Seconda domenica di Quaresima dell’anno C

Posté par diaconos le 8 mars 2022

Seconda domenica di Quaresima dell'anno C   dans articles en Italien

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca

In quel momento Gesù prese con sé Pietro, Giovanni e Giacomo e salì sulla montagna a pregare. E mentre pregava, l’aspetto del suo viso divenne diverso e le sue vesti divennero di un bianco abbagliante. Ecco, due uomini parlavano con lui: erano Mosè ed Elia, che erano apparsi nella gloria. Hanno parlato della sua partenza, che doveva essere compiuta a Gerusalemme.

Pietro e i suoi compagni erano oppressi dal sonno, ma quando si svegliarono videro la gloria di Gesù e i due uomini accanto a lui. Questi si stavano allontanando da lui quando Pietro disse a Gesù: « Maestro, è bene che siamo qui! Facciamo tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia. Non sapeva cosa stava dicendo. Pietro non aveva finito di parlare quando venne una nuvola che li coprì con la sua ombra, ed essi si spaventarono quando vi entrarono. E dalla nuvola una voce disse: « Questo è il mio Figlio prediletto, che ho scelto: ascoltatelo !

E mentre la voce veniva ascoltata, c’era solo Gesù, da solo. I discepoli tacevano, e in quei giorni non raccontavano a nessuno ciò che avevano vista (Lc 9, 28b-36)

 # La Trasfigurazione è un episodio della vita di Gesù Cristo registrato nel Nuovo Testamento. Si tratta di un cambiamento dell’aspetto corporeo di Gesù per alcuni momenti della sua vita terrena, per rivelare la sua natura divina a tre discepoli. Questo stato fisico, considerato miracoloso, è riportato nei tre vangeli sinottici: (Mt 17,1-9, Mc 9,2-9, Lc 9,28-36). È, secondo il cristianesimo, la prefigurazione dello stato corporeo annunciato ai credenti per la loro propria resurrezione. Il luogo tradizionale della Trasfigurazione è il monte Tabor, vicino al lago di Tiberiade.

Fu un cambiamento dell’aspetto corporeo di Gesù per alcuni momenti della sua vita terrena, per rivelare la sua natura divina a tre discepoli. Questo stato fisico, considerato miracoloso, è riportato nei tre vangeli sinottici: (Mt 17,1-9, Mc 9,2-9, Lc 9,28-36). È, secondo il cristianesimo, la prefigurazione dello stato corporeo annunciato ai credenti per la loro propria resurrezione. Il luogo tradizionale della Trasfigurazione è il monte Tabor, vicino al lago Tiberiade

Alcuni esegeti collocano l’evento sul monte Hermon, poiché gli episodi evangelici che lo inquadrano sono ambientati in quella regione. Per i maroniti, la Trasfigurazione ha avuto luogo nella regione di Bcharré, sul Monte Libano. Per la Chiesa cattolica, lo scopo immediato della Trasfigurazione era di preparare il cuore dei discepoli a superare lo scandalo della croce. Questa trasfigurazione è anche una proclamazione della « meravigliosa adozione che renderà tutti i credenti figli di Dio ». Anche la Chiesa ortodossa celebra la Trasfigurazione. Nella Chiesa d’Etiopia, la festa si chiama Buhe.

Contempliamo la scena in cui Pietro, Giacomo e Giovanni erano in estasi davanti alla bellezza del Redentore: « Ed egli fu trasfigurato davanti a loro. Le sue vesti divennero splendenti » (Mc 9,2-3). Da parte nostra, possiamo vedere un messaggio in ciò che San Paolo ha assicurato al suo discepolo Timoteo : « Egli ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità attraverso il Vangelo » (2 Tim 1,10).

È proprio questa la cosa che contempliamo con stupore, come i tre apostoli scelti in quel momento. Ci fa bene accogliere quel bagliore di sole e di luce che si rifletteva sul volto e sui vestiti di Gesù. Formavano una meravigliosa icona dell’umanità redenta, poiché non c’era più la bruttezza del peccato, ma la bellezza che la divinità trasmetteva alla nostra carne. La felicità di Pietro era quella che proviamo quando ci lasciamo invadere dalla grazia divina.

Lo Spirito Santo trasfigurò anche i sensi degli apostoli e fu così che essi videro la gloria divina di Gesù. I loro occhi sono stati trasfigurati per vedere meglio ciò che irradia, i loro orecchi sono stati trasfigurati per sentire meglio la voce sublime e reale del Padre che si diletta nel suo Figlio. Il tutto è un po’ troppo sorprendente per noi, abituati come siamo al grigiore della mediocrità. Solo se ci lasciamo toccare da Cristo, i nostri sensi potranno vedere e sentire ciò che c’è di più bello e gioioso in Dio e in coloro che sono stati elevati alla santità da Colui che è risorto dai morti.

Giovanni Paolo II ha scritto: « La spiritualità cristiana ha come caratteristica il dovere del discepolo di configurarsi interamente con il suo Maestro. Mettiamo nelle mani della Vergine Maria l’obiettivo di raggiungere la nostra trasfigurazione nel suo Figlio Gesù Cristo. La nuvola da cui proviene la voce del Padre riecheggia la nuvola che avvolse gli Ebrei durante l’Esodo e il loro viaggio attraverso il deserto.

La proposta di San Pietro di montare tre tende si riferisce anche, secondo alcuni osservatori, alla tenda della riunione nell’Antico Testamento. Questa trasfigurazione è anche un annuncio della « meravigliosa adozione che renderà tutti i credenti figli di Dio ». La sua Trasfigurazione non è un’anticipazione della Resurrezione – in cui il suo corpo sarà trasformato in Dio – ma piuttosto la presenza del Dio Trino e di tutta la storia della salvezza nel suo corpo predestinato sulla croce ».

Luce di Cristo

Quando qualcuno ci sorride, la sua faccia cambia. È bello da vedere! Come può non piacerci far sorridere gli altri? Si instaura allora una complicità, una comunione, libera e vera, fa intravedere la felicità. Gesù è trasfigurato e i discepoli, Pietro, Giacomo e Giovanni, vedono Gesù: la sua luce interiore, il suo amore infinito, non cessa di sgorgare dal suo cuore… Il suo corpo ne è raggiante. Gesù, sul monte, non era illuminato dall’esterno da una luce, era lui, nel suo corpo, ad essere Luce.

Cos’era questa luce? È il mistero stesso di Gesù. Elia e Mosè appaiono nella luce. Sono lì per confermare agli apostoli la persona e l’opera di Gesù? La straordinaria luce di Cristo e la presenza delle più alte figure della storia d’Israele danno ai discepoli una felicità prodigiosa. Comprendiamo l’esclamazione di Pietro: « Rabbi, è bene che siamo qui ». Vogliono costruire tre tende… Una gioia prodigiosa davanti al progetto di Dio che ora trova il suo compimento. (Mc 9,5)

La trasfigurazione del Signore fa parte della Buona Novella. Quando l’amore regna, trasfigura le persone. L’amore tratto da Dio appaga e stimola. Fa vedere tutto in modo diverso, ma senza amore, o quando la passione prende il sopravvento, le persone diventano rapidamente dominate dalla gelosia, dall’avidità e dall’insoddisfazione cronica. La passione indurisce, acceca e offusca lo sguardo. Uno sguardo che diventa offensivo e umiliante, uno sguardo che distrugge !

Lo Spirito Santo trasfigurò anche i sensi degli apostoli e fu così che essi videro la gloria divina di Gesù. I loro occhi sono stati trasfigurati per vedere meglio ciò che irradia, i loro orecchi sono stati trasfigurati per sentire meglio la voce sublime e reale del Padre che si diletta nel suo Figlio. Il tutto è un po’ troppo sorprendente per noi, abituati come siamo al grigiore della mediocrità. Solo se ci lasciamo toccare da Cristo, i nostri sensi potranno vedere e sentire ciò che c’è di più bello e gioioso in Dio e in coloro che sono stati elevati alla santità da Colui che è risorto dai morti.

Giovanni Paolo II ha scritto: « La spiritualità cristiana ha come caratteristica il dovere del discepolo di configurarsi interamente con il suo Maestro. Mettiamo nelle mani della Vergine Maria l’obiettivo di raggiungere la nostra trasfigurazione nel suo Figlio Gesù Cristo. La nuvola da cui proviene la voce del Padre riecheggia la nuvola che avvolse gli Ebrei durante l’Esodo e il loro viaggio attraverso il deserto.

La proposta di San Pietro di montare tre tende si riferisce anche, secondo alcuni osservatori, alla tenda della riunione nell’Antico Testamento. Questa trasfigurazione è anche un annuncio della « meravigliosa adozione che renderà tutti i credenti figli di Dio ». La sua Trasfigurazione non è un’anticipazione della Resurrezione – in cui il suo corpo sarà trasformato in Dio – ma piuttosto la presenza del Dio Trino e di tutta la storia della salvezza nel suo corpo predestinato sulla croce ».

Contempliamo la scena in cui Pietro, Giacomo e Giovanni erano in estasi davanti alla bellezza del Redentore: « Ed egli fu trasfigurato davanti a loro. Le sue vesti divennero splendenti » (Mc 9,2-3). Da parte nostra, possiamo vedere un messaggio in ciò che San Paolo ha assicurato al suo discepolo Timoteo: « Egli ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità attraverso il Vangelo » (2 Tim 1,10).

È proprio questa la cosa che contempliamo con stupore, come i tre apostoli scelti in quel momento. Ci fa bene accogliere quel bagliore di sole e di luce che si rifletteva sul volto e sui vestiti di Gesù. Formavano una meravigliosa icona dell’umanità redenta, poiché non c’era più la bruttezza del peccato, ma la bellezza che la divinità trasmetteva alla nostra carne. La felicità di Pietro era quella che proviamo quando ci lasciamo invadere dalla grazia divina.

Lo Spirito Santo trasfigurò anche i sensi degli apostoli e fu così che essi videro la gloria divina di Gesù. I loro occhi sono stati trasfigurati per vedere meglio ciò che irradia, i loro orecchi sono stati trasfigurati per sentire meglio la voce sublime e reale del Padre che si diletta nel suo Figlio. Il tutto è un po’ troppo sorprendente per noi, abituati come siamo al grigiore della mediocrità. Solo se ci lasciamo toccare da Cristo, i nostri sensi potranno vedere e sentire ciò che c’è di più bello e gioioso in Dio e in coloro che sono stati elevati alla santità da Colui che è risorto dai morti.

Luca più tardi scrisse : « non sono favole inventate… noi lo abbiamo visto in tutta la sua gloria quando lo abbiamo visto sul santo monte… noi stessi abbiamo sentito questa voce dal cielo quando eravamo con lui sul santo monte: Questo è il mio amato figlio nel quale mi sono compiaciuto. Questo è il cuore della personalità di Gesù, questo è il motivo di questa irradiazione di tutto se stesso, la fonte di vita del suo essere: Gesù è amato da suo Padre, è suo Figlio, il suo amato. La Trasfigurazione è finita con una raccomandazione: non dire nulla prima della Resurrezione. Gesù sapeva che questo amore che lo unisce a suo Padre sarebbe stato veramente ascoltato e compreso solo quando la croce fosse stata vista Allora tutti potranno sentire, ascoltare, ricevere il mistero eterno dell’amore di Dio per tutti gli uomini. Nota Non sappiamo quasi nulla della vita dell’apostolo Pietro dal Concilio di Gerusalemme del 49 d.C. (vedi Atti degli Apostoli, capitolo 15) fino a quando scrisse questa lettera da Roma, intorno al 64 d.C., poco prima della sua morte.

Il Diacono Michel Houyoux

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◊ Il commento dal Vangelo : clicca qui per leggere j’articolo →2a Domenica del Tempo di Quaresima – Anno C

◊ Qumran : clicxca qui per leggere l’articolo → Testi – II Domenica di Quaresima (Anno C)

 ♥ Padre Fernando  : 2a domenica del Tempo quaresima dell’anno C

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