Ventottesima domenica del tempo ordinario dell’anno B

Posté par diaconos le 5 octobre 2021

Vingt-huitième dimanche du Temps Ordinaire de l'année B dans Catéchèse

Vendi quello che hai e seguimi

# Gesù e il giovane ricco è un episodio della sua vita pubblica riportato nei tre vangeli sinottici. È raccontato nel Vangelo secondo Matteo (Mt, 19,16-30), nel Vangelo secondo Marco (Mc, 10,17-31) e nel Vangelo secondo Luca (Lc, 18,18-30). In Matteo, un giovane ricco chiese a Gesù come ottenere la vita eterna. Gesù gli ricordò il decalogo e quando l’uomo rispose che lo aveva osservato fin dalla sua giovinezza, disse: « Non lo dimenticherò mai ».

Luca contiene un episodio simile e il seguente giudizio: « Quanto è difficile per coloro che hanno ricchezze entrare nel regno di Dio, Sì, è più facile per un cammello entrare nella cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio. Marco riporta poi le parole di Gesù da questo incidente che, come negli altri evangelisti, ne trae una legge generale: « Quanto è difficile per coloro che hanno beni entrare nel Regno di Dio »

Camille Focant ha notato che queste parole in Marco, fanno sprofondare i discepoli nella paura e che non sono solo i ricchi ad essere menzionati, « è la difficoltà in sé di entrare nel Regno dei Cieli che viene sottolineata. Riguarda tutti. Cosa si intende per i beni di cui parlava Marco? Si tratta di ricchezza, di tutte le cose utili. Più di queste cose uno ha, meno è in grado di entrare nel Regno di Dio.

Anche per la persona che ha poco, questo è possibile solo grazie a Dio, poiché si può dire, secondo l’esegeta, che seguire Gesù e il distacco che ne deriva potrebbe diventare un possesso. Lo studioso di Marco ha aggiunto che da 8,34-38, il lettore attento di Marco sa che l’uomo non ha nulla da offrire in cambio della sua vita e che volerla salvare è il modo migliore per perderla.

Dal Vangelo secondo Marco

17 Gesù si stava mettendo in cammino, quando un uomo accorse, cadde in ginocchio e gli chiese: « Maestro buono, cosa devo fare per ereditare la vita eterna? » 18 Gesù gli disse: « Perché dici che sono buono? Nessuno è buono se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non commettere omicidio, non commettere adulterio, non commettere furto, non rendere falsa testimonianza, non fare del male a nessuno, onora tuo padre e tua madre ».

20 L’uomo rispose: « Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza ». 21 Gesù lo guardò e lo amò. Gli disse: « Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri; allora avrai un tesoro in cielo ». Allora vieni e seguimi. 22 Ma quando sentì questo, si rabbuiò e se ne andò triste, perché aveva grandi possedimenti. 23 Allora Gesù si guardò intorno e disse ai suoi discepoli: « Quanto sarà difficile per coloro che hanno ricchezze entrare nel regno di Dio! ».

24 I discepoli erano stupiti di queste parole. Gesù parlò loro di nuovo: « Figli miei, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel regno di Dio. 26 I discepoli, sempre più perplessi, si chiesero l’un l’altro: « Ma allora, chi può essere salvato? » 27 Gesù li guardò e disse: « Per gli uomini questo è impossibile, ma non per Dio; perché tutto è possibile a Dio ».

28 Pietro cominciò a dire a Gesù: « Ecco, abbiamo lasciato tutto per seguirti ». 29 Gesù disse: « Amen, io vi dico che nessuno che abbia lasciato casa, fratelli, sorelle, madre, padre, figli e terra 30 per causa mia e del vangelo, riceverà il centuplo anche in questo tempo: case, fratelli, sorelle, madri, figli e terra, con persecuzioni, e nel mondo a venire, la vita eterna ». (Mc 10,17-30)

Il giovane ricco

Mentre Gesù si metteva in cammino, un uomo accorse e cadde sulle sue ginocchia, chiamandolo : « Maestro buono, cosa devo fare per ereditare la vita eterna » (Mc 10-17). Gesù ha iniziato rifiutando questo titolo. Solo Dio è buono. Poi riferì al suo interlocutore i comandamenti della seconda tavola del decalogo. L’uomo disse che li aveva conservati dalla sua giovinezza. Gesù lo guardò con profonda tenerezza e gli disse di dare quello che aveva ai poveri e di seguirlo. L’uomo ne fu angosciato e se ne andò triste.

Allora Gesù guardò i suoi discepoli e disse : « Sarà difficile per i ricchi entrare nel regno di Dio. (Mc 10,17) In risposta allo stupore dei discepoli, aggiunse che era difficile per coloro che confidavano nelle ricchezze entrare nel regno; un cammello passerebbe piuttosto per la cruna di un ago. I suoi discepoli erano ancora più stupiti e si chiedevano l’un l’altro : « Chi può essere salvato ? ». Gesù disse loro che questo è impossibile agli uomini, ma che tutto è possibile a Dio.

Pietro era contento di vedere che loro, i discepoli, partivano per seguire Gesù. Gesù ha detto che ogni sacrificio fatto per Lui e per il Vangelo è ricompensato ora e nell’eternità, ma molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi primi.  Matteo, Marco e Luca riportano queste parole dopo la benedizione dei bambini. Gesù lasciò la casa dove si era fermato e si mise in cammino per continuare il suo viaggio.

Gesù gli disse: « Perché mi chiami buono? Nessuno è buono tranne uno, Dio. (Mc 10,18) Per quanto riguarda il significato della domanda di Gesù, « Perché mi chiamate buono? » e la distinzione che fece tra se stesso e Dio, che dichiarò essere l’unico buono, gli interpreti differiscono molto, a seconda che siano influenzati dalle loro visioni dogmatiche. Coloro che negavano la perfetta santità di Gesù vedevano in questa parola un’ammissione di peccato.

Gesù prese il punto di vista di colui che lo interrogò e la cui domanda dimostrò che aveva le idee più sbagliate sulla bontà dell’uomo. Credendo di essere buono, doveva qualificare questo Maestro per il quale mostrava una profonda venerazione, sebbene per se stesso fosse solo un uomo superiore, al massimo un inviato di Dio. Tale è, con alcune differenze, la spiegazione ammessa nella Chiesa Cattolica, da Agostino ai Riformatori e agli esegeti moderni, Bengel, Olshausen, Ebrard, Lange.

La santità è relativa, ed era così anche in Gesù, poiché in lui era in atto uno sviluppo progressivo, che doveva ancora imparare l’obbedienza attraverso le cose che avrebbe sofferto, e raggiungere così la perfezione. Da questo punto di vista, l’idea di bontà assoluta, escludendo ogni sviluppo e progresso, appartiene solo a Dio.

L’unico Dio buono, al quale Gesù ha riferito il suo interlocutore, non si è lasciato senza testimonianza; si è rivelato, ha espresso la sua santa volontà nella legge : « Tu conosci i comandamenti; perché chiedi cosa devi fare ?   Se quest’uomo non si fosse accontentato di sapere e conoscere male; se avesse afferrato questa legge nella sua spiritualità, non avrebbe chiesto cosa doveva fare, ma, umiliato in presenza di questi comandamenti infranti, avrebbe implorato l’aiuto di Dio per adempierli. Gesù volle insegnarglielo riferendosi alla legge, di cui gli rivelò il significato e lo spirito.

Alcuni esegeti lo considerano come una spiegazione dell’ottavo comandamento; altri pensano che deve aver sostituito il decimo, che proibisce di desiderare la proprietà altrui; altri ancora lo vedono come un riassunto di tutti questi precetti, destinato a rivelarne lo spirito. Meyer l’ha paragonato a : « Non farai torto al mercenario che è povero e bisognoso.  Possedere la ricchezza è una locuzione che mostra che i beni di questo mondo sono considerati come una totalità, come una potenza.

Gesù fece loro capire che non è il semplice possesso della ricchezza che è un ostacolo alla salvezza, ma la disposizione del cuore a riporre la sua fiducia in essa. Gesù aggravò il rigore della sua condanna usando un’immagine proverbiale, che rendeva la difficoltà un’impossibilità. Gesù ha fatto appello all’influenza vittoriosa di un amore che prevale nel cuore su tutti gli affetti e le passioni terrene.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊ Imana ni Nziza : clicca qui per leggere l’articolo →    Ventiduesima domenica del tempo ordinarioanno B

◊  Qumran  : clicca qui per leggere l’articolo →    Testi – XXVIII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B

Padre Fernando Armellini : « 28a domenica del tempo ordinario dell’anno B »

Image de prévisualisation YouTube

Laisser un commentaire

Votre adresse de messagerie ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *

Vous pouvez utiliser ces balises et attributs HTML : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 

Salem alikoum |
Eazy Islam |
Josue |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | AEP Gresivaudan 4ieme 2007-08
| Une Paroisse virtuelle en F...
| VIENS ECOUTE ET VOIS