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Si je ne m’en vais pas, le Défenseur ne viendra pas à vous (Jn 16, 5-11)

Posté par diaconos le 28 mai 2019

Mardi 28 mai 2019

C'est votre intérêt que je m'en aille

C’est votre intérêt que je m’en aille

Première lecture   Cliquez ici → Livre des Actes des Apôtres 16,22-34

Deuxième lecture  Cliquez ici →Psaume 138(137),1-2a.2bc-3.7c-8

Évangile de Jésus-Christ selon saint Jean

En ce temps-là, Jésus disait à ses disciples : Je m’en vais maintenant auprès de Celui qui m’a envoyé, et aucun de vous ne me demande : « Où vas-tu ? » Mais, parce que je vous dis cela, la tristesse remplit votre cœur.

Pourtant, je vous dis la vérité : il vaut mieux pour vous que je m’en aille, car, si je ne m’en vais pas, le Défenseur ne viendra pas à vous ; mais si je pars, je vous l’enverrai.

Quand il viendra, il établira la culpabilité du monde en matière de péché, de justice et de jugement.En matière de péché, puisqu’on ne croit pas en moi.

En matière de justice, puisque je m’en vais auprès du Père, et que vous ne me verrez plus. En matière de jugement, puisque déjà le prince de ce monde est jugé. (Jn 16,5-11).

Homélie

 » Si je ne m’en vais pas, le Paraclet, le Défenseur, ne viendra pas à vous, mais si je pars, je vous l’enverrai »
Mon Dieu, éternel Paraclet, je t’adore, Lumière et Vie. Tu aurais pu te contenter de m’envoyer du dehors de bonnes pensées, la grâce qui les inspire et les accomplit ; tu aurais pu me conduire ainsi dans la vie, me purifiant seulement par ton action tout intérieure au moment de mon passage dans l’autre monde.

Mais, dans ta compassion infinie, tu es entré dans mon âme, dès le commencement, tu en as pris possession, tu en as fait ton temple. Par ta grâce, tu habites en moi d’une manière ineffable, tu m’unis à toi et à toute l’assemblée des anges et des saints.

Plus encore, tu es personnellement présent en moi, non seulement par ta grâce, mais par ton être même, comme si, tout en gardant ma personnalité, j’étais en quelque sorte absorbé en toi, dès cette vie. Et comme tu as pris possession de mon corps lui-même dans sa faiblesse, il est donc aussi ton temple (1Co 6,19). Vérité étonnante et redoutable ! Ô mon Dieu, je le crois, je le sais !

Puis-je pécher quand tu es si intimement avec moi ? Puis-je oublier qui est avec moi, qui est en moi ? Puis-je chasser l’hôte divin par ce qu’il abhorre plus que tout, la seule chose au monde entier qui l’offense, la seule réalité qui ne soit pas sienne ? … Mon Dieu, j’ai une double sécurité contre le péché : d’abord, la crainte d’une telle profanation, en ta présence, de tout ce que tu es en moi ; et ensuite, la confiance que cette présence même me gardera du mal… Dans les épreuves et la tentation, je t’appellerai… Grâce à toi-même, je ne t’abandonnerai jamais. Amen

Liens externes

◊ Histoire d’une foi : cliquez ici pour lire →   C’est votre intérêt que je m’en aille

C’est une question qui se pose à tout âges

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VII domenica di Pasqua, anno C

Posté par diaconos le 28 mai 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Che diventino perfettamente una cosa sola" (Gv 17,20-26)

Che diventino perfettamente una cosa sola » (Gv 17,20-26)

Prima Lettura  : Io contemplo il Figlio dell’uomo che sta alla desta di Dio.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: « Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio ». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì. (At 7,55-60)

Seconda Lettura  : Vieni, Signore Gesù!

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, udii una voce che mi diceva: «Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città.

Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino. Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita. Colui che attesta queste cose dice : « Sì, verrò presto ! ». Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. (Ap 22, 12-14.16-17.20)

Vangelo : Che tutti siano una cosa sola.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù alzàti gli occhi al cielo, così pregò: «Padre santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».  (Gv 17,20-26)

Omelia : Essere una cosa sola in Dio !

Nel parco giochi, tre bambini stavano parlando: « Mio padre, è forte!…… lo vedresti! « ha detto il primo. « E il mio è molto intelligente, molto colto….. è un ingegnere alla centrale nucleare di Tihange…. », rispose il secondo. Il terzo da aggiungere: « Il mio, ha molte decorazioni….. è un ufficiale, un soldato della caserma Flawinne: lui e i suoi compagni d’armi, collaborano con la KFOR per costruire la pace nelle zone di crisi ».

Avete tutti sentito, queste discussioni tra ragazzi dove tutti, quando si parla del padre, cercano di raccogliere fondi sul fidanzato per avere un motivo per essere ancora più orgoglioso di quanto lo sia di suo padre, orgoglioso di essere figlio di un tale padre. Gesù, non ha voluto riservarsi esclusivamente la sua gloria di Figlio di Dio, la gloria, la gloria, l’orgoglio di avere Dio stesso come Padre: ha voluto, per quanto possibile, associarci a questa gloria, questa superbia, come vuole che noi partecipiamo all’amore che il Padre ha per Lui.

Egli vuole che noi partecipiamo alla gioia che Egli gusta con il Padre: « Padre, voglio che coloro che tu mi hai dato (prima i discepoli, poi gli altri credenti) siano con Me dove sono io….. ». Ho dato loro la gloria che mi hai dato….. Ho rivelato loro il tuo Nome (il Nome del Padre tuo) perché l’amore con cui mi hai amato sia in loro! ».  (Gv 17, 24-26)

Questo è ciò che Gesù chiede per tutti noi credenti in questa preghiera di ringraziamento dopo la prima di tutte le Messe del Giovedì Santo.
Che onore! Che gloria! Che fortuna: avere Dio stesso come Padre.  È la gloria, l’orgoglio di Gesù Cristo, è nostra, poiché ci ha gentilmente fatto partecipare alla sua divina figliolanza.

Le capacità di comunicazione sono essenziali. Qual è il significato di questa comunicazione nel piano di Dio ?  Gesù mandò i suoi discepoli per comunicare il suo messaggio a tutte le nazioni. E il Vangelo di oggi ci offre l’esempio più bello della comunicazione di Gesù: la sua comunicazione con il Padre, prima nella preghiera dell’Ultima Cena, poi condivisa con i suoi discepoli durante lo stesso pasto.

Queste « comunicazioni » di Gesù si sviluppano intorno a due temi: quello dell’amore e quello dell’unità. Questi due temi sono correlati tra loro e sono inseparabili.  La vocazione ultima di tutta l’umanità è quella di essere una cosa sola in Dio: « Che anche loro siano una cosa sola in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato » (Gv 17,21b).

Non c’è amore e non c’è unità senza comunicazione, senza condivisione. L’unità è prima di tutto condivisione e reciprocità. « Tu in me ed io in te »: questo è l’oggetto della preghiera di Gesù per l’unità dei suoi discepoli. Come possiamo credere che la morte di Cristo può riunire nell’unità, intorno al Padre, i figli dispersi di Dio, se le persone che sono membri della Chiesa locale non sono unite ?

Che spettacolo offriamo nelle nostre famiglie, nelle nostre équipe, nella nostra comunità cristiana: quello di persone unite nello stesso amore, lo stesso rispetto per gli altri e la loro personalità o quello di persone profondamente divise ? Tutto ciò che promuove l’unità, la cooperazione, la comprensione e l’amore tra persone, gruppi e nazioni viene da Dio e tutto ciò che crea o sostiene le divisioni, la diffidenza, la paura, il confronto viene dal demonio.

L’unità ci orienta sempre verso il rispetto per gli altri. E’ opera dello Spirito Santo. O Dio, Padre nostro, radunaci in unità e rendici accoglienti alla tua Parola !
Amen.
Michel Houyoux, diacono permanente

Collegamenti esterni

◊ Alleanza Cattolica →  Il pensiero del giorno (Gv 17,20-26)

Commento alle Letture – VII Domenica di Pasqua (Anno C)

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