Terza domenica del tempo ordinario dell’anno C

Posté par diaconos le 19 janvier 2022

Terza domenica del tempo ordinario dell'anno C  dans articles en Italien

aba9a6179ecf98c669fcba052e4defc7 Terza domenica del tempo ordinario dell'anno C dans Catéchèse

Gesù insegnava nella sinagoga dei Giudei.

In tutto il mondo, i cristiani di diverse fedi si riuniscono per momenti di preghiera comune. Chiedono a Dio di realizzare quello che era il desiderio più importante di Cristo la sera del Giovedì Santo: « Che siano una cosa sola ». Questo problema delle divisioni tra i cristiani era presente nelle prime comunità. Molte persone sostenevano di essere seguaci di questo o quel predicatore. Le tre letture di questa domenica possono aiutarci a riflettere su questa questione della pace e dell’unità.

San Paolo ci parla della solidariemettere il meglio di sé al servizio del bene comune. Questo è fondamentale se vogliamo promuovere buone relazioni tra tutte le persone. Nel Vangelo, Gesù si presenta come il liberatore, colui che viene « per portare una buona notizia ai poveri, per annunciare ai prigionieri che sono liberi, per portare la liberazione agli oppressi, per annunciare un anno di benedizioni concesse dal Signore ». Siamo chiamati al di là delle nostre differenze per essere uniti nella diversità.

Questa settimana, per essere concreti, prendiamoci il tempo di conoscere l’altro, quello che è diverso da me nella sua fede: facciamo lo sforzo di scoprire la fede e il pensiero di un cristiano di un’altra denominazione. tà dei cristiani (2a lettura). Ricorda alle comunità corinzie, ma anche a ciascuno di noi, una verità fondamentale: « Voi siete il corpo di Cristo ». Ogni battezzato è chiamato

La prima lettura è dal libro di Neem ia, capitolo8

Siamo a Gerusalemme intorno al 450 a.C. L’esilio babilonese è finito, il Tempio di Gerusalemme è finalmente ricostruito (anche se è meno bello di quello di Salomone) e la vita riprende il suo corso. Con l’esilio babilonese, tutto è andato perduto e il ritorno non è stato facile: il grande problema del ritorno è la difficoltà di andare d’accordo: tra chi torna in patria, pieno di ideali e progetti, e chi nel frattempo si è stabilito, non c’è un divario, ma un abisso. Non è un vuoto, è un abisso. I gentili hanno occupato il posto e le loro preoccupazioni sono molto lontane dai molti requisiti della legge ebraica. Esdra e Neemia faranno quindi di tutto per rimediare alla situazione.

Il popolo deve essere sollevato e il suo morale ripristinato. Storia Nel settimo anno di Artaserse I, re di Persia dal 465 al 424 a.C., Esdra fu incaricato dal re di andare a Gerusalemme per fare un’inchiesta civile e religiosa sulla condizione della comunità ebraica e per esortarla ad osservare la legge di Dio.

Esdra fu uno dei leader degli ebrei che tornarono da Babilonia con Zorobabele. Era uno scriba che conosceva bene la Legge di Mosè, che studiava e insegnava, ed era un discendente di Zadok e Phineas. È il personaggio principale del Libro di Esdra e si trova nel racconto di Neemia del suo ritorno dall’esilio babilonese, di cui il seguente è un estratto. Neemia è un ebreo, nato a Babilonia nel quinto secolo a.C., il personaggio principale e narratore del Libro di Neemia.

Secondo il racconto biblico, divenne coppiere di Artasero Longhi, re di Persia; ottenne da questo principe il permesso di ricostruire le mura di Gerusalemme (445 a.C.) e guidò alcuni degli esuli ebrei in Giudea dopo il primo esilio a Babilonia. Fondò la grande sinagoga e governò il popolo ebraico con grande saggezza fino alla sua morte nel 424 a.C. Gli si attribuisce il secondo dei libri conosciuti come Esdra.

Per ristabilire l’unità della loro comunità, Esdra e Neemia non fanno una lezione, propongono una festa basata sulla parola di Dio. Toutto il popolo si è riunito come uno solo nella piazza davanti alla porta dell’acqua. A Esdra, lo scriba, fu chiesto di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea, composta da uomini, donne e tutti i bambini che potevano capire.

Era il primo giorno del settimo mese. Esdra lesse il libro dall’alba a mezzogiorno in presenza degli uomini, delle donne e di tutti i bambini di età compresa, e tutto il popolo ascoltava la lettura della legge. Lo scriba Esdra stava su una piattaforma di legno costruita appositamente per questo scopo. Esdra aprì il libro; tutto il popolo poteva vederlo, perché egli sovrastava l’assemblea. Quando aprì il libro, tutta la gente si alzò in piedi.

Allora Esdra benedisse il Signore, il grande Dio, e tutto il popolo alzò le mani e disse: « Amen! Amen ! » Poi si inchinarono e adorarono il Signore con la faccia a terra. Esdra lesse un passo del libro della legge di Dio, poi i Leviti lo tradussero e ne diedero il significato. Nehemia, il governatore, Esdra che era sacerdote e scriba, e i Leviti che lo spiegavano, dissero a tutto il popolo : « Questo giorno è santo per il Signore vostro Dio ! Non piangere, non piangere !

Perché tutti piangevano all’udire le parole della Legge. Esdra disse loro : « Andate e mangiate del buon pane e bevete del buon vino, e mandate una parte a coloro che non hanno niente di pronto ». Perché questo giorno è santo per il nostro Dio! Non ti affligere : la gioia del Signore è la tua fortezza !

 Salmo 19, 8-10.15

Commento La mappa del Signore è sicura, che rende saggio il semplice » (primo versetto qui): un modo di dire che solo Dio è saggio; per noi, non è necessario credere di essere intelligenti, lasciamoci semplicemente guidare. E poi, l’umile e quotidiana pratica della Legge può gradualmente trasformare un intero popolo. Tutto ciò che serve è una pratica umile e quotidiana; è alla portata di tutti.

Testo La legge del Signore è perfetta, dà la vita ; la carta del Signore è sicura, rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono retti, allietano il cuore; il comandamento del Signore è chiaro, illumina l’occhio. Il timore del Signore è puro, è lì per sempre; le decisioni del Signore sono giuste e veramente giuste. Accogli le parole della mia bocca, i mormorii del mio cuore; fa’ che vengano davanti a te, o Signore, mia roccia.

La seconda lettura è tratta dalla lettera dell’apostolo San Paolo.

 Commento  Questo lungo sviluppo da parte di Paolo prova almeno una cosa, che la comunità di Corinto stava vivendo esattamente gli stessi problemi che stiamo vivendo noi. Per dare una lezione ai suoi seguaci, Paolo usa una procedura che funziona meglio di qualsiasi discorso, usa una favola che tutti conoscevano e la adatta al suo scopo. Questa favola, che era in circolazione all’epoca di Cristo, si chiamava : « La favola delle membra e dello stomaco » (è raccontata nella Storia romana di Tito Livio ».

 Uno dei punti sorprendenti di questo sviluppo è che non parla mai per un momento in termini di gerarchia o di superiorità ! Paolo, al contrario, insiste sul rispetto dovuto a tutti: semplicemente, perché la più alta dignità, l’unica che conta, è essere membro, chiunque sia, dell’unico corpo di Cristo. Il rispetto, in senso etimologico, è una questione di sguardo. In questo brano, San Paolo ci dà una meravigliosa lezione di rispetto: rispetto per la diversità, da un lato, e rispetto per la dignità di ogni persona, qualunque sia la sua funzione.

Testo  Facciamo un paragone : il nostro corpo è un tutto, eppure ha molte membra; e tutte le membra, nonostante il loro numero, sono un solo corpo. Così è con Cristo. Tutti noi, ebrei o gentili, schiavi o uomini liberi, siamo stati battezzati nell’unico Spirito per formare un solo corpo. Tutti noi siamo stati estinti dall’unico Spirito. Il corpo umano è composto da diversi membri, non uno solo. Il piede può dire : « Non sono la mano, quindi non faccio parte del corpo », ma fa comunque parte del corpo. L’orecchio può dire : « Non sono l’occhio, quindi non faccio parte del corpo », ma fa comunque parte del corpo.

Se ci fossero solo occhi nel corpo, come potremmo sentire ? Se ci fossero solo le orecchie, come potremmo annusare ? Ma nel corpo, Dio ha disposto le diverse membra come ha voluto. Se ce ne fosse uno solo, come farebbe a formare un corpo ? Quindi ci sono sia molti membri che un solo corpo. L’occhio non può dire alla mano : « Non ho bisogno di te »; la testa non può dire ai piedi : « Non ho bisogno di te ». Inoltre, le parti del corpo che sembrano le più delicate sono indispensabili.

E quelli che sono meno rispettabili, li trattiamo con più rispetto ; quelli che sono meno decenti, li trattiamo con più decenza ; per quelli che sono decenti, non è necessario. Dio ha organizzato il corpo in modo tale che noi mostriamo più rispetto a ciò che è più carente di rispetto : Egli ha voluto che non ci sia divisione nel corpo, ma che le diverse membra si preoccupino l’una dell’altra. Se un membro soffre, tutti i membri partecipano alla sua sofferenza; se un membro è onorato, tutti partecipano alla sua gioia.

Ora voi siete il corpo di Cristo, e ognuno di voi, a modo suo, è un membro di quel corpo. Tra coloro che Dio ha posto nella Chiesa in questo modo, ci sono in primo luogo gli apostoli, in secondo luogo i profeti, in terzo luogo coloro che sono responsabili dell’insegnamento, poi coloro che fanno miracoli, coloro che hanno il dono della guarigione, coloro che sono responsabili dell’assistenza o della guida dei fratelli, coloro che dicono parole misteriose. Ovviamente, non tutti sono apostoli, non tutti sono profeti, non tutti sono incaricati dell’insegnamento; non tutti devono fare miracoli, guarire, dire parole misteriose,

 Commento Questa storia si svolge dopo il battesimo di Gesù e il racconto delle sue tentazioni nel deserto. Quando Gesù dice : « La parola di Isaia che vi ho appena letto, lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione… è in me che si compie… », sta semplicemente dicndo : « Io sono il Messia, quello che state aspettando ». Dicendo questo, non poteva non sorprendere i suoi ascoltatori. Ci deve essere stato un tempo di silenzio finché non hanno capito cosa intendeva.

Nota Luca dice a Teofilo che vuole permettergli di verificare « la solidità degli insegnamenti che ha ricevuto ». Luca riconosce anche di non essere stato un testimone oculare degli eventi; poteva solo informarsi sui testimoni oculari, il che presuppone che fossero ancora vivi quando scrisse.

Testo  Molti si sono impegnati a comporre un resoconto degli avvenimenti che hanno avuto luogo tra noi, così come ci sono stati tramandati da coloro che, fin dall’inizio, sono stati i testimoni oculari e sono diventati i servitori della Parola. Perciò anch’io→, dopo essermi accuratamente informato di tutte le cose fin dall’inizio, ho deciso di scrivere per te, caro Teofilo, un resoconto di esse, affinché tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Quando Gesù tornò in Galilea nella potenza dello Spirito, la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe dei Giudei e tutti lo lodavano. Venne a Nazareth, dove era cresciuto. Come era sua abitudine, entrò nella sinagoga il sabato e si alzò per leggere. Gli fu presentato il libro del profeta Isaia. Aprì il libro e trovò il passaggio in cui si dice : Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha unto. Mi ha mandato a portare la Buona Novella ai poveri, a proclamare la libertà ai prigionieri e la luce ai ciechi, a portare la liberazione agli oppressi, a proclamare un anno.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti cristiani

◊ Animazione :  clicca qui per lggere l’articolo  →  III Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

◊ Qumran :  :  clicca qui per lggere l’articolo  → :  clicca qui per lggere l’articolo  → Testi – III Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Il Padre Fernando Aemellini : « Terza domenica del tempo ordinario dell’anno C « 

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, TEMPO ORDINARIO, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

Seconda domenica del Tempo Ordinario – Anno C

Posté par diaconos le 16 janvier 2022

Afficher l’image source

Dal Vangelo secondo Giovanni, capitolo due

 Tre giorni dopo, ci fu un matrimonio a Cana in Galilea. C’era la madre di Gesù. 02 Anche Gesù era stato invitato alla festa di nozze con i suoi discepoli. Ma finirono il vino, e la madre di Gesù gli disse : « Non hanno vino. »  Gesù le rispose : « Donna, cosa vuoi da me? La mia ora non è ancora arrivata. » Sua madre disse ai servi : « Fate tutto quello che vi dirà ».

 Ora c’erano sei bacini di pietra per le abluzioni rituali degli ebrei, ognuno dei quali conteneva circa cento litri. Gesù disse ai servi : « Riempite d’acqua i catini ». E li hanno riempiti fino all’orlo. Disse loro : a ». « Ora tiratene fuori un po’ e portatene al padrone della festa. L’hanno portato da lui.

Il matrimonio di Cana

Ci fu un matrimonio a Cana in Galilea. La madre di Gesù era lì. Anche Gesù era stato invitato alla festa di nozze con i suoi discepoli. Quando il vino finì, la madre di Gesù gli disse : « Non hanno più vino. » Gesù le rispose : « Donna, cosa vuoi da me ? La mia ora non è ancora arrivata.  » Sua madre disse ai servi : « Fate tutto quello che vi dirà ».

Tutta la Bibbia è una storia d’amore, una storia di alleanza. Nei testi scelti per la prossima domenica, l’immagine è ancora più forte: è l’immagine delle nozze tra Gerusalemme e Cristo (seconda lettura), tra Cristo e la Chiesa. Nel racconto delle nozze di Cana (Vangelo), dove Gesù dà il primo segno del Regno, le circostanze che circondano le nozze, così come il miracolo che vi ha luogo, sono tipici del simbolismo abituale di San Giovanni.

Per lui, qualsiasi realtà umana può essere evocativa del Regno, o più precisamente della vita eterna. Perché San Giovanni non usa mai il termine ‘Regno’, preferendo parlare di ‘vita’ o ‘vita eterna’. Attraverso l’incarnazione di suo Figlio, Dio ha sposato tutta l’umanità. Dio, che è amore infinito, trova la sua gioia in ogni persona ed è sempre con tenerezza che sussurra ad ogni persona, in mezzo alle sue prove e ai suoi momenti di dubbio, ai suoi momenti difficili: « Resisti, io sono qui e ti amo, vai, poiché credo in te, sarai la gioia del tuo Dio ».

 Ora attingi da esso e portalo al padrone della festa

Non avevano vino, perché il vino del matrimonio era finito. Allora la madre di Gesù gli disse : « Non c’è vino. (Gv 2,3) Poiché gli invitati erano numerosi e le nozze ebraiche duravano diversi giorni, è facile spiegare questa circostanza che il vino finì. Quando Gesù dice: la mia ora non è ancora giunta, si riferisce sempre al momento determinato dalla volontà di Dio in cui si compirà qualche grande evento della sua vita, in particolare l’ora della sua manifestazione come Messia, che sa sarà seguita dall’ora della sua morte. (Giovanni 7, 30)

Maria accettò umilmente il rimprovero, si fece da parte; ma, certa che suo figlio, se non voleva prestarsi alla dimostrazione eclatante da lei suggerita, avrebbe trovato un modo per togliere dai guai gli organizzatori della festa, ordinò ai servi di fare tutto quello che Gesù diceva. Ci rivolge anche il comando dato ai servi a Cana di Galilea durante la festa di nozze: « Fate quello che vi dirà » (Gv 2,8).

La prima lettura è dal l ibro di Isaia

Commento In questo estratto, il profeta Isaia usa la parola ‘desiderio’ (nel senso di desiderio amoroso) due volte per esprimere i sentimenti di Dio verso il suo popolo. Questo testo è una vera dichiarazione d’amore! Un fidanzato non direbbe di più alla sua amata. Sarai la mia favorita, la mia sposa… Sarai bella come una corona, come un diadema d’oro nelle mie mani… Sarai la mia gioia…

Storia Questo capitolo 62 di Isaia fu scritto nel contesto del ritorno dall’esilio. Siamo tornati dall’esilio (a Babilonia) nel 538 e il Tempio non ha cominciato ad essere ricostruito fino al 521.

Testo

Per amor di Gerusalemme non mi darò pace; per Sion non mi darò pace, finché la sua giustizia non sorga come l’alba e la sua salvezza come una fiaccola. 02 Le nazioni vedranno la tua giustizia, tutti i re vedranno la tua gloria. Ti chiameranno con un nome nuovo, dato dal Signore stesso. 03 Sarai una corona splendente tra le dita del Signore, un diadema regale nella mano del tuo Dio.

04 Non ti chiameranno più « l’Abbandonata », né chiameranno la tua terra « Terra deserta », ma ti chiameranno « la mia favorita », e chiameranno la tua terra « la mia sposa », perché il Signore ha messo la sua preferenza su di te, e alla tua terra sarà dato uno sposo. 05 Come un giovane uomo sposa una giovane ragazza, così colui che ti ha costruito ti sposerà. Come una sposa è la gioia di suo marito, così tu sarai la gioia del tuo Dio.

 Salmo 95, 1-2a, 2b-3, 7-8a, 9a.10ac

Commento Verrà il giorno in cui tutti i popoli senza eccezione riconosceranno Dio come l’unico Dio. Tutta l’umanità porrà la sua fiducia in lui solo: tutto questo salmo ha questa dimensione universale.

Nota La scena si svolge nel Tempio di Gerusalemme: i gradini del piazzale del Tempio sono affollati di gente, la spianata è affollata di gente, la città di Gerusalemme non basta… a perdita d’occhio, le folle si riversano… vengono da ogni dove, dai confini della terra. E tutta questa folla immensa canta a squarciagola, è una sinfonia: cosa cantano ?   »Il Signore è il re ! » Solo quattro parole, ma non parole qualsiasi: è l’esclamazione dei grandi giorni !

Testo

01 Cantate al Signore un canto nuovo, cantate al Signore, tutta la terra; 2a cantate al Signore e benedite il suo nome! 2b Di giorno in giorno proclamate la sua salvezza, 03 raccontate a tutti i popoli la sua gloria, a tutte le nazioni le sue meraviglie! 07 Date al Signore, famiglie di popoli, date al Signore la gloria e la potenza, 8a date al Signore la gloria del suo nome. 9a adorate il Signore, splendente di santità: 10a andate e dite alle nazioni: « Il Signore è re! » 10c Egli governa i popoli con giustizia.

Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi

Commento In questo brano, l’apostolo Paolo parla di cose molto concrete, ricordando prima di tutto il fondamento delle cose, che è il nostro battesimo: come disse Giovanni Battista, attraverso il battesimo siamo stati immersi nel fuoco dello Spirito, e d’ora in poi è lo Spirito che riflette attraverso di noi secondo la nostra diversità. Come dice Paolo : « In tutte queste cose lo stesso Spirito è all’opera, distribuendo i suoi doni a ciascuno secondo la sua volontà »

Una delle lezioni di questo testo dell’apostolo Paolo è certamente quella di imparare a gioire delle nostre differenze. Sono le molteplici sfaccettature di ciò che l’Amore ci permette di fare secondo l’originalità di ciascuno. Rallegriamoci dunque della varietà delle razze, dei colori, delle lingue, dei doni, delle arti, delle invenzioni… Questo è ciò che fa la ricchezza della Chiesa e del mondo, purché le viviamo nell’amore.

Testo

04i Tra i fratelli è all’opera lo stesso Spirito, che distribuisce i suoi doni a ciascuno secondo la sua volontà.telli, i doni della grazia sono vari, ma è sempre lo stesso Spirito. 05 Le funzioni nella Chiesa sono varie, ma è sempre lo stesso Signore. 06 Le attività sono varie, ma è sempre lo stesso Dio che opera in ognuno. 07 Ognuno riceve il dono di manifestare lo Spirito per il bene di tutti. 08 A uno è dato, nello Spirito, il linguaggio della sapienza di Dio; a un altro, sempre nello Spirito, il linguaggio della conoscenza di Dio; 09 a un altro è dato, nello Spirito, il dono della fede; a un altro, poteri di guarigione nello stesso Spirito; 10 a un altro può fare miracoli, a un altro è un profeta, a un altro sa riconoscere ciò che veramente viene dallo Spirito; a uno è dato il dono di parlare ogni sorta di parole misteriose, a un altro il dono di interpretarle. 11 Ma in tutte queste cose, non c’è nessuno che non sia un profeta.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

L’elemento centrale della storia sono le sei giare di pietra che servivano per le abluzioni che gli ebrei facevano per purificarsi. Sono fatti di pietra, come le tavole su cui Mosè incise i dieci comandamenti di Dio (Es 20,1-17). Queste giare, che erano vuote prima dell’intervento di Gesù, rappresentano l’Antica Alleanza dove l’uomo viveva nella paura, ossessionato dalla tensione tra il puro e l’impuro, il permesso e il proibito, e cercando di liberarsi dal suo senso di impurità attraverso le abluzioni rituali.

 È a questa religione del puro e dell’impuro, delle abluzioni e dei sacrifici, che Gesù viene a sostituire una religione dell’amore simboleggiata dal vino nuovo dello Spirito. Gesù dirà un giorno che non è venuto ad abolire questa antica legge ma a compierla.

 
Commento Le nozze di Cana indicano il senso della missione di Gesù, la « Nuova Alleanza » dove Dio dà la sua vita in abbondanza. Questa pagina del Vangelo non deve essere letta come un semplice resoconto. Questa acqua trasformata in vino è bella perché gli ospiti possono continuare la festa. Ma se ci fermiamo qui, perdiamo il messaggio essenziale del Vangelo. San Giovanni non parla di un « miracolo » ma di un « segno », che non è la stessa cosa.

 Dobbiamo quindi prenderci il tempo di leggere tra le righe e vedere tutto ciò che è implicito: oltre il matrimonio della giovane coppia di Cana, ce n’è un altro: è l’alleanza di Cristo e della sua Chiesa. Tutta la Bibbia ci mostra un Dio che parla alle persone in termini di amore e di alleanza. Questo è ciò che dobbiamo vedere in questo vangelo, la proclamazione della nuova alleanza tra Dio e l’uomo. Al di là della mancanza di vino, il vangelo ci invita a prendere coscienza di tutte le nostre mancanze, mancanza di amore, mancanza di ragioni per vivere e per sperare. A Cana, Gesù viene ad incontrare un’umanità che vuole sposare.

Ci fu un matrimonio a Cana in Galilea. Anche Gesù fu invitato alla festa di nozze con i suoi discepoli. Ma non avevano vino, e la madre di Gesù gli disse: « Non hanno vino. Gesù le rispose: « Donna, cosa vuoi da me? La mia ora non è ancora arrivata. Sua madre disse ai servi : « Fate tutto quello che vi dirà ».  Ora c’erano sei bacini di pietra per le abluzioni rituali degli ebrei, ognuno contenente circa cento litri. Gesù disse ai servi  : « Riempite d’acqua i catini ». E li hanno riempiti fino all’orlo. Disse loro : « Prendetene un po’ ora e portatene al padrone del pasto ». Glielo portarono ». Era a Cana in Galilea. Ha manifestato la Sua gloria e i Suoi discepoli hanno creduto in Lui.

 L’ospite assaggiò l’acqua trasformata in vino. Lui non sapeva da dove venisse il vino, ma i servi sì, perché avevano attinto l’acqua. Il padrone della festa chiamò lo sposo e gli disse: « Tutti servono prima il vino buono, e quando la gente ha bevuto bene, si porta il vino meno buono ». Ma avete conservato il vino buono fino ad ora. Questo è l’inizio dei segni che Gesù

 

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊ Congregazione per il clero : clicca qui per leggere l’articolo → II Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

◊ Qumran    : clicca qui per leggere l’articolo →  Testi – II Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

 Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, Histoire, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, TEMPO ORDINARIO, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

Il battesimo del Signore – Anno C

Posté par diaconos le 4 janvier 2022

 Afficher l’image source

Il battesimo di Cristo è uno degli episodi della vita di Gesù: il suo battesimo nel Giordano da pte di Giovanni il Battista. Raccontato nei Vangeli di Marco, Matteo e Luca, è una delle tre epifanie di Gesù, insieme all’adorazione dei Magi e alle nozze di Cana. Il ‘Battesimo di Cristo’ è un tema che si trova molto spesso nell’iconografia cristiana.

Nell’esegesi biblica, questo evento è considerato molto probabilmente autentico perché corrisponde a uno dei quattro criteri di storicità definiti dagli studiosi: quello dell’imbarazzo ecclesiastico, secondo il quale un episodio più o meno imbarazzante in termini di apologetica cristiana non potrebbe essere stato inventato.

 Questo criterio è stato spiegato da Simon Claude Mimouni e Pierre Maraval, che hanno preso come esempio il battesimo di Cristo. Sono state selezionate le azioni e le parole di Gesù che hanno creato difficoltà nella loro applicazione all’interno delle prime comunità cristiane, per esempio il battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista, raccontato da Matteo, perché questo racconto pone il primo in una posizione subordinata al secondo, mettendo la Chiesa in difficoltà nel suo conflitto con i gruppi battisti.

 La regione del Giordano ha un significato speciale nella Bibbia: nell’Antico Testamento era uno dei confini della Terra Promessa per gli Ebrei guidati da Mosè. A Mosè non fu permesso di entrare nella Terra Promessa, quindi non poté attraversare il Giordano. Giovanni Battista lo fece nel Giordano.

 L’immersione di Gesù nel Giordano ha a che fare con il peccato. La teologia che si sviluppa all’interno del cristianesimo vede il battesimo di Gesù come una volontà di Gesù Cristo di assumere il peccato del mondo. Il racconto di questo battesimo descrive una teofania, una manifestazione del Dio della Trinità: Gesù Cristo, il Figlio, che viene battezzato, una colomba che simboleggia lo Spirito Santo e la voce di Dio Padre.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

In quel momento le persone che erano venute da Giovanni il Battista stavano aspettando, e tutti si chiedevano dentro di sé se Giovanni non fosse il Cristo. Allora Giovanni disse a tutti loro: « Io vi battezzo con acqua, ma viene colui che è più forte di me; io non sono degno di sciogliere la cinghia dei suoi sandali ». Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e il fuoco.

 Mentre tutta la gente veniva battezzata, e mentre anche Gesù veniva battezzato, pregò, il cielo si aprì.    Lo Spirito Santo, in forma corporea, come una colomba, discese su Gesù, e ci fu una voce dal cielo: « Tu sei il mio Figlio prediletto; in te mi rallegro.  (Lc 3, 15-16, 21-22)

 Il battesimo del Signore

« Quando il popolo era in attesa e tutti si interrogavano in cuor loro su Giovanni, se egli stesso non fosse il Cristo, » (Lc 3,15) Questa osservazione sull’atteggiamento del popolo verso Giovanni è propria di Luca. Gesù venne al battesimo con tutto il popolo; mentre pregava, il cielo si aprì, lo Spirito scese su di lui in forma visibile, una voce dal cielo lo proclamò Figlio prediletto di Dio.

 D’altra parte, Luca, affrettandosi al racconto delle manifestazioni divine avvenute in questa occasione, le racconta in modo più obiettivo ed esplicito degli altri evangelisti. Solo lui ha riportato il fatto notevole che le rivelazioni celesti avvennero mentre Gesù stava pregando. Questa era la spiegazione psicologica e religiosa dell’accaduto.

La preghiera era l’efficace intermediario tra il cielo e la terra, tra il Padre e suo Figlio. Mentre Gesù pregava, fu glorificato sul santo monte e ricevette la stessa testimonianza da Dio suo Padre : « Tu sei il mio Figlio prediletto » (Luca 9, 29-35). Luca ha mostrato il cielo che si apre e lo Spirito Santo che scende in forma corporea. Ha presentato questo come un evento reale e non poteva essere considerato una semplice visione.

Nel racconto di Luca, come in quello di Marco, la testimonianza divina a Gesù, ‘Tu sei il mio figlio prediletto’, era rivolta direttamente a lui, mentre in Matteo era rivolta a Giovanni Battista e attraverso di lui a tutti gli uomini, ‘Questo è il mio figlio prediletto’.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊  Don Giuseppe Dossetti : clicca qui per leggere l’articolo  →  Battesimo del Signore Anno C – sanpelle.it

◊ Qumran  Net : clicca qui per leggere l’articolo  →    Testi – Battesimo del Signore (Anno C)

Padre Fernando Armellini : «   Il battesimo del Signore »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, È tempo di Natale., fêtes religieuses, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, Tempo di Natale., Temps de Noël | Pas de Commentaire »

Santa Maria, Madre di Dio – Solennità

Posté par diaconos le 1 janvier 2022

Afficher l’image source

Gran parte della tradizione si trova nella letteratura apocrifa, che spesso sviluppa temi presenti nei testi canonici del Nuovo Testamento. Nelle Chiese cattolica e ortodossa, Maria è oggetto di un culto speciale, superiore al semplice culto dei santi e degli angeli, chiamato culto dell’iperdulia. Questo è un importante punto di differenza con il protestantesimo. Maria è menzionata diverse volte nel Nuovo Testamento. Nei Vangeli sinottici e negli Atti degli Apostoli è chiamata « Maria », mentre il Vangelo di Giovanni presenta la « madre di Gesù » ma senza darle un nome.

La donna celeste circondata da stelle descritta nell’Apocalisse non è Maria, secondo l’esegesi moderna, ma tradizioni successive legate a questo testo hanno finito per combinarle, come mostra l’iconografia cristiana. A partire dal II secolo, la figura di Maria è sviluppata dagli autori di numerosi testi apocrifi, in particolare il Protevangelo di Giacomo. Nel corso dei secoli, la figura di Maria divenne sempre più complessa e importante, sia nel dogma cristiano che nella pietà popolare, così come nell’arte e nella letteratura.

Le Lettere di Paolo, scritte intorno all’anno 50, sono i testi più antichi del Nuovo Testamento. Da nessuna parte si menziona il nome della madre di Gesù5 . Solo un caso, in Galati 4:4, menziona semplicemente che Gesù è nato da una donna, senza ulteriori dettagli, e apparentemente non c’è nulla di speciale in questa nascita.

Paolo, tuttavia, ha affermato che Gesù è il Figlio di Dio e il Messia di Israele, sottoposto alla Legge per liberare gli ebrei da essa. Nel resto del corpus paolino e nelle altre lettere del Nuovo Testamento (le cosiddette « epistole cattoliche »), Maria non è menzionata. I Vangeli secondo Matteo e Luca, così come gli Atti degli Apostoli, tutti scritti circa quindici anni dopo quello di Marco, cioè intorno all’80-85, sono più espliciti su Maria.

Ignazio di Antiochia (morto martire all’inizio del secondo secolo) parla nella sua Lettera agli Efesini del grande mistero di Maria, la verginità di Maria, che mette accanto al mistero della concezione e della morte del Signore. Giustino di Nablus ha difeso soprattutto la verginità di Maria prima del parto, e ha introdotto per la prima volta un parallelismo tra Eva e Maria.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

In quel momento i pastori si precipitarono a Betlemme e trovarono Maria e Giuseppe con il neonato adagiato nella mangiatoia. Quando videro, raccontarono ciò che era stato loro annunciato sul bambino. E tutti quelli che sentivano erano stupiti di ciò che i pastori raccontavano. Maria, tuttavia, ricordava tutti questi eventi e li meditava nel suo cuore.

E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto ciò che avevano udito e visto, come era stato detto loro. Quando arrivò l’ottavo giorno, il giorno della circoncisione, il bambino ricevette il nome di Gesù, il nome che l’angelo gli aveva dato prima di essere concepito. (Lc 2,16-21)

I pastori arrivarono alla mangiatoia

I pastori hanno visto Maria, poi Giuseppe, poi il bambino. Maria fu nominata prima di Giuseppe, perché era la madre che, insieme al piccolo bambino, era più importante per i pastori. I pastori furono i primi tra gli uomini ad annunciare ciò che Dio aveva appena rivelato. Maria conservò tutte queste cose senza perdere nulla e le meditò nel suo cuore.

Maria confrontò ciò che le era stato divinamente annunciato nove mesi prima con ciò che le era successo, e il suo cuore si riempì della fedeltà di Dio nell’adempimento della sua parola. Il signor Godet ha notato l’indizio che tutta questa storia è stata scritta da Maria stessa.

Link ad altri siti web cristiani

◊ Theotokos: clicca qui per leggere l’articolo → SoleDionnità di Maria, Madre di

◊ : « Quaculla? »eenti pastori alla . BoubeDiocesi di Lione: clicca qui per leggere l’articolo → Solennità di Maria, Madre di Dio

♥ Santa Maria, Madre di Dio 

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, fêtes religieuses, Religion, Tempo di Natale., Tempo di Natale., Vierge Marie | Pas de Commentaire »

12345...69
 

Salem alikoum |
Eazy Islam |
Josue |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | AEP Gresivaudan 4ieme 2007-08
| Une Paroisse virtuelle en F...
| VIENS ECOUTE ET VOIS