San Luca, evangelista

Posté par diaconos le 18 octobre 2021

San Luca, evangelista dans articles en Italien San-luca-evangelista# I settanta discepoli erano i seguaci di Gesù menzionati nel Vangelo di Luca (X, 1-24). Secondo questo testo, l’unico nel canone in cui appaiono, Gesù li scelse e li inviò a gruppi di due in diverse regioni per annunciare il Vangelo. La tradizione cristiana occidentale si riferisce più spesso a loro come « discepoli », mentre ai cristiani orientali piace chiamarli « apostoli ». Secondo il lessico greco, un « apostolo » è colui che è inviato in missione, mentre un « discepolo » è un allievo: le due tradizioni sono quindi in contrasto sulla portata della parola « apostolo ».

Ci sono diverse liste antiche, con diversi gradi di informazione e differenze. In alcune versioni della Bibbia, il numero dei discepoli è 72. Questo è anche il caso in diversi testi cristiani orientali. Si può supporre che ognuno dei 12 apostoli fosse responsabile della formazione dei discepoli. Così, avremmo 12 gruppi di 6 discepoli, ogni gruppo è guidato da un apostolo formatore. Questi dodici gruppi di formazione evangelica sarebbero stati formati da sette membri ciascuno per un totale di 84, cioè 72 discepoli più 12 apostoli.

Il numero è 70 nei manoscritti della tradizione alessandrina (come il Codex Sinaiticus) e la tradizione di Cesarea, ma 72 in alcuni codici della tradizione alessandrina e occidentale. Il concetto può riferirsi alle 70 nazioni della Genesi o ad altre liste di 70 nomi che si trovano nella Bibbia, o anche ai 72 traduttori della Bibbia Septuaginta nominati nella Lettera di Aristaeus. Per la sua edizione della Vulgata, Girolamo usò il numero 72. Il Vangelo secondo Luca è l’unico dei Vangeli sinottici a raccontare due episodi in cui Gesù invia i suoi discepoli in missione.

La prima occasione (Luca IX, 1-6) segue da vicino la missione menzionata in Marco VI, 6b-13, che però parla solo dei dodici apostoli, non di 70 fedeli, sebbene i dettagli riportati siano identici. Questo parallelo (vedi anche Matteo IX:35, e X:1,7-11) suggerisce un’origine comune nella fonte Q. Ciò che è stato annunciato ai Settantadue in Luca X:4 è, inoltre, ripetuto nel passo nell’annuncio agli apostoli in Luca XXII:35: « Gesù disse loro: « Quando vi ho mandati fuori senza borsa né scarpe, vi mancava forse qualcosa? »

Hanno detto: « Niente ». La tradizione ortodossa che elenca i Septuagint i cui nomi sono iscritti in cielo è associata a un vescovo della fine del terzo secolo, Doroteo di Tiro, che è conosciuto solo da questa nomenclatura, e al quale fu attribuito un resoconto del ministero dei Septuagint, noto solo da una copia dell’ottavo secolo. I nomi dei discepoli sono dati da varie liste: il Chronicon Paschale, e quello dello Pseudo-Doroteo (stampato nella Patrologia Graeca del Padre Migne, vol. XCII, pp. 521-524; pp. 543-545; pp. 1061-1065).

Dal Vangelo secondo Luca

01 Dopo questo il Signore designò altri settantadue dei suoi discepoli e li mandò a due a due avanti a lui in ogni città e luogo dove egli stesso si recava. 02 Egli disse loro: « La messe è abbondante, ma gli operai sono pochi ». Chiedete dunque al Signore della messe di mandare operai nella sua messe. 03 Andate! Ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. 04 Non portate borse, né sacchetti, né sandali, e non salutate nessuno per la via.

05 Ma in ogni casa dove entrerete, dite prima: « Pace a questa casa ». 06 Se c’è un amico di pace lì, la tua pace andrà a riposare su di lui; se no, tornerà a te. 07 Resta in quella casa, mangiando e bevendo quello che ti viene servito; perché l’operaio merita la sua paga. Non andate di casa in casa. 08 In ogni città dove entrerete e sarete accolti, mangiate quello che vi sarà messo davanti. 09 Guarite i malati che vi si trovano e dite loro: « Il regno di Dio si è avvicinato a voi ». (Lc 10,1-9)

La spedizione dei settanta

« Dopo questo, il Signore nominò altri settanta e dieci discepoli e li mandò a due a due davanti a sé in ogni città e in ogni luogo dove egli stesso doveva andare. (Lc 10,1) Fu in questo momento importante che Gesù scelse di mandare questi molti discepoli davanti a lui. La loro missione era di risvegliare l’attenzione e preparare la strada per la sua predicazione nei luoghi dove lui stesso doveva andare. Gesù li mandò a due a due: potevano completarsi a vicenda e rafforzarsi a vicenda contro i pericoli morali e gli scoraggiamenti; anche la testimonianza che erano chiamati a dare acquistava più autorità.

Alcuni vi hanno visto, secondo il simbolismo biblico dei numeri, il numero dei dodici apostoli moltiplicato per sei. Altri vi trovarono l’idea affermata nel Talmud che l’intera umanità conteneva settanta popoli e misero questa missione in qualche relazione con l’evangelizzazione del mondo. Questo dimostra quanto fossero numerosi i discepoli di Gesù in quel tempo, dato che poté scegliere settanta tra i più capaci per affidare loro questa importante missione.

Non li chiamò, inoltre, come aveva fatto con i dodici, a lasciare definitivamente la loro vocazione terrena. Dopo aver compiuto questa missione e forse aver accompagnato Gesù a Gerusalemme per celebrare la festa, dovevano tornare al loro lavoro ordinario. Poiché questo invio dei settanta discepoli non è stato menzionato da Matteo e Marco, i critici negativi l’hanno visto come un’invenzione di Luca, o come una tradizione senza fondamento storico.

Secondo Matteo, fu al momento di mandare i dodici nella loro prima missione che Gesù fece questa esortazione. Gesù ha pronunciato questa frase breve e seria più di una volta.  Le istruzioni che Gesù diede ai settanta discepoli furono per lo più ripetute: alcune di esse si trovano, secondo lo stesso Luca, rivolte ai dodici. Con questo preambolo Gesù ha fatto sentire a coloro che ha inviato l’importanza del momento presente e l’attualità della missione che ha affidato loro.

Le scarpe erano di ricambio. Come potrebbe Gesù proibire ai suoi discepoli di compiere un semplice dovere di cortesia o anche di benevolenza?  I saluti erano cerimoniali e complicati in Oriente, ma Gesù voleva che i suoi discepoli fossero consapevoli dell’importanza suprema della loro missione e che si dedicassero esclusivamente ad essa, senza perdere tempo in forme vane. Se i discepoli, dopo aver ricevuto ospitalità in una casa, passassero ad un’altra, i loro ospiti potrebbero interpretare questo comportamento come un segno di malcontento, una mancanza di gratitudine e di affetto; susciterebbero così gelosia. Ma dovevano portare la pace

Nel loro atteggiamento verso un’intera città, i discepoli erano guidati dagli stessi principi che nella loro condotta verso ogni singola casa. Così, per i malati, la guarigione; per tutti, il grande annuncio del regno di Dio, che è venuto vicino a voi: tale era la doppia e benefica missione dei discepoli. L’azione simbolica, così severa, di scuotere la polvere dai loro piedi non era sufficiente; dovevano proclamare di averlo fatto, dicendo agli abitanti: « È vostro, contro di voi ». Ma la responsabilità di tutte le grazie di Dio è rimasta sulla testa di questi ribelli; perché dovevano sapere che il regno di Dio è vicino.

Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊ Dalla Chiesa (Italia) : clicca qui per leggere l’articolo  →  San Luca evangelista

◊ Vie dei santi : clicca qui per leggere l’articolo  →   San Luca  Evangelista Vita, Storia, Martirio, Immagini

Padre Francesco La Vecchia : « La festa di San Luca Evangelista »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, Catéchèse, fêtes religieuses, Histoire, Page jeunesse, Religion, TEMPO ORDINARIO, Temps ordinaire, Vie des saints | Pas de Commentaire »

Saint Luc, évangéliste

Posté par diaconos le 18 octobre 2021

Aucun texte alternatif pour cette image
# Les septante disciples étaient les disciples de Jésus mentionnés dans l’Évangile selon Luc (X: 1-24). Selon ce texte, le seul du canon où ils apparaissent, Jésus les choisit et les dépêcha par groupes de deux vers différentes régions pour annoncer l’Évangile. La tradition chrétienne occidentale les désigne le plus souvent sous le nom de « disciples » tandis que les chrétiens orientaux les appellent volontiers « apôtres ». Si l’on se réfère au lexique grec, un « apôtre » est celui que l’on envoie en mission tandis qu’un « disciple » est un élève : les deux traditions s’opposent donc sur la portée du mot « apôtre ».
x
Il existe plusieurs listes antiques, comportant plus ou moins d’informations et présentant certaines différences. Dans certaines versions de la Bible, le nombre de disciples est de 72. Il en est de même dans plusieurs textes du christianisme oriental. On peut penser que chacun des 12 apôtres était responsable de la formation des disciples. Ainsi, on se serait trouvé en présence de 12 groupes de 6 disciples, chaque groupe ayant à sa tête un apôtre formateur. Ces douze groupes de formation évangélique auraient donc été formés chacun de sept membres pour un total de 84, soit 72 disciples plus 12 apôtres.
x
L’effectif est de 70 dans les manuscrits de la tradition d’Alexandrie (comme le Codex Sinaiticus) et la tradition de Césarée mais de 72 dans quelques codex de tradition alexandrine et occidentale. Le concept renvoie peut-être aux 70 nations de la Genèse ou aux autres listes de 70 noms que l’on trouve dans la Bible, ou même aux 72 traducteurs de la Bible des Septante nommés dans la Lettre d’Aristée. Pour son édition de la Vulgate, Jérôme a retenu le nombre de 72. L’Évangile selon Luc est le seul des Évangiles synoptiques à relater deux épisodes dans lesquels Jésus dépêche ses disciples en mission.
x
La première occasion (Luc IX:1-6) suit de près la mission évoquée dans l’Évangile selon Marc VI:6b-13, qui cependant ne parle que des douze apôtres, et non de 70 fidèles, bien que les détails donnés soient identiques. Ce parallèle (voir aussi Matthieu IX:35, et X:1,7-11) suggère une origine commune à rechercher dans la Source Q. Ce qui fut annoncé aux Septante-deux en Luc X:4 est d’ailleurs repris au passage dans l’annonce aux apôtres en Luc XXII, 35 : « Jésus leur dit, « Lorsque je vous ai envoyés sans bourse ni chaussures, avez-vous manqué de quelque chose ? »
x
Ils dirent: « De rien.» La tradition orthodoxe énumérant les Septante dont les noms sont inscrits dans les cieux est associée à un évêque de la fin du IIIe siècle, Dorothée de Tyr, qui n’est connu que par cette nomenclature, et à qui l’on attribua un récit du ministère des Septante, qu’on ne connut que par une copie du VIIIe siècle. Les noms des disciples sont donnés par différentes listes : le Chronicon Paschale, et celle du Pseudo-Dorothée (imprimés dans la Patrologia Graeca du père Migne, vol. XCII, p. 521-524 ; p. 543-545 ; p. 1061-1065).

 De l’évangile selon Luc

01 Après cela, parmi les disciples le Seigneur en désigna encore soixante-douze, et il les envoya deux par deux, en avant de lui, en toute ville et localité où lui-même allait se rendre. 02 Il leur dit : « La moisson est abondante, mais les ouvriers sont peu nombreux. Priez donc le maître de la moisson d’envoyer des ouvriers pour sa moisson. 03 Allez ! Voici que je vous envoie comme des agneaux au milieu des loups. 04 Ne portez ni bourse, ni sac, ni sandales, et ne saluez personne en chemin.

05 Mais dans toute maison où vous entrerez, dites d’abord : “Paix à cette maison.” 06 S’il y a là un ami de la paix, votre paix ira reposer sur lui ; sinon, elle reviendra sur vous. 07 Restez dans cette maison, mangeant et buvant ce que l’on vous sert ; car l’ouvrier mérite son salaire. Ne passez pas de maison en maison. 08 Dans toute ville où vous entrerez et où vous serez accueillis, mangez ce qui vous est présenté. 09 Guérissez les malades qui s’y trouvent et dites-leur : “Le règne de Dieu s’est approché de vous.”  » (Lc 10, 1-9)

L’envoi des soixante-dix

« Or, après cela, le Seigneur désigna encore soixante et dix autres disciples, et il les envoya deux à deux devant lui, dans toute ville et tout lieu où lui-même devait aller. » (Lc 10, 1)   Ce fut ce moment important que Jésus eut ’ choisi pour envoyer devant lui ces nombreux disciples. Leur mission avait pour but de réveiller l’attention et de préparer les voies à sa prédication dans les lieux où lui-même devait aller. Jésus les envoya deux à deux : ils pouvaient se compléter l’un l’autre et se fortifier contre les dangers moraux et les découragements ; le témoignage aussi qu’ils étaient appelés à rendre en acquérait plus d’autorité.

Les uns y virent, selon le symbolisme biblique des chiffres, le nombre des douze apôtres, multiplié par six. On aurait ainsi soixante-douze, ce qui expliquerait pourquoi ce dernier terme se trouve réellement dans plusieurs manuscrits  D’autres  y retrouvèrent l’idée énoncée dans le Talmud que l’humanité entière renfermait soixante-dix peuples et mettre cette mission dans une relation quelconque avec l’évangélisation du monde. Ceci montra combien les disciples de Jésus étaient nombreux dès cette époque, puisqu’il put en choisir soixante-dix des plus capables pour leur confier cette importante mission.

II ne les appelait pas, du reste, comme il l’avait fait pour les douze, à quitter d’une manière permanente leur vocation terrestre. Après avoir rempli cette mission et peut-être accompagné Jésus jusqu’à Jérusalem pour y célébrer la fête, ils devaient retourner à leurs travaux ordinaires. Comme cet envoi des soixante-dix disciples fut passé sous silence par Matthieu et Marc, la critique négative ne manqua d’y voir une invention de Luc, ou  une tradition sans fondement historique.

D’après Matthieu, ce fut au moment d’envoyer les douze dans leur première mission que Jésus fit entendre cette exhortation. Jésus  prononça plus d’une fois cette courte et grave sentence.  Les instructions que Jésus donna aux soixante-dix disciples furent pour la plupart répétées également : quelques-unes se retrouvent, d’après Luc lui-même, adressées aux douze. Par ce préambule Jésus fit sentir à ceux qu’il envoya l’importance du moment actuel et l’opportunité de la mission qu’il leur confia.

Les chaussures étaient des chaussures de rechange. Comment Jésus put-il défendre à ses disciples de remplir un simple devoir de politesse ou même de bienveillance ?  Les salutations furent cérémonieuses et compliquées en Orient ; or Jésus voulut que ses disciples fussent pénétrés de l’importance suprême de leur mission et s’y consacrèrent exclusivement, sans perdre leur temps pour de vaines formes. Si les disciples, après avoir reçu l’hospitalité dans une maison, passaient dans une autre, leurs hôtes pourraient interpréter cette conduite comme un signe de mécontentement, un manque de reconnaissance et d’affection ; ils exciteraient ainsi des jalousies. Or, ils devaient apporter la paix

Dans leur attitude à l’égard d’une ville entière, les disciples furent guidés par les mêmes principes que dans leur conduite envers chaque maison particulière. Ainsi, pour les malades, la guérison ; pour tous, la grande proclamation du royaume de Dieu, qui s’est approché de vous : telle fut la double et bienfaisante mission des disciples. L’action symbolique, si sévère de secouer la poussière de leurs pieds ne suffit pas ; ils durent proclamer qu’ils le firent, en disant aux habitants : « C’est à vous, contre vous-mêmes. » Mais la responsabilité de toutes les grâces de Dieu resta sur la tête de ces rebelles ; car il fallut qu’ils le surent, le royaume de Dieu s’est approché.

Diacre Michel Houyoux

Liens avec d’autres sites web chrétiens

◊ La Croix : cliquez ici pour lire l’article →  Saint Luc : notre dossier sur cet évangéliste

◊ Catholique.org : cliquez ici pour lire l’article →    Saint Luc, évangéliste - Homélie

Abbé Laguérle : « L’Evangile à bras-le-corps »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Catéchèse, fêtes religieuses, Page jeunesse, Religion, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

Qu’il me soit fait selon ta Parole

Posté par diaconos le 3 octobre 2021

L’Annonciation à Marie

Fete de l Annonciation de la Vierge,

# Avant d’être faite à Marie, l’Annonciation d’une grossesse miraculeuse est faite à Sarah, épouse d’Abraham (Genèse 18, 9-15) ainsi qu’à la femme de Manoah, qui enfantera Samson (Juges 13, 2-7.24-25a). De même la cousine de Marie, Élisabeth est enceinte malgré son âge avancé (Luc 1, 5-25 & 57-80). Paul Verhoeven, membre du Jesus Seminar, souligne certaines incohérences dans le récit des Évangiles ; ces contradictions doivent selon lui conduire à mettre en doute l’idée d’une conception surnaturelle de Jésus.
x
Si le miracle de la fécondation par l’Esprit-Saint avait été connu des parents et des frères de Jésus, écrit Verhoeven, « on ne comprendrait pas pourquoi plus tard, lorsque Jésus se met à pratiquer des exorcismes, sa famille s’oppose à lui, pense qu’il est fou et tente par la force de le traîner à Nazareth [Marc, III, 21, 31-35]. L’incrédulité des frères de Jésus, soulignée par l’Évangile de Jean [Jean, VII, 1-5], est incompréhensible s’ils sont au courant du miracle de sa conception ».
x
Le récit coranique reprend l’épisode de l’annonciation dans la sourate 19, versets 17-21. Selon Guillaume Dye, le Coran suit ici le Protévangile de Jacques, apocryphe chrétien du IIe siècle. Cet événement biblique est célébré par les catholiques et les orthodoxes (l’Annonciation est une des Douze Grandes Fêtes). Célébré le 25 mars (neuf mois avant Noël) par la tradition chrétienne, l’anniversaire de l’Annonciation correspond aux anniversaires des morts d’Adam et de Jésus. Si le 25 mars est un dimanche, la fête est décalée au lundi 26.
x
Et si le 25 mars tombe pendant la semaine sainte ou la semaine de Pâques (autrement dit si Pâques a lieu avant le 2 avril), alors l’Annonciation est décalée au deuxième lundi après Pâques. .Jusqu’à l’époque de Justinien (530-550), il n’y eut pas d’autre fête mariale que la « Mémoire de Marie » dans l’octave de Noël. Justinien imposa partout en Orient la célébration de l’Hypapante le 2 février au lieu du 14, quarante jours après la Nativité du Christ, qui fut définitivement placée le 25 décembre au lieu du 6 janvier, par son successeur Justin II.
x
Les siècles suivants furent adoptées d’autres fêtes mariales, la fête de l’Assomption (15 août) et la Nativité de Marie (8 septembre). C’est dans ce contexte qu’il faut comprendre l’insertion dans le calendrier liturgique de la fête du 25 mars (correspondant au jour de l’équinoxe de printemps dans le calendrier romain) comme fête de l’Annonciation (placée symboliquement neuf mois avant celle de Noël) qui est fixée dans la seconde moitié du VIIe siècle.
x
En 691 et 692, le sixième concile in Trullo se réunit dans la salle de la coupole (en grec trullos) à Constantinople. Il affirme dans son 52e canon : « Que durant le Carême il faut célébrer la messe des présanctifiés. Tous les jours de la sainte quarantaine de jeûne, sauf les samedis et dimanches et le saint jour de l’Annonciation, qu’on célèbre la sainte liturgie des présanctifiés ».
x
 xlwf0003web.gif

Dieu ne dirige pas les choses selon nos prévisions. Il dépasse nos vues. Faisons lui confiance lorsque les évènements nous déconcertent . Il y a un peu plus de deux mille ans , un jour dans une humble maison de Nazareth , un ange, envoyé par Dieu, s’adressa à une jeune fille simple, croyante et pieuse pour lui révéler le projet de Dieu et quel rôle Dieu lui proposa dans ce projet. L’ange dit à Marie : « Je te salue Marie, comblée de grâces, le Seigneur est avec toi » (Lc 1, 28)

Dieu se fit proche de Marie en étant aimant, délicat et souriant. Par son messager, il lui fit savoir qu’i lui demanda son accord pour un projet qui la dépassa totalement. : « Sois sans crainte Marie, voici que tu vas concevoir et mettre au monde un fils ; tu lui donneras le nom de Jésus et son règne n’aura pas de fin » (Lc 1, 31)

C’est l’histoire de Marie, c’est son annonciation et c’est aussi l’histoire de l’amour et de l’infini respect de Dieu pour toutes ses créatures. Dieu prit l’initiative : il vint à  l’improviste, à ;la rencontre de celle qu’il combla de grâces. Marie, bouleversée et troublée, interrogea le messager avant de donner sa réponse : « Comment cela se fera-t-il ?  » l’ange Gabriel, le messager de Dieu, la rassura avzc douceur, en lui rappelant que Dieu prit cette initiative. Il voulut l’associer, l’unir à son projet de salut : l’enfant quelle porta fut appelé Jésus.

« L’Esprit Saint viendra sur toi, et la puissance du Très Haut te prendra sous son ombre ; c’est pourquoi Celui qui va naître sera saint, et il sera appelé Fils de Dieu »(Lc 1, 35). Ainsi se réalisa la bonne Nouvelle attendue depuis des siècles. C’est un message de joie : « Réjouis*toi fille de Sion ». C’est un message de grâces : « Réjouis-toi comblée de grâces car le Seigneur est avec toi (Lc 1, 28)

Comment ne pas être troublée devant cette initiative de Dieu ? Comment ne pas chercher à s’informer sur cette maternité annoncée ? Comment ne pas s’incliner devant le mystère ?  : « Voici la servante du Seigneur : que tout se passe pour moi comme tu viens de me le dire » (Lc 1, 38. ) Ce fut l’accord de Marie au projet de Dieu. Par ce OUI? Marie accepta de devenir la mère du Messie. Le OUI de Marie changea le monde comme notre OUI à la volonté divine peut nous transformer aussi.

Marie, apprends-nous à dire OUI au Christ qui nous appelle dans le pauvre qui passe, à dire OUI à ces voisins  qui attendent notre amitié. Apprends-nous à dire OUI à travers la joie familiale  de ces fêtes de fin d’année, à travers nos enfants qui grandissent et que nous ne comprenons pas toujours très bien., à travers l’amour qui nous unus unis aux personnes que nous aimons.  Comme Marie se rendit disponible à Dieu, écoutons l’appel que le Seigneur nous adresse: Il est notre Dieu et nous somme son peuple.

Le Père Elias Shahmiri, témoin fidèle du Dieu d’Amour : « Seigneur, qu’il me soit fait selon Ta volonté »

 Image de prévisualisation YouTube

lwf0003web.gif

Rencontre avec la parole de vieAuteur  Diacre Michel Houyoux  - 224 pages , publié en français le 06 juillet 2012

         EAN 139783841698070 ISBN   978-3-8416-9807-0  Format  Broché

        EAN13   Éditeur  Croix du Salut

      Publié à la maison d’éditions Croix du     Salut

Site Web  http : www. editions-croix.com

Livré chez vous par la poste   Prix 49€

   Cliquez sur le titre ci-dessous pour acheter le livre. Livraison par la poste chez vous

Rencontre avec la Parole de Vie

 

Compléments

◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article → Existence d’un Au-delà : « Si quelqu’un entre par moi, il sera sauvé »
◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article → Jésus est la lumière du Monde
Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article → Saint Michel, Saint Gabriel et Saint Raphaël, Archanges

 

                       

 

 

Publié dans Dieu, fêtes religieuses, Religion, Vierge Marie | Pas de Commentaire »

Jésus est la lumière du Monde

Posté par diaconos le 3 octobre 2021

Post de Richard Rouleau

Jésus lumière du monde

Jésus, lumière du monde est pour moi

# Un ange gardien est une forme d’esprit tutélaire dans la tradition du christianisme mais son existence ne fait pas partie des articles de foi. Il s’agit d’un ange assigné à la protection du salut d’un ou plusieurs individus. Ce concept, dont les origines remontent à l’Antiquité, a été développé au sein de la théologie chrétienne principalement à partir de son étude au XIIe siècle par Honoré d’Autun1 notamment à partir du passage des Évangiles « Gardez-vous de mépriser un seul de ces petits, car je vous le dis, leurs anges dans les cieux voient continuellement la face de mon Père qui est dans les cieux. » (Mt 18, 10).
x
Le culte des anges gardiens collectifs (patrons de villes, de corps de métiers et de corporations) se développe dans la Couronne d’Aragon à la fin du XIVe siècle, en partie sous l’influence du franciscain Francesc Eiximenis et du dominicain Vincent Ferrier, tandis que le pape Paul V institue la fête des anges gardiens personnels en 1608. La fête des saints anges gardiens est célébrée localement depuis le XVe siècle, notamment à Tolède et à Rodez. Sous l’impulsion de l’évêque François d’Estaing, Paul V la fait devenir universelle en 1608, la rendant obligatoire dans le Saint-Empire romain germanique et facultative ailleurs.
x
Clément IX la transfère du 2 octobre au premier dimanche de septembre, mais Clément X la remet au 2 octobre et la rend obligatoire universellement. C’est ainsi une doctrine officielle de l’Église catholique qui institua une fête des saints anges gardiens le 2 octobre en plus de la fête des saints archanges, le 29 septembre. Les mystiques chrétiens rapportèrent des interactions et conversations avec leurs anges gardiens, durant de nombreuses années.
x
La sainte Gemma Galgani fut un exemple, puisqu’elle eut des visions de Jésus et Gemma Galgani expliqua qu’elle eut une conversation avec son ange gardien. Elle expliqua que son ange gardien lui servit de guide. Le concile de Laodicée, en 364, rappela que les anges ne se nomment pas et demeurent dans l’anonymat afin de ne pas nous tenter à tomber dans un culte idolâtre. Elle condamna cette attitude dans son canon
x
. Cette condamnation fut réitérée au 16e chapitre d’un concile en 789, sous le pontificat d’Adrien Ier (772-795), à Aix-la-Chapelle, capitale de l’empire carolingien, interdisant d’utiliser d’autres noms d’anges que ceux des trois archanges cités dans les Saintes Écritures. En 2001, L’Église réitère cette interdiction. Dans les églises réformées, les anges gardiens sont une croyance partagée par quelques théologiens. Dans les dernières décennies, les anges gardiens ont gagné en popularité. La thématique des anges n’a pourtant rien de nouveau car elle est présente dans le folklore et la littérature, selon les propos d’Alain Pronkin, chercheur au Centre d’Informations sur les nouvelles religions (CINR)
 x
✝️il faut faire savoir au monde entier qu’il existe un au-delà, parce que c’est seulement grâce à cette conviction que l’Humanité reviendrait à la Foi et vivrait en paix, en l’honneur de la Lumière Infinie.Cette tentative a déjà été faite plusieurs fois, mais toujours en vain.C’est pourquoi ceux qui sont choisis pour cette tâche, comme moi,doivent disposer du maximum de confiance de la part de leurs intermédiaires…» (Andrea Sardos Albertini)
x
✝️ D’une responsable d’un site
x
Bien que papa me disait depuis que j’étais petite d’envoyer mon ange gardien en début de journée à la rencontre des anges gardiens de toutes les personnes que j’allais rencontrer aujourd’hui, et de régler les conflits entre eux, afin que sur la terre la Paix de la Sainte Trinité règne dans mon entourage et dans chaque rencontre.
x
✝️ Fraternité Missionnaire Marie Mère des Apôtres
x
Le Seigneur nous aime tellement qu’il nous a donné un Ange Gardien pour veiller sur nous tout au long de notre vie afin de nous protéger du péché et des accidents de la vie. Rares sont les personnes qui vivent dans l’intimité avec lui.Cette neuvaine aidera chacun à mieux connaître ses missions auprès de nous, à nous rapprocher de lui, à le prier afin qu’il puisse davantage nous guider et nous conduire à la vie éternelle.
x
Programme
x
Chaque jour vous recevrez une explication à partir de la Parole de Dieu, des citations de saints ou des anecdotes, une prière et une petite action à entreprendre. Qui sommes-nous ?La Fraternité Missionnaire Marie Mère des Apôtres rassemble des consacrés, prêtres, frères et sœurs, dont la vocation est de renouveler les paroisses, pour en faire des communautés de disciples-missionnaires. Cet appel est soutenu par une intense vie fraternelle et contemplative. Aspirant à devenir saints, les membres de la Fraternité se consacrent à Jésus par Marie chaque jour.
x
Prière à l’Ange Gardien
x
« Béni sois tu, Saint Ange, puisque dans son amour pour moi, Dieu t’a choisi pour prendre soin de ma vie, toi qui dès le premier instant de mon existence, ne m’a jamais abandonné, qui, jour et nuit, m’assiste pour me détourner du mal, et m’aider à faire le bien. Je te rends grâce, pour ce que tu as déjà fait pour moi, et je te demande, de continuer à me protéger. Sois mon secours dans mes besoins, ma consolation dans mes peines, mon soutien dans mes découragements, défends moi contre les ennemis de mon salut, éloigne de moi les occasions de pécher, obtiens moi la grâce de t’être fidèle et docile. Mais surtout, protège moi à l’heure de la mort, et ne me quitte pas, avant de m’avoir conduit auprès de mon Seigneur. O mon ange gardien, puisque dans son amour, le Seigneur m’a confié à toi, éclaire moi, guide moi, garde moi et gouverne moi. »
x
Catéchisme de l’Église Catholique
x
« Il n’y a qu’un seul et unique médiateur entre Dieu et les hommes, c’est le Christ.Ceci dit, il n’est pas faux de dire que les anges sont des médiateurs de la lumière divine :ambassadeurs entre le ciel et la terre, médiateurs dans l’ordre cosmique, ces messages sont envoyés par Dieu sur la terre pour conduire les hommes ou pour leur faire connaître la volonté divine, tandis que les hommes, de leur côté, invoquent l’intercession des saints anges et les chargent de porter leur prière vers Dieu. Tels des moissonneurs infatigables, les anges recueillent dans notre cœur nos bonnes pensées, nos bons désirs, nos bonnes actions et nos prières, heureux de porter sans cesse vers Dieu le fruit de leur récolte. »
x

Père Gilles Jeanguenin : des citations

« Le désir qu’a notre ange gardien de nous aider est beaucoup plus grand que celui que nous avons d’être aidés par lui. » Saint Jean Bosco (1815-1888) « Nos besoins montent sur les ailes de la prière, et le secours de Dieu descend sur les ailes de l’ange. » Cardinal Journet « Les anges coopèrent à toutes nos bonnes actions. » Saint Thomas d’Aquin

x
Une prière à mon Ange  gardien
x
O mon bon ange gardien, aujourd’hui je me confie à ton intercession. Tu as un grand pouvoir sur le cœur de Dieu, puisque Dieu t’a confié la mission de t’occuper de moi.Je te confie toutes mes affaires importantes et difficiles,mes inquiétudes qui prennent de la place dans mon cœur.(Ici vous pouvez citer vos intentions de prières pour vous-même).Je te confie aussi toutes les personnes que je connais et qui me causent du souci, celles qui sont malades, celles qui souffrent, celles qui me font du mal et à qui j’en ai fait, celles qui ne connaissent pas Dieu.
x
✝️ Voici une liste d’actions que les anges gardiens inspirent et renforcent notre vie spirituelle, tout en favorisant notre salut.
x
L’ange gardien veille sur nous jouer et nuit.Il donne amour et vertu, force et paix. Il éloigne la tristesse et le découragement. Il fait de nous des personnes joyeuses et libres. Il offre à Dieu nos bonnes œuvres et nos prières. Il nous guide sur le chemin de la conversion intérieure. Il nous soutient dans le recueillement de l’oraison. Il adore avec nous le corps et le sang du Christ à la messe. Il avive en nous la pratique du sacrement de la réconciliation.  Il inspire ce qui est bon pour nous rapprocher de Dieu. Il élève nos pensées et nos sentiments vers Dieu. Il nous aide à devenir des saints et des saintes. Il apaise nos angoisses et nos doutes. Il nous réconforte dans les peines. Il nous fortifie à l’heure de l’épreuve. Il ne nous abandonne pas, même si nous délaissons Dieu. Il suscite en nous le repentir et la conversion.
x
x

   Actions de l’ange gardien
x
Sant Padre Pio considérait l’ange gardien comme le frère jumeau de l’âme humaine. L’ange gardien intervient dans la vie spirituelle pour que nous revenions sans cesse au Dieu trois fois saint, présent dans <le ciel de notre âme, selon l’expression de Thérèse de Lisieux.
x
Quel rapport j’entretiens avec mon ange gardien ? Est-ce que je l’écoute ? Est-ce que je lui dis bonjour le matin ? Est-ce que je lui dis : « Protège-moi pendant mon sommeil ? »  Est-ce que je parle avec lui ?
x
Du pape François
x
Nous pouvons l’invoquer, le prier ou parler avec lui comme un ami, jusqu’à l’importuner.« Le bon Dieu nous a donné à chacun un ange gardien. C’est pour que nous en servions, que nous racontions ce qui nous arrive, et que nous importunions  en quelque sorte de nos demandes. » (Frère ANDRÉ, une pensée par jour, Médiaspaul)
x
Contact   Richard Rouleau
x

Le père Guillaume de Menthière vous explique qui sont nos anges gardiens

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans Accueil sur mon blog, Catéchèse, L'Église, Page jeunesse, Religion, Temps ordinaire | Pas de Commentaire »

12345...184
 

Salem alikoum |
Eazy Islam |
Josue |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | AEP Gresivaudan 4ieme 2007-08
| Une Paroisse virtuelle en F...
| VIENS ECOUTE ET VOIS