Ventunesima domenica del Tempo Ordinario dell’anno C

Posté par diaconos le 16 août 2022

Une fois sauvé, toujours sauvé ?

Quando una persona accetta Cristo come suo Salvatore, inizia una relazione con Dio che garantisce la sua salvezza: « Egli è in grado di non farvi cadere e di farvi comparire davanti alla sua gloria irreprensibili ed esultanti ». La potenza di Dio può impedire al credente di cadere. Spetta a lui, non a noi, presentarci alla sua gloriosa presenza. La nostra sicurezza di salvezza è la conseguenza della grazia di Dio che ci mantiene, non dei nostri sforzi per mantenere la nostra salvezza.

Nostro Signore Gesù Cristo ha proclamato: « Io do loro la vita eterna ». Non periranno mai e nessuno potrà strapparli dalla mia mano. Il Padre mio, che me li ha dati, è più grande di tutti e nessuno può strapparli dalla mano del Padre mio. (Gv 10,28-29b) Se Gesù e il Padre ci tengono entrambi saldamente nelle loro mani, chi può togliercele? « Non appena i credenti sono « segnati per il giorno della liberazione ».

Se i credenti non avessero la certezza della salvezza, questo timbro non potrebbe essere conservato fino al giorno della salvezza, ma solo fino al giorno del peccato, dell’apostasia o dell’incredulità. Chiunque creda in Gesù Cristo avrà la vita eterna. Se una persona avesse avuto la promessa della vita eterna, ma poi gli fosse stata tolta, non sarebbe mai stata eterna. Senza la certezza della salvezza, le promesse bibliche di vita eterna sarebbero sbagliate.

L’argomento più convincente per la certezza della salvezza è : « Sono certo che né la morte né la vita, né gli angeli né i principati, né il presente né il futuro, né le potenze, né l’altezza né la profondità, né alcun’altra creatura, potranno separarci dall’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù, nostro Signore ». (Rm 3, 38-39) » La nostra certezza di salvezza si basa sull’amore di Dio per i suoi redenti. È stata acquistata per noi da Cristo, promessa dal Padre e sigillata dallo Spirito Santo.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca

In quel tempo, mentre si dirigeva verso Gerusalemme, Gesù attraversava città e villaggi insegnando. Qualcuno gli chiese: « Signore, sono pochi quelli che si salvano? Gesù disse loro: « Sforzatevi di entrare per la porta stretta; vi dico che molti cercheranno di entrare e non ci riusciranno ». Quando il padrone di casa si alza per chiudere la porta, se cominciate a bussare alla porta da fuori, dicendo : « Signore, aprici », vi risponderà : « Non so da dove venite ». Allora comincerete a dire : « Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nei nostri luoghi ».

Vi risponderà : « Non so da dove venite ». Allontanatevi da me, voi tutti che fate il male. Ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, e voi stessi sarete cacciati fuori. Allora verranno dall’oriente e dall’occidente, dal nord e dal sud, per prendere posto al banchetto nel regno di Dio. Sì, ci sono ultimi che saranno primi e primi che saranno ultimi. (Lc 13, 22-30)

Signore, sono pochi quelli che si salveranno ?

« Signore, si salveranno solo alcuni ? Chi ? Quanti ? Sarò tra loro ? E i miei cari ?… Questa temuta domanda, rivolta a Gesù, a volte è rivolta anche a noi e può farci sentire in imbarazzo. Come parliamo di salvezza? Come conciliare l’amore di Dio per tutti, senza eccezioni, con il rispetto per la loro libertà ? La curiosità sul numero degli eletti tradisce una ricerca di sicurezza che potrebbe essere molto malsana: se tutti vanno in paradiso, allora non c’è bisogno di preoccuparsi; se pochi ci vanno, perché fare tanti sforzi rischiosi ?

Gesù rimanda ogni persona alla decisione che deve prendere: Dio salva le persone gratuitamente! Ma non li salva loro malgrado, per così dire senza il loro consenso, lascia loro la libertà di opporsi al suo dono benevolo. Sta a noi scegliere: Dio ci lascia questa scelta: accettare o rifiutare tutto l’amore che ci propone.

L’ingresso nel regno dei cieli non è automatico. Siamo tutti redenti dalla passione, morte e risurrezione di Gesù. Gesù ci dà la possibilità della vita eterna con Dio, alla presenza di Dio. Vuole renderci responsabili del nostro destino. La salvezza che Dio ci offre deve essere accettata e scelta. E per chiarire questo concetto, Gesù ha usato un’immagine che è familiare in tutta la Bibbia : il Regno di Dio è come una sala per banchetti. Ma subito aggiunse : « Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché vi dico che molti cercheranno di entrare e non ci riusciranno ».

 È urgente porsi alcune domande: per conquistare il cielo, qual è la mia lotta? Su quali punti precisi devo lottare nella mia situazione, con il particolare temperamento che ho, superando i condizionamenti e le costrizioni che pesano sulla mia vita ? L’invito a entrare è urgente : il tempo sta per scadere, domani sarà troppo tardi. Sì, domani sarà troppo tardi, è oggi che dovete entrare nel Regno ! Sì, un giorno, per voi e anche per me, sarà troppo tardi. Quanto tempo ci rimane ? Dobbiamo vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Non si entra in paradiso così, senza rendersene conto, per così dire. Bisogna volerlo. Bisogna lottare per ottenerlo. Dovete scegliere Gesù.

Non è l’appartenenza a un gruppo, a una razza, a una famiglia, né la pratica di qualche rito qua e là o la partecipazione alla Messa di tanto in tanto, che possono darci una sicurezza illusoria… È l’impegno di tutta la nostra persona, di tutti i nostri momenti per seguire Gesù. Soprattutto, non giudichiamo gli altri! Sappiamo due cose: Dio ha fatto tutto per la salvezza di tutti. Per quanto ci riguarda, rimane la gravità della nostra libertà che può rifiutare il dono di Dio e questa libertà è una lotta.

La porta è stretta, ci dice Gesù : « Non dicendo Signore, Signore, nessuno entrerà nel regno dei cieli, ma facendo la volontà del Padre mio che è nei cieli ». (Mt 7,21) Chiediamogli nella nostra preghiera, quando partecipiamo all’Eucaristia, che ricorda la sua Passione e Risurrezione, di aiutarci a dire di nuovo SÌ !

Qual è la porta stretta che dobbiamo attraversare per essere salvati? Se leggiamo il Vangelo di Giovanni, troviamo un’interessante intuizione nel capitolo diciannove, dove Gesù dice : « Io sono la porta, se uno entra attraverso di me, sarà salvato ». Passare per la porta stretta significa accettare Cristo Gesù e accettare di vivere secondo le esigenze del Vangelo. Passare per la porta stretta significa accettare Gesù e il suo messaggio nel concreto della nostra vita. È ogni giorno che scegliamo o rifiutiamo di essere salvati. Gesù non vuole spaventarci con le sue parole nel Vangelo. Ma Gesù vuole renderci consapevoli della serietà del tempo che ci viene concesso su questa terra. Perché un giorno, dice, il padrone si alzerà e chiuderà la porta.

Il diacono Michel Houyoux.

Collegamenti con altri siti web cristiani

◊ Tempo di preghiera : clicca qui per leggere l’articolo → 21 Agosto: XXI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

◊ Qumran  : clicca qui per leggere l’articolo →  Testi – XXI Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

♥ Padre Fernando Armellini : « Signore, sono pochi quelli che si salveranno ? »

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