*)

L’atteggiamento del figlio maggiore rivela che non ha visto tutto l’amore con cui era amato…..  »Tu, figlia mia, sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo.  »Attraverso questa parabola in due atti, siamo invitati ad entrare in questo amore di Dio e nella sua gioia di trovare i peccatori.  Nella sua seconda lettera ai Corinzi, Paolo afferma: « Siamo gli ambasciatori di Cristo, lasciatevi riconciliare con Dio » (seconda lettura). Diventare ambasciatori di Cristo, del suo spirito di misericordia, è rispondere con gioia, alla chiamata di Dio, per riconciliarci gli uni con gli altri. In questa parabola del bambino prodigo, Gesù Cristo ci ha rivelato come Dio, nostro Padre, è gratuità, dono, disinteressato, amore. Gesù ci ha rivelato il vero volto del Padre. L’esatto contrario di un Dio malvagio, geloso e malvagio. Padre prodigo d’amore! Lasciamoci riconciliare con Dio. Chiediamogli perdono per tutta la nostra mancanza di fiducia e di amore.

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Michel Houyoux, diacono permanente

Collegamenti esterni

◊  Scusa e grazie : Clicca qui per leggere →  Animazione 4a Domenica di Quaresima C

Il figliol prodigo

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