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Vous êtes le sel de la terre (Mt 5, 13-16)

Posté par diaconos le 11 juin 2019

La Parole vivante : vous êyes le sel d terre, la lumière du monde.

La Parole vivante : vous êyes le sel d terre, la lumière du monde.

Évangile de Jésus Christ selon saint Matthieu

En ce temps-là, Jésus disait à ses disciples :  » Vous êtes le sel de la terre. Mais si le sel devient fade, comment lui rendre de la saveur ? Il ne vaut plus rien : on le jette dehors et il est piétiné par les gens. Vous êtes la lumière du monde. Une ville située sur une montagne ne peut être cachée. Et l’on n’allume pas une lampe pour la mettre sous le boisseau ; on la met sur le lampadaire, et elle brille pour tous ceux qui sont dans la maison. De même, que votre lumière brille devant les hommes : alors, voyant ce que vous faites de bien, ils rendront gloire à votre Père qui est aux cieux. » (Mt 5, 13-16)

◊  ◊  ◊

Homélie

La vocation des disciples du Seigneur est d’être le sel de la terre, qui ne doit jamais perdre sa saveur, la lumière du monde, qui ne doit jamais être cachée. Relevez le défi de ces athéismes qui ne cessent de proclamer que la vie est absurde et n’a pas de sens.

Avec Jésus tout peut prendre du sens. Ici, Jésus nous demande d’être authentiques, de ne pas nous affadir. Ne soyons pas des chrétiens qui adoptent toutes les modes et toutes les mentalités. Jésus nous demande d’être assaisonnement et porteur de sens là où nous vivons.

Ce sel que nous avons a apporté au monde, c’est ce que Dieu a fait pour nous : être témoin ! Pour que nous soyons, selon Jésus, le  sel de la terre, nous devons entretenir une âme de pauvre, être humble, rester transparent à la lumière du Christ, avoir faim et soif de la justice, être miséricordieux envers les autres, pardonner et persévérer dans la fidélité au Christ.

Le vrai bonheur pour toutes les personnes, les couples, les familles et les sociétés est condensé dans les Béatitudes. Le sermon sur la montagne s’adresse à la foule immense des gens en recherche d’un sens à leur vie. Non pas seulement à ceux et à celles qui vont dans les églises mais à tous .

Compléments

◊ Catéchèse : cliquez ici pour lire l’article → Vous êtes le sel de la terre et la lumière du monde (Mt 5, 13-16)

◊  la source du bonheur : cliquez ici pour lire l’article →→  Si vous voulez vraiment être heureux, voilà comment il faut faire…

Liens externes

◊ Idées Caté : cliquez ici pour lire l’article →  LE SEL DE LA TERRE ET LA LUMIERE DU MONDE.

◊ EMCI TV  : cliquez ici pour lire l’article →  Vous êtes le sel de la terre

Vous êtes le sel de la terre et la lumière du monde: Qu’est-ce Jésus a voulu dire ?

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Festa della Santissima Trinità, anno C

Posté par diaconos le 11 juin 2019

 La prima festa dopo la Pentecoste è quella che celebra la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Si svolge la domenica dopo la Pentecoste ed è quindi anche la prima domenica della seconda parte del tempo ordinario (la prima parte è la domenica prima di Pasqua).

La prima festa dopo la Pentecoste è quella che celebra la Santissima Trinità: Padre, Figlio e Spirito Santo. Si svolge la domenica dopo la Pentecoste ed è quindi anche la prima domenica della seconda parte del tempo ordinario (la prima parte è la domenica prima di Pasqua).

Prima Lettura  Prima che la terra fosse, già la Sapienza era generata.

  Così parla la Sapienza di Dio :  « Il Signore mi ha creato come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, all’origine. Dall’eternità sono stata formata,  fin dal principio, dagli inizi della terra. Quando non esistevano gli abissi, io fui generata, quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua ; pri­ma che fossero fissate le basi dei monti,  prima delle colline, io fui generata, quando ancora non aveva fatto la terra e i campi
né le prime zolle del mondo.

Quando egli fissava i cieli, io ero là ; quando tracciava un cerchio sull’abisso, quando condensava le nubi in alto, quando fissava le sorgenti dell’abisso, quando stabiliva al mare i suoi limiti, così che le acque non ne oltrepassassero i confini, quando disponeva le fondamenta della terra, io ero con lui come artefice ed ero la sua delizia ogni giorno : giocavo davanti a lui in ogni istante, giocavo sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo». ( Pro 8, 22-31)

Seconda Lettura   Andiamo a Dio per mezzo di Cristo, nella carità diffusa in noi dallo Spirito.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, giustificati per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a que­sta grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio.
E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.  ( Rm 5, 1-5)

Vangelo   Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito prenderà del mio e ve l’annunzierà.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà ». (Gv 16, 12-15)

 Omelia

Amato da Dio, Trinità dell’Amore
Quando si tratta di parlare di Dio, nessuna espressione può pretendere di dire pienamente e perfettamente chi è. Il meglio che possiamo dire è ciò che Gesù ci ha rivelato: Dio è Padre, Figlio e Spirito. Privilegiamo questi tre nomi e li consideriamo i tre nomi più belli di Dio.

Oggi, in questa festa della Santissima Trinità, siamo invitati a contemplare Dio sotto questi tre bei nomi. In questo modo, possiamo cogliere l’opportunità di riconoscere i doni della famiglia divina come ciò che dobbiamo, su un altro livello, ai nostri padri e alle nostre madri. Queste donazioni possono essere riassunte in tre benefici essenziali …

  1.   il dono della vita, il dono di Dio Creatore. Nel suo Figlio ci chiama alla vita eterna: « Sono venuto perché gli uomini abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza » (Gv 10,10).
  2. Prendi per mano: Questa espressione del canto di Yves DUTHEIL esprime bene il prezioso e affettuoso accompagnamento a cui siamo stati sottoposti. I nostri genitori ci hanno preso per mano, ci hanno portato in braccio, ci hanno abbracciato sul loro cuore. Ci hanno protetto e confortato. Dio, Padre della tenerezza, ci ha preso per mano e ci ha portato nella sua famiglia. Con il battesimo, « nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, ci ha fatto suoi eredi, eredi con Cristo ».
  3. Trasmettere un patrimonio: quello dei valori umani e spirituali. La missione educativa dei genitori è quella di trasmettere i valori che essi stessi hanno ricevuto aggiungendo quelli che hanno acquisito.

Per mezzo di suo Figlio Gesù, il Padre ci ha trasmesso gli infiniti valori della sua vita: « Dalla sua pienezza, tutti abbiamo ricevuto, e la grazia sulla grazia…. La grazia e la verità sono venute a noi per mezzo di Gesù Cristo » (Gv 1, 16-17). Il messaggio evangelico centrale: « Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati » (Gv 13,34-35) ; non è solo un precetto da praticare; è la trasmissione del valore supremo che fa vivere Dio Padre, Figlio e Spirito, perché Dio è Amore.

Celebriamo dunque Dio nostro Padre e celebriamo il mistero di Dio in se stesso, per se stesso. Siamo rimandati nel cuore della nostra fede cristiana ! Il ministero pubblico di Gesù inizia con il battesimo nelle acque del Giordano e quando scese nelle acque del fiume, per essere battezzato da Giovanni, lo Spirito scese su di lui in forma di colomba, e udì la voce del Padre che diceva: « Tu sei il mio figlio prediletto, nel quale ho messo la mia compiacenza.  »(Mc 1, 11; Mt 3, 17 ; Lc 3, 22)

Più tardi, alla sua ultima apparizione ai suoi discepoli, dopo la sua risurrezione, al momento di lasciarli, comandò loro di andare ad insegnare a tutte le nazioni, di farne discepoli e di battezzarli « nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo ». (Mt 28, 19) Gesù ci insegna che Lui e suo Padre sono uno solo, uniti dallo Spirito d’amore che è loro comune.

E ci rivela che anche noi siamo chiamati a vivere la stessa relazione.    Dio è amore, Dio è una comunità di persone che si amano nell’unità dello Spirito Santo.
Celebrare è cantare lode, ringraziare, benedire, adorare, adorare, ed è anche parlare. Ognuno di noi può e deve testimoniare la nostra fede nell’unico Dio e nella Trinità nella nostra vita quotidiana. Amen.
Michel Houyoux, Diacono permanente.

Link esterni

◊ Le origini storice di questa festa  → Santissimità Trinità, il mistero (incomprensibile) dell’Amore

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