Sesta domenica di Pasqua – Anno C

Posté par diaconos le 20 mai 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Le parole di Gesù sono parole d'amore

Le parole di Gesù sono parole d’amore

Prima Lettura   È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati». Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto : «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute !

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl’idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!». (At 15, 1-2. 22-29)


 Dal Salmo 66

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti.Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto ;perché si conosca sulla terra la tua via, la tua salvezza fra tutte le genti. Gioiscano le nazioni e si rallegrino, perché tu giudichi i popoli con rettitudine, governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra. 

Seconda Lettura 
L’Angelo mi mostrò la città santa che scende dal cielo.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte.

Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. In essa non vidi alcun tempio : il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna : la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello. (Ap 21, 10-14. 22-23)

Canto al Vangelo
  Gv 14,23

Alleluia, alleluia. Se uno mi ama, osserva la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui. Alleluia.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse [ ai suoi discepoli : «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.

Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate». (Gv 14, 23-29)

 Omelia per la sesta domenica di Pasqua, anno C

Se qualcuno mi ama, rimarrà fedele alla mia parola.

« Se qualcuno mi ama, egli rimarrà fedele alla mia parola ; il Padre mio lo amerà, noi verremo a lui, andremo a stare con lui ». (Gv 14,23) – Gesù ci promette che Dio verrà ad abitare nei cuori delle persone che lo accolgono e credono in lui. In altre parole, sarà riconosciuto come dono solo da coloro che lo amano veramente.

Nel nostro mondo attuale, ammiriamo Gesù come modello, non abbiamo nulla contro di lui, ma lo lasciamo da parte professando : « Io sono un credente che non pratica » È altrettanto assurdo quanto dire : « Ho fame ma non mangio ». Gesù è vivo e vegeto ed è sempre attivo nel mondo. Il suo messaggio dovrebbe farci pensare. Cristo afferma di essere presente attraverso i veri credenti in cui abita.

« Se qualcuno mi ama, rimarrà fedele alla mia parola » – Tra persone che si amano, c’è l’ascolto, il dialogo, la parola, la comunicazione. Niente di peggio in coppia che non ascoltare, non parlare… La comunicazione consente l’adattamento. È essenziale vivere insieme ! Se ci parliamo, possiamo adattarci, conoscere i nostri nuovi desideri e rispondere a loro.

Le parole di Gesù sono Parole d’Amore – Le azioni non bastano: un sacramento è valido solo se c’è stato un gesto (acqua del battesimo) e una parola (vi battezzo). In amore è lo stesso! Spetta a ciascuno di noi trovare queste parole felici che nascono dal nostro cuore. Gesù ci parla di una Parola alla quale siamo fedeli, una parola messa in pratica: « Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi ».

Gesù ci parla di una Parola che, se vissuta, la rende veramente presente : « Chi accoglie uno di questi piccoli mi accoglie » (Mt 18,5). La presenza di Cristo risorto e vivente si può vedere concretamente nella vita dei veri discepoli. Per fare questo, guidiamoci come amici di Gesù, il Cristo, attraverso la testimonianza della nostra vita obbediente alle chiamate del Padre. Conduciamoci come amici di Dio attraverso il vero amore fraterno l’uno per l’altro, attraverso una preghiera che manifesta la nostra gioia nel trascorrere del tempo con il nostro amico.
Amen
Michel Houyoux, diacono permanente

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◊ Materiale pastorel on line → Testi – VI Domenica di Pasqua (Anno C) – QUMRAN.NET

Commento a Gv 14, 23-29

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Quinta domenica di Pasqua, anno C

Posté par diaconos le 13 mai 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Amatevi gli uni gli altri

Amatevi gli uni gli altri

Prima Lettura   Riferirono alla comunità tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed esortandoli a restare saldi nella fede «perché – dicevano – dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni».
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia, là dove erano stati affidati alla grazia di Dio per l’opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede. (At 14, 21b-27)

Salmo Responsoriale   Dal Salmo 144 : Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

Misericordioso e pietoso è il Signore, lento all’ira e grande nell’amore. Buono è il Signore verso tutti, la sua  tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere e ti benedicano i tuoi fedeli. Dicano la gloria del tuo regno e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese e la splendida gloria del tuo regno. Il tuo regno è un regno eterno, il  tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva : «Ecco la tenda di Dio con gli uomini ! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». (Ap 21, 1-5)

Canto al Vangelo
    Gv 13,34
Alleluia, alleluia.

Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore : come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Alleluia.

Dal vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito [dal cenacolo], Gesù disse : «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri.

Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». (Gv 13, 31-33a. 34-35)

Omelia Vi do un nuovo comandamento : amarvi l’un l’altro.

In questo brano del Vangelo di Giovanni, le ultime parole di Gesù ai suoi discepoli durante l’Ultima Cena sono state chiamate proprio il suo testamento spirituale. Gesù non dà ai suoi discepoli un insieme finale di precetti dettagliati o raccomandazioni su ciò che dovrebbero o non dovrebbero fare.

Così quando ci dice: « Vi do un comandamento nuovo: è amarvi gli uni gli altri » (Gv 13,34a), ha un significato dottrinale: è molto più una missione che un comando. L’amore reciproco è la missione che abbiamo ricevuto da Gesù.  Ed è così che la gente saprà che siamo suoi discepoli; è così che saremo suoi testimoni. « Se ci amiamo l’un l’altro, allora Dio abita in noi » (1 Gv 4,2).

Anche Gesù disse : « Se mi amate, osserverete il mio comandamento e mio padre vi amerà; noi verremo a fare la nostra casa con voi. « (Gv 14,23) Sì, cari amici, cari amici, il vero amore è una presenza reale di Dio ! Alimentare, vestire, visitare, visitare, curare coloro che stanno attraversando momenti difficili (malattia, perdita del lavoro, precarietà, abbandono….) è incontrare Gesù che è presente in quelle persone che hanno bisogno di me e che io servo. (Mt 25, 31.46)

E Gesù insisteva : « Come io ho amato voi, così anche voi vi amate gli uni gli altri » (Gv 13,34b). Amore come Gesù ! È stare ai piedi dei fratelli e delle sorelle per lavarsi i piedi, un gesto del servizio più umile. Gesù ha fatto questo gesto ai suoi discepoli la sera del Giovedì Santo, quando ci ha detto le cose essenziali.

Se vuoi veramente diventare suo discepolo, devi fare come ha fatto lui, il Maestro: lavare i piedi dei tuoi fratelli. Ciò significa che l’amore fraterno si traduce concretamente in servizio. E due serie di Parole di Gesù, le Beatitudini e il Giudizio Universale, si concentrano sulle « i »: servire Dio, servire Cristo è servire i poveri.

Il segno a cui sono riconosciuti i discepoli di Gesù non è solo la Messa. « Ciò che mostrerà a tutti che siete miei discepoli, ci dice Gesù, con autorità, è l’amore che avrete gli uni per gli altri ». Dare a chi ha sete, mangiare a chi ha fame, dare un indumento a chi non può comprarlo perché troppo povero, fare una visita amichevole a un malato….., è amare in verità, incontrare Dio stesso !

Le richieste di tale amore possono sembrare sproporzionate e lasciarci nella disperazione: non ci riusciremo mai ! « Come vi ho amato, amatevi gli uni gli altri » – dice Gesù a ciascuno di voi: Perché vi amo, e vi do l’amore infinito del Padre mio, lasciatevi amare come un bambino che si lascia prendere in braccio a sua madre e a suo padre. Vieni da me.

Vieni da me. Se verrai a me, potrò riversare in te la potenza dell’Amore stesso, che è Dio. In questo modo troverai la forza di andare oltre le tue capacità e potrai, giorno dopo giorno, imparare ad amare gli altri, proprio come io ti amo. Sì, Signore, voglio venire da te, perché tu hai le parole della vita eterna.
Amen.
Michel Houyoux, diacono permanente

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◊  La Confessione è un breve film dedicato all’Anno della Misericordia →   The confession – La confessione  Quinta domenica di Pasqua, anno C dans articles en Italien hd_24guarda su Youtube

◊ Mandatum Novum →   Quinta domenica di Pasqua (Anno C)

Quinta Domenica di Pasqua anno C

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Pregare Dio

Posté par diaconos le 9 mai 2019

Pregare Dio con distrazioni «volontarie» sarebbe, infatti, una grande irriverenza.

Pregare Dio con distrazioni «volontarie» sarebbe, infatti, una grande irriverenza.

Pregare Dio è aprirsi a Lui perché si confida che Egli ci ama e che vuole solo cose buone per la nostra felicità. Per questo Gesù ci propone di dire al « Padre nostro »: « Che la vostra volontà sia fatta sulla terra come nei cieli. »

La preghiera non è un’attività casuale. Si tratta soprattutto di un atteggiamento interiore. Tutto inizia con il silenzio che ci lasciamo parlare l’uno con l’altro. « Nel cuore dell’uomo c’è un silenzio innato, perché Dio abita nella parte più intima di ogni persona. Dio è silenzio, e questo silenzio divino abita l’uomo », scrive il cardinale Robert Sarah nel suo libro « La force du silence » (ed. Fayard, 2016).

In silenzio, ci rendiamo conto che dipendiamo da un essere supremo che è il principio della vita senza il quale la nostra esistenza non ha senso. Sant’Agostino si è rivolto a Dio dicendo: « Ci hai creati senza di noi, ma il nostro cuore è senza riposo finché non riposa in te ». Questo essere non è fisico o visibile. È spirituale e richiede una certa elevazione per entrare in relazione con essa.

È una disposizione interiore che consiste nel distaccarsi da ciò che ci circonda per entrare in relazione con questo essere invisibile. Nel Vangelo, il testo sacro dei cristiani, vediamo che Gesù si è ritirato in un luogo deserto per pregare. Si spogliò così di tutto per essere solo a Dio, che considerava suo Padre.

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Quarta domenica di Pasqua, anno C

Posté par diaconos le 6 mai 2019

LITURGIA DELLA PAROLA  

   In questa « DOMENICA DELLE VOCAZIONI », ci viene chiesto di chiedere al Maestro della Vendemmia di trovare operai per la sua vigna, di trovare pastori per il suo popolo. Affinché il JTF si rafforzi nella CHIESA, è necessario avere educatori JTF. Su ordine di Gesù, dobbiamo chiedere al Maestro della Vendemmia di scegliere gli operai che continueranno a costruire il Regno. Signore, dacci buoni sacerdoti e diaconi per aiutare il tuo popolo a progredire nelle vie della santità.

I nostri Pastori sono stati scelti e consacrati per prendersi cura del Popolo di Dio. Continuano con noi, la Missione di Gesù. Siamo docili ai loro insegnamenti e lavoriamo con loro per mantenere l’UNITA’ richiesta da Gesù. Con fervore, chiediamo al Signore di moltiplicare le chiamate dando forza e coraggio a coloro che sono stati scelti.

Copyright 2012 dell’autore e Südwestdeutscher Verlag für Hochschulschriften. Tutti i diritti sono stati trasferiti – Saarbrücken 2012

Fonte →  Rencontre avec la Parole de Vie, Parole de Dieu 

Disse Gesù: ”...io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la mia vita per le pecore. Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore...”

Disse Gesù : ”Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre ; e offro la mia vita per le pecore. Ed ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche queste io devo  condurre ; ascolteranno la mia voce e   diventeranno un solo gregge e un solo pastore…”

Prima Lettura 

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.
Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.

Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».

Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo. (At 13, 14. 43-52)
 

Dal Salmo 99 : Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Perché buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Seconda Lettura  Ap 7, 9. 14-17

L’Agnello sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani.

E uno degli anziani disse : «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide col sangue dell’Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio ; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro.

Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l’Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi».

Vangelo   : alle mie pecore io do la vita eterna.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano. Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola».       ( Gv 10, 27-30)

Omelia

 Oggi, in questa « Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni », i cristiani di tutto il mondo sono invitati a riflettere sul significato delle vocazioni sacerdotali, religiose e missionarie e a pregare perché siano incoraggiati, sostenuti e accolti in tutti gli ambienti!
« Gesù aveva detto ai Giudei: « Io sono il buon pastore (il vero pastore)….. Le mie pecore ascoltano la mia voce; io le conosco e loro mi seguono ».
Non dobbiamo minimizzare questa espressione che Gesù usa per farci capire qual è il suo programma come Pastore di anime: condurci al Regno.
In tutto l’antico Oriente, i re si definivano i pastori della loro nazione. Davide, uno dei primi leader politici di Israele, fu un pastore di Betlemme (1 Samuele 17:34.35).
Il re ideale del futuro, il messia, il nuovo David, è stato annunciato come « pastore ».
« Solleverò un pastore che li nutrirà….. » (Ez 34:23).
Il modello di ogni pastore e maestro è Gesù, il buon pastore, la luce della nostra vita. Lui, mite e umile di cuore, conosce le sue pecore e le sue pecore lo conoscono. Dà loro la Vita. Dà loro la sua vita. Ed è soprattutto lì che traiamo una grazia quotidiana per il progresso della nostra vita.
« Le mie pecorelle ascoltano la mia voce, le conosco e mi seguono » I tre verbi pronunciati qui, da Gesù, sono verbi d’azione:
Ascolto: questo è uno degli atteggiamenti essenziali per la relazione tra due esseri. Saper ascoltare…..un segno d’amore autentico! Quante volte, in una riunione o in gruppo non sappiamo davvero ascoltare!  Ascolta, questo è l’inizio della fede. Ascoltare la voce di Gesù significa accogliere la sua Parola con fede e fiducia. È la Parola di Dio che raccoglie tutti i fedeli nel Nome del Padre e del Figlio sotto il movimento dello Spirito Santo. Stiamo ascoltando la voce del Buon Pastore? Lo seguiamo dove ci chiama?
2° Seguire: esprime un atteggiamento libero; seguire qualcuno è attaccarsi ad esso. Seguimi, disse Gesù (Gv 1,43)
3° Conoscere: è l’amore che fa davvero conoscere qualcuno, fino alla trasparenza. È questa intimità, comprensione reciproca, stima profonda, comunione di menti e corpi che segna l’amore coniugale. (Gn 4:1)
. Che speranza per i nostri viaggi sapere che c’è il Signore stesso, che ci guida, illumina e ci insegna ogni giorno, ci difende e ci guarisce. Egli, Cristo, è il Pastore delle nostre anime, e ci dona per essere nutriti e innaffiati con il pane e il vino consacrati della sua Eucaristia. Grazie Signore per tutto quello che fai per noi
In questa « DOMENICA DELLE VOCATIONS », ci viene chiesto di chiedere al Maestro del raccolto di trovare operai per la sua vigna, pastori per il suo popolo….. Perché la FEDE cresca nella CHIESA, abbiamo bisogno di maestri della FEDE e sull’ordine di Gesù, dobbiamo chiedere al Maestro del raccolto di scegliere operai che continueranno a costruire il Regno che non è di questo mondo. Signore, dacci HOLY per aiutare il tuo popolo ad avanzare nelle vie di HOLY…..
I Pastori della CHIESA sono stati scelti e consacrati per prendere in carico il popolo di Dio. Continuano con noi, la Missione di Gesù….. Siamo docili ai loro insegnamenti e lavoriamo con loro per mantenere l’UNITA’ richiesta da Gesù. Con fervore, chiediamo al Signore di moltiplicare le chiamate dando forza e coraggio a coloro che sono stati scelti…..

Michel Houyoux, Deacon

Collegamenti esterni

◊ Qumran.net → Testi – IV Domenica di Pasqua (Anno C)

◊ Guppo3 millennio → V Domenica di Pasqua

◊  IV Domenica di Pasqua (anno C)→ Io sono il Buon Pastore. IV Domenica di Pasqua

Quarta Domenica Di Pasqua Anno C ( IItaliano )

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