Natività del Signore – Anno C

Posté par diaconos le 20 décembre 2021

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda, dalla sua unione con Tamar, generò Phares e Zara, Phares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon, dalla sua unione con Rahab, generò Boaz, Boaz, dalla sua unione con Ruth, generò Jobed, Jobed generò Jesse, Jesse generò re Davide. Davide generò Salomone da sua moglie Uria,

Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Giosafat, Giosafat generò Jehoram, Jehoram generò Uzzia, Uzzi  a generò Jehoatham, e Jehoatham divenne il padre di Ahaz, e Ahaz divenne il padre di Ezechia, ed Ezechia divenne il padre di Manasse, e Manasse divenne il padre di Amone, e Amone divenne il padre di Giosia, e Giosia divenne il padre di Jekonia e dei suoi fratelli al tempo dell’esilio babilonese.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda, dalla sua unione con Tamar, generò Phares e Zara, Phares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon, dalla sua unione con Rahab, generò Boaz, Boaz, dalla sua unione con Ruth, generò Jobed, Jobed generò Jesse, Jesse generò re Davide. Davide generò Salomone da sua moglie Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Giosafat, Giosafat generò Jehoram, Jehoram generò Uzzia, Uzzia generò Jehoatham, e Jehoatham divenne il padre di Ahaz, e Ahaz divenne il padre di Ezechia, ed Ezechia divenne il padre di Manasse, e Manasse divenne il padre di Amone, e Amone divenne il padre di Giosia, e Giosia divenne il padre di Jekonia e dei suoi fratelli al tempo dell’esilio babilonese.

Dopo l’esilio babilonese, Jekonias generò Salathiel, Salathiel generò Zorobabel, Zorobabel generò Abiud, Abiud generò Eliakim, Eliakim generò Azor, Azor generò Sadok, Sadok generò Akim, Akim generò Elioud, Elioud generò Eleazar, Eleazar generò Mattana, Mattana generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, da cui fu generato Gesù, che è chiamato Cristo.

Quindi il numero totale di generazioni è: da Abramo a Davide, quattordici generazioni; da Davide all’esilio babilonese, quattordici generazioni; dall’esilio babilonese a Cristo, quattordici generazioni. Ecco come nacque Gesù Cristo: Maria, sua madre, fu data in sposa a Giuseppe; prima che vivessero insieme, rimase incinta per opera

Origine umana e divina del Messia

Lo scopo del Vangelo di Matteo è quello di mostrare la relazione intima e viva delle due alleanze, di mostrare in Gesù Cristo il compimento di tutta la storia del suo popolo. Questo scopo è stato manifestato da Matteo fin dalle prime righe del suo libro, con quella genealogia il cui significato è segnato prima di tutto dai due grandi nomi di Davide e Abramo; Davide, nella cui famiglia, secondo la profezia, sarebbe nato colui la cui regalità sarebbe stata eterna.

Abramo, nel cui seme dovevano essere benedette tutte le famiglie della terra, una promessa che non ha senso né compimento se non in Gesù Cristo. Il Figlio di Dio è venuto a prendere il suo posto in questo seme di Abramo e nella nostra umanità, che doveva rinnovare. Se si fosse trattato solo di portare nuove rivelazioni al mondo, sarebbe bastata una lunga serie di tradizioni, e forse avremmo trovato qui, invece di una genealogia, un catalogo dei libri dell’Antico Testamento.

Ma la benedizione promessa ad Abramo doveva realizzarsi nella sua posterità e consistere in una nuova creazione, iniziata nella persona stessa del Liberatore. Da qui una genealogia che non mira solo a stabilire la sua filiazione storica. Risalendo a Davide e Abramo, Matteo ha anche indicato l’origine genealogica di Maria, madre di Gesù. Egli affermò che il figlio di Davide, figlio di Abramo, discendeva da questi personaggi attraverso sua madre, poiché Giuseppe non aveva un padre.

Ma avendo raggiunto questo primo obiettivo, la genealogia di Giuseppe non era inutile per gli israeliti. Durante tutta la sua vita, Gesù fu considerato come il figlio di Giuseppe, e doveva esserlo in virtù delle più alte proprietà. Ma, inoltre, c’era sostanza in questa visione, che Giuseppe conferì al suo figlio adottivo un diritto legale teocratico alla regalità, in primo luogo perché egli stesso era un discendente di Davide, e in secondo luogo perché, sposando Maria, che era erede del nome della famiglia, entrò legalmente nella linea di sua moglie e prese il suo nome.

Lo scopo di Matteo era di stabilire la doppia origine di Gesù Cristo, come rivelata dalla testimonianza del Nuovo Testamento, e allo stesso tempo la sua nascita soprannaturale. Cristo, in ebraico Maschiah, significa Unto. Questo nome indicava nell’Antico Testamento la dignità reale, perché i re venivano unti con l’olio, simbolo dello Spirito di Dio, ed erano così consacrati per il loro ufficio. Lo stesso valeva per i sacerdoti e i profeti.

Gesù Cristo, che, per realizzare l’idea dell’antica alleanza nella nuova, compì questi tre uffici, fu l’unto del Signore. Egli stesso, predicando fin dall’inizio del suo ministero un regno di Dio di cui era il Capo, ha dato a questa nozione tutta la sua verità e spiritualità. Così, nella sua Chiesa, il titolo Cristo divenne gradualmente un nome proprio

Dopo l’esilio babilonese, Jekonias generò Salathiel, Salathiel generò Zorobabel, Zorobabel generò Abiud, Abiud generò Eliakim, Eliakim generò Azor, Azor generò Sadok, Sadok generò Akim, Akim generò Elioud, Elioud generò Eleazar, Eleazar generò Mattana, Mattana generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, da cui fu generato Gesù, che è chiamato Cristo.

Quindi il numero totale di generazioni è: da Abramo a Davide, quattordici generazioni; da Davide all’esilio babilonese, quattordici generazioni; dall’esilio babilonese a Cristo, quattordici generazioni. Ecco come nacque Gesù Cristo: Maria, sua madre, fu data in sposa a Giuseppe; prima che vivessero insieme, rimase incinta per opera

Non fu senza intenzione che gli scrittori sacri lo chiamarono Gesù, il Cristo, o gli diedero il doppio nome di Gesù Cristo, come fece Matteo dalla prima riga. Gli esegeti si sono preoccupati di trovare la divisione secondo la quale Matteo ha stabilito queste tre serie di quattordici generazioni. Le generazioni del primo periodo, da Abramo a Davide, sono state elencate senza omissioni; sono quattordici.

Nel secondo periodo, Matteo sottrasse quattro re di Giuda: Ahaziah, Joash, Amaziah, tra Jehoram e Uzziah, Joachim, tra Josiah e Jechonias. Un’altra particolarità di questa genealogia è la menzione di quattro donne: Tamar, Rahab, Ruth, Bath-sheba.

L’intenzione di Matteo era di sottolineare che queste donne erano ammesse solo per una dispensa molto eccezionale all’onore di essere contate tra gli antenati di Gesù, la loro situazione sembrava escluderle assolutamente. L’economia della grazia è stata così mostrata in germe nell’Antica Alleanza.

Lo scopo di Matteo nel ricapitolare i membri della genealogia in tre serie di quattordici era quello di far emergere il piano di Dio nel modo in cui conduceva i destini del popolo eletto. Quattordici generazioni si erano succedute da Abramo, a cui fu fatta la promessa, a Davide, a cui fu rinnovata, con la dichiarazione che Gesù sarebbe nato dalla sua discendenza. Quattordici generazioni si erano succedute dalla fondazione della regalità teocratica al suo crollo al momento della deportazione in Babilonia.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua fidanzata, era incinta, decise di ripudiarla in segreto. Ma un angelo gli rivelò in sogno il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino nato da Maria Gesù, perché sarebbe stato il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento l’adempimento della profezia di Isaia sull’Immanuele. Giuseppe obbedì, prese Maria come sua sposa, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.

Dopo questo grande castigo, un nuovo periodo di quattordici generazioni era giunto al termine: non avevamo forse il diritto di aspettarci qualche evento straordinario, o addirittura la venuta di colui che doveva restaurare il trono di Davide? L’apparizione di Gesù in questo preciso momento della storia non fu forse una prova per l’israelita credente che egli era davvero il Cristo annunciato dai profeti?

Tutte le generazioni da Abramo a Davide erano quattordici generazioni; e da Davide alla deportazione babilonese, quattordici generazioni; e dalla deportazione babilonese a Cristo, quattordici generazioni. La qualità di rettitudine attribuita a Giuseppe imponeva alla sua coscienza due doveri contraddittori, fonti di lotte dolorose. Da un lato, non poteva sposare Maria, non sapendo o non credendo al mistero della sua gravidanza; dall’altro, non voleva esporla pubblicamente all’ignominia, e ancor meno ai rigori della legge che pronunciava la pena di morte in questo caso. Ha deciso di separarsi da lei in segreto.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua fidanzata, era incinta, decise di ripudiarla in segreto. Ma un angelo gli rivelò in sogno il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino nato da Maria Gesù, perché sarebbe stato il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento l’adempimento della profezia di Isaia sull’Immanuele. Giuseppe obbedì, prese Maria come sua sposa, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.

Dopo questo grande castigo, un nuovo periodo di quattordici generazioni era giunto al termine: non avevamo forse il diritto di aspettarci qualche evento straordinario, o addirittura la venuta di colui che doveva restaurare il trono di Davide? L’apparizione di Gesù in questo preciso momento della storia non fu forse una prova per l’israelita credente che egli era davvero il Cristo annunciato dai profeti ?

Tutte le generazioni da Abramo a Davide erano quattordici generazioni; e da Davide alla deportazione babilonese, quattordici generazioni; e dalla deportazione babilonese a Cristo, quattordici generazioni. La qualità di rettitudine attribuita a Giuseppe imponeva alla sua coscienza due doveri contraddittori, fonti di lotte dolorose. Da un lato, non poteva sposare Maria, non sapendo o non credendo al mistero della sua gravidanza; dall’altro, non voleva esporla pubblicamente all’ignominia, e ancor meno ai rigori della legge che pronunciava la pena di morte in questo caso. Ha deciso di separarsi da lei in segreto.

Questo termine figlio di Davide ricordava a Giuseppe le promesse fatte alla casa di questo re d’Israele che si sono realizzate. La sua fede nella Parola di Dio lo ha aiutato nei suoi dubbi. Sposarla pubblicamente, secondo il cerimoniale abituale.

Tra gli ebrei, il fidanzamento era considerato equivalente al matrimonio. Questo fatto divino, indicato da Matteo, fu rivelato a Giuseppe da un angelo di Dio, con lo scopo speciale di eliminare tutti i suoi dubbi. Dallo Spirito Santo indica la causa efficiente dell’esistenza umana di Gesù. Questo Spirito di Dio che si è mosso sulle acque del caos per creare la vita e l’armonia, questo Spirito, la fonte di tutta l’esistenza, è stato, con un atto della sua propria potenza creativa, l’agente del miracolo.

In questo modo, Maria sarebbe sfuggita alla pena prevista dalla legge e ad un processo pubblico, ma non all’obbrobrio della sua situazione. Era umilmente rassegnata a tutta la volontà di Dio e abbandonata da Lui in questa prova? No, Dio doveva mandare un angelo dal cielo per la sua liberazione e per il compimento dei suoi disegni, e lo fece.

Il Diacono Michel Houyoux

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♥ A Betlemme nella grotta dove è nato Gesu è nato Gesù

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Mercoledì dopo l’Epifania – Anno B

Posté par diaconos le 6 janvier 2021

Vedono Gesù camminare sul mare

Mentre cammina sul mare, Pietro comincia ad affondare; Gesù stende la mano e lo afferra

# Per Origene, la barca rappresenta la nostra vita di fronte ai venti e alle onde tumultuose imposte dal Male. Cristo vuole che tutti si attengano al corso delle virtù; e quando sono in pericolo, Gesù viene a salvarli portando loro due dei suoi simboli: la fede e la luce. Per il teologo nel suo commento, così come in un altro miracolo chiamato la Moneta in bocca al pesce, San Pietro viene messo in evidenza perché sarà il successore di Cristo.

Padre Joseph-Marie Verlinde dice che i discepoli con la loro barca sono affondati nella notte, che è il simbolo dei problemi che la Chiesa dovrà affrontare, ma anche delle difficoltà della nostra vita personale. Per questo predicatore, Gesù non ha paura di camminare nelle tempeste della nostra vita. Questa apparizione sull’acqua è il simbolo della sua resurrezione, del suo ritorno tra i vivi. La moltiplicazione delle pagnotte e il camminare sull’acqua ci invita a scoprire nel cuore del Pane condiviso, la misteriosa presenza di colui che si rivela camminando sulle acque. La luce dello Spirito, che risplende nell’oscurità della nostra ignoranza, illumina la divinità del Pane di Vita che è sceso dal cielo.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco

Subito dopo aver dato da mangiare ai cinquemila uomini, Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca e ad andare davanti a lui dall’altra parte, a Betsaida, mentre lui stesso mandava via la folla. Quando li ha licenziati, è andato in montagna a pregare. Quando è arrivata la sera, la barca era in mezzo al mare ed è tutto solo sul pavimento.
Vedendo che stavano lottando per remare, perché il vento era contro di loro, si avvicinò a loro verso la fine della notte camminando sul mare, e volle superarli. Quando i discepoli lo videro camminare sul mare, pensarono che fosse un fantasma e cominciarono a gridare. Perché lo avevano visto tutti, ed erano molto sconvolti.
Ma subito Gesù parlò con loro e disse loro : « Credetemi, sono io; non abbiate paura! « Poi salì con loro sulla barca e il vento cadde, ed essi rimasero stupefatti dentro di sé, perché non avevano capito nulla dei pani; il loro cuore si era indurito. (Mk 6, 45-52)

Gesù ha camminato sul mare e ha guarito la gente

Come Gesù, facendo una visita a Nazareth, insegnava nella sinagoga, molti si meravigliavano della sua saggezza e del suo potere; ma ciò che impediva loro di ricevere la sua parola era che la sua umile posizione e quella della sua famiglia erano loro fin troppo note. Gesù ha ricordato loro questo proverbio : « Un profeta non è conosciuto se non nel suo paese. A causa della loro incredulità, ha fatto pochi miracoli.’

Gesù costrinse i suoi discepoli a salire sulla barca per attraversare il lago,  congedò la moltitudine e si ritirò su una montagna per pregare. Quando venne la notte, Egli era lì da solo, e i discepoli erano in mezzo al lago. Gesù, vedendo che avevano grandi difficoltà a remare con il vento contrario, si avvicinò a loro, camminando sull’acqua. Gesù li rassicurò, salì sulla barca e il vento cessò. Ma Gesù li rassicurò; salì sulla barca e il vento cessò, e tutti rimasero sbalorditi.

Quando Gesù sbarcò nella regione di Genezareth, fu immediatamente circondato da persone che lo riconobbero e gli portarono i malati. Ovunque entrasse, nelle città e in campagna, gli ammalati gli venivano posti davanti nelle piazze, e tutti quelli che toccavano la frangia della sua veste venivano guariti. Quando Gesù si ritirò sulla montagna, vide i suoi discepoli in pericolo e la sua tenera preoccupazione lo portò in loro aiuto. Il quarto orologio della notte è iniziato alle tre del mattino. Mentre salpavano la sera prima, era strano che i discepoli avessero lottato tutta la notte contro le onde.
Il diacono Michel Houyoux

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  Don Marco Farina : « Pietro e noi, salvati dal mare in tempesta ! »

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Luce che si rivela ai popoli

Posté par diaconos le 29 décembre 2020

“Il Signore è come l’aria e la luce di  primavera ed estate”

# La Presentazione di Gesù al Tempio è un evento della vita di Gesù, come riportato nel Vangelo secondo Luca (Lc 2,22s). Adempiendo una prescrizione della legge ebraica: « Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore » (Es 13,2,11-13) I suoi genitori lo presentarono e lo offrirono al Tempio di Gerusalemme. Lì è stato accolto dal vecchio Simeone. La festa cristiana associata viene celebrata quaranta giorni dopo Natale, cioè il 2 febbraio nel calendario gregoriano. Nelle Chiese d’Oriente si celebra anche il 2 febbraio nel calendario giuliano, che equivale al 14 febbraio nel calendario gregoriano. Il 2 febbraio è stato per lungo tempo una data importante per i contadini, che viene ricordata da un gran numero di proverbi. Questa data è tradizionalmente quella della Candelora, originariamente una festa pagana che celebra la luce, sostituita dalla festa cristiana. Questa festa è un tema anche nell’iconografia religiosa, sia nella pittura che nelle illuminazioni, nella scultura, nelle vetrate, negli arazzi, ecc. Si ispira a una scena descritta nel Vangelo secondo Luca II, 22-39, dove il figlio della Vergine Maria è annunciato da Simeone come il « Maestro » e « la luce che porterà la rivelazione ai pagani « 2 , cioè ai non ebrei.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

Quando fu compiuto il tempo prescritto dalla Legge di Mosè per la purificazione, i genitori di Gesù lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo quanto è scritto nella Legge: Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore. Sono venuti anche per offrire il sacrificio prescritto dalla legge del Signore: una coppia di tortore o due colombe.

Ora c’era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone. Era un uomo giusto e religioso, che aspettava la Consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Aveva ricevuto dallo Spirito Santo l’annuncio che non avrebbe visto la morte finché non avesse visto Cristo, il Messia del Signore. Sotto l’azione dello Spirito, Simeone è venuto al Tempio.

Mentre i genitori presentavano il bambino Gesù per rispettare il rito della Legge che lo riguardava, Simeone lo accolse tra le braccia e benedisse Dio dicendo : « Ora, o maestro sovrano, lascia andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola ». Perché i miei occhi hanno visto la salvezza che stavate preparando davanti ai popoli :  » una luce che si rivela alle nazioni e dà gloria al vostro popolo Israele. « 

Il padre e la madre del bambino erano sorpresi da ciò che si diceva di lui. Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre : « Ecco, questo bambino porterà la caduta e l’ascesa di molti in Israele. Egli sarà segno di contraddizione – e la tua anima sarà trafitta con la spada: così si riveleranno i pensieri che vengono dal cuore di molti ». (Lk 2, 22-35)

Circoncisione e presentazione al tempio

I genitori di Gesù lo portarono al tempio per soddisfare i requisiti della legge sulla purificazione della madre e sulla consacrazione del primogenito. Offrivano il sacrificio dei poveri. Simeone. Quest’uomo giusto e pio, che aspettava la salvezza e aveva ricevuto la promessa di vederlo prima di morire, venne al tempio, guidato dallo Spirito, e accolse il bambino tra le sue braccia e benedisse Dio.

Simeone esprimeva i suoi sentimenti personali: poteva andarsene in pace, perché vedeva la salvezza; poi celebrava questa salvezza che Dio aveva preparato, e che era la luce dei gentili e la gloria di Israele. All’ammirazione del padre e della madre, Simeone rispose profetizzando la soluzione che il Messia fece, l’opposizione che incontrò, il grande dolore che causò alla madre. Lo scopo di queste dispense era la manifestazione di pensieri nascosti.

Giuseppe non doveva purificarsi, ma, come osserva il signor Godet, sarebbe stato responsabile, come capo famiglia, se la purificazione non fosse stata compiuta. La legge di Mosè prescriveva che dopo sette giorni di diffamazione legale e trentatré giorni di ritiro, la madre israelita doveva offrire un sacrificio per la sua purificazione.
E ogni primogenito del Signore dovrebbe essere interamente dedicato al suo servizio: ma la tribù di Levi era per questo servizio, che tutti i primogeniti delle altre tribù fossero riscattati in cambio di denaro, che il diritto divino fosse stabilito, e che il principe della casa dei padri ricordasse sempre il suo dovere.

La madre doveva offrire un agnello come olocausto e un giovane piccione o una tortora per il peccato; ma se non poteva permetterselo, poteva sostituire questo sacrificio con quello di due tortore o due giovani piccioni.

Luca ha menzionato solo quest’ultimo sacrificio, il sacrificio dei poveri, perché era il sacrificio di Maria. Già allora si compì una profonda parola di Paolo : « Conoscete infatti la grazia di nostro Signore Gesù Cristo: perché egli si è fatto povero per voi quando era ricco, perché con la sua povertà vi rendiate ricchi. « (2 Corinzi 8, 9).

Simeone è sconosciuto nella storia; il suo nome significa « realizzazione ». Era giusto e pio (questa parola ha anche il significato di prudente designato da questo termine bello e intimo : la consolazione di Israele.  Possiamo vedere dagli esempi di Simeone, Anna, Zaccaria, Giuseppe e altri che c’erano umili israeliti pronti ad accogliere il Signore in qualsiasi forma pietosa Dio abbia voluto mostrar loro.

Il sacerdozio ufficiale non ha accolto il Signore che, per la prima volta, è entrato nel suo tempio : « Bene, manderò il mio messaggero a fare la strada dritta davanti a me. E all’improvviso entrerà nel suo tempio, il Signore che voi aspettate ; è l’angelo dell’alleanza, chiamato dai vostri voti. Ecco, egli viene, dichiara il Signore, il Signore degli eserciti celesti.  » (Ml 3, 1)

Per sostituirlo si è formato un sacerdozio libero, rappresentato da Simeone e Anna. La fonte della vita religiosa di Simeone era chiaramente indicata. Era lo Spirito Santo che era sopra di lui. In quel momento solenne della sua vita ricevette una nuova misura di quello Spirito divino che gli comunicò il dono della profezia.

Il Cristo del Signore, un termine dell’Antico Testamento che significa l’Unto del Signore, il Salvatore che il Signore ha promesso al Suo popolo e che ha appena dato loro.  « Venne illuminato e guidato dallo Spirito, e fu per questo Spirito che riconobbe immediatamente il suo Salvatore nel piccolo bambino. Per lo Spirito che era in lui, Simeone divenne un profeta; non parlò più di sé, ma la sua mente fu innalzata a quella salvezza che Dio aveva preparato per tutti i popoli e che tutti vedranno.

E questa preparazione è avvenuta per secoli attraverso tutte le rivelazioni dell’antica alleanza. Questa grande salvezza destinata a tutti è divisa in due diversi flussi. Da un lato, è luce per illuminare le nazioni gentili, per la rivelazione delle nazioni che, per la rivelazione loro destinata, sono state immerse nelle tenebre più profonde; dall’altro, è stata la gloria del popolo d’Israele.

I genitori; sono stati benedetti nel nome di Dio. Le magnifiche promesse che hanno ascoltato sono riuscite a far nascere nei cuori di Giuseppe e Maria speranze carnali, piene di illusioni; Simeone le ha represse presentando loro l’aspetto doloroso del futuro riservato al loro bambino. Ha rivolto le gravi parole che sono seguite a Maria, personalmente, perché questa profezia la riguardava direttamente.

Il piano di Dio era determinato dalle opposte disposizioni di coloro a cui il Salvatore era stato inviato: per alcuni era un’occasione di caduta, per altri di ascesa. Ovunque la verità è presentata ad un’anima, il giudizio divino si esercita in essa; con la sua incredulità e il suo indurimento.

Ma la crisi potrebbe avere un esito completamente diverso: attraverso il pentimento, attraverso la fede, l’anima è salita alla pienezza della vita. I genitori; sono stati benedetti nel nome di Dio. Le magnifiche promesse che hanno ascoltato sono riuscite a far nascere nei cuori di Giuseppe e Maria speranze carnali, piene di illusioni ; Simeone le ha represse presentando loro l’aspetto doloroso del futuro riservato al loro bambino.

Ha rivolto le gravi parole che sono seguite a Maria, personalmente, perché questa profezia la riguardava direttamente. Il piano di Dio era determinato dalle opposte disposizioni di coloro a cui il Salvatore era stato inviato : per alcuni era un’occasione di caduta, per altri di ascesa. Ovunque la verità è presentata ad un’anima, il giudizio divino si esercita in essa; con la sua incredulità e il suo indurimento.

Ma la crisi potrebbe avere un esito completamente diverso: attraverso il pentimento, attraverso la fede, l’anima è salita alla pienezza della vita morale e spirituale. In questo doppio senso, la presenza del Salvatore è sempre stata un segno; e Simeone avvertiva che sarebbe stato preso come segno. Questa profezia si è letteralmente compiuta nella vita di Gesù, e quanto di più per i suoi più fedeli servitori.

È anche alla presenza della croce che si rivelano i pensieri del cuore, secondo la fede o l’incredulità, l’amore o l’odio per il Crocifisso.  I « pensieri del cuore rivelati » indicavano il motivo per cui Maria non poteva essere risparmiata da questo grande dolore.

Il diacono Michel Houyoux

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Fernando Armellini : « Epifania del Signore »

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La gloria del Signore è sorta su di voi

Posté par diaconos le 28 décembre 2020

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Lei è venuta la tua luce

# Storia : Il termine veniva già utilizzato dagli antichi greci per indicare l’azione o la manifestazione di una qualsiasi divinità. È la manifestazione della luce, della Luce più grande di Dio che si manifesta attraverso una stella. Sogno e Adorazione dei Magi, Portale dell’Abbazia di San Mercuriale, a Forlì (XI-XII secolo) Pala dell’altare maggiore della chiesa parrocchiale di Ortisei consacrata alla epifania e a sant’Ulderico vescovo. Dipinto di Josef Moroder-Lusenberg del 1880 ca Tito Flavio Clemente d’Alessandria, un padre della chiesa, che scrive alla fine del II secolo, attesta che le comunità cristiane d’Alessandria d’Egitto formate dallo gnostico Basilide A partire dal III secolo circa, le comunità cristiane del Vicino Oriente associarono il termine Epifania ai tre segni rivelatori di Gesù Cristo, e cioè: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù adulto nel fiume Giordano, e il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana. Tuttavia la separazione tra la ricorrenza della adorazione dei Magi nella Natività e la ricorrenza del Battesimo di Gesù fu probabilmente fatta per non accavallare le date dei pellegrinaggi che partivano per il fiume Giordano e contemporaneamente presso Betlemme.

Dal libro del profeta Isaia

Alzati, Gerusalemme, splendi ! La tua luce è venuta e la gloria del Signore è sorta su di te. Ecco, l’oscurità copre la terra, e la nube oscura copre i popoli. Ma il Signore è risorto su di voi e la sua gloria si vede su di voi. Le nazioni cammineranno nella tua luce, e i re nella luminosità della tua alba. Alzate gli occhi e vedete : sono tutti riuniti, vengono a voi, i vostri figli tornano da lontano e le vostre figlie sono portate sul fianco.

Allora vedrai, sarai raggiante, il tuo cuore tremerà e si espanderà. I tesori che vengono dall’altra parte dei mari fluiranno a voi, le ricchezze delle nazioni verranno a voi.  Molti cammelli vi invaderanno, giovani cammelli di Madian ed Efeo. Tutto il popolo di Saba verrà, portando oro e incenso; dichiarerà le opere del Signore. (È 60, 1-6)


La gloria della nuova Gerusalemme

 Gerusalemme sedeva nelle tenebre come una donna prigioniera in lutto: « Scendi e siediti nella polvere, o vergine figlia di Babilonia! Siediti a terra senza trono, Figlia dei Caldei ! Non sarete più chiamati delicati e voluttuosi » (Is 47, 1).

Improvvisamente, la luce è risplesa e la salvezza è apparsa: lo stesso Geova è apparso in Sion. Si alzò su di lei come un sole eterno. Sion, tutta splendente di quella luce, divenne un faro a cui tutti i popoli, fino ad allora sprofondati nelle tenebre, si rivolsero; fu la casa della rivelazione divina; i figli di Dio, sparsi in tutte le nazioni, si radunarono intorno ad essa; la visione si realizzò. Gerusalemme è stata ritratta come una madre privata dei suoi figli, ma li ha recuperati.

È stato spiritualmente che questa profezia si è adempiuta. Geova apparve in Sion nella persona di Cristo e da Gerusalemme uscì, insieme agli apostoli, la luce che illumina le nazioni: « Perché i miei occhi hanno visto la salvezza che stavate preparando agli occhi dei popoli, la luce che si rivela alle nazioni e dà gloria al vostro popolo Israele. « La gloria di Dio, che un tempo aleggiava sul santuario, illuminava l’intera comunità.

I popoli hanno portato le loro offerte a Sion e le hanno riportato i suoi figli. Questa profezia si è compiuta con la conversione di Israele al Vangelo e con la sua gloriosa guarigione alla fine dei tempi. I popoli pagani cristianizzati sono stati gli strumenti di questa duplice restaurazione spirituale e politica del popolo di Dio.

In Oriente, le madri sono spesso viste portare i loro figli sui fianchi. Isaia vedeva i popoli dell’Oriente (rappresentati da varie tribù d’Arabia), poi quelli dell’Occidente (le isole, le navi di Tarshish). Questo concorso di popoli aveva uno scopo religioso: fare offerte al Signore e portare i loro tesori.

Madian (di Abramo e Keturah) ed Efa (i figli di Madian) vivevano nel nord dell’Arabia, sulla riva orientale del Mar Rosso. Lo Yemen era molto ricco di oro, incenso e pietre preziose, e vi si commerciava molto.

Il diacono Michel Houyoux

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◊  Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – Epifania del Signore

◊ Vatican (Italia) : clicca qui per leggere l’articolo →   EPIFANIA DEL SIGNORE

Padre Fernando Armellini : « Epifania del Signore »

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