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Jésus, comme Élie et Élisée, n’est pas envoyé qu’aux seuls Juifs

Posté par diaconos le 16 mars 2020

 Le prophète Élie avec la veuve de Zaréphath et son fils

Élisée fut un prophète de l’Ancien Testament dont l’activité est décrite dans le deuxième livre des Rois. Son nom vient de l’hébreu El Yasa que l’on peut traduire par Dieu a aidé. À une époque troublée où les rois d’Israël successeurs de Salomon s’adonnaient à l’idolâtrie et à la débauche, Élie et Élisée ne cessèrent de rappeler à ces derniers qu’ils durent se détourner des divinités étrangères, Baal et Astarté, et retourner au culte du seul vrai Dieu.

De l’Évangile de Jésus Christ selon saint Luc

Dans la synagogue de Nazareth, Jésus déclara : « Amen, je vous le dis : aucun prophète ne trouve un accueil favorable dans son pays. En vérité, je vous le dis : Au temps du prophète Élie, lorsque pendant trois ans et demi le ciel retint la pluie, et qu’une grande famine se produisit sur toute la terre, il y avait beaucoup de veuves en Israël ; pourtant Élie ne fut envoyé vers aucune d’entre elles, mais bien dans la ville de Sarepta, au pays de Sidon, chez une veuve étrangère. Au temps du  prophète Élisée, il y avait beaucoup de lépreux en Israël ; et aucun d’eux n’a été purifié, mais bien Naaman le Syrien. »

À ces mots, dans la synagogue, tous devinrent furieux. Ils se levèrent, poussèrent Jésus hors de la ville, et le menèrent jusqu’à un escarpement de la colline où leur ville est construite, pour le précipiter en bas. Mais lui, passant au milieu d’eux, allait son chemin.  (Lc 4, 24-30)

Reconnaître les dons de Dieu

Per­sonne n’a plus de dif­fi­culté à re­con­naître les dons de Dieu dans un homme que ceux qui vivent fa­mi­liè­re­ment avec lui. Ce qui est de­vant les yeux em­pêche de voir les choses spi­ri­tuelles : « Et ils disaient: N’est-ce pas là Jésus, le fils de Joseph, celui dont nous connaissons le père et la mère? Comment donc dit-il: Je suis descendu du ciel ? (Jn 6, 42) Aussi ce Mais il dit fait-il op­po­si­tion à la de­mande de mi­racles qu’on adres­sa à Jé­sus.

« Nul pro­phète n’est bien reçu dans sa pa­trie, mais c’est avec vérité, comme un sé­rieux aver­tis­se­ment, que je vous le dis, si cette pa­trie aveu­glée le re­jeta, d’autres re­çurent la gué­ri­son que vous eurent dé­dai­gnez » ; et Jé­sus  en four­nit des preuves his­to­riques. Pour cela, il gé­né­ra­lisa sa pen­sée, qu’il re­porta de Na­za­reth sur Israël tout en­tier. En di­sant : trois ans et six mois, Jé­sus adop­ta la tra­di­tion juive qui tint compte plu­tôt de la du­rée de la fa­mine, que de celle de la sé­che­resse elle-même. Car la terre ne put pro­duire qu’une demi-an­née au moins après avoir reçu la pluie du ciel.

Sarepta fut une pe­tite ville phé­ni­cienne si­tuée entre Tyr et Si­don. Le nom s’en est conservé dans ce­lui de Surafend, vil­lage qui rap­pela en­core le sou­ve­nir de la ville an­cienne. Naaman et la veuve de Sa­repta étaient païens l’un et l’autre. Par ces  deux exemples, si frap­pants pour des au­di­teurs juifs, Jé­sus voulut re­le­ver cette vé­rité : au­cun homme, au­cune ville, au­cun peuple n’a des droits à la fa­veur de Dieu, qui est par­fai­te­ment libre dans la dis­pen­sa­tion de ses grâces. Et, c’est pré­ci­sé­ment par des pré­ten­tions à un droit, fondé sur des pri­vi­lèges ex­té­rieurs, que l’­homme se rendit in­digne des bé­né­dic­tions di­vines.

Cette colère prouva qu’ils eurent par­fai­te­ment com­pris le Sau­veur. Leur or­gueil ne put sup­por­ter l’i­dée que des païens leur furent ja­mais pré­fé­rés. Jus­qu’au sommet ou bord supérieur. Na­za­reth est si­tué sur le pen­chant d’une mon­tagne où se voit en­core, près de l’é­glise des ma­ro­nites, une pa­roi de ro­chers de 40 à 50 pieds de hau­teur.

Ces mots : Mais lui, forment un contraste re­mar­quable avec l’im­puis­sante co­lère des ad­ver­saires. Fut-ce par un mi­racle de sa puis­sance sur leur vo­lonté que Jé­sus par­vint à passer au milieu d’eux et à s’en aller ?   Jé­sus sut ré­duire à néant les desseins meur­triers de ses ad­ver­saires, aussi long­temps que  son heure ne fusse pas ve­nue . Si plus tard il se li­vra à eux, ce fut vo­lon­tai­re­ment et pour ac­com­plir le grand sa­cri­fice d’où dé­pen­dait la ré­demp­tion du monde : «    Personne ne me l’ôte, mais je la donne de moi-même; j’ai le pouvoir de la donner, et j’ai le pouvoir de la reprendre: tel est l’ordre que j’ai reçu de mon Père.   (Jn 10.18).

Diacre Michel Houyoux

Liens avec d’autres sites chrétiens

◊  P. Alberto Maggi OSM  : cliquez ici pour lire l’article  → COMME ÉLIE ET ÉLISÉE, JÉSUS N’EST PAS ENVOYÉ POUR LES  SEULS JUIFS

◊ Père Rémi Doche (message audio)  : cliquez ici pour lire l’article  → Jésus, comme Élie et Élisée, n’est pas envoyé aux seuls Juifs.

Jésus, comme Élie et Élisée, n’est pas envoyé qu’aux seuls Juifs

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Quarta domenica di Quaresima, da Lætare – Anno A /16 marzo

Posté par diaconos le 16 mars 2020

Se ne andò e si lavò ; quando tornò, vide

Quarta domenica di Quaresima, da Lætare - Anno A /16 marzo dans articles en Italien ciecoLa guarigione di un cieco nato cieco è un miracolo di Gesù. È un simbolo che Gesù è venuto, con la sua parola, i suoi insegnamenti e le sue opere, a portare luce sulla terra.  Per Sant’Ambrogio, Gesù è la luce del mondo. Egli porta questa luce nel fango con cui guarisce i ciechi, lo stesso fango che il Padre usa per creare l’Uomo nel libro della Genesi. Cristo manda il cieco a lavarsi perché è il segno del battesimo, la cerimonia con cui Dio dona la sua luce all’essere umano che l’ha chiesto1. Come Gesù disse « Alzati e cammina » al paralitico, come ha risuscitato Lazzaro dai morti, egli dà la vista ai ciechi.

      Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

A quel tempo, lasciando il Tempio, Gesù vide un uomo cieco dalla nascita. I suoi discepoli gli chiesero : « Rabbino, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, che è nato cieco ?  » Gesù rispose : « Né lui né i suoi genitori hanno peccato. Ma fu perché le opere di Dio si manifestassero in lui.  Dobbiamo lavorare le opere di Colui che mi ha mandato, mentre è giorno ; la notte arriva quando nessuno può lavorarci. Finché sono nel mondo, io sono la luce del mondo.  » E quando disse questo, sputò per terra e fece del fango con la saliva, e applicò il fango agli occhi del cieco, e gli disse : « Va’ a lavarti nella piscina di Siloam », il nome è tradotto: Inviato. Allora il cieco andò lì e si lavò; e quando tornò, vide. Allora i suoi vicini e quelli che lo avevano guardato prima, perché era un mendicante, dissero: Non è lui che stava lì a mendicare? »

Qualcuno ha detto  : « È lui. « E gli altri hanno detto : « No, non è vero, è qualcuno che gli assomiglia.  » Ma lui diceva : ‘Sono sicuramente io’. « E gli chiedevano: « Allora come si sono aperti gli occhi ?  » E disse : « L’uomo che chiamano Gesù ha fatto il fango e me l’ha messo sugli occhi e mi ha detto : ‘Vai a Siloam e lavati’. Così sono andato a lavarmi, e poi ho visto. « Gli dissero: « E dov’è? « Rispose: « Non lo so. » Lo portano dai Farisei, il vecchio cieco. Ora era un giorno di sabato che Gesù aveva fatto il fango e aveva aperto gli occhi. I farisei, a loro volta, gli chiesero come poteva vedere. Egli rispose loro : « Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ho visto. « Alcuni farisei hanno detto :  » Quest’uomo non è di Dio, perché non fa riposare il sabato ». « Altri dissero:  » Come può un uomo peccatore fare tali segni ?

Così si sono divisi. Poi chiesero di nuovo al cieco : « E che cosa dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi ?  » Egli disse : « È un profeta.  » Ora gli ebrei non volevano credere che quest’uomo fosse stato cieco e che ora potesse vedere. Perciò chiamarono i suoi genitori e chiesero loro : « Quest’uomo è davvero tuo figlio e tu dici che è nato cieco? Com’è che ora può vedere? » I genitori risposero : « Sappiamo che questo è nostro figlio, e che è nato cieco. Ma come egli possa vedere ora, non lo sappiamo ; e chi ha aperto gli occhi, anche noi non lo sappiamo. Chiediglielo ; è abbastanza grande per spiegarsi. «   I suoi genitori parlavano così perché avevano paura degli ebrei. Gli ebrei avevano già accettato di escludere dalle loro assemblee tutti coloro che avrebbero dichiarato pubblicamente che Gesù è il Cristo.

I genitori risposero : « Sappiamo che questo è nostro figlio, e che è nato cieco. Ma come egli possa vedere ora, non lo sappiamo ; e chi ha aperto gli occhi, anche noi non lo sappiamo. Chiediglielo ; è abbastanza grande per spiegarsi. «   I suoi genitori parlavano così perché avevano paura degli ebrei. Gli ebrei avevano già accettato di escludere dalle loro assemblee tutti coloro che avrebbero dichiarato pubblicamente che Gesù è il Cristo. Per questo i genitori avevano detto: « È abbastanza grande, chiedeteglielo ! « Per la seconda volta i Farisei convocarono l’uomo che era cieco e gli dissero : « Rendete gloria a Dio! Sappiamo che quest’uomo è un peccatore.  » Rispose : « È un peccatore? Non lo so. Ma una cosa la so: ero cieco, e ora vedo.  » Poi gli dissero : « Come ti ha aperto gli occhi ? »

Egli rispose loro : « Ve l’ho già detto, e voi non avete ascoltato. Perché vuoi ascoltarmi di nuovo ? È possibile che anche voi vogliate diventare suoi discepoli ? «   Cominciarono a riverirlo : « Tu sei il suo discepolo ; noi siamo discepoli di Mosè. Sappiamo che Dio ha parlato a Mosè, ma non sappiamo da dove viene.  » L’uomo rispose loro : « Questa è la cosa incredibile ! Non sai da dove viene, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma se qualcuno lo onora e fa la sua volontà, la fa. Mai prima d’ora abbiamo sentito di qualcuno che abbia aperto gli occhi a qualcuno che era cieco dalla nascita. Se non era di Dio, non poteva fare nulla. « 

Risposero : « Sei stato completamente nel peccato fin dalla nascita e ci stai dando una lezione ? «   E l’hanno buttato fuori. E Gesù sentì che lo avevano cacciato via. Lo trovò e disse: « Credi nel Figlio dell’Uomo ? Egli rispose : « E chi è, Signore, perché io creda in lu i?  » Gesù gli disse : « Tu lo vedi, ed è lui che ti parla ».Disse : « Io credo, Signore!  » E lo venerava. Allora Gesù disse : « Sono venuto in questo mondo per dare un giudizio : che coloro che non vedono vedano, e che coloro che vedono diventino ciechi. « E quelli dei farisei che erano con lui hanno sentito queste parole e gli hanno detto:  » Siamo ciechi anche noi ? »  Gesù rispose loro  : « Se foste ciechi, non avreste peccato; ma finché dite: « Noi vediamo », il vostro peccato rimane.  » (Gv 9, 1-41).

Credere è aderire a Gesù la Luce !

 Giudichiamo dalle apparenze: i record dell’atleta, la bellezza o il gioco di un attore, il successo accademico o sociale. Dio vede il cuore. È attraverso il nostro cuore che entriamo in relazione con gli altri e con Dio; è il nostro cuore buono o cattivo che determinerà il nostro comportamento in tutto ciò che compone la nostra esistenza. Questo è ciò che Dio guarda, che così spesso ci sfugge, ed è per questo che le scelte di Dio spesso ci confondono. La prima lettura del libro di Samuele ne è una buona illustrazione: Come capo del suo popolo, Dio sceglie Davide, l’ultimo nato di Jesse, l’ottavo, il piccolo ragazzo biondo dagli occhi belli, quello che pascolava il piccolo bestiame.

Il Signore disse a Samuele : « Questo è lui ! Nominatelo. « Samuele il profeta lo unse in mezzo ai suoi fratelli. Così lo Spirito del Signore si impadronì del giovane adolescente e rimase con lui da quel giorno in poi, tanto che divenne una luce per il suo popolo. Davide, il più grande dei re di Israele, è stato il più giovane. Egli è per noi la figura di Gesù, il Messia degli umili, la luce dei ciechi. Come il salmista ha fatto di Dio il suo Pastore, così come il giovane Davide ha potuto benedirlo, così noi cantiamo Cristo, il nostro pastore: che ci conduca all’acqua viva della sua Pasqua ! (Salmo 22)

Siamo abbastanza lucidi da riconoscere ciò che è capace di piacere a Dio e lasciamoci illuminare dalla luce vera per diventare a nostra volta luce per i nostri fratelli testimoniando una vita di bontà, giustizia e verità (2° Lettura). È così che intendiamo il requisito missionario del nostro battesimo ? Non siamo forse ricaduti nelle tenebre del passato attraverso la nostra routine, la nostra tiepidezza, le nostre negazioni ?  La base di questo vangelo dedicato alla guarigione miracolosa di un cieco nato cieco è la conoscenza, sia scientifica che religiosa, e in questo brano troviamo dieci volte l’espressione « sapere », « non sapere » o « ignorare », sempre coniugata al presente.

Con questo miracolo, Gesù dona la vista a un uomo che non l’aveva mai avuta, poiché era cieco dalla nascita. Facendo questo miracolo, Gesù vuole farci capire che solo Lui, perché è la Luce del mondo, può dare all’uomo la vera vista, la vera vista che è la vista della fede! Perché la fede è veramente una visione, una visione anticipata della futura Gloria del Cielo, una visione ridotta a un punto luminoso perso nell’oscurità di questo mondo transitorio ?

In tutto questo vangelo dei ciechi nati, nessuno sa chi è Gesù se non i suoi discepoli. Il cieco, una volta guarito, pensa che Gesù sia un profeta, un profeta che parla in nome di Dio, e osa persino dirlo. Alcuni farisei si pongono domande, ma nessuno di loro sembra convinto. Infatti tutti hanno paura, paura di essere cacciati dalla sinagoga, paura soprattutto di quel soprannaturale, che, essendo al di sopra della natura, ci è sconosciuto… In realtà è solo il vecchio cieco che non ha paura: non si spinge forse fino al punto di osare invitare i farisei a diventare discepoli di Gesù ?

Chi ha recuperato la vista non ha paura perché, nel suo corpo, ha appena sperimentato questa visione di Dio che la fede gli darà. Vedendo, l’ex cieco sente già in sé quella dolce fiducia che viene dalla fede amorevole che lo lega al Signore Onnipotente. Anche se non sa e non crede ancora che sia Dio ad averlo guarito, sente in lui questa presenza della sua onnipotente potenza nel semplice fatto di vedere ed esercitare il suo senso della visione: questo semplice fatto gli scaccia ogni paura !

Il cieco nato cieco ha visto e creduto. L’apostolo Tommaso vide e credette. E ora Gesù ci dice : « Beati quelli che credono senza aver visto ! « ( Giovanni 20, 29) È la fede che dà la visione, non la visione che dà la fede. Credere è aderire a Gesù la Luce !

Il diacono Michel Houyoux

Link a siti web cristiani

◊ Maranatha.It : clicca qui per leggere l’articolo → Liturgia Domenica IV Tempo di Quaresima – anno A

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo →  Testi – I Domenica di Quaresima (Anno A)

♥  IV DOMENICA DI QUARESIMA – LAETARE (ANNO A)

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