• Accueil
  • > Archives pour le Lundi 14 février 2022

Settima domenica del tempo ordinario dell’anno C

Posté par diaconos le 14 février 2022

 Settima domenica del tempo ordinario dell'anno C  dans articles en Italien

# Una delle principali leggi del giudaismo è amare il Signore « con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze » Un altro comandamento riguardante l’amore è « amerai il tuo prossimo come te stesso ». L’ebraismo distingue tre tipi di amore: fisico, caritatevole e spirituale. L’amore fisico si manifesta nella storia della Creazione dove Eva nasce da una costola di Adamo. Il cristianesimo si definisce come la religione del Verbo Incarnato e dell’amore rivelato.

La rivelazione cristiana si basa su questo : Dio è Amore (1Gv4, 8,16). Questa affermazione costituisce il cuore del discorso cristiano su Dio. Dio interpretato come amore; questa è l’idea cristiana. Secondo Laurent Gagnebin, nelle religioni in generale, Dio è inteso prima di tutto come un Dio terrificante, temibile, lontano dal Dio d’amore rivelato da Gesù Cristo e che caratterizza ancora oggi tutto il cristianesimo.

 Per alcuni, l’amore per il prossimo è definito come una forza interiore che spinge un essere umano a cercare la pace e a condividerla con gli altri. Il desiderio d’amore si esprime nel desiderio di stare con l’altro/i, di accettare di ricevere e di dare, di dialogare, di vivere con, di capire, di accompagnare, ecc. Secondo San Paolo: « Se non ho amore, non sono niente. L’amore è paziente, è pieno di bontà; l’amore non è invidioso, non si vanta, non si gonfia di orgoglio. Non fa nulla di disonesto. Non cerca il proprio interesse, non si arrabbia, non sospetta il male.

Non si rallegra dell’ingiustizia, ma si rallegra della verità. Giustifica ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L’amore non muore mai. L’amore di cui parla il cristianesimo è talvolta chiamato carità (dal latino caritas), termine che lo distingue dall’amore erotico o dall’amicizia e che, nel suo senso religioso originale, ha una dimensione trascendente. Non dipende dal sentimento, ma dalla volontà40 in connessione con l’intelligenza.

Benedetto XVI proclama : « Solo nella verità l’amore risplende e può essere vissuto con autenticità ». Nel Buddismo Mahayana e Vajrayana (Buddismo Vietnamita, Chan, Zen, Lamaismo), l’Amore è una delle quattro qualità dell’essere che il praticante deve sviluppare, una delle « Quattro Infinite » o « Quattro Incommensurabili »: amore, compassione, gioia ed equanimità.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca

In quel momento Gesù disse ai suoi discepoli: « Io dico a voi che mi ascoltate: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano. Augura del bene a coloro che ti maledicono, prega per coloro che ti calunniano. A colui che ti colpisce su una guancia, porgi l’altra guancia. A colui che prende il tuo mantello, non rifiutare la tua veste. Date a chiunque vi chieda, e a chiunque prenda i vostri beni, non chiedeteli.

Quello che vuoi che gli altri facciano per te, fallo anche per loro. Se ami chi ti ama, che gratitudine ti meriti? Anche i peccatori amano chi li ama. Se fai del bene a coloro che fanno del bene a te, quale riconoscimento meriti? Anche i peccatori fanno lo stesso. Se prestate a coloro dai quali vi aspettate di ricevere in cambio, quale gratitudine meritate ?

 Anche i peccatori prestano ai peccatori per essere ripagati. Invece, amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza aspettarvi nulla in cambio. Allora la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è gentile con gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati.

Date e vi sarà dato; una misura piena, pigiata, scossa insieme, traboccante, sarà versata nella gonna della vostra veste ; perché la misura che usate per gli altri sarà una misura anche per voi. Gesù disse ai suoi discepoli che sarebbero stati odiati e vilipesi, e poi pronunciò maledizioni sul mondo, il nemico di Dio. I suoi ascoltatori avrebbero potuto concludere da questo che lui avrebbe fatto questo anche per voi. (Lc 6, 27-38)

Luca come Gesù ha presentato questo profondo contrasto nel Discorso della Montagna. « Se qualcuno vuole toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. Ha assunto un creditore che prima si impadronisce della tunica, che è di minor valore, e poi, se non viene pagato abbastanza, esige il mantello. Gesù, che fino ad ora aveva parlato in modo generale, al plurale, cambiò improvvisamente al singolare, per obbligare ciascuno dei suoi ascoltatori ad applicare queste parole individualmente. È lo stesso in Matteo.

 Amare, fare del bene senza aspettarsi nulla, è agire nello spirito e nell’amore di Dio stesso, per dimostrare a noi stessi e agli altri che siamo suoi figli. Questo è l’esempio divino che Gesù ci propone, anche nei nostri rapporti con gli ingrati e i malvagi. Matteo ha dato come prova dell’uguale misericordia di Dio verso tutti : « Fece sorgere il suo sole e versò le piogge del cielo su tutti senza distinzione ». 

 Il Diacono Michel Houyoux

Qualsiasi commento su questo articolo è benvenuto e sarà pubblicato. Per favore, scrivetelo nella casella sotto l’articolo.

Link ad altri siti web cristiani

◊  Capucine : clicca qui per leggere l’articolo → Sesta Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

◊ Qumran  : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – VII Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

♥ Il Padre Fernando Armellini  : « Settima domenica del tempo ordinario dell’anno C « 

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, TEMPO ORDINARIO, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

L’unité des croyants

Posté par diaconos le 14 février 2022

L'unité des croyants dans Catéchèse

Michel Houyoux    Publié par Michel Houyoux, professeur retraité (Biologie, chimie et physique) du Collège saint Stanislas à Mons (Belgique) et du Collège du Saint Esprit à Bujumbura au Burundi, diacre permanent dans la province de Namur-Luxembourg

.  Avant propos 

Prier, nous le voyons à travers les exemples de l’Écriture, c’est d’abord désirer pour nous-mêmes ce que nous demandons à Dieu et nous offrir à lui pour le réaliser. Lorsque nous prions le Seigneur, au moment de l’anamnèse, en lui disant : « Viens Seigneur Jésus », est-ce que nous le désirons réellement ? Qu’est-ce que cela change dans notre manière de vivre, de penser, d’aimer les autres ? Car c’est bien d’amour qu’il s’agit, comme Jésus nous le rappelle dans cet extrait de l’Évangile.

Introduction

Dans ce passage de l’Évangile selon Jean, nous sommes à la fin du dernier entretien de Jésus avec ses apôtres quelques heures avant sa mort. L’entretien prend ici la forme d’une prière (versets 20 à 26).  De qui Jésus parle-t-il le plus dans sa prière ? Il parle du monde et de ce qu’il veut de toutes ses forces. Jésus désire de toutes ses forces que le monde croie (verset 21b ; verset 23b). À relire ces lignes, nous sommes frappés de l’insistance de Jésus sur les mots amour et unité. L’histoire de Dieu avec les hommes est une grande aventure, une histoire d’amour. Dieu est Amour, il aime les hommes, et il a envoyé son Fils pour le leur dire de vive voix !

Avant de passer de ce monde à son Père, Jésus leva les yeux au ciel, il s’adressa à son Père et il pria. Il pria à haute voix, au milieu de ses disciples. Après avoir prié pour lui-même (Jn 17, 1-8) et pour ses apôtres (Jn 17, 9-19), il embrassa dans cette supplication toutes les personnes qui, dans l’avenir le plus éloigné, croiront en lui et seront sauvées ; mais il parle au présent (ceux qui croient), anticipant ainsi l’avènement du triomphe de son œuvre et de son règne.

De l’évangile selon Jean

Je ne prie pas seulement pour ceux qui sont là, mais encore pour ceux qui accueilleront leur parole et croiront en moi. 1 Que tous, ils soient un, comme toi, Père, tu es en moi, et moi en toi. Qu’ils soient un en nous, eux aussi, pour que le monde croie que tu m’as envoyé. Et moi, je leur ai donné la gloire que tu m’as donnée, pour qu’ils soient un comme nous sommes un, moi en eux, et toi en moi. Que leur unité soit parfaite ; ainsi, le monde saura que tu m’as envoyé, et que tu les as aimés comme tu m’as aimé.  Père, ceux que tu m’as donnés, je veux que là où je suis, eux aussi soient avec moi, et qu’ils contemplent ma gloire, celle que tu m’as donnée parce que tu m’as aimé avant même la création du monde. Père juste, le monde ne t’a pas connu, mais moi je t’ai connu, et ils ont reconnu, eux aussi, que tu m’as envoyé. Je leur ai fait connaître ton nom, et je le ferai connaître encore, pour qu’ils aient en eux l’amour dont tu m’as aimé, et que moi aussi, je sois en eux. » (Jn 17, 20-26)

L’unité des croyants

L’unité pour laquelle pria Jésus n’eut pas seulement pour but de maintenir la communion entre ses disciples ni de les unir à lui et à son Père. L’unité des croyants n’a pas seulement valeur à l’intérieur de leurs églises, elle a aussi valeur pour le monde :  » Qu’ils soient un en nous, eux aussi, pour que le monde croie que tu m’as envoyé. » (Jn 17, 21b)

Quand Jésus, lui, nous parle de l’unité, elle redevient une espérance, une promesse, une certitude. Car l’unité vers laquelle nous sommes en marche existe déjà en Dieu. Jésus l’a souvent dit : « Mon père et Moi, nous sommes Un. Je suis dans le Père et le Père est en Moi. Qui m’a vu, a vu le Père » (Jean 14,9). Le lien vivant de cette union du Père et du Fils, c’est le Saint-Esprit, depuis toujours et pour toujours .

Comment croire que l’amour de Dieu habite des hommes divisés entre eux ?  Comment croire que la mort du Christ puisse rassembler dans l’unité autour du Père les enfants de Dieu dispersés, si les quelques uns regroupés dans l’Église ne  sont déjà pas unis

Liens avec d’autres sites chrétiens

◊ Liturgie de la Parole avec des enfants : cliquez ici → La prière de Jésus

◊ Catéchèse en famille : cliquez ici → Que tous soient Un

◊ Méditation sur la prière de Jésus pour l’unité : cliquez ici →  Jean 17, 20-26

Vous pouvez suivre les réponses à cet article par le fil Flux des commentaires. Vous pouvez laisser un commentaire. Les trackbacks sont fermés. Éditer cet article..

♥ Jésus pria pour l’unité des croyants

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Catéchèse, Page jeunesse, Religion, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

Lundi de la sixième semaine du Temps Ordinaire — Année Paire

Posté par diaconos le 14 février 2022

Afficher l’image source

Le levain représente l’œuvre divine

Évangile de Jésus Christ selon saint Marc

En ce temps-là, les pharisiens survinrent et se mirent à discuter avec Jésus ; pour le mettre à l’épreuve, ils cherchaient à obtenir de lui un signe venant du ciel. Jésus soupira au plus profond de lui-même et dit : « Pourquoi cette génération cherche-t-elle un signe ? Amen, je vous le déclare : aucun signe ne sera donné à cette génération. »    Puis il les quitta, remonta en barque, et il partit vers l’autre rive.  » Mc 8, 11-13)

    Le Levain est une parabole de Jésus Christ écrite dans deux Évangiles. Elle est une métaphore qu’il est possible d’interpréter de deux manières opposées. Certains affirmèrent que le levain représente l’œuvre divine et que le pain est le monde. Selon ce point de vue, l’église est le levain qui agit dans le monde. L’autre interprétation présente une explication tout à fait contraire : c’est plutôt l’influence du monde qui se propagerait à l’intérieur de l’église.

Dans l’histoire de l’église, ces deux interprétations ont eu leur part de popularité. La majorité des commentateurs bibliques de notre époque préfèrent la première option, l’église exerce une influence comparable à celle du levain dans la pâte. À propos du mauvais levain, Jésus prévint ses disciples : « Méfiez-vous du levain des pharisiens ! » (Mt 16, 6), montrant par là que les disciples reçurent en eux quelque-chose de mauvais au contact des pharisiens. Peut-être des angoisses, peut-être également des signes extérieurs qu’ils furent perfectibles dans leur rôle de prêtres ? En tout état de cause, Jésus chercha à montrer à ses disciples qu’ils eurent le contrôle sur ce qui se passa à l’intérieur de leur coeur. Ce fut à eux de demander à Jésus que la paix revienne en eux afin de chasser ce mauvais levain.

Le levain des pharisiens

Gardez-vous du levain des pharisiens, dit Jésus à ses disciples. Comme ils oublièrent de prendre des pains pour le voyage, ils pensèrent que cet avertissement fut en rapport à leur oubli. Jésus, en une suite de questions pressantes, leur reprocha leur peu d’intelligence et de foi et les obligea à se rappeler dans quelles circonstances il multiplia par deux fois les pains.

Divers traits de ce récit furent propres à Marc : d’abord ce soupir de Jésus sur l’incrédulité et la ruse de ces hommes qui ne lui demandèrent un miracle que pour le tenter ; puis cette question : pourquoi ? qui suppose les mauvaises intentions des adversaires, et la parfaite inutilité qu’il y aurait à leur accorder leur demande, dans les dispositions où ils furent ; enfin la répétition intentionnelle des mots : cette race, par laquelle le refus de Jésus s’étendit à tout homme qui vint à lui par des motifs semblables à ceux des pharisiens.

Par l’autre bord, la rive orientale du lac, où Jésus retourna, après y avoir été peu de temps auparavant. Marc parla des disciples sans les nommer. Ils oublièrent de prendre avec eux la petite provision de pain dont ils eurent besoin pour cette course au-delà du lac. Marc seul nota ce détail, qui ne put provenir que d’un témoin oculaire, qu’ils n’avaient qu’un seul pain avec eux. C’est à ces traits caractéristiques qu’on reconnut en Marc l’interprète de Pierre.

Diacre Michel Houyoux

Liens avec d’uatres sites chrétiens

◊ Paroisse Notre Dame de Lourdes ( Bobo-Dioulasso) : cliquez ici pour lire l’article →  Homélie du Lundi de la 6ème semaine du Temps Ordinaire

◊ Regnum Christi  : cliquez ici pour lire l’article → À la recherche d’un signe

 Le levain des Pharisiens

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, DESSINS ET BIBLE, évangiles, Religion, Tempo di Natale. | Pas de Commentaire »

Septième dimanche du Temps Ordinaire de l’année C

Posté par diaconos le 14 février 2022

Afficher l’image source

Michel Houyoux

  Publié par le diacre Michel Houyoux, professeur retraité (Biologie, chimie et physique) du Collège Saint Stanislas à Mons (Belgique)
# Une des principales lois du judaïsme dicte d’aimer l’Éternel « de tout son cœur, de toute son âme et de toutes ses forces » Un autre commandement concernant l’amour est « tu aimeras ton prochain comme toi-même ». Le judaïsme distingue trois types d’amour : physique, charitable et spirituel. L’amour physique est manifesté dans le récit de la Création où Eve naît à partir d’une côte d’Adam. Le christianisme se définit comme religion du Verbe incarné et de l’amour révélé.
x
La révélation chrétienne tient en ceci :  Dieu est Amour (1Jn4, 8.16). Cet énoncé constitue le cœur du discours chrétien sur Dieu. Dieu interprété comme amour ; en cela consiste l’idée chrétienne. Selon Laurent Gagnebin, dans les religions en général, Dieu commence avant tout par être compris comme un Dieu terrifiant, redoutable, très éloigné du Dieu d’amour révélé par Jésus-Christ et qui caractérise aujourd’hui encore tout le christianisme.
x
Pour certains, l’amour du prochain se définit comme une force intérieure qui pousse un être humain à rechercher la paix et à la partager avec les autres. Le désir d’amour se traduit par celui d’être avec l’autre ou les autres, celui d’accepter de recevoir et de donner, celui de dialoguer, de vivre avec, de comprendre, d’accompagner, etc. Selon saint Paul :  » Si je n’ai pas d’amour je ne suis rien. L’amour est patient, il est plein de bonté ; l’amour n’est point envieux, il ne se vante point, il ne s’enfle pas d’orgueil. Il ne fait rien de malhonnête. Il ne cherche point son intérêt, il ne s’irrite point, il ne soupçonne point le mal.
x
Il ne se réjouit point de l’injustice, mais il se réjouit de la vérité. Il excuse tout, il croit tout, il espère tout, il supporte tout. L’amour ne meurt jamais. L’amour dont parle le christianisme se nomme parfois charité (du latin caritas), terme qui le distingue de l’amour érotique ou de l’amitié, et qui comporte, dans son sens religieux initial, une dimension transcendante. Il ne dépend pas du sentiment, mais de la volonté40 en lien avec l’intelligence.
x
 Benoît XVI proclame : « Ce n’est que dans la vérité que l’amour resplendit et qu’il peut être vécu avec authenticité. Dans les bouddhismes Mahayana et Vajrayana (bouddhismes vietnamiens, chan, zen, lamaïsme), l’Amour est l’une des quatre qualités d’être que le pratiquant doit développer, l’un des « Quatre Infinis » ou « Quatre Incommensurables » : l’amour, la compassion, la joie et l’équanimité.
x
De l’évangile de Jésus Christ selon Luc 
ce temps-là, Jésus déclarait à ses disciples : «  Je vous le dis, à vous qui m’écoutez : Aimez vos ennemis, faites du bien à ceux qui vous haïssent. Souhaitez du bien à ceux qui vous maudissent, priez pour ceux qui vous calomnient.   À celui qui te frappe sur une joue, présente l’autre joue. À celui qui te prend ton manteau, ne refuse pas ta tunique. Donne à quiconque te demande, et à qui prend ton bien, ne le réclame pas.

   Ce que vous voulez que les autres fassent pour vous, faites-le aussi pour eux. Si vous aimez ceux qui vous aiment, quelle reconnaissance méritez-vous ? Même les pécheurs aiment ceux qui les aiment.   Si vous faites du bien à ceux qui vous en font, quelle reconnaissance méritez-vous ? Même les pécheurs en font autant.    Si vous prêtez à ceux dont vous espérez recevoir en retour, quelle reconnaissance méritez-vous ?

Même les pécheurs prêtent aux pécheurs pour qu’on leur rende l’équivalent. Au contraire, aimez vos ennemis, faites du bien et prêtez sans rien espérer en retour. Alors votre récompense sera grande, et vous serez les fils du Très-Haut, car lui, il est bon pour les ingrats et les méchants.    Soyez miséricordieux comme votre Père est miséricordieux. Ne jugez pas, et vous ne serez pas jugés ; ne condamnez pas, et vous ne serez pas condamnés. pardonnez, et vous serez pardonnés.

Donnez, et l’on vous donnera :c’est une mesure bien pleine, tassée, secouée, débordante, qui sera versée dans le pan de votre vêtement ; car la mesure dont vous vous servez pour les autres servira de mesure aussi pour vous.  » Jé­sus an­nonça à ses dis­ciples qu’ils se­ront haïs et ou­tra­gés, puis il pro­nonça des ma­lé­dic­tions sur le monde en­nemi de Dieu. Ses au­di­teurs au­raient pu conclure de là qure aussi pour vous.  » (Lc 6, 27-38)

Com­man­de­ment de l’a­mour :  »Aimer ceux qui vous haïssent. »

u’il leur fut per­mis de haïr leurs en­ne­mis. Jé­sus, en se tour­nant vers eux, pré­vint leur pen­sée par ces mots : « Mais je vous dis, à vous qui écoutez…  » Il re­vint, des riches ab­sents, à ses au­di­teurs réels.

Jé­sus énonça ce pré­cepte pro­fond qui dé­passe les forces de l’­homme na­tu­rel : « Aimer ceux qui nous haïssent. » Ce com­man­de­ment de l’a­mour, qui ne put être ac­com­pli que sous la loi nou­velle de l’Évan­gile, fut mo­tivé d’une ma­nière dif­fé­rente dans Mat­thieu (Matthieu 5.44-45), où il se trouve di­rec­te­ment op­posé à l’es­prit de la loi an­cienne, et rat­ta­ché à l’a­mour des en­fants de Dieu pour leur Père cé­leste.

Ce fut ainsi que Jé­sus pré­senta ce contraste pro­fond dans le ser­mon sur la mon­tagne. « Si quel­qu’un veut t’ô­ter la tunique, laisse-lui aussi le manteau. » Il supposa un créan­cier qui sai­sit d’a­bord la tu­nique, de moindre va­leur, puis, s’il ne fut pas as­sez payé, ré­clame le man­teau. Jé­sus qui, jus­qu’ici, par­la d’une ma­nière gé­né­rale, au plu­riel, passa brus­que­ment au sin­gu­lier, afin d’o­bli­ger cha­cun de ses au­di­teurs à s’ap­pli­quer in­di­vi­duel­le­ment ces pa­roles. Il en est de même dans Mat­thieu.

 Aimer, faire le bien, prêter, sans rien espérer, c’est agir dans l’es­prit et l’a­mour de Dieu lui-même, c’est prou­ver à nous-mêmes et aux autres que nous sommes ses en­fants. Tel est l’exemple di­vin que Jé­sus nous pro­pose, même dans nos rap­ports avec les ingrats et les méchants. Mat­thieu donna pour preuve de cette mi­sé­ri­corde de Dieu égale pour tous : « Il fit le­ver son so­leil et ré­pandit les pluies du ciel sur tous in­dis­tinc­te­ment. » 

La ré­com­pense pro­mise à l’ac­com­plis­se­ment de ce que Jésus demande à tous, c’est de n’être pas jugés, condamnés mais absous par Dieu lui-même. La mesure de son ju­ge­ment est pui­sée dans le cœur même des gens : « Car on vous jugera du jugement dont vous jugez, et l’on vous mesurera avec la mesure dont vous mesurez » (Mt 7, 2) La miséricorde de Dieu, tel est le mo­dèle su­blime que Jé­sus pro­posa à ses dis­ciples, ce fut de de­ve­nir les fils de ce Père, en étant mi­sé­ri­cor­dieux comme lui ; et ce fut là leur grande récompense. (Mt 5, 48) conclut la pre­mière par­tie de son dis­cours par une pen­sée ana­logue, mais ex­pri­mée en termes dif­fé­rents : « Soyez donc parfaits, comme votre Père cé­leste est par­fait ».

Luc rap­pe­la la bonté ou la miséricorde de Dieu en­vers tous, c’est bien aussi cette per­fec­tion spé­ciale qu’il nous ex­horte à imi­ter et à at­teindre. Cet es­prit miséricordieux est aussi tou­jours dis­posé à donner ; et par là même il s’at­tire, de la part de Dieu, les plus riches dons de sa grâce. Cette der­nière pen­sée est illus­trée par une image frap­pante, dont les épi­thètes mul­ti­pliées sont des­ti­nées à dé­peindre la ri­chesse de la li­bé­ra­lité di­vine.

L’ex­pres­sion : dans votre ♥, est em­prun­tée à la forme du cos­tume orien­tal qui, très ample sur la poi­trine et res­serré par une cein­ture, four­nit une sorte de poche d’une ca­pa­cité as­sez grande : Jésus dit alors :  » Présente le manteau que tu as sur toi et tiens-le. Elle le tint et il mesura six parts d’orge qu’il chargea sur elle, puis elle retourna à la ville. » (Ruth 3, 15)

Diacre Michel Houyoux

Tout commentaire de votre part, en rapport avec cet article, sera bienvenu et sera publié. Écrivez-le dans le cadre situé sous l’article.

Liens avec d’autres sites web chrétiens

◊ Regnum Christi : cliquez ici pour lire l’article → Soyez miséricordieux comme votre Père est miséricordieux

◊ Catéchèse du pape François : cliquez ici pour lire l’article → « Miséricordieux comme le Père »: ce n’est pas un « slogan

♥ Abbé Christophe_Hermanowicz : « Dieu nous aime sans cesse à l’infini. »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Catéchèse, La messe du dimanche, Page jeunesse, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

 

Salem alikoum |
Eazy Islam |
Josue |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | AEP Gresivaudan 4ieme 2007-08
| Une Paroisse virtuelle en F...
| VIENS ECOUTE ET VOIS