Gesù, generato in Maria, moglie di Giuseppe, figlio di Davide

Posté par diaconos le 18 décembre 2020

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L’albero genealogico di Gesù

# La genealogia di Gesù è data nel Vangelo di Matteo (1:1-16) e nel Vangelo di Luca (3:23-38). Nel Vangelo di Matteo, la genealogia parte da Abramo e va a Gesù, saltando gli antenati durante la deportazione in Babilonia; nel Vangelo di Luca, è data da Gesù da figlio a padre ad Adamo « figlio di Dio ». Il numero di generazioni in entrambe le genealogie è un multiplo di sette, un numero che ha un importante valore simbolico nella letteratura semitica. Le genealogie hanno quindi un significato simbolico che può essere stato ottenuto a scapito della precisione storica, ad esempio saltando alcune generazioni. Per Luca, la nascita di Gesù è il compimento della storia di tutta l’umanità, mentre Matteo ha sottolineato il compimento della storia del popolo ebraico. In entrambe le genealogie, Giuseppe non è presentato come il padre biologico di Gesù, ma solo come il padre adottivo, secondo quanto è stato detto in entrambi i vangeli. La funzione delle due genealogie è quella di evidenziare il legame del Messia con la storia ebraica e soprattutto la sua discendenza legale da Re Davide.

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Nel Nuovo Testamento sono menzionate due genealogie che si riferiscono a Gesù (Mt 1,1-17; Lc 3, 23-38). La genealogia di Matteo inizia con i termini Libro della Genesi di Gesù Cristo. Gesù è il Nuovo Adamo che ha inaugurato la Nuova Creazione. Il fatto che Abramo abbia aperto questa genealogia serve a mostrare il carattere universale della missione di Cristo. A quel tempo, non era consuetudine includere i nomi delle donne in una genealogia, soprattutto quando la loro reputazione era cattiva !

Menzionando Davide, Matteo ha fatto di Gesù il Messia che è venuto a mantenere le promesse. Come dice N.T. Wright, essendo un discendente di Abramo, Cristo compie la benedizione universale dell’alleanza abramitica e, come discendente di Davide, compie il regno universale dell’alleanza davidica. Per Matteo, quindi, Gesù è il vero Israele.

Luca ha preso la via opposta da Gesù per tornare più lontano di Abramo ad Adamo. Come Adamo era figlio di Dio, nel senso che possedeva l’immagine di Dio, Gesù è il vero Figlio di Dio che è direttamente l’immagine del Padre. Luca ha anche cercato di identificare Gesù a tutta l’umanità mettendolo in relazione con il primo uomo. Quindi c’è chiaramente qui un aspetto universale del ministero di Gesù che Luca sottolinea.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Così è stato generato Gesù Cristo: Maria, sua madre, è stata data in sposa a Giuseppe ; e prima che vivessero insieme, è rimasta incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era un uomo giusto e non voleva denunciarla pubblicamente, decise di mandarla via in segreto.

Come aveva fatto questo piano, ecco, l’angelo del Signore gli apparve in sogno e gli disse : « Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria tua moglie a te, perché il figlio che è generato in lei è dello Spirito Santo ; ed ella partorirà un figlio, e tu chiamerai il suo nome Gesù,perché egli salverà il suo popolo dai suoi peccati. « 

Tutto questo è avvenuto per adempiere la parola del Signore pronunciata dal profeta : Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio; e il suo nome sarà chiamato Emmanuele, che si traduce : « Dio-con-noi ». Quando Giuseppe si svegliò, fece ciò che l’angelo del Signore gli aveva ordinato: portò sua moglie nella sua casa. (Mt 1, 18-24)

Genealogia di Gesù

Lo scopo del Vangelo di Matteo è quello di evidenziare il rapporto intimo e vivo delle due alleanze, di mostrare in Gesù Cristo il compimento di tutta la storia del suo popolo. Matteo ha manifestato questo obiettivo fin dalle prime righe del suo libro, attraverso questa genealogia il cui significato è segnato in primo luogo dai nomi di Davide e Abramo.

Davide, nella cui famiglia, secondo la profezia, sarebbe nato il cui regno sarebbe stato eterno : « A proposito di suo Figlio che, secondo la carne, è nato dal seme di Davide. Abramo, nella cui posterità dovevano essere benedette tutte le famiglie della terra, una promessa che aveva senso e compimento solo in Gesù Cristo : « Io benedirò coloro che vi benediranno; chi vi maledirà, io lo rimprovererò ». In voi saranno benedette tutte le famiglie della terra. « (Gen 12, 3).

Il Figlio di Dio è venuto a prendere il suo posto in questa posterità di Abramo e nella nostra umanità che egli ha rinnovato. Ma la benedizione promessa ad Abramo si è realizzata nei suoi posteri, ed è consistita in una nuova creazione, iniziata nella persona stessa di Gesù. Da qui una genealogia che non mirava solo a stabilire la sua filiazione storica.

Matteo si preoccupò in modo particolare di escludere la paternità di Giuseppe e di mantenere la genealogia dell’altro. Risalendo fino a Davide e Abramo, ha anche indicato l’origine genealogica di Maria, la madre di Gesù. Egli accennava al fatto che il figlio di Davide, il figlio di Abramo, discendeva da questo grande popolo attraverso sua madre, poiché Giuseppe non era suo padre.

La genealogia di Giuseppe non era inutile per gli israeliti.  Per tutta la sua vita Gesù è stato considerato come il figlio di Giuseppe, ed è stato considerato come un figlio della massima convenienza. Giuseppe diede al figlio adottivo un diritto legale teocratico alla regalità, perché lui stesso era un discendente di Davide, e poi perché, sposando Maria, entrò legalmente nella sua stirpe e prese il suo nome.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua promessa sposa, era incinta, decise di ripudiarla segretamente. Ma un angelo gli rivelò in una visione onirica il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino Gesù, perché egli sarà il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento il compimento della profezia di Isaia.

Giuseppe obbedì e prese Maria sua moglie, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.  Matthew ha rifiutato l’idea di una nascita naturale. Questa circostanza, che Maria era promessa sposa a Giuseppe, che presto la sposò, era necessaria nei piani di Dio per proteggerla da sospetti dannosi e per assicurare che Gesù fosse considerato figlio di Giuseppe fino a quando il mistero della sua nascita potesse essere rivelato.

Tra gli ebrei il fidanzamento era considerato equivalente al matrimonio. Questo fatto, che Matteo fu rivelato a Giuseppe da un angelo, aveva lo scopo di dissipare tutti i suoi dubbi. La Chiesa ha sempre creduto in questo miracolo, perché è così semplicemente raccontato qui e nel Vangelo di Luca come un fatto storico, e perché è un fatto necessario nell’opera di redenzione del mondo di Dio.

Ciò che è indicato da Matteo come compiuto, non sempre sono state profezie dirette di cui questo evento è stato il primo e unico adempimento; ma spesso la profezia si riferiva prima ad un altro oggetto e aveva già avuto un primo adempimento, cosicché quello notato da Matteo era solo un adempimento tipico.

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Massimiliano Zupi : clicca qui per leggere l’articolo → Il Vangelo di oggi Venerdì 18 dicembre 2020

◊ Got Questions : clicca qui per leggere l’articolo →  Cosa significa che Gesù è il figlio di Davide ?

Padre Renzo Bertolli : « Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide »

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La terza domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 7 décembre 2020

Tra di voi c’è quello che non conoscete...

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# La Domenica Gaudete (Dominica Gaudete in latino) è la terza domenica dell’Avvento, uno dei tempi dell’anno liturgico della Chiesa cattolica di rito romano latino. Il termine Gaudete è l’inizio dell’introito della Messa di questa domenica, tratto dalla Lettera ai Filippesi 4,4-6; nel messale di Giovanni XXIII, «Gaudete in Domino semper: iterum dico, gaudete. Modestia vestra nota sit omnibus hominibus : Dominus enim prope est. Nihil solliciti sitis: sed in omni oratione et obsecratione cum gratiarum actione petitiones vestræ innotescant apud Deum.» Nella forma ordinaria del rito romano, l’antifona di ingresso, più breve e identica al testo di una antifona del repertorio medievale, recita «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.» Ad ogni modo, il riferimento per il canto liturgico della celebrazione nella forma ordinaria del rito romano è dato dal Graduale Romano che riporta l’antifona introitale nella sua intierezza melodica e testuale Tutta la celebrazione domenicale è dedicata alla gioia del Natale che si avvicina: la terza domenica è infatti a metà del tempo di Avvento.

SII SEMPRE GIOIOSO

La gioia è quando un padre solleva il suo bambino tra le braccia e lo tiene vicino a sé, quando entrambi ridono ad alta voce e i loro occhi brillano l’uno nell’altro. La gioia è quando la sposa riposa teneramente tra le braccia del fidanzato, in silenzio e amore; è anche quando i bambini tornano a casa da scuola e, mentre si godono una fetta di pane e un bicchiere di latte, raccontano con fiducia la loro giornata alla madre, che li ascolta con amore.

La gioia è quando, dopo aver provato una grande angoscia, troviamo improvvisamente la pace per un nuovo inizio. La gioia è quando il nostro cuore, stanco della tristezza e del dolore, trova consolazione e conforto nelle persone che amiamo e che ci amano. E di nuovo la gioia, quando facciamo un regalo a un bambino o a qualcuno più povero di noi e vediamo i loro occhi brillare.  Com’è bello vivere questi momenti !

Se c’è la gioia degli uomini, c’è anche la gioia di Dio stesso. Dio, che ci manda suo Figlio per salvarci.  La gioia di Dio è quella di accompagnarci in tutti i nostri cammini, felici o infelici, buoni o cattivi, e di non abbandonarci mai. La gioia di Dio è di accoglierci sempre nella sua casa e ancor più quando torniamo da lontano, da così lontano che a volte lo abbiamo quasi dimenticato.

La gioia cristiana si basa principalmente sulla nostra fede nel nostro Dio che ci ama e ci salva in ogni momento. La gioia cristiana è sapere che Dio abita nel profondo del nostro cuore e che possiamo parlargli dove vogliamo, quando vogliamo, di ciò che vogliamo ; la gioia cristiana è scoprire Gesù in ogni persona, anche la peggiore…: « In mezzo a voi sta Colui che non conoscete » ( Gv 1, 26b).

Signore, aiutaci a riconoscerti dove ti nascondi. Aiutaci, Signore, a non perdere la tua presenza nascosta. Se scoprirete Gesù nascosto, sempre presente, avrete scoperto una fonte di gioia che nessuno, o niente, potrà portarvi via. Osare esprimere la nostra gioia per la presenza, oggi, di Cristo tra gli uomini. Osiamo cercare parole semplici che esprimano la nostra gioia, la nostra fede, a chi ci circonda. Parole che vengono dal cuore.

Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo ci invita alla calma e alla gioia in ogni occasione e, per aiutarci, ci suggerisce alcuni atteggiamenti utili e necessari: essere felici, pregare con costanza, ringraziare, essere attenti a scegliere sempre ciò che è buono e ad evitare le tentazioni. Il Signore continua ad amarci e, se ci trova in questi atteggiamenti, potrà santificarci completamente, potrà riempirci della vita del suo Spirito Santo. Allora anche noi potremo dire con Gesù: « Lo Spirito del Signore è su di me… mi ha mandato a portare la buona novella ai poveri !  » (È 61, 1)

Condividiamo oggi la gioia dei poveri del Signore e che il Dio della speranza vi dia gioia e pace nella fede . (Rm 15, 13) Usciamo a incontrare l’altro e apriamo i nostri occhi alla sua luce : c’è infatti qualcuno tra noi che non conosci. Chi è quella persona ?

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – III Domenica di Avvento (Anno B) – Gaudete

◊  Maranatha (Italia)  : clicca qui per leggere l’articolo →Liturgia III Domenica di Avvento Anno B

III Domenica Tempo di Avvento (d.Gianfranco Calabrese)

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Seconda domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 30 novembre 2020

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# La salvezza è un concetto spirituale che significa « liberazione e liberazione ». Il credente che possiede la salvezza è così liberato e liberato dal peccato, dall’insoddisfazione e dalla condanna eterna (inferno). La soteriologia è un campo della teologia che studia le diverse dottrine della salvezza. La soteriologia è un campo della teologia che studia le varie dottrine della salvezza. Diversi testi del Nuovo Testamento sottolineano l’importanza centrale della salvezza eterna. Altre espressioni sono usate per indicare la salvezza, come « vita eterna » o « Regno di Dio ».

La venuta di Gesù è per la salvezza del mondo. La salvezza si ottiene con la grazia e la fede. La salvezza si ottiene anche attraverso le opere. Il pentimento è necessario per la nuova nascita. La salvezza è una garanzia, una certezza per il credente. La salvezza ci assicura il paradiso alla nostra morte. La salvezza si manifesta nella vita terrena del credente.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco

Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. È scritto in Isaia il profeta: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a voi, per aprirvi la strada. Voce di uno che grida nel deserto : « Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri ». Poi Giovanni, il battizzatore, apparve nel deserto. Ha proclamato un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Tutta la Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme andarono da lui e furono da lui battezzati nel Giordano, riconoscendo pubblicamente i loro peccati. John era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle intorno ai lombi ; si nutriva di cavallette e miele selvatico. Egli proclamò : « Ecco, colui che è più forte di me viene dietro di me; non sono degno di chinarmi per slacciare il cinturino dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo. « (Mk 1, 1-8)

Preparare la via del Signore

Cristo verrà come Signore del potere e pastore di mansuetudine : « Ecco, il Signore Dio viene con il potere. Come un pastore, guida il suo gregge ; il suo braccio raccoglie gli agnelli e li porta sul suo cuore » (Prima lettura). Non c’è dubbio che ci fa ancora aspettare : « Il Signore non è in ritardo nel mantenere la sua promessa ; è per il vostro bene che aspetta : perché non accetta di lasciare che alcuni si perdano, ma vuole che tutti abbiano il tempo di convertirsi.  »  (Seconda lettura). L’importante è preparare la strada per lui cambiando la sua vita.

Nel deserto, una voce grida : « Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri » Il Signore sta arrivando ; dobbiamo preparare una via per lui. Troviamo questa immagine della via attraverso la Bibbia. I sentieri e le strade sono un legame vitale tra le persone e le civiltà: sono ciò che permette alle persone di comunicare da un luogo all’altro e di incontrarsi.

Questo deserto che deve essere trasformato è il deserto del disagio sociale e religioso delle persone, il deserto della solitudine, il deserto della solitudine, il deserto che è anche causato dalla mancanza di rispetto per la dignità umana. Verso la fine dell’anno 27, Giovanni Battista, nel deserto, proclamò un battesimo di conversione per il perdono dei peccati; non risparmiò la sua udienza. Giratevi e giratevi ! Lo stavi facendo ? Ora fate il contrario. Questo male che stavi facendo, smettila di farlo.

Quel bene che non stavi facendo, inizia a farlo. Cambia! Cambia ! Con l’avvicinarsi del Natale, siamo invitati a ricevere il Sacramento della Riconciliazione per il perdono dei nostri peccati. D’ora in poi, prepariamoci a farne un processo serio, adulto e responsabile. E come le folle che sono venute al Giordano, cominciamo a riconoscere i nostri peccati, Signore apri i miei occhi !

La venuta di Gesù deve essere preparata per tutti. Cominciamo togliendo dalla nostra vita tutto ciò che è contrario a Dio; impariamo a non giudicare o condannare gli altri, anche se hanno sbagliato. Rifiutandoli, rifiutiamo l’amore di Dio per loro. A volte denunciamo e accusiamo in nome della verità. Questo modo di fare è spesso ipocrita e, soprattutto, non dà una possibilità a chi ne è vittima.

Cerchiamo di capirlo bene : Ogni peccatore è un uomo che Dio vuole salvare ! La vera conversione deve essere accompagnata dalla testimonianza della nostra vita. Giovanni Battista ha annunciato la venuta del Signore e l’ha preparata. Come lui, dobbiamo rimboccarci le maniche per costruire un mondo più giusto e fraterno. Ma come testimoni della fede, non dimentichiamo mai questa parola del Vangelo : « Chi viene dietro di noi, quello che proclamiamo, è più potente di noi ».

Questa preparazione natalizia ci rimanda agli altri. È una chiamata a testimoniare la nostra fede all’interno delle nostre famiglie. Diamo una dimensione religiosa a questa festa. La celebrazione del Natale, vissuta in famiglia, avrà un vero successo solo se la prepareremo in anticipo. Nessuno aspetta fino all’ultimo momento per inviare inviti e preparare regali. E se mettiamo almeno altrettanta energia nella preparazione della venuta di Gesù !

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articilo →  Testi – II Domenica di Avvento (Anno B) – QUMRAN

◊ La Chiesa   : clicca qui per leggere l’articilo → II DOMENICA di Avvento. Anno B – Sito ufficiale 

Don Giorgio Zevini, decano emerito della Facoltà di Teologia dell’UP

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Quarta domenica di Avvento, anno A

Posté par diaconos le 16 décembre 2019

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 Rorate caeli desuper in un manoscritto medievale al Castello di Malbork

La quarta domenica di Avvento è talvolta chiamata domenica delle Rorate, a partire dalla prima parola latina dell’introït cantata all’inizio della Messa di quella domenica, il cui uso liturgico esisteva già sotto il pontificato di san Gregorio Magno (†604). La Messa della quarta domenica è un riassunto di tutto l’Avvento. Riprende tutti i temi liturgici discussi nelle tre settimane precedenti. Isaia ripete il suo « Cielo diffonde la tua rugiada », Giovanni Battista ci dice ancora « Prepara le vie », e noi offriamo a Maria il « saluto angelico ».
Gesù nascerà da Maria, concesso in sposa a Giuseppe, figlio di Davide.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo : Maria, sua madre, sua madre, era stata concessa in matrimonio con Giuseppe; prima che vivessero insieme, era incinta dell’azione dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era un uomo giusto e non voleva denunciarla pubblicamente, decise di mandarla via in segreto.

Mentre aveva formato questo progetto, ecco, l’angelo del Signore gli apparve in sogno e gli disse : « Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria, tua moglie, perché il figlio nato in lei viene dallo Spirito Santo; ella avrà un figlio, e tu le darai il nome di Gesù (cioè il Signore Salvatore), perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati. « 

Tutto questo è avvenuto per adempiere la parola del Signore pronunciata dal profeta : Ecco, la Vergine concepirà, e darà alla luce un figlio ; si chiamerà Emmanuele, che viene tradotto : « Dio-con-noi ». Quando Giuseppe si svegliò, fece quello che l’angelo del Signore gli aveva comandato di fare: portò a casa sua moglie con sé. (Mt 1, 18-24)

Omelia + Padre Marie Landry Bivina

Oggi, la liturgia della parola ci invita a considerare il meraviglioso esempio di san Giuseppe. Era straordinariamente generoso e delicato verso Mary, la sua fidanzata. Non c’è dubbio che erano entrambe persone eccellenti, che si amavano più di qualsiasi altra coppia. Ma, allo stesso tempo, bisogna riconoscere che l’Altissimo voleva che il loro amore coniugale passasse attraverso circostanze molto impegnative.

Papa Giovanni Paolo II ha scritto che il cristianesimo è la sorpresa di un Dio che si è messo dalla parte della sua creatura. Infatti, è stato Lui che ha preso l’iniziativa di venire in questo mondo, non ha aspettato che noi ce lo meritassimo. Ciononostante, ha proposto questa iniziativa, non l’ha imposta: è a malapena se non chiede il permesso, diremmo. Ha proposto a Maria la sua vocazione di Madre di Dio, ma non l’ha imposto a Maria!  « Lui, che aveva avuto il potere di creare tutto dal nulla, rifiutò di fare di nuovo ciò che era stato profanato senza l’aiuto di Maria » (Sant’Anselmo).

Dio non solo chiede il nostro permesso, ma vuole anche che noi partecipiamo ai suoi progetti e che questa partecipazione sia eroica. E questo era il caso di Mary e Joseph. Il Bambino Gesù aveva bisogno dei genitori. Meglio ancora, aveva bisogno di genitori eroici, che dovevano lottare per difendere la vita di Gesù.

È molto bello che Maria abbia rivelato pochissimi dettagli del suo parto : un evento così emblematico è raccontato solo in due versi (Lc 2,6-7). D’altra parte, invece, era più vocalizzata sulla delicatezza di Joseph, suo marito, nei suoi confronti. Il fatto è che prima che vivessero insieme, era incinta dell’azione dello Spirito Santo (Mt 1,19), e per non rischiare di danneggiare la sua reputazione, Giuseppe era pronto a scomparire discretamente e a rinunciare al suo amore (circostanza che avrebbe portato un certo discredito sociale). Così, prima che fosse programmata la legge della carità, Giuseppe già la praticava: Maria e, il suo giusto rapporto con lei, era la sua legge.

 Contatto → Padre Marie Landry Bivina

Informazioni complementari

    Giuseppe, fedele custode

È una legge generale, nella comunicazione di grazie particolari ad una creatura ragionevole: quando la bontà divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato sublime, gli dà tutti i carismi necessari alla sua persona e alla sua funzione, e che ne aumentano notevolmente la bellezza spirituale.

Questo era proprio vero per san Giuseppe, presunto padre di nostro Signore Gesù Cristo, vero sposo della Regina del mondo e sovrano degli angeli. Il Padre Eterno lo ha scelto come nutrimento e custode fedele dei suoi principali tesori, cioè del suo Figlio e di sua moglie, funzione che ha svolto con grande fedeltà. Perciò il Signore disse : « Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo padrone.

Cristo è entrato nel mondo in modo regolare e onorevole ? Se poi tutta la Santa Chiesa è debitrice nei confronti della Vergine Maria perché è attraverso di lei che ha potuto ricevere Cristo, dopo di lei, è a san Giuseppe che deve una gratitudine e un rispetto senza pari.

È infatti la conclusione dell’Antico Testamento: è in esso che la dignità di patriarchi e profeti riceve il frutto promesso. Solo lui in realtà possedeva ciò che la bontà di Dio aveva promesso loro.

Certo, non c’è dubbio: l’intimità, il rispetto, l’altissima dignità che Cristo ha avuto per Giuseppe durante la sua vita umana, come figlio di suo padre, non ha negato tutto questo in cielo, ma l’ha arricchito e completato. Perciò il Signore aggiunge bene; entra nella gioia del tuo padrone. Anche se la gioia della beatitudine eterna entra nel cuore, il Signore ha preferito dire: Entra nella gioia del tuo padrone, per rendere misteriosamente chiaro che questa gioia non solo sarà in lui, ma che lo avvolgerà e lo assorbirà da ogni lato, che lo sommergerà come un abisso infinito.

Ricordati di noi, Beato Giuseppe, intercedi con l’aiuto della tua preghiera presso il tuo presunto Figlio; rendici anche favorevoli alla Vergine Santissima, tua moglie, perché è la madre di colui che, con il Padre e lo Spirito Santo, vive e regna nei secoli dei secoli. Amen

Fonte: Sermone di San Bernardino da Siena – Liturgia delle Ore Volume II, pp. 1262-63

Link esterni

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo →Testi – Ricerca parole: avvento anno A

◊ Alla Tua : clicca qui per leggere l(articolo →  IV DOMENICA DI AVVENTOAnno A

Quarta domenica di Avvento, anno A

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