Terza domenica di Pasqua dell’anno C

Posté par diaconos le 27 avril 2022

 Il Vangelo di lunedì 4 maggio 2020, riflessione e liturgia | Parrocchia San  Francesco d'Assisi

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni

In quel tempo Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mare di Tiberiade, ed ecco come. E c’era Simon Pietro con Tommaso, chiamato Didimo (cioè Gemello), e Natanaele, di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo, e altri due dei suoi discepoli. Simon Pietro disse loro : « Vado a pescare. Gli dissero » Anche noi veniamo con te ». Così se ne andarono e salirono sulla barca, ma quella notte non presero nulla

All’alba Gesù era in piedi sulla riva, ma i discepoli non sapevano che fosse lui. Gesù disse loro : « Bambini, avete qualcosa da mangiare ? » Gli risposero : « No ». Egli disse loro : « Gettate la rete sul lato destro della barca e la troverete ». Allora lanciarono la rete e questa volta non riuscirono a tirarla dentro perché c’erano tanti pesci. Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro : « È il Signore ! » Quando Simon Pietro sentì che era il Signore, si mise una veste, perché non aveva niente addosso, e si gettò in acqua. Gli altri discepoli arrivarono in una barca, trascinando la rete piena di pesce; la terra era solo a cento metri. Quando scesero a terra, videro un fuoco con carboni e pesce sopra, e del pane.Gesù disse loro : « Portate un po’ del pesce che avete appena pescato. »

Simon Pietro salì e tirò a terra la rete piena di grossi pesci ; erano centocinquantatre. E anche se erano così tanti, la rete non è stata strappata. Allora Gesù disse loro : « Venite e mangiate ».  Nessuno dei discepoli osò chiedergl i: « Chi sei tu? » Sapevano che era il Signore. Gesù venne, prese il pane e lo diede loro, e lo stesso con il pesce. Era la terza volta che Gesù, risorto dai morti, si mostrava ai suoi discepoli. Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: « Simone, figlio di Giovanni, mi ami veramente più di questi? Egli rispose : « Sì, Signore! Tu sai che ti amo.  »

Gesù gli disse : « Sii il pastore dei miei agnelli ».  Una seconda volta gli disse : « Simone, figlio di Giovanni, mi ami veramente ? «   Egli rispose : « Sì, Signore ! Tu sai che ti amo. «   Gesù gli disse : « Sii il pastore delle mie pecore » . Gli disse per la terza volta : « Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu ? »

Pietro era addolorato perché Gesù gli chiese per la terza volta : « Mi ami ? » Egli rispose : « Signore, tu sai tutto: tu sai che ti amo. » Gesù gli disse : « Sii il pastore delle mie pecore. Amen, amen, vi dico: quando eravate giovani, vi cingevate per andare dove volevate andare; quando sarete vecchi, tenderete le mani e qualcun altro vi cingerà per portarvi dove non volete andare. Gesù disse questo per significare con quale tipo di morte Pietro avrebbe dato gloria a Dio. Con queste parole gli disse: « Seguimi ». (Gv 21,1-14)

Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sulla riva del mare di Tiberiade

. Gli vennero incontro e lo trovarono che aveva già apparecchiato la tavola per il pranzo. Contarono i pesci che avevano preso: 153, tanti quanti erano i paesi conosciuti all’epoca. Così il loro pescato aveva improvvisamente assunto le proporzioni immense di un raccolto universale. « Venite a pranzo », dice loro Gesù. L’Eucaristia è sempre lì, pronta e in attesa, offerta per la comunione con lui, per un rinnovamento dell’amicizia e della condivisione tra noi. È allora che si mette in moto una scena assolutamente patetica con l’insistente interrogatorio che Gesù fa a Pietro: « Simone, figlio di Giovanni, mi ami tu?

Tre volte Gesù sfidò Simon Pietro, che lo rinnegò la notte della passione. Tre volte il discepolo protesta ora il suo amore per Cristo. L’amore è la cosa più importante per chiunque a cui Gesù affida i suoi: « Sii il pastore, sii il pastore dei miei agnelli, delle mie pecore », gli disse ancora Gesù. Quindi si è fidato di lui. Questa storia non è forse una parafrasi della nostra esperienza di vita nella Chiesa? Parlando di pesca e di missione, spesso pensiamo di avere le maniere giuste per i nostri successi pastorali; pensiamo di fare punti con i nostri metodi rivisti. E sperimentiamo il disincanto, ci ritroviamo a mani vuote.

Ma Gesù non ci abbandona mai nei nostri fallimenti. Ci dà un segno nei poveri e nei piccoli. Accogliere umilmente la sua presenza ci farà vedere il vero cammino del Vangelo. Dalla riva dove si trova, Gesù veglia su di noi.  La sua parola di vita ci istruisce. Ha preparato la tavola per noi. Ci invita, nel suo sacramento d’amore, a prendere fiato per servire i nostri fratelli e sorelle, che gli sono cari come le pecore al pastore che li sorveglia.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, Page jeunesse, Religion, tempo pasquale, Temps pascal | Pas de Commentaire »

Domenica della Divina Misericordia

Posté par diaconos le 19 avril 2022

Gesù appare ai suoi discepoli puzzle

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo  Giovanni

Fu dopo la morte di Gesù. La sera del primo giorno della settimana .  uando le porte del luogo dove si trovavano i discepoli   rano chiuse  achiave per paura degli ebrei,  Go. esù venne e si fermò in mezzo a loro. Egli disse loro : « La pace sia con voi!  » Dopo questa parola mostrò loro le sue mani e il suo fianco. Il discepoli erano pieni di gioia quando videro il Signore.

Gesù disse loro di nuovo : « La pace sia con voi ! » Come il Padre ha mandato me, così io mando voi, Vi mando anche. Quando ebbe detto questo, soffiò su di loro  e disse loro : « Ricevi lo Spirito Santo   I cui peccati tu perdonerai, saranno perdonati ; A chi sostieni i suoi peccati saranno conservati ».

Ora uno dei Dodici, Thomas, chiamato Didimo (cioè Gemello), non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli gli dissero : « Abbiamo visto il Signore ! » Ma egli disse loro : « Se non vedo il segno dei chiodi nelle sue mani se non metto il dito nel segno delle unghie, se non metto la mia mano nel suo fianco,  Non ci crederò !

Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo nella casa, e Tommaso era con loro. Gesù è venuto, mentre le porte erano chiuse a chiave,  e lui era lì in mezzo a loro. Egli dice :  « La pace sia con voi ! »   Poi dice a Tommaso : « Poi disse a Tommaso: « Metti il tuo dito qui e vedi le mie mani » ; Metti la tua mano qui e vedi le mie mani; metti la tua mano nel mio fianco : Smettete di essere increduli,

Essere un credente. Allora Tommaso gli disse : « Mio Signore e mio Dio ! » Gesù gli disse : « Perché mi avete visto, voi credete ». Beati coloro che credono senza aver visto. Ci sono molti altri segni che Gesù eseguì in presenza dei discepoli che non sono scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti in modo che tu possa credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e che credendo possiate avere la vita nel suo nome. (Jn 20, 19-31)

Gesù appare ai discepoli

Gesù stava lì in mezzo a loro, ma non videro come entrò, perché le porte erano chiuse. Calvino e alcuni altri esegeti pensavano che le porte fossero aperte come segno della maestà divina di Gesù.  Spesso i discepoli non riconoscevano Gesù a prima vista ed egli doveva provare loro che era davvero lui che vedevano. Le sue mani trafitte e il suo fianco con la ferita della lancia. Gesù, sapendo quanto fossero deboli i suoi discepoli e quanto fosse difficile per loro credere nella sua risurrezione, si accontentò di darne una prova visibile e tangibile, ma allo stesso tempo chiarì che non era questo a costituire la fede, che è un libero atto della coscienza e del cuore.

Le sue mani trafitte e il suo fianco con la ferita della lancia. Gesù, sapendo quanto fossero deboli i suoi discepoli e quanto fosse difficile per loro credere nella sua risurrezione, si accontentò di darne una prova visibile e tangibile, ma allo stesso tempo chiarì che non era questo a costituire la fede, che è un libero atto della coscienza e del cuore.

C’è qualcosa di solenne nella ripetizione di questa grande e dolce parola: La pace sia con voi.   Vedendo i discepoli convinti e gioiosi, Gesù volle assicurarli di questo bene supremo, la pace, che per lui era ancora più preziosa della gioia. Il momento presente è stato scelto in modo ammirevole; perché Gesù ha rivestito i suoi discepoli del loro apostolato dopo la sua risurrezione, di cui sono stati testimoni davanti al mondo.

Quanto più Tommaso aveva resistito alla fede in Gesù risorto e glorificato, tanto più fu penetrato dalla luce divina che inondò la sua anima. L’intera conoscenza, la carità di Gesù lo colse, lo umiliò. In quel momento, tutte le dichiarazioni di Gesù sulla sua divinità, che non erano state in grado di superare i dubbi di Tommaso, gli divennero altrettanto chiare e, dopo essere stato l’ultimo a credere nella risurrezione di Gesù, fu il primo a chiamarlo con un nome che nessun altro aveva ancora pronunciato : « Mio Signore e mio Dio !

Era Gesù in cui questo discepolo, diventato credente, riconosceva il suo Signore e il suo Dio. Gesù, lungi dal respingere questo omaggio come un atto di idolatria, lo approvò. Così il racconto di Giovanni ci mostra i discepoli che gradualmente arrivano alla fede in quella grande verità che il suo Vangelo intendeva dimostrare: il Verbo era Dio.

Gesù ha stabilito per il suo regno questo grande principio: « Beati quelli che non hanno visto eppure hanno creduto! ».
La fede è un atto morale della coscienza e del cuore, indipendente dai sensi; tutti gli oggetti della fede appartengono al mondo invisibile; la Chiesa cristiana, per diciannove secoli, ha creduto in Gesù Cristo e nella sua risurrezione sulla stessa testimonianza apostolica che Tommaso ha negato.Gesù ha stabilito per il suo regno questo grande principio: « Beati quelli che non hanno visto eppure hanno creduto! ».
La fede è un atto morale della coscienza e del cuore, indipendente dai sensi; tutti gli oggetti della fede appartengono al mondo invisibile; la Chiesa cristiana, per diciannove secoli, ha creduto in Gesù Cristo e nella sua risurrezione sulla stessa testimonianza apostolica che Tommaso ha negato.

Chiunque faccia dipendere la sua fede dalla vista, dai sensi o dal ragionamento, la espone a una desolata instabilità, poiché « le cose visibili sono solo per un tempo, mentre quelle invisibili sono eterne » (2 Corinzi 4, 18). Gesù ha dichiarato beati coloro che credono in lui; perché la fede in lui ci dà i tesori di grazia, pace, amore e vita che sono in lui e che soli costituiscono la nostra vera felicità.

Gesù fece anche un gran numero di miracoli che erano manifestazioni del suo potere divino, che Giovanni non ha dato.

Il Diacono Michel Houyoux

Gesù appare ai discepoli

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Apocalypse, articles en Italien, Catéchèse, fêtes religieuses, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, tempo pasquale, Temps pascal | Pas de Commentaire »

Resurrezione del Signore nell’anno C

Posté par diaconos le 12 avril 2022

Afficher l’image source

La visita delle donne e la visita di Pietro alla tomba

Il primo giorno della settimana, alle prime luci dell’alba, le donne andarono alla tomba, portando le spezie che avevano preparato. Trovarono la pietra arrotolata sul lato della tomba. Entrarono, ma non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre erano sconvolti, ecco che due uomini si presentarono davanti a loro in vesti sfolgoranti. Avevano paura e tenevano il viso chino a terra. Dissero loro: « Perché cercate il Vivente tra i morti? Non è qui, è risorto.

Ricordatevi di ciò che vi disse quando era ancora in Galilea : « Il Figlio dell’uomo deve essere consegnato nelle mani dei peccatori, essere crocifisso e il terzo giorno risorgere ». Poi si ricordarono delle parole che aveva detto. Quando tornarono dalla tomba, riferirono tutto questo agli undici e a tutti gli altri. Queste erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo; le altre donne che erano con loro dissero la stessa cosa agli apostoli. Ma loro pensavano che fosse una follia e non ci credevano. Allora Pietro si alzò e corse alla tomba, ma quando si chinò vide i teli di lino, e solo loro. Tornò a casa stupito per quello che era successo. (Lc 24,1-12)

 La visita delle donne e la visita di Pietro alla tomba

Dopo aver osservato il riposo prescritto il sabato, le donne portarono le loro spezie alla tomba all’inizio del primo giorno della settimana, e la trovarono vuota. Due uomini in abiti chiari apparvero loro e dissero loro che Gesù era risorto, come aveva annunciato. Queste donne, di cui Luca fece i nomi, raccontarono agli undici ciò che avevano visto e sentito, ma non incontrarono altro che incredulità. Pietro corse alla tomba, guardò dentro e tornò stupito.

Le donne arrivarono alla tomba e la trovarono aperta e vuota. Videro un’apparizione di angeli che dissero loro che Gesù era risorto e che i suoi discepoli lo avrebbero visto in Galilea. Le donne andarono rapidamente a raccontare ai discepoli ciò che avevano visto e sentito.

Per quanto riguarda le apparizioni di Gesù ai discepoli, nella tradizione apostolica si erano formate due correnti che si riflettevano nei vangeli: una (Matteo e Marco) si limitava al colloquio solenne in Galilea ; l’altra (Luca) riportava in dettaglio le apparizioni di Gesù a Gerusalemme e dintorni il giorno della sua resurrezione. A questo si deve aggiungere che Giovanni ha raccontato apparizioni in Giudea e Galilea che i sinottici non menzionano.

I quattro vangeli concordano su questo doppio fatto: la pietra della tomba rotolata via e la tomba vuota. Solo Matteo ci dice che quando l’angelo apparve ci fu un terremoto e che la pietra fu rotolata via. Sempre e in mille modi, la fede oscurata cerca i vivi tra i morti. Solo Luca ha conservato questa parola sorprendente e profonda. Secondo Matteo e Marco, l’angelo invitò nuovamente le donne a vedere la tomba e ad assicurarsi che fosse vuota.

 Queste ripetute predizioni di Gesù, che i discepoli stessi non avevano voluto capire, avevano fatto così poca impressione sulle loro menti che non si aspettavano né la sua morte né la sua risurrezione. Ricordare loro questo era un modo efficace per ravvivare la loro fede vacillante. Allora le donne si affrettarono a portare loro questo messaggio degli angeli. Nella parola citata dall’angelo, Gesù era chiamato Figlio dell’Uomo, un nome che gli piaceva darsi ; ma dopo la sua risurrezione, non si chiamò più con quel nome.

Tutti gli altri erano i discepoli di Gesù che si erano uniti alla compagnia degli undici e che rimasero al loro fianco in quei giorni di afflizione e di lutto. Sebbene i discepoli non credessero al messaggio delle donne, Pietro, sempre ansioso e veloce ad agire, si alzò e corse alla tomba per vedere di persona. Il resto del racconto di Luca conferma l’autenticità della resurrezione di Gesù. Ha la testimonianza unanime dei manoscritti, delle versioni antiche e dei Padri, con le poche eccezioni indicate. Codex Sinaiticus, B omettere: a terra (greco sdraiato); Codex Sinaiticus.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

 

◊  DON LUIGI BOSIO – OMELIE : clicca qui per leggere l’articolo  → Domenica di Pasqua – Resurrezione del Signore (Anno C)

◊   Parrochia Nostra Signora de la Salette  :  clicca qui per leggere l’articolo  → Domenica di Pasqua: Risurrezione del Signore – Anno C

♥ Omelia di don Alessio Bianchi

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, fêtes religieuses, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, tempo pasquale, Temps pascal | Pas de Commentaire »

Domenica delle Palme e della Passione

Posté par diaconos le 5 avril 2022

Domenica delle Palme e della Passione dans articles en Italien

Gesù davanti a Pilato

Sulla passione di Gesù Cristo

Gesù ha dimenticato se stesso, si è sacrificato completamente. Aveva solo una paura: che in mezzo alle imboscate dei suoi nemici, non sarebbe stato in grado di celebrare la Pasqua con il suo popolo e istituire la Cena del Signore. Gesù non è andato a sostituire l’agnello pasquale con l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo e che era il vero oggetto della cena ?

Possiamo concludere da queste parole, ‘Non berrò più dalla vite’, che Gesù non ha bevuto dal calice dell’ultima cena. Matteo pone queste parole dopo l’istituzione della Cena del Signore. I vangeli di Matteo e di Marco dicono: questo è il mio corpo; le parole: che è dato per voi, sono proprie di Luca, la cui relazione è in accordo con quella di Paolo (1 Corinzi 11:24), tranne che sostituisce la parola dato con quella di spezzato.

Quest’ultimo termine corrispondeva esattamente all’azione simbolica che Gesù stava compiendo in quel momento nello spezzare il pane; e annunciava che il corpo del Salvatore stava per essere spezzato nella sofferenza e nella morte. L’espressione di Luca equivale alla stessa cosa: dato per voi, significa consegnato alla morte, come indicano chiaramente il contesto e la situazione (Gal. 1 , 4 ; 1 Tim. 2 , 6 ; 1 Tim. 2, 14).

Queste ultime parole, omesse da Matteo e Marco, sono riportate anche da Paolo, che le ripete due volte, aggiungendo, a proposito del calice, « tutte le volte che lo bevete ». Questo rende chiaro che Gesù non intendeva celebrare la Cena del Signore solo con i suoi primi discepoli, ma che la stabilì nella sua Chiesa come « memoriale » della sua persona e della sua opera per tutti i tempi.

Gesù, separandosi dai suoi che amava, voleva rimanere e vivere tra loro. La dottrina zwingliana che la Cena del Signore è un ricordo di Cristo e della Sua morte è basata su una parola pronunciata da Gesù mentre distribuiva i simboli del Suo sacrificio, ma non esaurisce il significato di questo sacramento, come mostrano le altre parole dell’istituzione.

 Il Nuovo Testamento contiene due resoconti dell’istituzione della Cena del Signore che, pur essendo in piena armonia di pensiero, differiscono per alcuni aspetti nella formulazione: da un lato, quelli di Matteo e Marco, che non usano espressioni identiche; dall’altro, quelli di Paolo e Luca, che non sono nemmeno una riproduzione letterale dell’altro. Questa unità nella diversità è una delle caratteristiche di tutto il Vangelo.

La tradizione apostolica non è mai stata fusa in uno stampo uniforme. Tra le due formule, quella di Paolo e di Luca è, per certi aspetti, la più completa, e che, d’altra parte, l’apostolo dichiara solennemente di aver ricevuto dal Signore ciò che scrive sull’istituzione della Cena del Signore.

 Gesù vide nella sua morte, che fu causata dal crimine di Giuda, il compimento della volontà di Dio suo Padre. Questa disgrazia è accompagnata, nei primi due Vangeli, dalla dichiarazione della triste condizione in cui Giuda si trovava. Il traditore chiese, come gli altri discepoli: « Sono io, Rabbi? Al che Gesù rispose : « Sì, l’hai detto ».

Queste parole di Gesù furono pronunciate subito dopo che Giuda aveva ricevuto la Cena del Signore dalla sua mano! Tra i discepoli sorse una disputa sulla domanda : « Chi è il più grande ? »  Gesù disse loro di non farsi guidare dall’esempio dei re delle nazioni e dal principio del trionfo della forza. Nella nuova società che stavano formando tra di loro, il più grande sarà come il più piccolo, secondo l’esempio dato loro da Gesù, che era tra di loro in atteggiamento di servo.

 L’ambizione che li animava, in ciò che aveva di legittimo, riceverà comunque soddisfazione: a coloro che hanno perseverato con lui nelle sue prove, Gesù promette di disporre del regno in loro favore: mangeranno alla sua tavola e, seduti sui troni, giudicheranno le dodici tribù d’IsraeleGesù rivelò ai discepoli, e a Simone in particolare, la grande tentazione che stavano per attraversare.

Ha pregato per Pietro affinché la sua fede non venisse meno; gli ha comandato, quando è stato risuscitato, di rafforzare i suoi fratelli. Pietro si dichiarò pronto ad andare con Gesù in prigione e alla morte. Gesù allora gli disse che presto sarebbe caduto. Gesù ricordò loro i facili inizi della loro vocazione, quando li mandò fuori senza alcuna risorsa e tuttavia non mancò loro nulla.
Ora la loro condizione sarà cambiata: dovranno dotarsi di provviste e di mezzi di difesa, perché la parola che annunciava che il loro padrone sarebbe stato messo tra i malfattori si compirà e il suo destino terreno avrà fine. I discepoli presentarono a Gesù due spade. Gesù disse loro: « Basta così !

Non era la prima volta che i discepoli erano occupati da pensieri di orgoglio e ambizione. La ragione della nuova disputa, che sorse mentre si sedettero a mangiare, poteva essere il posto d’onore che ciascuno rivendicava, o il fatto che nessuno voleva occuparsi dell’abluzione dei piedi, che era consueta tra gli ebrei prima di ogni pasto.

Se questa era la causa della loro disputa, l’atto di profonda umiltà di Gesù nel lavare i piedi di tutti era ancora più probabile che li confondesse. Per tutta la sua vita Gesù fu come uno che serve; ma è probabile che abbia fatto un riferimento speciale al servizio da schiavo che aveva appena reso ai suoi, lavando loro i piedi. Tutte le persecuzioni, i disprezzi, gli odi, le sofferenze che ha dovuto sopportare dal mondo e che i suoi discepoli hanno condiviso con lui.

Il Figlio di Dio ha condiviso tutte le sue prerogative con i suoi discepoli. Sedersi alla sua tavola nel suo regno è un’immagine della comunione intima con lui e della pienezza della vita e della gioia celeste. Sedersi sui troni e partecipare al giudizio del mondo significa essere associati alla potenza e alla gloria del Salvatore stesso.

Il Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊  Aletalia : clicca qui per leggere l’articolo → Perché la Domenica della Passione e la Domenica delle Passione

◊ Qumran  : clicca qui per leggere l’articolo →  TESTO Domenica delle Palme e della Passione

♥ Domenica delle Palme e della Passione del Signore

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Carême, Catéchèse, fêtes religieuses, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion | Pas de Commentaire »

1...34567...36
 

Salem alikoum |
Eazy Islam |
Josue |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | AEP Gresivaudan 4ieme 2007-08
| Une Paroisse virtuelle en F...
| VIENS ECOUTE ET VOIS