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Dimanche des rameaux

Posté par diaconos le 15 avril 2019

Envoi de Paul Laurent

L’image contient peut-être : une personne ou plusPrendre un rameau . Prendre un rameau est une invitation adressée au Christ : « Viens, Tu peux franchir les portes de la ville. Ce que Tu dis et ce que Tu fais, je le mets dans ma vie. Car je crois que Tu es Dieu venu m’inviter à être heureux. Prendre un rameau, c’est prendre la décision de sortir à la suite de Jésus.

C’est une démarche libre, c’est un geste de croyant, un choix. Venir chercher un rameau, le prendre, le tenir en main et le garder bien en vue à la maison, c’est décider d’ouvrir la porte à l’Évangile et d’accueillir Dieu par des gestes concrets à l’égard de nos Frères, chaque jour.

Charles SINGER

Contact → Paul Laurent

Complément

◊ Entrée dans la semaine sainte : cliquez ici pour lire l’article   → Le dimanche des Rameaux et de la Passion

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Semaine Sainte – Intégrale

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Giovedì Santo : è arrivato il tempo, il tempo di Gesù! (Gv 13, 1-15)

Posté par diaconos le 15 avril 2019

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio.

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans articles en Italien croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

Giovedì Santo : è arrivato il tempo, il tempo di Gesù! (Gv 13, 1-15)

Giovedì Santo : letture e commenti della Bibbia → Es 12,1-8.11-14; Salmo 115, 1 ; Co 11,23-26; Gv 13, 1-15

Con la denominazione di giovedì santo nella quasi totalità delle confessioni cristiane si indica il giovedì precedente la Domenica di Pasqua. Tale giovedì:     nell'anno liturgico romano della Chiesa cattolica è inoltre denominato in latino Feria Quinta in Cena Domini (in italiano Giovedì della Cena del Signore)[1];     nella Chiesa ortodossa viene indicato con la denominazione di Santo e Grande Giovedì.

Con la denominazione di giovedì santo nella quasi totalità delle confessioni cristiane si indica il giovedì precedente la Domenica di Pasqua. Tale giovedì : nell’anno liturgico romano della Chiesa cattolica è inoltre denominato in latino Feria Quinta in Cena Domini (in italiano Giovedì della Cena del Signore) ; nella Chiesa ortodossa viene indicato con la denominazione di Santo e Grande Giovedì.

Omelia   Istituzione dell’Eucaristia

Giovedì Santo : è giunta l’ora, l’ora di Gesù: l’ora della verità, l’ora decisiva.  « Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li ha amati fino alla fine. « Questa frase dell’evangelista Giovanni introduce il racconto dell’Ultima Cena, ma anche tutto il racconto della passione di Gesù fino alla sua ultima parola sulla croce (Gv 19,30).

Anche questa sera, durante questo pasto, la cui atmosfera non è descritta in dettaglio ma che immaginiamo di particolare densità, Gesù compie il sorprendente gesto dello schiavo e nel compiere questo gesto, ha un’intenzione nascosta che Pietro non riesce ancora a capire: « Tu, Signore, lava i miei piedi. No! Mai! Mai! Mai! Mai! « (Gv 13, 8a)

Tuttavia, devi passare attraverso di essa: « Se non ti lavo, non hai una parte con me. « (Gv 13,8b) Per il momento, sta a noi ricevere questo segno in cui il Signore si dà per essere visto per quello che è: un servo del Signore. Questa lavanda dei piedi è ancora solo un segno dell’amore di Cristo per i suoi, la cui prova suprema sarà data loro dalla sua morte in croce.

Poiché Cristo ci ha fatto suoi amici intimi, cerchiamo di conoscere i suoi desideri su di noi. Aiutiamo i nostri genitori, i nostri figli, i nostri amici a scoprire l’amicizia che Cristo vuole stabilire con loro. Accettiamo di sostenere gli adulti che si stanno preparando per il battesimo. Rendiamo i servizi richiesti dalla nostra professione o dalle nostre responsabilità familiari e sociali con lo stesso amore che Cristo ha dimostrato.

Rimangono le parole del Maestro: « Fate questo in memoria di me. « (Lc 22, 14-20) In altre parole: celebrate l’Eucaristia, servitevi gli uni gli altri come io vi ho servito, « amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi », andate fino al servizio del vostro prossimo come vi ho dato l’esempio.

L’Eucaristia è ascolto: accogliere la Parola di Dio e obbedire alla legge del dono che questa Parola insegna in ogni momento. L’Eucaristia è presenza: la presenza del Signore a noi, con tutta la sua sollecitudine.  L’Eucaristia è un sacrificio: un’oblazione di sé nella memoria di chi non ha conservato nulla per sé ma è diventato servo integrale.

Spetta a ciascuno di noi trovare modi e mezzi per condurre una vita fedele a questo grande sacramento dove la più vera adorazione, da un lato, si immerge nel cuore del mistero dell’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù e, dall’altro, alimenta una vita che prende sul serio l’urgenza dell’amore. « ….non solo a parole, ma anche nei fatti e nella verità. (1 Gv 3, 16-19)

L’ultima lezione di Gesù a tutti i suoi discepoli è una lezione di servizio. Lavando loro i piedi, Gesù non si abbassa, ma li solleva.  Conferisce a tutti la qualità di « lord ».  Con la sua morte, egli restituirà a tutti gli esseri umani la loro piena dignità di figli di Dio e l’uguaglianza di tutti davanti al loro Padre celeste.

Invitandoci a fare quello che ha fatto lui stesso, Gesù non ci invita semplicemente ad essere pronti a « dare la nostra vita » per lui, ma a « dare la vita » a tutti i nostri fratelli e sorelle lavorando perché sia riconosciuta la dignità di tutti. Nella nostra buona volontà di essere con Cristo stasera, rimaniamo modesti nelle nostre promesse e nei nostri impegni: diciamo a lui il nostro desiderio di seguirlo e di amarlo con il suo esempio.

Amen. Michel Houyoux, diacono permanente

Informazioni complementari

◊ Catechesi del Diacono permanente Michel Houyoux → La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15)

Collegamenti esterni

Omelia   Cominciò a lavare i piedi dei discepoliLaChiesa: Liturgia del giorno

LA CARITA’ IL COMANDAMENTO PIU’ GRANDE E LA SUA CASA

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