Trentatreesima domenica del tempo ordinario dell’anno B

Posté par diaconos le 9 novembre 2021

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La venuta del Signore

La parusia è una nozione cristiana che designa la « seconda venuta » di Cristo sulla terra nella sua gloria, la prima essendo la sua nascita. Questa venuta definitiva, escatologica (alla fine dei tempi) si distingue dalla risurrezione di Gesù, che comporta una doppia promessa, quella della venuta nella gloria (la sua parusia) e quella della risurrezione dei morti.

La simbolizzazione varia tra il cattolicesimo, dove Cristo è in gloria e maestà, e l’ortodossia, dove l’attesa è simbolizzata da un trono vuoto. La parola « parousia » viene dal greco antico παρουσία, parousía, un termine che significa « presenza » e formato da παρα (« vicino », « accanto ») e ουσία (« essere »). Nei primi scritti cristiani, specialmente quelli di Paolo di Tarso, la parola significa la venuta di Cristo tra gli uomini.

Adolf Deissmann ha dimostrato che il termine è apparso già nel terzo secolo a.C. per indicare la visita ufficiale di un principe o di un alto dignitario in una città per dimostrare la sua magnificenza. Nella filosofia ellenistica, la parola descrive la presenza effettiva delle divinità. Platone lo usava anche per descrivere la presenza di idee nelle cose.

Il simbolo niceno del quarto secolo professa la parusia nei seguenti termini: « Sedet ad dexteram Patris. Et iterum venturus est cum gloria iudicare vivos et mortuos, cuius regni non erit finis. (Egli è seduto alla destra del Padre, tornerà nella gloria per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine) Agostino d’Ippona, nel libro XX della Città di Dio, cita testi dell’Antico e del Nuovo Testamento che si riferiscono al giorno del giudizio.

Egli conferma che Cristo tornerà prima per il Giudizio, dopo di che i morti saranno resuscitati. La parusia inaugura i tempi messianici e la venuta (la « seconda venuta ») di Cristo alla fine dei tempi. Nella teologia cristiana, la Seconda Venuta è il ritorno glorioso di Gesù Cristo per stabilire definitivamente il Regno di Dio sulla Terra2 . Questa seconda venuta è annunciata da Gesù Cristo stesso nel Vangelo secondo Giovanni.

Nella Dogmatica di Karl Barth, la parusia non è limitata alla seconda venuta di Cristo . Karl Barth distingue tre manifestazioni della parusia: la prima figura della parusia è per lui l’evento pasquale, cioè la risurrezione di Gesù; la seconda, o « figura di mezzo », è il « dono dello Spirito Santo » a Pentecoste, l’effusione dello Spirito alla Chiesa; la terza, « ultima figura », è la « venuta di Gesù Cristo come finalità della storia della Chiesa, del mondo e di ogni uomo ».

È così che Barth definisce l’ »ultimo giorno »: la « nuova venuta » di ciò che è venuto prima, il « nuovo essere con noi di colui che era con noi ». Questa triplice manifestazione della parusia non deve essere scomposta in tre eventi separati, ma deve essere compresa nella sua unità.

Dal Vangelo secondo Marco

24 In quei giorni, dopo tanta angoscia, il sole si oscurerà e la luna non darà la sua luce ; 25 le stelle cadranno dal cielo e le potenze celesti saranno scosse.

26 Allora il Figlio dell’Uomo sarà visto venire nelle nuvole con grande potenza e gloria. 27 Egli manderà gli angeli a raccogliere gli eletti dai quattro angoli del mondo, dall’estremità della terra all’estremità del cielo.

28 Lascia che il paragone del fico ti insegni : quando i suoi rami diventano teneri e le foglie spuntano, sai che l’estate è vicina. 29 Allo stesso modo, anche voi, quando vedrete questo accadere, sappiate che il Figlio dell’uomo è vicino alla vostra porta.

30 « In verità io vi dico: questa generazione non passerà finché tutte queste cose non saranno avvenute. 31 Il cielo e la terra passeranno ; le mie parole non passeranno. 32 Nessuno conosce quel giorno o quell’ora, nemmeno gli angeli del cielo, nemmeno il Figlio, ma solo il Padre. (Mc 13,24-31)

La venuta del Signore

In quei giorni, dopo questa afflizione, ci sarà uno sconvolgimento cosmico. Il Figlio dell’uomo verrà sulle nuvole e manderà i suoi angeli a radunare i suoi eletti da tutte le parti. Gesù istruì i suoi discepoli con una parabola del fico. « Questa generazione non passerà fino a quando tutto sarà avvenuto. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno » (Mt 24,35).

Nessuno conosce l’ora, né gli angeli né il Figlio, ma solo il Padre. Guardate, dunque, come i servi e il facchino il cui padrone è in viaggio. Marco è passato all’ultimo ciclo di questa profezia con una particella che fa attendere un nuovo soggetto. Per segnare l’ordine dei tempi, ha usato questa espressione vaga: in quei giorni, dopo questa tribolazione e ha evitato così l’espressione di Matteo: subito dopo, in cui l’esegesi ha trovato grandi difficoltà.

Questa distinzione di tempi sembra particolarmente chiara in Luca (Lc. 21,24-25), il quale, tra la rovina di Gerusalemme e i segni precursori del ritorno di Cristo riportati dai tre Vangeli, pone questa notevole predizione : « E Gerusalemme sarà calpestata dai Gentili, finché i tempi dei Gentili siano compiuti. (Lc 21,24)

  »E allora manderà gli angeli e raccoglierà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra all’estremità del cielo. » (Mc 13,27) Matteo dice : « dai quattro venti, da un capo all’altro del cielo ». Marco ha espresso la stessa idea, perché con la fine della terra e la fine del cielo intendeva, come Matteo, l’orizzonte visivo formato dall’apparente congiunzione di terra e cielo.

Il fondamento della Chiesa primitiva è Gesù Cristo stesso, il quale, avendo lasciato i suoi discepoli nell’ignoranza del giorno e dell’ora del suo ritorno, per tenerli in santa vigilanza. Nello stesso discorso, fisserà questo grande evento finale che si compirà nella sua stessa generazione e che coinciderà con la rovina di Gerusalemme, trentasette anni dopo! Questa contraddizione si trova in tutte le previsioni di Gesù sul lontano futuro del suo regno, specialmente nella maggior parte delle sue parabole.

Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti cristiani

◊ Maràn Athà :  clicca qui per leggere l’articolo → Liturgia della XXXIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → XXXII Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) – QUMRAN NET

Padre Fernando Atmellini : « Trentatreesima domenica del tempo ordinario dell’anno B  « 

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