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DOMENICA DI PENTECOSTE, anno C – Solennità

Posté par diaconos le 3 juin 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Pentecostes.png 150Prima Lettura  : Il Signore scese sul monte monte Sinai davanti a tutto il popolo.

Dal libro dell’Esodo

In quei giorni, Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti : « Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me.

Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa ». Queste parole dirai agli Israeliti».

Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Si­gnore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore.

Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.

Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce. Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. (Es 19,3-8a,16-20b)

Seconda Lettura  : Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.

Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo ? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio. (Rm 8,22-27)

Vangelo  :  Sgorgheranno fiumi di acqua viva.

Dal vangelo secondo Giovanni

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato. (Gv 7, 37-39)

 OmeliaTi farà capire tutto quello che ti ho detto !

« Se qualcuno mi ama, egli rimarrà fedele alla mia parola; il Padre mio lo amerà, noi verremo a lui, rimarremo con lui. Chi non mi ama non resterà fedele alle mie parole » (Gv 14,23-24a). Questa è l’unica manifestazione che Dio ha deciso di fare: viene ad abitare nel cuore di coloro che lo accolgono e credono in lui. Sarà riconosciuto come realmente presente solo dalle persone che lo amano veramente !

« Se qualcuno mi ama, noi verremo a lui »: Cristo afferma che ora è presente attraverso coloro che lo amano, attraverso i veri credenti, nei quali abita. Tra persone che si amano, c’è l’ascolto, il dialogo, la parola, la comunicazione. « La parola che sentite non è mia; è del Padre che mi ha mandato.  » (Gv 14, 24b)  

Gesù ci rivela, qui, una delle basi della vera vita cristiana: la meditazione della Parola come sacramento della presenza di Dio. In questo discorso d’addio, dal giovedì santo alla sera, Gesù parla di una parola alla quale siamo fedeli, una parola vissuta, cioè una parola che si mette in pratica.

La Parola di Gesù non è una cosa, è qualcuno: Gesù che è andato via, c’è un altro che viene a prendere il sopravvento, inviato dal Padre nel nome di Gesù : è lo Spirito Santo.  Lo Spirito Santo non aggiunge nulla a Gesù, così come Gesù non ha aggiunto nulla al Padre : questi sono tre che sono uno solo !

Lo Spirito Santo è colui che comunica tutta la vita di Dio all’umanità. È lo Spirito Santo che aiuterà la Chiesa a comprendere gradualmente il dono di Dio, rivelato in Gesù Cristo. E oggi, lo Spirito Santo è ancora all’opera : « Io sono con voi fino alla fine dei tempi », disse Gesù.

La Chiesa ha ancora molto da capire, da scoprire e da vivere e questo è ancora più vero per ognuno di noi.  È importante capire che la festa di Pentecoste (prima lettura) non è stata celebrata solo per gli apostoli: il vento violento è stato percepito anche da una moltitudine di uomini e donne a Gerusalemme: tutti hanno sentito le meraviglie di Dio proclamate nella propria lingua. (Atti 2, 5-11)

Perché una persona riconosca nella parola di un’altra, la Parola di Dio, deve esserci l’azione dello Spirito Santo. « È dunque lo stesso Spirito Santo che afferma al nostro spirito che siamo figli di Dio » (2a lettura) (Rm 8,16).  

 La festa di Pentecoste non è solo la festa della nascita della Chiesa per mezzo delle potenze trasmesse agli apostoli, ma è anche la festa del rinnovamento del mondo per mezzo dell’azione dello Spirito Santo, che porta gradualmente tutta l’umanità alla comprensione del messaggio di Gesù : « Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà tutto e vi restituirà in memoria tutto ciò che vi ho detto!  » ( Jn 14, 26) Preghiamo lo Spirito Santo per insegnarci a comprendere e vivere il Vangelo oggi.
Amen
Deacon  Michel Houyoux.

Collegamenti esterni

◊  Padre Gian Franco Scarpitta →  Spirito necessario di verità

Domenica di Pentecoste, anno C

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