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À cette génération, il ne sera donné que le signe de Jonas

Posté par diaconos le 14 octobre 2019

Lundi 14 octobre 2019

Il y a une triple signification à ce signe:     La première est une prophétie à propos de la mort et de la résurrection du Christ. La deuxième est une prophétie à propos de la destruction de Jérusalem  La troisième est une prophétie sur le salut des nations et sur le ressentiment que cela va entraîner.

LIl y a une triple signification à ce signe  de Jonas :
La première est une prophétie à propos de la mort et de la résurrection du Christ.
La deuxième est une prophétie à propos de la destruction de Jérusalem
La troisième est une prophétie sur le salut des nations et sur le ressentiment que cela va entraîner.

De l’Évangile de Jésus Christ selon saint Luc

En ce temps-là, comme les foules s’amassaient, Jésus se mit à dire : «Cette génération est une génération mauvaise : elle cherche un signe, mais en fait de signe  il ne lui sera donné que le signe de Jonas. Car Jonas a été un signe pour les habitants de Ninive ; il en sera de même avec le Fils de l’homme pour cette génération.

Lors du Jugement, la reine de Saba se dressera en même temps que les hommes de cette génération, et elle les condamnera. En effet, elle est venue des extrémités de la terre pour écouter la sagesse de Salomon, et il y a ici bien plus que Salomon. Lors du Jugement, les habitants de Ninive se lèveront en même temps que cette génération, et ils la condamneront ; en effet, ils se sont convertis en réponse à la proclamation  faite par Jonas, et il y a ici bien plus que Jonas.» (Lc 11, 29-32)

Homélie

Les interlocuteurs de Jésus voulurent voir un signe qui fonda sa crédibilité mais Jésus ne voulut pas leur en donner. Il ne voulut pas leur en donner davantage que Jonas ne le fit quand il s’adressa aux païens de Ninive. Jésus appela à suivre leur exemple : se convertir à sa Parole, tout simplement parce qu’elle est vraie, sans exiger d’autres garanties que sa véracité.
«Comme les foules s’amassaient, Jésus se mit à dire : ‘Cette génération est une génération mauvaise : elle cherche un signe, mais en fait de signe il ne lui sera donné que le signe de Jonas’.» Des signes, au début, il n’y en eut pas. Mais, à la réflexion et de manière très subtile, un signe apparut pour nous.
Matthieu appela à percevoir que la résurrection de Jésus se trouva préfigurée dans le miracle de Jonas, vomi sur le rivage après trois jours dans la baleine. Un autre signe se fit jour ensuite, qui s’adressa aux juifs incrédules : ce fut la conversion d’un grand nombre de païens qui devinrent chrétiens.
« Cette génération est une génération mauvaise : elle cherche un signe »  Je cherche moi aussi des signes pour fortifier ma foi vacillante ; mais peut-être que je ne cherche pas les bons ! Quels sont les signes que tu mets sur mon chemin, Seigneur, à portée de vue ? J’ai l’impression que je cherche bien loin ce qui en fait est au plus profond de moi.
«Ils se sont convertis en réponse à la proclamation » Seigneur, quelle est la conversion que tu attends de moi ? «Et ce temps nous adresse toujours un appel pressant à la conversion : le chrétien est appelé à revenir à Dieu de tout son cœur pour ne pas se contenter d’une vie médiocre, mais grandir dans l’amitié avec le Seigneur. Jésus est l’ami fidèle qui ne nous abandonne jamais car, même lorsque nous péchons, il attend patiemment notre retour à lui et, par cette attente, il manifeste sa volonté de pardon.»  (Pape François)
Nous sommes appelés à comprendre l’Écriture, à marcher à son rythme et à percevoir ses développements. Nous sommes envoyés pour annoncer la Parole de Dieu dans les mêmes conditions. Il n’a pas d’autre autorité que la pertinence de ce qu’il dit. Il ne peut s’appuyer ni sur des prodiges pour impressionner, ni sur des arguments d’autorité.
Sa parole peut être entendue comme décisive et venant de Dieu, quand il est question de vie et de mort, et qu’elle touche au cœur car elle dit vrai. Amen
Michel Houyoux, diacre permanent

Liens externes

◊ Fraternité éducative La Salle : cliquez ici pour lire l’article →  À cette génération il ne sera donné que le signe de Jonas

◊ Cliquez ici pour lire l’article → Le signe de Jonas | Regnum Christi et Légionnaires du  Christ

Le signe de Jonas

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XXIX domenica del tempo ordinario – anno C

Posté par diaconos le 14 octobre 2019

Dio renderà giustizia ai suoi eletti che gridano a lui

La preghiera è una potenza. Tocca forze eterne e le mette in moto; muove Dio all’azione. È il ministero interiore davanti al cospetto di Dio ad essere il più temuto da Satana perché la preghiera è una potenza, la fioritura di un intenso lavoro spirituale che risulta in grandi opere visibili.

La preghiera è una potenza. Tocca forze eterne e le mette in moto; muove Dio all’azione. È il ministero interiore davanti al cospetto di Dio ad essere il più temuto da Satana perché la preghiera è una potenza, la fioritura di un intenso lavoro spirituale che risulta in grandi opere visibili.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

A quei tempi, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola sul bisogno di loro di pregare sempre senza scoraggiarsi : « C’era una citta’ in una citta’. un giudice che non ha avuto paura di Dio e non rispettava gli uomini. In questa stessa città, c’era una vedova che è venuta a  chiederglielo : « Fatemi giustizia contro il mio avversario.

Per molto tempo ha rifiutato ; e poi pensa a se stesso : « Anche se non ho paura di Dio. e non rispetta nessuno, mentre questa vedova comincia a darmi fastidio, Gli rendero’ giustizia. cosi’ che non continuasse a mettermi K.O. ». Il Signore ha aggiunto : « Ascolta attentamente quello che dice questo giudice senza giustizia !

E Dio non renderebbe giustizia ai suoi eletti, urlandogli addosso giorno e notte ? Li fa aspettare ? Te lo dichiaro : presto, farà loro giustizia. Tuttavia, il Figlio dell’uomo, quando arriva, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,1-8)

Omelia  Dobbiamo pregare incessantemente e senza scoraggiarci !

La preghiera senza stancarsi, nella fede e nella fiducia, è il tema centrale dei testi di oggi.  « Dobbiamo pregare incessantemente e senza scoraggiarci » (Lc 18,1b), ci dici Signore. Dalla prima lettura del libro dell’Esodo, impariamo una lezione di perseveranza e una certezza : Dio non salva l’uomo senza l’uomo.

La preghiera perseverante attraversa costantemente la strada della nostra fedeltà, piccola o grande, e anche della nostra infedeltà, sottile o insidiosa. Ma soprattutto rimane un segno discreto del nostro desiderio di salvezza in noi. Come è bello, Signore, sapere che capisci le nostre difficoltà.

La parabola di questa domenica ci mostra in modo paradossale la ricompensa che Dio riserva a chi si abbandona a Lui. Abbiamo due personaggi importanti in questa storia: da un lato un giudice che non teme Dio e non ha riguardo per nessuno e dall’altro una vedova debole, ma convinta dei suoi diritti e determinata, fino alla fine, ad affermarli.

Alla fine, il giudice dà alla vedova ciò che chiede, semplicemente per non darle più fastidio. Nella prima lettura abbiamo un altro esempio di preghiera costante e paziente : la preghiera di Mosè. Oltre a questa coerenza, Mosè e la vedova del Vangelo hanno qualcosa in comune. Sono entrambi dalla parte dei deboli e degli oppressi.

La vedova, perché ne fa parte e Mosè perché appartiene ad un popolo di oppressi. Dio ascolta sempre le preghiere di questi piccoli. A differenza di questo giudice malvagio e senza scrupoli che finisce, per egoismo, cedendo a questa vedova, Dio, che è infinitamente benevolo, renderà prontamente giustizia a coloro che lo amano e lo invocano.  È la preghiera perseverante che è efficace.

A differenza di questo giudice, Dio è Padre. Così Gesù ce l’ha rivelato e ci ha insegnato a pregare con Lui. (Quando pregate, dite Padre) (Mt 6,9) La preghiera a cui Dio risponde è la preghiera persistente e ostinata che non rinuncia mai all’amorevole assicurazione: « Padre, io ti amo abbastanza da credere che tu possa darmi ciò che chiedo, molto meglio e forse più di quanto ti chiedo, come e quando vuoi nel tuo infinito amore ».

 « Tutte le tecniche di preghiera sono buone quando portano l’uomo a contatto con Dio » (dottor Carrel).

È attraverso la sua Parola nella Bibbia che Dio ci insegna, corregge i nostri errori e ci educa alla giustizia. La Bibbia è il cibo che sostiene la nostra conversazione con Dio e rafforza la nostra fede. Le Scritture ci danno la Sapienza e la meditazione biblica è il modo migliore per maturare la fede. (Seconda lettura : Tim 3:16-17)

« L’aiuto mi verrà dal Signore che ha fatto il cielo e la terra » (Sal 120,2) Credere in Dio creatore del mondo: significa accettare la sua parola, nutrirsi di essa e soprattutto aderire alla sua persona. Insomma, è sempre necessario pregare senza stancarsi di pazienza nella fede : « Ma quando il Figlio dell’uomo verrà, troverà la fede sulla terra?  » (Lc 18:8)

La preghiera e la vita cristiana sono inseparabili perché è lo stesso amore, lo stesso amore per tutti gli uomini, lo stesso amore con cui Gesù ci ha tanto amato. « Qualsiasi cosa chiedi al Padre a mio nome, lui ti concederà. Quello che vi comando è di amarvi gli uni gli altri » (Gv 15,16-17)  Amen.
Diacono  Michel Houyoux

Informazioni complementari

Per incoraggiare i suoi discepoli a pregare con perseveranza, Gesù offre loro l’esempio di una povera vedova che, con l’insistenza, ottiene giustizia da un giudice che, non temendo né Dio né l’uomo, lo rende giusto per egoismo e per essere liberato dai suoi disagi.

Se le persistenti lamentele della povera vedova hanno avuto l’effetto di esasperare questo giudice senza scrupoli e decidere finalmente di fare giustizia, quanto più una preghiera persistente avrà un effetto su Dio che ci ama infinitamente e vuole soddisfarci !

Dimmi perché stai pregando ? Pregate per cambiare Dio o perché la vostra preghiera vi trasformi e vi aiuti ad entrare con fede nel suo piano per voi stessi e per gli altri, che non è sempre in linea con ciò che volete.

La perdita del senso della preghiera è un segno molto chiaro di una diminuzione della fede che giustifica la preoccupazione di Gesù. La posizione dei cristiani nel mondo li fa sentire in ogni momento questo pressante bisogno di preghiera; senza di essa ognuno di loro sarebbe come questa povera vedova, oppressa e bisognosa di ogni protezione.

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La promessa di Dio è certa, infallibile. Avrai il coraggio di perseverare fino alla fine mantenendo la vera fede che solo tu puoi tenere in comunione con Gesù Cristo ?

Pregano con gioia e fiducia e soprattutto perseverano…..

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Fonte dell’immagine: clicca qui → Sites chrétiens pour enfant – La Maison Arc-en-Ciel

Pregate con fede, cioè pregate di entrare nei piani di Dio per voi; pregate di lasciarvi trasformare da Lui ed entrare così nella pazienza di Dio con gli altri e con voi stessi.

Diacono  Michel Houyoux

Collegamenti esterni

◊ 29a dominica ordinario, anno C : clicca qui per leggere l’articolo →  Parole Nuove – Commenti al Vangelo

◊ Oremus  : clicca qui per leggere l’articolo → Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui

29a dominica del tempo ordinario

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