La vigilia di Natale 2020

Posté par diaconos le 24 décembre 2020

Il sole nascente ci visiterà

Veille de Noël 2020 dans Page jeunesse 20191224-02-evanjely

# Il Cantico di Zaccaria, talvolta chiamato Benedetto, appare nel Vangelo secondo Luca (Lc 1,68-79). Questo testo è pronunciato da Zaccaria alla nascita di suo figlio Giovanni Battista. Fa parte del Sondergut di questo vangelo. Liturgia cattolica: l’inno è cantato ogni mattina nell’ufficio divino delle Lodi nella Liturgia delle Ore.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

In quel tempo, quando nacque Giovanni Battista, Zaccaria, suo padre, era pieno di Spirito Santo e pronunciò queste parole profetiche « Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, che visita e redime il suo popolo. Egli ha portato la forza che ci salva nella casa di Davide, suo servo, come ha detto per bocca dei santi, dei suoi profeti, fin dall’antichità : la salvezza che ci libera dal nemico, dalla mano di tutti i nostri oppressori, l’amore che mostra verso i nostri padri, il ricordo della sua santa alleanza ; Giura ad Abramo nostro padre di liberarci senza timore, affinché, liberati dalla mano dei nemici, possiamo servirlo in rettitudine e santità, in sua presenza, per tutta la nostra vita.

Anche tu, figliola, sarai chiamata profeta dell’Altissimo, e camminerai davanti al Signore e preparerai le sue vie, affinché tu dia al suo popolo la salvezza attraverso il perdono dei suoi peccati, attraverso la tenerezza e l’amore del nostro Dio, quando la stella dall’alto ci visiterà, per illuminare coloro che dimorano nelle tenebre e nell’ombra della morte, per guidare i nostri passi. al cammino della pace. «  (Lc 1, 67-79).

il cantico di Zaccaria

Per comprendere il bel cantico di Zaccaria, questa ardente effusione della sua anima, dobbiamo dare a queste due parole il loro pieno significato biblico: pieno di Spirito Santo e: profetizzava. Lo Spirito di Dio gli comunicava il dono della profezia, cioè il dono di penetrare nel futuro del regno di Dio e la facoltà di esprimere i suoi misteri in discorsi pieni di elevazione e di lucidità : « Chi parla in lingue non parla agli uomini, ma a Dio, perché nessuno lo capisce, e in spirito parla dei misteri.

Senza questo fatto sottolineato da Luca, sarebbe impossibile per noi comprendere come Zaccaria abbia potuto cantare l’opera della nostra redenzione in un momento in cui non era ancora apparso nulla, se non la nascita di Giovanni Battista del Messia. È vero che l’angelo gli rivelò ciò che un giorno questo bambino sarebbe stato; ma da lì alla contemplazione della grande salvezza di Dio come già compiuta, c’era una distanza che solo lo Spirito divino poteva fargli attraversare.

Lo stile e il pensiero di questo inno, tuttavia, si muovono nell’ambito delle rivelazioni dell’Antico Testamento. Questo è un carattere che ha in comune con quello di Maria. Il padre di Giovanni, come la madre di Gesù, si nutriva delle promesse di Dio nelle Sacre Scritture.

A questi è allegata la speciale rivelazione che gli ha permesso di esprimere tali luminosi punti di vista sul compimento della redenzione. Questa ispirazione dell’Antico Testamento è molto presente nella situazione, e dimostra l’autenticità dei racconti di Luca.

Zaccaria ha iniziato con un’ondata di gratitudine e di adorazione per ciò che Dio ha visitato e riscattato il suo popolo. Redenzione attraverso un riscatto è un termine che non può essere applicato alla liberazione politica del popolo d’Israele, come si pensava, ma piuttosto alla liberazione dalla schiavitù morale.

Il corno in cui risiede la forza di certi animali è, nello stile della Scrittura, l’immagine del potere : « Ha esaltato la forza del suo popolo, motivo di lode a tutti i suoi fedeli, ai figli di Israele, al popolo che gli è vicino ». Lode al Signore!  » (Sal 148, 14). Un corno di salvezza è una liberazione compiuta con potenza, e anche l’immagine indica un potente liberatore, il Messia : « In quel giorno darò forza alla casa d’Israele, e aprirò la tua bocca in mezzo a loro; ed essi sapranno che io sono il Signore ». (Ez 29, 21)

Maria discendeva veramente da Davide : « Quando iniziò, Gesù aveva circa trent’anni; si pensava che fosse il figlio di Giuseppe, il figlio di Eli. « ( Lc 3,23)  Ciò che rafforzava la fede di Zaccaria era che i grandi eventi che celebrava nel suo inno erano solo il compimento delle promesse di Dio, sempre fedeli alla sua parola.

Il suo pensiero ha abbracciato tutti i profeti in questa espressione : « per bocca dei santi profeti di tutti i tempi che il cielo deve ricevere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, di cui Dio ha parlato nell’antichità per bocca dei suoi santi profeti. « (Atti 3:21)

Diacono Michel Houyoux

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Padre Occell  : « Commento al Vangelo 24 dicembre 2020″

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La Santa Famiglia – Anno B

Posté par diaconos le 21 décembre 2020

Méditation de Mgr Pizzaballa: La Sainte Famille, année B

Il bambino cresceva e cresceva forte, pieno di saggezza

# La circoncisione di Gesù è un evento narrato dal Vangelo secondo Luca (2,21): otto giorni dopo la sua nascita Gesù venne circonciso secondo la prassi ebraica della Milah. L’evento è ricordato dalla Chiesa cattolica di rito ambrosiano e dalla Chiesa ortodossa con la corrispondente festa liturgica celebrata il 1º gennaio del calendario giuliano, corrispondente al 14 gennaio dell’universale calendario gregoriano. La festa della Circoncisione di Nostro Signore è una celebrazione religiosa nell’ottavo giorno dopo la nascita di Gesù (ottava di Natale). È osservato come il giorno in cui Gesù fu circonciso – come da tradizione ebraica – e in cui ricevette il nome. Per i credenti è una festa che celebra non soltanto Gesù, il « Donatore della Torah », ma anche la prima volta che Gesù donò il sangue per l’umanità. Tutto ciò dimostra non soltanto l’obbedienza di Gesù a Dio, ma anche la profezia della risurrezione di Gesù. Il giorno di festa è celebrato dalla Chiesa ortodossa, dalla Chiesa cattolica e da alcune chiese della comunione anglicana il 1º gennaio (o il 14 gennaio, che corrisponde al 1º gennaio del tradizionale calendario giuliano per coloro che continuano a usarlo).

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# La Sacra Famiglia è il nome dato alla famiglia formata da Gesù di Nazareth e dai suoi genitori, Maria e Giuseppe. Viene citato come esempio dalla Chiesa cattolica per tutte le famiglie cattoliche. La festa liturgica che celebra questa Santa Famiglia di Nazareth fu istituita dalla Chiesa nel 1893 e oggi è la domenica immediatamente successiva alla festa di Natale. San Giuseppe, marito di Maria, si festeggia il 19 marzo e San Giuseppe l’Artigiano il 1° maggio. È un religioso canadese, François de Laval, che è all’origine del culto della Sacra Famiglia. Nel 1660, il monastero di Saint-Joseph du Bessillon aveva segnalato miracoli su Saint Joseph e Sainte Marie e la parrocchia di Sainte-Famille sull’isola di Orléans fu fondata nel 1684. Nel 1665, François de Laval fondò la Confrérie de la Sainte Famille, una confraternita che esiste ancora in alcune parrocchie del Canada. Questo culto si è poi diffuso nella Chiesa cattolica nel XIX secolo con il sostegno di Papa Leone XIII. La festa della Sacra Famiglia è la festa patronale del Seminario del Québec. È particolarmente venerata a Cotignac (Sud della Francia), luogo di apparizione della Vergine Maria e di San Giuseppe, nel Santuario di Nostra Signora delle Grazie.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

Quando fu compiuto il tempo prescritto dalla Legge di Mosè per la purificazione, i genitori di Gesù lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al Signore, secondo quanto è scritto nella Legge: Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore. Sono venuti anche per offrire il sacrificio prescritto dalla legge del Signore: una coppia di tortore o due colombe. Ora c’era a Gerusalemme un uomo di nome Simeone.
Era un uomo giusto e religioso, che aspettava la Consolazione di Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Aveva ricevuto dallo Spirito Santo l’annuncio che non avrebbe visto la morte finché non avesse visto Cristo, il Messia del Signore.
Sotto l’azione dello Spirito, Simeone è venuto al Tempio. Mentre i genitori presentavano il bambino Gesù per rispettare il rito della Legge che lo riguardava, Simeone lo accolse tra le braccia e benedisse Dio dicendo: « Ora, o maestro sovrano, lascia andare in pace il tuo servo, secondo la tua parola ».
Perché i miei occhi hanno visto la salvezza che stavate preparando davanti ai popoli: una luce che si rivela alle nazioni e dà gloria al vostro popolo Israele. « Il padre e la madre del bambino si meravigliarono di ciò che si diceva di lui.
Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: « Ecco, questo bambino porterà la caduta e l’ascesa di molti in Israele. Egli sarà un segno di contraddizione – e voi avrete una spada trafitta nella vostra anima – e così i pensieri che vengono dal cuore di molti saranno rivelati. « C’era anche una donna profeta, Hannah, figlia di Fanuele, della tribù di Asher.
Era molto anziana; dopo sette anni di matrimonio, era rimasta vedova e aveva raggiunto l’età di ottantaquattro anni. Non si è allontanata dal Tempio, servendo Dio giorno e notte nel digiuno e nella preghiera.
Venendo proprio in quell’ora, proclamava le lodi di Dio e parlava del bambino a tutti coloro che aspettavano la liberazione di Gerusalemme. Dopo aver completato tutto ciò che era prescritto dalla legge del Signore, tornarono in Galilea, nella loro città di Nazareth. Il bambino cresceva e cresceva forte, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui. « (Lk 2, 22-40)

Circoncisione e presentazione al tempio

I genitori di Gesù lo portarono al tempio per soddisfare i requisiti della legge sulla purificazione della madre e sulla consacrazione del primogenito. Offrivano il sacrificio dei poveri. Simeone, quell’uomo giusto e devoto, che aspettava la salvezza e riceveva la promessa di vederlo prima di morire, venne al tempio, guidato dallo Spirito, e accolse il bambino tra le braccia e benedisse Dio.

Simeone esprimeva i suoi sentimenti personali : poteva andarsene in pace, perché vedeva la salvezza; poi celebrava questa salvezza che Dio aveva preparato, e che era la luce dei gentili e la gloria di Israele.  All’ammirazione del padre e della madre, Simeone risponde profetizzando la soluzione che il Messia farà, l’opposizione che incontrerà, il grande dolore che causerà alla madre. Lo scopo di queste dispense sarà la manifestazione di pensieri nascosti.

Anna, questa vedova, molto anziana e che ha trascorso la sua vita nel tempio, è venuta a lodare Dio alla presenza di tutti. Maria e Giuseppe tornarono a Nazareth, dove il bambino si sviluppò fisicamente e spiritualmente sotto l’azione della grazia divina. Ogni bambino israelita maschio doveva essere circonciso l’ottavo giorno (Genesi 17, 12 ; Levitico 12, 3). Questo era il segno distintivo dell’alleanza che Dio fece con Abramo e, come il battesimo, era il simbolo della purificazione.

Fu in questa cerimonia che al bambino fu dato il suo nome : « E quando vennero l’ottavo giorno per circonciderlo, lo chiamarono Zaccaria, come il nome di suo padre. « ( Lc 1,59) Gesù, appena entra nella vita, entra nell’alleanza del suo popolo; è soggetto alla circoncisione. Nacque da donna e nacque sotto la legge: « Ma quando giunse la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, che era formato da donna e nato sotto la legge » (Gal 4,4). È così che cominciò a realizzare il suo nome di Gesù, o Salvatore.

Ogni primogenito era del Signore e doveva essere dedicato esclusivamente al Suo servizio; ma poiché la tribù di Levi fu scelta per questo servizio, tutti i primogeniti delle altre tribù dovettero essere riscattati in cambio di denaro : « Poiché mi sono stati dati interamente dei figli d’Israele: li ho presi per me stesso invece di tutti i primogeniti, di tutti i primogeniti dei figli d’Israele ».  » (Num 8:16), affinché il diritto divino sia stabilito e il futuro capofamiglia si ricordi sempre dei suoi obblighi.

La madre di Gesù doveva offrire un agnello come olocausto e un giovane piccione o una tortora per il peccato ; ma, se i suoi mezzi non lo permettevano, poteva sostituire questo sacrificio con quello di due tortore o due giovani piccioni : « Quando i giorni della sua purificazione saranno compiuti – sia che si tratti di un ragazzo o di una ragazza – porterà alla porta del tabernacolo di incontrare un agnello nel suo primo anno per un olocausto, e un giovane piccione o una tortora per un sacrificio per il peccato, e li darà al sacerdote. E il sacerdote deve portarli al Signore, e fare un accordo per lei, e lei deve essere resa pulita da un rito di sangue pulito. Questa era la regola per una donna che ha dato alla luce un figlio o una figlia. Se non ha abbastanza da offrire un agnello, prenderà due tortore o due giovani piccioni, uno per l’olocausto e l’altro per l’offerta del peccato; il sacerdote farà l’espiazione per lei e sarà purificata » (Lev 12,6-8).

I genitori di Gesù lo portarono al tempio per soddisfare i requisiti della legge sulla purificazione della madre e sulla consacrazione del primogenito. Offrivano il sacrificio dei poveri. Simeone, quell’uomo giusto e devoto, che aspettava la salvezza e aveva ricevuto la promessa di vederlo prima di morire, venne al tempio, guidato dallo Spirito, e accolse il bambino tra le sue braccia e benedisse Dio.

Simeone esprimeva i suoi sentimenti personali: poteva andarsene in pace, poiché vedeva la salvezza; poi celebrava questa salvezza che Dio aveva preparato, e che era la luce dei gentili e la gloria di Israele.  All’ammirazione del padre e della madre, Simeone risponde profetizzando la soluzione che il Messia farà, l’opposizione che incontrerà, il grande dolore che causerà alla madre. Lo scopo di queste dispense sarà la manifestazione di pensieri nascosti.

Anna, questa vedova, molto anziana e che ha trascorso la sua vita nel tempio, è venuta a lodare Dio alla presenza di tutti. Maria e Giuseppe tornarono a Nazareth, dove il bambino si sviluppò fisicamente e spiritualmente sotto l’azione della grazia divina. Ogni bambino israelita maschio doveva essere circonciso l’ottavo giorno (Genesi 17:12; Levitico 12:3). Questo era il segno distintivo dell’alleanza che Dio fece con Abramo e, come il battesimo, era il simbolo della purificazione.

Simeone è sconosciuto nella storia ; il suo nome significa. Era giusto e pio, aspettava la venuta del Salvatore. Simeone, Anna, Zaccaria, Giuseppe d’Arimatea e altri hanno mostrato che c’erano umili israeliti pronti ad accogliere il Signore in qualsiasi piccola forma Dio voglia manifestarglielo. Il sacerdozio ufficiale non ha accolto il Signore che per la prima volta è entrato nel suo tempio : « Ecco, io manderò il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me. E improvvisamente il Signore che cercate entrerà nel suo tempio; e il messaggero dell’alleanza che desiderate, ecco, viene, dice il Signore degli eserciti » (Ml 3,1).

Per sostituirlo si è formato un sacerdozio libero, rappresentato da Simeone e Anna. La fonte della vita religiosa di Simeone era chiaramente indicata. Questa preparazione è avvenuta nel corso dei secoli attraverso tutte le rivelazioni dell’Antica Alleanza. Questa grande salvezza per tutti è stata divisa in due diversi flussi. Da un lato, è luce per l’illuminazione delle nazioni gentili, per la rivelazione delle nazioni che, per la rivelazione loro destinata, sono immerse nelle tenebre più profonde; dall’altro, è la gloria del popolo d’Israele che, pur partecipando a questa salvezza, avrà l’onore immortale di averla donata al mondo : « La mia giustizia mi avvicino, non è lontana, e la mia salvezza non tarderà a venire. Metterò la salvezza in Sion e la mia gloria su Israele. « (Is 46, 13).

Anna è rimasta vedova e ottantaquattro anni, non ha lasciato il Tempio, adorando con digiuni e preghiere, notte e giorno. Come figlia di Fanuele, nel racconto evangelico era conosciuta solo per questo tratto. La parola della profetessa indica che, come Simeone, anche lei aveva ricevuto lo spirito di profezia, attraverso il quale riconosceva nel piccolo bambino il Salvatore promesso, e con esso glorificava Dio.

Luca ci ricorda anche che, dopo un breve matrimonio, aveva vissuto fino all’età di ottantaquattro anni in una lunga vedovanza, considerata molto onorevole tra gli ebrei. M. Godet traduce: « vedova da ottantaquattro anni ». La saggezza, la comprensione della conoscenza di Dio e degli uomini, nella sua applicazione pratica alla vita, è stata la caratteristica saliente del carattere di Gesù da bambino. Gesù ha attraversato tutte le fasi del normale sviluppo, l’unico che si è realizzato sulla terra, l’unico che si è liberato da tutti gli attacchi deleteri del male e ha continuato in modo armonico attraverso la costante comunione con Dio.

Diacono Michel Houyoux

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Padre Fernando Armellini : « Festa della Sacra Famiglia »

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Festa della Sacra Famiglia – Anno A

Posté par diaconos le 27 décembre 2019

Le roi Hérode ordonne que soient tués tous les jeunes garçons de Bethléem

Giuseppe : « Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, perché Erode cercherà il bambino per distruggerlo »

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Dopo la partenza dei Magi, ecco, l’angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse : « Alzati, prendi il bambino e sua madre e fuggi in Egitto. Rimanete lì finché non vi avverto, perché Erode cercherà il bambino per distruggerlo. « Giuseppe si alzò e prese il bambino e sua madre nella notte, e partì per l’Egitto, dove rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse la parola del Signore di cui parlava il profeta: « Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. «

Dopo la morte di Erode, ecco, l’angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto e gli disse: « Alzati, prendi il bambino e sua madre e vai nella terra d’Israele, perché coloro che cercavano la vita del bambino sono morti.  « Giuseppe si alzò e prese il bambino e sua madre, ed entrò nella terra d’Israele. Ma quando seppe che Arkelau stava governando la Giudea al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarci.

Avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea e venne a vivere in una città chiamata Nazareth, affinché si adempisse la parola pronunciata dai profeti: Egli sarà chiamato Nazareno.  (Mt 2:13-15.19-23).

Il massacro degli innocenti

Nei primi tempi della Chiesa, le storie popolari cercavano di comunicare tutto ciò che non si sapeva dell’infanzia di Gesù, che non era nel Vangelo. Queste storie sono molto simili alle storie ebraiche sull’infanzia di Abramo o di Mosè. La storia dei Magi (Mt 2,1-12) e il massacro dei bambini di Betlemme per volere di Erode provengono da queste storie popolari.

 All’inizio del suo vangelo, Matteo riprende queste storie senza preoccuparsi della loro autenticità. L’assassinio dei bambini di Betlemme è stato messo in discussione perché lo storico Flavio Giuseppe non ne parla. Nel piccolo villaggio di Betlemme, che aveva solo poche case isolate oltre, secondo i calcoli di Winer, potevano esserci dieci o dodici bambini maschi di età inferiore ai due anni. Pertanto non è stato registrato negli annali. Il fatto che Giuseppe non menzioni questo evento non costituisce un argomento contro la sua storicità. Ciò che è vero è che coincide con la brutalità di Erode, come riportato da Flavio nelle Antichità Ebraiche.

 Nota Erode I il Grande, figlio di Antipatro, nacque ad Ascalon nel 73 a.C. e morì a Gerusalemme nel 4 a.C. Fu re della Giudea dal 37 a.C. al 4 a.C. Erode il Grande è una delle figure più importanti nella storia del secondo periodo del Tempio. La sua storia è conosciuta soprattutto attraverso gli scritti di Flavio Giuseppe. Grande costruttore, fu posto sul trono di Gerusalemme dai Romani.

Per garantire la separazione tra il culto e lo Stato, ha tolto il potere politico ai sacerdoti, che ora avevano solo un ruolo spirituale. Per paura di complotti, la sua temporanea follia lo ha portato a far uccidere molte persone.  La sua impopolarità ha lasciato il segno nel Vangelo di Matteo, che afferma che i Saggi avevano annunciato la nascita a Betlemme del « re dei Giudei, Erode, e lo avevano mandato a chiamare, ed egli ordinò la morte di tutti i bambini della città sotto i due anni.

L’uccisione di questi bambini, se avvenisse, si aggiungerebbe ai crimini di Erode che, dopo aver sacrificato la moglie e due dei suoi figli, ne uccise un terzo, Antipater, poco prima della sua morte, e annegò il cognato Aristotele, diventato molto popolare (Antichità ebraiche, 15 e 54-56) ; che aveva i cospiratori e tutta la loro famiglia ha portato al tormento dei cospiratori, che soffrivano della sua ultima malattia, in furia contro il popolo di Gerusalemme perché si sarebbe rallegrato della sua morte, ordinò di radunare tutti i principali uomini della città nel circo di Gerico e di distruggerli lì non appena fosse morto, così, disse, « che ci siano almeno lacrime versate dopo la mia morte ». (« Flavio Giuseppe, Antichità, XVII, 6, 5.)

Erode morì di una terribile malattia poco dopo l’assassinio dei bambini di Betlemme. (Flavio Giuseppe, Antichità, XVII, 8 e 9, e Guerra degli Ebrei, 1, 33).  Nei Vangeli di Marco, Luca e Giovanni, non troviamo alcun accenno alla venuta dei Magi a Betlemme, né al massacro di bambini in questa località. Quanto a Giovanni, egli inizia il suo racconto con un prologo che ci rivela che Dio è entrato, grazie alla sua Parola, nella nostra storia. Prologo seguito dalla testimonianza di Giovanni Battista a Betaraba, oltre il fiume Giordano, dove ha battezzato. (Gv 1, 28)

I Magi, erano sacerdoti della religione di Zoroastro, indovini e astrologi.  Matteo, scrivendo che la notizia della nascita di Gesù è stata annunciata a loro, né ai governanti né ai sacerdoti ebrei, ha voluto significare che questa rivelazione è valida per tutti i tempi: Gesù è il Salvatore di tutti e non solo di quelli che appartengono alla Chiesa.

Il massacro dei bambini maschi di Betlemme fino all’età di due anni, annuncia il massacro di Gesù che, attraverso la croce, si è riconciliato con Dio, sia ebrei che gentili (Ef 2,16). Citando Geremia (Ger 31,15), Matteo allude ad altri eventi dolorosi e violenti vissuti dal popolo di Dio.

La voce del sangue versato dagli uomini non cessa di gridare, di generazione in generazione, assumendo toni e accenti sempre nuovi e variegati. La domanda del Signore « Che cosa hai fatto? « a cui Caino non poteva sottrarsi, si rivolge anche all’uomo di oggi. E come non menzionare la violenza fatta alla vita di milioni di esseri umani, soprattutto bambini, e molto spesso anche a bambini molto piccoli. Alla rivolta dell’uomo contro Dio si aggiunge la lotta mortale dell’uomo contro l’uomo.

Il diacono Michel Houyoux

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◊  Provita & Famiglia: clicca qui per leggere l’articolo  → Festa della Sacra Famiglia: cosa insegna a noi, oggi?

Festa della Sacra Famiglia

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Non sei tu che parlerai, è lo Spirito del Padre tuo

Posté par diaconos le 26 décembre 2019

Ce n'est pas vous qui parlerez, c'est l'Esprit de votre Père dans Accueil sur mon blog ob_3b03ee_colombe

Invio di Padre Marie Landry Bivina

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Allora Gesù disse ai suoi discepoli : « Guardatevi dagli uomini: vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. Sarete portati davanti ai governatori e ai re per il mio bene  : ci sarà una testimonianza per loro e per i gentili.   Quando vi consegneranno, non siate ansiosi di sapere cosa direte o come lo direte: tutto ciò che avete da dire vi sarà dato in quell’ora.

Perché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi. Il fratello consegnerà il fratello alla morte e il padre al figlio; e i figli si solleveranno contro i loro genitori e li metteranno a morte. Sarete odiati da tutti per amore del mio nome; ma colui che persevererà fino alla fine, lo stesso sarà salvato. « (Mt 10, 17-22)


Omelia

Oggi la Chiesa celebra la festa del suo primo martire, il diacono Santo Stefano. A volte il Vangelo può sembrarci sconcertante. Ieri ha risvegliato in noi sentimenti di gioia e di piacere con la nascita di Gesù bambino : « I pastori sono usciti e hanno glorificato e lodato Dio per tutto ciò che avevano udito e visto mentre gli veniva detto » (Lc 2, 20).

Oggi, invece, sembra volerci mettere in guardia dai pericoli : « Attenti agli uomini: vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno » (Mt 10, 17). Tutti coloro che vogliono essere veri testimoni, come i pastori nella gioia della nascita, devono anche essere coraggiosi come Stefano quando proclamò la morte e la risurrezione di quel Bambino che vive la Vita in Lui.

Lo Spirito che ha messo in ombra Maria, la Vergine Madre di Dio, per permettere la realizzazione del piano di Dio per salvare gli uomini ; lo stesso Spirito che si è appoggiato a ciascuno degli Apostoli per permettere loro di lasciare il loro rifugio e diffondere ovunque la Buona Novella del Vangelo, è stato anche quello che ha dato forza a quel giovane che ha discusso la legge con i medici della sinagoga senza poter resistere alla saggezza e allo Spirito Santo che ha ispirato le sue parole. (Atti 6, 10).

Era un martire vivo. Martire significa « testimone ». E con la sua morte è stato anche un martire. Vivo, egli credeva nelle parole del Maestro : « Non preoccupatevi di sapere cosa direte o come lo direte : tutto ciò che avrete da dire vi sarà dato in quell’ora » (Mt 10,19).

Stefano, colmo di Spirito Santo, alzò lo sguardo al cielo e vide la gloria di Dio e di Gesù alla destra di Dio » (At 7, 55). Stephen l’ha visto e l’ha detto. Se il cristiano di oggi è testimone di Gesù Cristo, di ciò che ha visto con gli occhi della fede, deve anche dirlo senza timore con le parole più comprensibili, cioè con i fatti, con le opere.

ContattoPadre Marie Landry Bivina

Complementi

Quando Gesù annunciò ai suoi discepoli che sarebbero stati consegnati ai tribunali a causa sua, li ammonì a non preoccuparsi perché, disse, « non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi » (Mt 10,20). E in un’altra situazione: « Lo Spirito che viene dal Padre mi renderà testimonianza » (Gv 15, 26).

Nel raccogliere queste parole di Gesù sullo Spirito Santo, il Credo della Chiesa ci fa dire, ogni domenica, che egli procede dal Padre e dal Figlio » – cioè è il respiro eterno, e del Padre, e del Figlio, che dà vita a tutte le cose.

Quando non abbiamo più la forza e il coraggio di andare avanti, quando le lamentele sorgono nei nostri cuori, è segno che abbiamo bisogno di una forza che ci superi, di un amore più grande. Questo amore può venire solo da Dio.  Questo amore ci aiuterà a fare del bene dove viviamo e ad amare anche in difficoltà.

Questo amore di Dio ci aiuterà ad amare e a perdonare coloro che ci hanno offeso. Il risentimento non viene da Dio e ci distrugge solo spiritualmente: siamo le prime vittime dei nostri rancori. Ci rende dei veri prigionieri. Chi perdona diventa veramente felice e in pace.

Non abbiamo tutti paura ? Se lasciamo che Cristo entri totalmente in noi, se ci apriamo totalmente a Lui – per paura che ci tolga parte della nostra vita ? No. Chi lascia entrare Cristo non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. Solo in questa amicizia le porte della vita si spalancano. Così, oggi vorrei dirvi, con grande forza e convinzione, da una lunga esperienza di vita personale: non abbiate paura di Cristo! Non si porta via nulla e dà tutto. Chi si dona a lui riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita.

Il diacono Michel Houyoux

Collegamenti esterni

◊ Santissima Trinità : clicca qui per leggere l’articolo →  Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito

◊ Comunita-abba.it : clicca qui per leggere l’articolo →/ Lo Spirito della verità darà testimonianza di me

Lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio

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