La Pentecoste nell’anno C

Posté par diaconos le 2 juin 2022

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La fede ci muove, lo Spirito ci manda e la Chiesa ci manda

# Paraclito, dal latino paracletus, è un neologismo coniato da Girolamo da Stridone nella sua traduzione latina del Vangelo di Giovanni. Applicata allo Spirito Santo, la parola ha il significato di « difensore », « intercessore », « consolatore ». Il peccato contro la presenza di Dio che ci protegge ci priva della misericordia di Dio. Ogni peccato e bestemmia sarà perdonato agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata. Chiunque parli contro il Figlio dell’uomo, sarà perdonato; ma chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello futuro. « Colui che consola » esiste anche nella tradizione ebraica ed è equiparato al Messia.

« Paraclito » è un titolo dato da alcuni musulmani a Maometto. Si riferisce al testo del Vangelo secondo Giovanni secondo il principio coranico di annunciare la venuta di Maometto nei testi cristiani. Questo principio di annuncio nei testi cristiani è espresso, tra l’altro, nella Sura VII, versetto 157: « Coloro che seguono il Messaggero, il Profeta analfabeta, che trovano scritto tra loro nella Torah e nel Vangelo. Questa associazione con il paraclito evangelico appare prima della metà del secondo secolo dell’Egira8. La questione dell’equiparazione di Maometto al Paraclito è presente ed è stata confutata nel « dialogo » tra Timoteo I e il Califfo al-Mahdi.

Secondo l’autorevole esegesi degli scritti sacri baha’i del « Guardiano della Causa di Dio » (Valí ‘Amr’ulláh) Shoghi Effendi Rabbání (1897-1957), le allusioni bibliche al « Monte Paran « 12 e al « Paraclito « 13 si riferiscono alla rivelazione del Profeta dell’Islam. Nello Spiritismo, il Paraclito è uno degli spiriti di cui si firmano le dichiarazioni ricevute durante le sedute spiritiche: Lo Spirito di Verità. Diverse di queste affermazioni sono riportate nel Vangelo secondo lo Spiritismo di Montano (173 circa) che afferma di essere l’organo in estasi del Paraclito. Secondo lui, il Paraclito è diverso dallo Spirito Santo che scese sugli apostoli.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni

In quel momento Gesù disse ai suoi discepoli : « Se mi amate, osserverete i miei comandamenti ». Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Avvocato che sarà sempre con voi. Se uno mi ama, osserverà la mia parola; il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole. Ma la parola che ascoltate non viene da me, ma dal Padre che mi ha mandato. Ma l’Avvocato, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi farà ricordare tutto ciò che vi ho detto. » (Gv 14:15-16, 23b-26)

Ricevere lo Spirito Santo

Signore, vengo a te con una grande speranza. Sei venuto nella tua casa e i tuoi non ti hanno riconosciuto, ma hai promesso che tutti coloro che ti accoglieranno condivideranno la tua vita e, con l’aiuto del tuo Spirito, la condivideranno da qui in avanti, anche in mezzo alle persecuzioni e agli ostacoli che derivano dalla nostra lentezza nel credere. Voi siete quella Verità inviata nel mondo in questo tempo in cui tutto è relativo. Signore, so che mi darai la forza di resistere e di non essere un nuovo Pilato, che declina ogni responsabilità quando le cose vanno male.

Oggi, nel giorno di Pentecoste, si realizza la promessa fatta da Cristo agli apostoli. La sera stessa del giorno di Pasqua alitò su di loro e disse loro : « Ricevete lo Spirito Santo » (Gv 20,22). La venuta dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste rinnova e porta alla sua pienezza questo dono in modo solenne e con manifestazioni esterne. Questo è il culmine del mistero pasquale.

Lo Spirito che Gesù trasmette crea nel discepolo una nuova condizione umana e un senso di unità. Quando l’orgoglio dell’uomo si solleva contro Dio e vuole costruire la Torre di Babele, Dio confonde le lingue e non riescono più a capirsi. A Pentecoste accade proprio il contrario: per grazia dello Spirito Santo, gli Apostoli vengono compresi da persone di origini e lingue diversissime.

Lo Spirito Santo è il maestro interiore che conduce il discepolo alla verità, lo spinge a fare il bene, lo conforta nel dolore, lo trasforma interiormente e gli dà nuova forza e capacità. Il primo giorno di Pentecoste dell’era cristiana, gli Apostoli erano riuniti con Maria e stavano pregando. Il raccoglimento, un atteggiamento di preghiera, è assolutamente essenziale per ricevere lo Spirito Santo. « All’improvviso si udì un suono dal cielo come una violenta raffica di vento e tutta la casa dove si trovavano ne fu riempita. E videro apparire una specie di fuoco che si divideva in lingue e si posava su ciascuno di loro » (At 2,2-3), e tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a predicare con coraggio.

Questi uomini impauriti si trasformarono in predicatori coraggiosi che non temevano la prigione, la tortura o il martirio. Questo è normale; la potenza dello Spirito Santo era con loro. Lo Spirito Santo, terza Persona della Santissima Trinità, è l’anima della mia anima, la vita della mia vita, l’essere del mio. Lo Spirito Santo, terza Persona della Santissima Trinità, è l’anima della mia anima, la vita della mia vita, l’essere del mio essere; è il mio santificatore, l’ospite della mia interiorità più profonda.

Per raggiungere la maturità nella vita di fede, il nostro rapporto con Lui deve essere sempre più consapevole, sempre più personale. In questa celebrazione della Pentecoste apriamo le porte della nostra interiorità con entrambe le ali. Signore, Gesù Cristo, sei venuto a riconciliarci con il Padre, a renderci figli adottivi e allora, uniti a lui, possiamo gridare con lui: « Abba, papà ». Prendiamoci il tempo di venire da Gesù e chiediamogli, in preghiera, di farci accogliere lo Spirito Santo che ci ha promesso.

Il diacono Michel Houyoux

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◊  La Parola (Italia) : clicca qui per leggere l’articolo → Pentecoste – Anno C

◊ Qumran (Italia)   : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – Ricerca parole: pentecoste

♥ Padre Fernando Armellini : « La Pentecoste nell’anno C »

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