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Non impedire ai bambini di venire da me, perché il regno dei cieli è per coloro che sono come loro.

Posté par diaconos le 17 août 2019

Sabato 17 agosto 2019

 Non impedire ai bambini di venire da me, perché il regno dei cieli è per coloro che sono come loro

 

Laissez venir à moi ls enfants
Jesus disse : « Non impedire ai bambini di venire a me. »

 

Dal Vangelo secondo Matteo 19,13-15
In quel tempo, furono portati a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse ; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro : “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli”. E dopo avere imposto loro le mani, se ne partì.

Omelia   Non impedire ai bambini di venire da me

La gente ha presentato i bambini a Gesù perché lui li appoggiasse la sua mano su di loro. Gesù li ha accolti e benedetti (Mt 19,13-15 ; Lc 18,15-17 ; Mc 10,13-16). La benedizione che la accompagna è un gesto abituale dei rabbini. E’ un dono di Dio. La sua benedizione dà sempre vita alla vita.

Per Israele, la fertilità era un segno della benedizione di Dio : « Corona degli anziani, i loro figlioli » (Prov 17,6) ; « I tuoi figli, intorno alla tavola, sono come gli ulivi. «  (Sal 127,3) Gli autori biblici non dimenticarono che il bambino era un essere incompiuto e che era importante educarlo con fermezza : « La follia si aggrappa al cuore del bambino piccolo.  » (Pr 22:15)

Dall’Antico Testamento, a causa della sua debolezza, il bambino appare come un privilegiato di Dio. Il Signore stesso è il protettore degli orfani : « Padre degli orfani, difensore delle vedove, tale è Dio nella sua santa dimora. « (Sal 67,6) e i bambini lo lodavano: « Il tuo splendore è cantato fino al cielo attraverso le bocche dei bambini, dei piccoli.  » (Sal 8,2)

Il salmista usa l’immagine del bambino per mostrare al Signore il suo fiducioso abbandono : « La mia anima è in me come un bambino, come un bambino, come un bambino piccolo contro sua madre. « (Sal 130,2) Dio non ha esitato a scegliere il più piccolo, un bambino, il più giovane per compiere la sua missione. Dio si è manifestato al giovane Samuele nel Tempio di Silo (1S 3), è diventato profeta. Davide, il più giovane dei fratelli, divenne re d’Israele. (1S 16 e seguenti). Il giovane Daniel era più saggio degli anziani e salvò Suzanne dalla morte come risultato di una falsa testimonianza. (Dan 13).

Ai tempi di Gesù, i bambini erano oggetto di disprezzo e rifiuto da parte degli adulti. Da un lato erano bocche da sfamare in un mondo dove regnava la povertà, dall’altro lato erano ancora ignoranti della Legge di Mosè, per cui furono trattati come fuorilegge.

È attraverso un bambino appena nato, Gesù, che Dio ha visitato e riscattato il suo popolo. (Lc 2:68).  Dio si è fatto uomo: è l’Incarnazione. Luca, nel suo Vangelo, ha dato le tappe della crescita di Gesù : il neonato figlio della mangiatoia (Lc 2,4-7), il piccolo bambino presentato al Tempio (Lc 2,22-40), un bambino sottomesso ai genitori ma misteriosamente dipendente dal Padre (2,41-52).

Da adulto, Gesù adottò lo stesso comportamento di Dio suo Padre verso i figli. Benedicendo i bambini, ha rivelato che erano come i poveri, allo stesso livello in cui sono entrati nel Regno. I veri discepoli sono quei piccoli ai quali il Padre ha rivelato i misteri del Regno (Mt 11, 25).

« Amen, ti dico: se non cambiate per diventare come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Ma colui che si fa piccolo come un bambino, questo è il più grande del Regno dei Cieli. E chiunque accoglie un bambino come questo a mio nome, dà il benvenuto a me.  » (Mt 18:4-5)

« Lasciate che i bambini vengano da me, non ostacolateli, perché il regno di Dio è per coloro che sono come loro.  » (Mc 10,14b) La fede è prima di tutto un dono di Dio. E Cristo è l’unico mediatore, che conduce a Dio. Ha reso partecipi di questa missione, genitori, animatori del risveglio alla fede…… il nostro compito è prima di tutto e soprattutto quello della testimonianza.

Il bambino è segno di abbandono, fiducia, meraviglia, meraviglia, spontaneità, semplicità: queste sono le condizioni necessarie per entrare nel Regno e spesso gli adulti li hanno persi. Sono le persone che assomigliano ai piccoli che ne beneficeranno. Gesù mostrò costantemente ai suoi discepoli, che esprimevano anche il loro desiderio di grandezza (Mc 9,34 ; Mt 20,21), che era necessario abbandonare la loro pretesa e diventare piccoli, umili, per imparare a ricevere tutto da Dio e vivere del suo amore: questa condizione è la porta del Regno.

 

Conclusione
Attraverso la sua benedizione Gesù apre il Regno di Dio ai bambini, ai più piccoli, che sono chiamati ad entrare nella vicinanza di Dio…..prima di tutto. Chi sono questi piccoli oggi? Sono spesso le stesse del tempo di Gesù: i bambini, gli ammalati, gli handicappati, gli stranieri, le donne….. Dio apre il suo Regno a tutti coloro che sono vicini ai più piccoli.

Gesù nel Vangelo di Matteo ci parla del suo ritorno nella gloria e – il giudizio : « Vieni, benedetto dal Padre mio, ricevi in eredità il Regno preparato per te dalla fondazione del mondo. Perché avevo fame, e mi hai dato da mangiare….. Ti dico questo: ogni volta che l’hai fatto a uno di questi miei fratellini, l’hai fatto a me.  » (Mt 25:34….40).
I criteri del Regno non sono quelli del mondo. La bambina, nella sua dipendenza, può farcela vedere.

Il diacono pzemanente Michel Houyoux

Informazioni complementari

« I bambini sono stati presentati a Gesù per farli toccare » (Mc 10,13a). Marco non dice nulla della loro età e non dà il motivo per cui vogliamo che Gesù li tocchi. L’atteggiamento francamente ostile dei discepoli (Mc 10,13b) ci offende. Perché i suoi seguaci vogliono portarli via ?

Jesus disse : « Non impedire ai bambini di venire a me. »

Jesus disse : « Non impedire ai bambini di venire a me. »

La ragione è da ricercare nei costumi di quel tempo: i bambini sono oggetto di disprezzo da parte degli adulti. Ai tempi di Gesù, il bambino è prima di tutto, per la sua piccolezza, povertà e ignoranza della Legge di Mosè, un emarginato come i malati, le donne e gli schiavi. Gesù ci offre i tesori del suo cuore. Si meraviglia di una vita che inizia piena di possibilità. Scopre l’immagine del Padre in tutti i figli che gli sono stati presentati.

Come può Gesù, che ci chiede di sperare, dimenticare che i bambini sono anche la nostra speranza ? Dimentichiamo la nostra saggezza, la nostra sufficienza e l’amarezza delle nostre esperienze passate, per ricevere i doni di Dio e accogliere le sue parole vivificanti, nella meraviglia e nella semplicità di un bambino. (Mk 10, 15)

Dobbiamo diventare come bambini per seguire Gesù ? Ciò che ci interessa qui a immagine del bambino (Mc 10,15) sono le qualità che ci si aspetta dal discepolo di Gesù e che l’immagine del bambino può aiutarci a scoprire.

  Ecco tre qualità del bambino che ci invitano ad essere come lui per entrare nel Regno dei Cieli.

  1. Prima di tutto, la fiducia, una fiducia che lo porta a rivolgersi al padre o alla madre senza paura, che lo vede rifugiarsi sulle loro ginocchia, a volte pregandoli, addormentandosi tra le loro braccia. È il caso dell’accettazione del Regno di Dio, che è soprattutto l’accettazione di una persona.
  2. Poi, la dipendenza : il bambino ha bisogno dei suoi genitori, di quelli che lo circondano, dove si aspetta tutto dagli altri (vestiti, cibo, amore, affetto). Ebbene, ci troviamo in una situazione simile : « Non abbiamo amato Dio, ci ha amato e ha mandato suo Figlio come vittima espiatoria dei nostri peccati. « (1 Gv 4, 7-11).  Non e’ quello che succede al bambino? Dipende, riceve, accoglie l’amore dei suoi genitori.
  3. Meraviglia : il bambino che si meraviglia della bravura del padre nel lanciare la sua lenza da pesca, che impara con la madre a suonare uno strumento, che si sente commosso e appagato perché la gente si interessa a lui nonostante la sua piccolezza, la sua giovane età e che esprimerà la sua gratitudine offrendo a volte un goffo fiore raccolto o un disegno ingenuo.

Davanti a Dio siamo, come il bambino, stupiti da ciò che Egli ci dona : « Perché l’amore viene da Dio » (1 Gv 4,7) e perché ci permette di amarci gli uni con gli altri. Stupiti e grati perché questo dono è gratuito, senza merito da parte nostra. Questo è ciò che ha fatto dire a santa Teresa di Gesù Bambino: « Non dobbiamo diventare bambini, siamo ».

L’amore liberatorio di Dio è libero. Si offre volentieri, anche prima di essere implorato. E’ attivo e sensibile verso ogni persona. E’ attento ai nostri dolori, alle nostre miserie, alle nostre ansie. La gratuità dell’amore di Dio scaturisce in un flusso continuo di perdono offerto. Vuole che siano accolti come una tenerezza, come un bacio di amicizia che dà pace ai nostri cuori. L’amore di Dio ha tutta la gratuità dell’amore materno.

Gesù disse : « Lasciate che i bambini vengano da me. Non impedirli, perché il regno di Dio è per coloro che sono come loro.   » (Mk 10, 14) Un dolce rimprovero che dice molto su Gesù. La sua prima reazione, il suo primo riflesso è da accogliere con favore.

Per Gesù, le persone di ogni tipo sono importanti. Che si tratti di bambini, di donne come la samaritana o di persone meno lodevoli come i pubblicani di allora, hanno tutti un valore estremo per Gesù.

Li ama davvero con un amore che viene da Dio. Per mezzo di lui, l’amore di Dio per noi si manifesta perché Dio ha mandato il suo unico Figlio nel mondo per poter vivere attraverso di lui.

Collegamenti esterni

◊ L’Oasi di Engaddi : clicca qui per leggere l’articolo i → Liturgia e Lectio del giorno

◊  Orden de Nuestra Señora del Monte Carmelo : clicca qui → Lectio Divina : Mateo 19,13-15

Parola di Vita

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N’empêchez pas les enfants de venir à moi, car le royaume des Cieux est à ceux qui leur ressemblent

Posté par diaconos le 17 août 2019

Samedi 17 août 2019

Laissez venir à moi ls enfants
Laissez venir à moi ls enfants

 

N’empêchez pas les enfants de venir à moi, car le royaume des Cieux est à ceux qui leur ressemblent

De l’Évangile de Jésus Christ selon saint Matthieu

En ce temps-là, on présenta des enfants à Jésus pour qu’il leur impose les mains en priant. Mais les disciples les écartèrent vivement. Jésus leur dit :  « Laissez les enfants, ne les empêchez pas de venir à moi, car le royaume des Cieux est à ceux qui leur ressemblent. »  Il leur imposa les mains, puis il partit de là. (Mt 19, 13-15)

Homélie

Des gens présentèrent à Jésus des enfants pour qu’il posa la main sur eux. Jésus les accueillit  et les bénit  (Mt 19, 13-15 ; Lc 18, 15-17; Mc 10, 13-16). La  bénédiction qui accompagne, est un geste habituel des rabbins. Elle est un don de Dieu. Sa bénédiction fait toujours jaillir la vie.

Pour Israël la fécondité était un signe de la bénédiction divine : « Couronne des vieillards, leurs petits enfants » (Pr 17,6) ; « Tes fils, autour de la table sont comme des plants d’olivier. » (Ps 127, 3) Les auteurs bibliques n’oublièrent pas que l’enfant était un être inachevé et qu’il fut important de l’éduquer fermement : « La folie s’agrippe au cœur du jeune enfant. » (Pr 22,15)

Dès l’Ancien Testament, en raison de sa faiblesse l’enfant apparaît comme un privilégié de Dieu. Le Seigneur lui-même est le protecteur des orphelins :  » Père des orphelins, défenseur des veuves, tel est Dieu dans sa sainte demeure. » (Ps 67, 6) et les enfants le louèrent : « Jusqu’aux cieux, ta splendeur est chantée par la bouche des enfants, des tout-petits. » (Ps 8, 2)

Le psalmiste utilisa image du petit enfant pour montrer son abandon confiant au Seigneur : « Mon âme est en moi comme un enfant, comme, un petit enfant contre sa mère. » (Ps 130,2) Dieu n’hésita pas à choisir le plus petit, un enfant, le plus jeune pour accomplir sa mission. Dieu se manifesta au jeune Samuel au Temple de Silo (1S 3), il devint prophète. David, le plus jeune de la fratrie, devint roi d’Israël. (1S 16 et suivant). Le jeune Daniel se montra plus sage que les Anciens et sauva Suzanne de la mort à la suite de faux témoignages. (Dn 13).

Au temps de Jésus, les enfants furent objet de mépris, de rejet de la part des adultes. D’une part ils étaient des bouches à nourrir dans un monde où régnait la pauvreté, d’autre part, ils étaient encore ignorants de la Loi de Moïse, on les traita donc comme des hors-la-Loi.

C’est par un nouveau-né, Jésus, que Dieu visita et racheta  son peuple. (Lc 2, 68).  Dieu se fit homme : c’est l’Incarnation. Luc, dans son Évangile, a donné  les étapes de croissance de Jésus : nouveau-né de la crèche (Lc 2, 4-7), petit enfant présenté au Temple (Lc 2, 22-40), enfant soumis à ses parents et pourtant mystérieusement en lien de dépendance avec son Père (2, 41-52).

Devenu adulte, Jésus adopta le même comportement que Dieu son Père vis-à-vis des enfants. En bénissant les enfants, il révéla qu’ils étaient comme les pauvres, de plain-pied pour entrer dans le Royaume. Les vrais disciples sont ces tout-petits à qui la Père révéla  les mystères du Royaume (Mt 11, 25).

« Amen, je vous le dis : si vous ne changez pas pour devenir comme des enfants, vous n’entrerez pas dans le royaume des Cieux. Mais celui qui se fera petit comme un enfant, celui-là est le plus grand dans le Royaume des Cieux. Et celui qui accueille un enfant comme celui-ci en mon nom, il m’accueille, moi. » (Mt 18, 4-5)

« Laissez les enfants venir à moi, ne les empêchez pas, car le royaume de Dieu est à ceux qui leur ressemblent. » (Mc 10, 14b)  La foi est d’abord un don de Dieu. Et le Christ est le seul médiateur, qui conduit à Dieu. Rendus participants de cette mission, parents, animateurs d’éveil à la foi…notre tâche est d’abord celle de témoin.

L’enfant est signe d’abandon, de confiance, d’émerveillement, de spontanéité, de simplicité :  ce sont des conditions nécessaires pour entrer dans Royaume et que les adultes ont bien souvent perdues. Ce sont les personnes qui ressemblent aux petits qui en seront bénéficiaires. Jésus montra sans cesse à ses disciples, qui manifestèrent aussi leur désir de grandeur ( Mc 9, 34 ; Mt 20, 21 ), qu’il fallait abandonner leur prétention et se faire petit, humble, pour apprendre à tout recevoir de Dieu et vivre de son amour : cette condition st  la porte d’entrée du Royaume.

Conclusion
Par sa bénédiction Jésus ouvre aux enfants, aux petits, le Royaume de Dieu, ils sont appelés à entrer dans la proximité de Dieu… en premier. Qui sont ces petits aujourd’hui ? Ils sont bien souvent les mêmes que ceux du temps de Jésus : les enfants, les malades, les handicapés, les étrangers, les femmes… Dieu ouvre son Royaume à toutes les personnes qui se font proche des petits.

Jésus dans l’Évangile de Matthieu nous parle de son retour dans la gloire et- du jugement (Mt 25, 31-46) :  » Venez les bénis de mon Père, recevez en héritage le Royaume préparé pour vous depuis la fondation du monde. Car j’avais faim, et vous m’avez donnez à manger… Amen je vous le dis : chaque fois que vous l’avez fait à l’un de ces petits de mes frères, c’est à moi que vous l’avez fait. » (Mt 25, 34…40).

Les critères du Royaume ne sont pas ceux du  monde. Le petit enfant, dans sa dépendance peut nous le faire entrevoir.

Michel Houyoux, diacre permanent

Complément

◊ Catéchèse : cliquez ici pour lire l’article → Laissez les enfants venir à moi. (Mc 10, 13-16)

Liens externes

◊ Parole de vie  : cliquez ici pour lire l’article → Laissez les enfants venir à moi, ne les empechez pas !

◊  Catéchèse   : cliquez ici pour lire l’article → Laissez venir à moi les petits enfants

Les enfants qui meurent vont-ils au paradis ?

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