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Prions pour les personnes souffrant d’acouphènes

Posté par diaconos le 29 avril 2019

Auteur : Guillaume Anjou

JRésultat de recherche d'images pour "Prions pour les personnes souffrant d'acouphènes"e ne sais pas ce qu’il en est pour vous mais moi, je suis très sensible au bruit. J’appréciCommentairese les moments de calme et de silence, particulièrement la nuit.

J’ai rencontré à plusieurs reprises des gens qui souffraient d’acouphènes. Êtes-vous concerné(e) par cela ou connaissez-vous quelqu’un qui en souffre ?

On appelle “acouphène” une sensation auditive non générée par un bruit extérieur. C’est un bourdonnement, un sifflement ou un tintement qui est ressenti dans le crâne ou dans l’oreille, d’un seul côté ou des deux.

Ce “bruit” est permanent, il est là jour et nuit. Le niveau sonore varie en fonction des personnes atteintes, cela peut aller jusqu’au bruit d’un réfrigérateur ! Les acouphènes font de vos jours, de vos nuits et de vos relations aux autres, quelque chose de très difficile à vivre.

Il n’y a aucun traitement médical pour guérir des acouphènes. C’est impossible pour les hommes, mais c’est possible pour Dieu ! “Je suis l’Éternel qui te guérit.” (Ex 15, 26)

Prions aujourd’hui pour que Dieu opère un miracle dans la vie des personnes souffrant d’acouphènes.

“Père, tu es attentif à la prière du misérable. Nous reconnaissons que sommes des êtres humains faibles et misérables, incapables de guérir par nous-mêmes cette maladie des acouphènes. Ne dédaigne pas notre prière en faveur de nos biens-aimés qui souffrent jour et nuit, sans aucun espoir de repos. Exauce-nous, manifeste ta puissance et qu’aujourd’hui nos bien-aimés soient définitivement guéris de ce mal. Au nom de Jésus, amen.”    

Contact → Guillaume Anjou

Complément

◊ Nous faisons mémoire le 29 avril → Sainte Catherine de Sienne – Mémoire (29 avril)

Liens externes

◊   Foi, espérance et vie : cliquez ici pour lire l’article → Je suis l’Eternel qui te guérit

JE SUIS L’ÉTERNEL QUI TE GUÉRIT

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Terza Domenica di Pasqua – Anno C

Posté par diaconos le 29 avril 2019

Terza Domenica di Pasqua

Terza Domenica di Pasqua

 Prima Lettura :  Di questi fatti siamo testimoni noie lo Spirito Santo.Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».

Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».

Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. (At 5, 27-32. 40-41)

Seconda lettura :  Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce : «L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».

Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che  dicevano : «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli». E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione. (Ap 5, 11-14)
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Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare ?». Gli risposero : «No». Allora egli disse loro : «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro : «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò.

Gesù disse loro : «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli : «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro : «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro ?». Gli rispose : «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse : «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta : «Simone, figlio di Giovanni, mi ami ?». Gli rispose : «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».

Gli disse : «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta : «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene ?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse : «Mi vuoi bene ?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto ; tu sai che ti voglio bene».

Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi ; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse : «Seguimi». (Gv 21, 1-19)

Omelia Terza domenica di Pasqua (Atti 5,27b-32 ; Sal 29; Ap 5, 11-14 ; Gv 21,1-19)

 Seguitemi !
Nei nostri paesi di antica tradizione cristiana, la fede nella risurrezione è inaccettabile per molte persone e anche alcuni professionisti ammettono di non crederci.  In un recente sondaggio pubblicato il 27 marzo su « L’Avenir de Namur », il 5,7% degli intervistati ha dichiarato di credere in esso !

Molti fedeli sono ancora incerti su questo fatto ? Sì, la fede nella risurrezione è difficile e, per questa terza domenica di Pasqua, il Vangelo riconosce che gli stessi apostoli hanno avuto grandi difficoltà ad accettarla. Eppure…..c’erano uomini e donne che avevano seguito Gesù per mesi, se non anni, ascoltato la sua predicazione, assistito alle sue guarigioni miracolose, ricevuto insegnamenti privati dove ha rivelato loro che sarebbe stato rifiutato, odiato e infine messo a morte prima di risorgere.

E quando, questa mattina di Pasqua, alcune delle donne del gruppo tornarono in fretta dalla tomba che avevano appena scoperto vuote e dove due angeli avevano detto loro che Gesù era risorto come aveva previsto: questi poveri messaggeri erano stati accolti con scherno. Pietro aveva ancora voglia di rendersene conto: aveva visto la tomba vuota e si era lasciato perplesso.

Più tardi, due discepoli che, del tutto scoraggiati, avevano lasciato Gerusalemme per tornare al loro villaggio di Emmaus, tornarono improvvisamente nel bel mezzo della notte affermando di essere stati raggiunti da un viaggiatore sconosciuto che aveva fatto capire loro il significato della croce e, a casa, lo avevano riconosciuto « allo spezzare il pane » : era proprio Gesù !

L’oggetto della testimonianza cristiana rimarrà sempre: « Gesù morì sulla croce e risuscitò ». Questa testimonianza ci riguarda tutti fino alla fine dei tempi. La Buona Novella di Pasqua porta alla conversione e ad un cambiamento radicale della vita. Nel Vangelo di questa domenica, è lo Spirito Santo che incoraggia Pietro ad andare a pescare. E gli apostoli risposero: « Sì, veniamo con te. »

Quest’ultima apparizione di Gesù ai suoi discepoli è avvenuta nel contesto delle loro occupazioni e preoccupazioni materiali. Gesù voleva trovare i suoi discepoli in questo modo, dove li aveva chiamati a seguirlo per la prima volta, sulle rive del lago di Galilea, nella loro attività di pesca. Voleva far parte del loro lavoro. L’essenziale è che Cristo è andato a incontrare i suoi apostoli nel cuore della loro azione ! 

Questo è un esempio supremo della collaborazione che il Cristo risorto offre a ciascuno. Non importa come è presente: la gioia è che è lì. Sappiamo come riconoscerlo vivo e attivo oggi ? Questa domenica, Gesù dà l’esempio, si comporta come un pescatore di uomini, prende Simon Pietro, che era affondato fino al collo, con la sua negazione. Gesù, tre volte, gli ha dato il palo.

« Peter, mi ami ?  »E Pietro rispose tre volte : « Sì » quando aveva detto tre volte « No », nella sua negazione. E’ una resurrezione, un cambiamento radicale della vita di Pietro. La domanda posta tre volte a Pierre viene posta oggi. Questa è una domanda chiave alla quale una risposta affermativa porta ad un invito chiaro e preciso : « Seguimi. »

« Mi ami ? Mi ami ancora ?  Mi ami abbastanza ?  Ma se mi amate, dimenticate le vostre infedeltà come io le dimentico e seguitemi !  »Cristo ce lo dice incessantemente. Amen.

Michel Houyoux, diacono permanente

Collegamenti esterni

◊   Waranatha (Italia) → III Domenica di Pasqua Anno C

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