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Mercoledì Santo : non ho nascosto la mia faccia agli oltraggi.

Posté par diaconos le 14 avril 2019

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

 

Estratto dal libro del profeta Isaia nel capitolo cinquanta

Giuda Iscariota ha consegnato Gesù per trenta sicli d'argento.

Giuda Iscariota ha consegnato Gesù per trenta sicli d’argento.

Il Signore mio Dio mi ha dato il linguaggio dei discepoli, affinché io possa, con una sola parola, sostenere chi è esausto. Ogni mattina, si sveglia, mi sveglia l’orecchio affinché io, come discepolo, possa ascoltare.

Il Signore mio Dio mi ha aperto l’orecchio, e io non mi sono ribellato, non ho evitato. Ho presentato la schiena a chi mi ha colpito e le guance a chi mi ha strappato la barba. Non ho nascosto la mia faccia agli oltraggi e agli sputi.

Il Signore mio Dio viene in mio aiuto; per questo non sono afflitto da oltraggi, per questo ho reso duro il mio volto come una pietra: so che non sarò confuso. E’ vicino, quello che mi giustifica. Qualcuno vuole supplicare contro di me? Presentiamoci insieme! Qualcuno vuole farmi causa? Lasciatelo venire da mee !  Questo è il Signore, mio Dio, mi sta difendendo ; chi mi condannerà ? (Isaia 50 4-9a)

E il servo del Signore rispose. Il Signore l’ha preparato affinché il suo servo potesse realizzarlo senza indebolirsi di fronte alle persecuzioni. A questo discorso il profeta Isaia aggiunse alcune parole di incoraggiamento per coloro che obbedivano alla voce del servo e di minaccia per coloro che si opponevano a lui. Questo servo compie la missione assegnatagli: « Perché così dice il Signore: « Siete stati venduti gratuitamente e non sarete redenti per denaro. (Is 52, 3)

Per consentirglielo, il Signore lo portava alla sua scuola, e ogni mattina gli dava la lezione che a sua volta insegnava agli altri. Il Signore parlò al suo servo come a Mosè: « Ascolta bene le mie parole! Quando c’è un profeta tra voi, io, il Signore, mi rivelerò a lui in una visione, e gli parlerò in sogno.

Questo non è il caso del mio servo Moses. E’ fedele in tutta la mia casa. Gli parlo bocca a bocca, mi manifesto a lui senza enigmi e lui vede una rappresentazione del Signore. Perché allora non hai avuto paura di parlare contro il mio servo, contro Mosè?

Diversi secoli dopo Gesù disse ai Giudei: « Quando avrete risuscitato il Figlio dell’uomo, allora saprete quello che sono, e che non faccio nulla di me stesso, ma parlate secondo quanto il Padre mi ha insegnato. « (Gv 8, 28)

Ho dato la mia schiena a chi mi ha picchiato e le mie guance a chi mi ha strappato la barba; non ho rubato la mia faccia da oltraggi e sputi. « (E’ 50:6) Questa situazione si è verificata più volte nella vita dei profeti. È il caso del profeta Giobbe: « Mi odiano, si allontanano, mi sputano in faccia. « (Jb 30, 10). Il profeta Geremiah ha avuto difficoltà a vivere questa esperienza.

Fu torturato da Pashkhur, uno dei primi sacerdoti che profetizzò la menzogna che, a differenza di Geremia, godeva di tutti i favori del popolo. Ma fu in Gesù che egli sfuggì alla sua vera realizzazione: « E gli sputarono addosso, presero la canna e gli colpirono la testa. « (Mt 27,30)

Gesù stesso ha riconosciuto; in questo estratto dal libro di Isaia, la previsione delle proprie sofferenze: « Ecco, noi saliamo a Gerusalemme, e tutto ciò che è stato scritto dai profeti riguardo al Figlio dell’uomo sarà realizzato. Perché sarà consegnato ai gentili, che lo derideranno, lo insulteranno, lo insulteranno, gli sputeranno addosso. « (Lc 18,31-32)

Si tratta di un brano del Vangelo secondo Matteo che sarà letto nella Messa di questo mercoledì santo. (Mt 26,14-25) Giuda aveva lasciato radicare nel suo cuore una passione che, alimentata dalla mancanza di giustizia, lo ha condotto in gradi all’ipocrisia, all’ingiustizia e al furto. Furono le parole di Gesù su Maria che irritarono Giuda e determinarono il suo tradimento: « Perché questo profumo non fu venduto per trecento denari, per dare ai poveri? Disse che, non che fosse dispiaciuto per i poveri, ma perché era un ladro, e che, tenendo la borsa, prese quello che gli era stato messo. « (Gv 12, 5-6)

Durante il suo ultimo pasto a Gerusalemme, Gesù disse ai suoi discepoli che sarebbe stato tradito. Giuda Iscariota andò dai capi dei sacerdoti al servizio del Tempio di Gerusalemme per offrire di consegnare loro Gesù in cambio di denaro: « Cosa vuoi darmi e io te lo consegnerò? (Mt 26,15) Gli pesarono trenta pezzi d’argento per lui: « Se pensate che sia buono, datemi il mio salario, altrimenti non datelo. E pesavano trenta sicli d’argento per il mio salario. « (Za 11, 12)

Questi trenta pezzi d’argento che erano shekel, equivalenti a circa 15, 24€. Era il prezzo più basso che uno schiavo poteva avere. Giuda doveva accontentarsi di questo prezzo : « Allora si compì ciò che era stato annunciato dal profeta Geremia: presero i trenta pezzi d’argento, il valore di quello stimato, che era stato stimato per conto dei figliuoli d’Israele, e li diede a compra le vittime.

    La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux.

Collegamenti esterni

◊ La risurrezione di Cristo, centro della nostra fede  → Essere Cristiani : La risurrezione di Gesù

◊ Il cibo della verità →  Eucaristia. Sacramento dell’Amore

San Cataldo (CL) – Mercoledì Santo

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