Trentaduesima domenica del Tempo Ordinario – Anno B

Posté par diaconos le 2 novembre 2021

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Questa povera vedova ha messo nel Tesoro più di tutti gli altri

L’offerta della vedova, conosciuto anche come l’obolo della vedova, è un episodio del ministero di Gesù riferito dal vangelo secondo Marco e dal vangelo secondo Luca. L’episodio è ambientato nel Tempio di Gerusalemme. Dopo che Gesù ha pronunciato un’invettiva contro gli scribi, che amavano essere riveriti e divoravano “le case delle vedove”, arriva una povera vedova, che getta nel tesoro del tempio due monetine che costituivano tutto ciò che aveva.

Gesù dice che anche se l’offerta sembrava modesta in realtà era superiore a quelle di tutti gli altri, perché gli altri avevano offerto il superfluo, mentre la vedova aveva offerto tutto ciò che aveva per vivere. Uscito dal tempio, Gesù ne preannuncia la distruzione. Secondo il biblista Alberto Maggi, le parole di Gesù possono sembrare a prima vista un apprezzamento della fede e della devozione religiosa della vedova, ma costituiscono invece una critica al sistema religioso ebraico dell’epoca, fondato sul culto nel tempio.

Nell’antico Israele le vedove, insieme agli orfani, erano considerate le persone più deboli, perché prive di qualsiasi protezione ; pertanto il Deuteronomio aveva stabilito che una parte delle offerte per il tempio doveva essere usata per assistere le vedove e gli orfani. Ai tempi di Gesù il tempio era diventato invece un’istituzione che sfruttava i poveri e le persone più deboli, per cui, invece di essere aiutata con le offerte del tempio, una povera vedova era costretta dalla pressione della società e della tradizione ad offrire al tempio tutto ciò che aveva per vivere. L’annuncio della futura distruzione del tempio ne sancisce la condanna: la struttura, diventata uno strumento di oppressione, è ormai irredimibile ed è destinata alla scomparsa definitiva.

Dal Vangelo secondo Marco

38 Nel suo insegnamento disse : « Guardatevi dagli scribi, che sono ansiosi di andare in giro con abiti eleganti e che amano i saluti nelle piazze, 39 e i posti d’onore nelle sinagoghe, e i posti d’onore nelle cene. 40 Divorano i beni delle vedove, e per amore dell’apparenza fanno lunghe preghiere: saranno giudicati tanto più severamente ».

1 Gesù sedeva nel Tempio di fronte al tesoro, guardando come la folla metteva il denaro. Molte persone ricche stavano mettendo grandi somme. 42 Una povera vedova si fece avanti e mise due piccole monete. 43 Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse loro : « In verità vi dico che questa povera vedova ha messo nel tesoro più di tutti gli altri. 44 Poiché tutti loro prendevano dalla loro abbondanza, ma lei prendeva dalla sua povertà; metteva tutto quello che aveva, tutto quello che aveva per vivere. (Mc 12, 38-44)

 I vestiti della vedova

Le lunghe vesti che piacevano tanto agli scribi, i saluti che cercavano nei luoghi pubblici, erano un segno sicuro della vanità che derivava dal loro rango, dalla loro professione e dalla loro setta. Il fatto che reclamassero i primi posti nelle sinagoghe, così come i primi posti nelle feste, denotava questo orgoglio che voleva brillare e dominare nelle cerimonie religiose così come nella vita civile.

A causa dell’anfibologia che sarebbe legata al termine « mangiare », Gesù alludeva ai pasti sontuosi che i farisei si erano serviti nelle case di queste donne, agendo come loro direttori di coscienza. Erano i Tartufi dell’epoca.

 Gesù sedeva di fronte al tesoro e osservava ciò che la gente vi metteva dentro. Vide una povera vedova che diede due pites (monete di poco valore). Chiamò a sé i suoi discepoli e disse loro che questa donna, che metteva nel tesoro tutto quello che aveva per vivere, dava più degli altri che mettevano il loro eccesso.

Il tesoro del tempio si trovava nel cortile delle donne e consisteva, secondo i rabbini, in tredici casse o bauli, che venivano chiamati trombe per la loro forma simile a quello strumento. La prima istituzione di questo tesoro è menzionata in 2 Re 12, 9. Era lì che venivano depositate le offerte libere per il tempio e il culto.

 La povera vedova aveva davvero messo nel tesoro più di tutti gli altri, tutto sommato ; perché la loro offerta era presa dal superfluo, mentre la sua veniva da una povertà che Marco cercò di far sentire con tre espressioni diverse: dalla sua indigenza, dal suo deficit, dalla sua mancanza, tutto quello che aveva, tutta la sua sussistenza.

La superiorità della sua offerta rispetto a quelle degli altri risiedeva nei suoi motivi, di cui Gesù comprendeva il valore morale. Non ha fatto un’elemosina, ma un dono per il culto divino, ispirato solo dall’amore per Dio, al quale ha dato il suo cuore e la sua vita, il suo amore, la sua sconfinata fiducia in Dio, al quale ha affidato la cura di un futuro assolutamente privo di tutto.

Diacono Michel Houyoux.

Link ad altri siti web cristiani

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B)

◊ Commento di Monsignor Antonio Riboldi : clicca qui per leggere l’articolo →  Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri

Padre Fernando Armellini : «  I vestiti della vedova« 

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