La Sacra Famiglia – Anno B

Posté par diaconos le 20 décembre 2023

Santa Famiglia di Nazareth, il Santo di oggi 29 dicembre

La Sacra Familia

# La Presentazione di Gesù al Tempio è un evento della vita di Gesù raccontato nel Vangelo secondo Luca. Adempiendo a una prescrizione della legge ebraica – « Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore » (Es 13, 2,11-13) – i genitori del piccolo Gesù lo presentarono e lo offrirono nel Tempio di Gerusalemme. Lì fu accolto dall’anziano Simeone. La relativa festa cristiana si celebra il 2 febbraio nel calendario gregoriano. Nelle Chiese orientali si celebra anche il due febbraio del calendario giuliano, che equivale al 14 febbraio del calendario gregoriano.

Per molto tempo il 2 febbraio è stata una data importante per i contadini, ricordata da un gran numero di proverbi. Questa data è tradizionalmente quella della Candelora, originariamente una festa pagana che celebrava la luce, sostituita dalla festa cristiana.La Candelora è anche un tema dell’iconografia religiosa, sia nei dipinti che nelle miniature, nelle sculture, nelle vetrate, negli arazzi e così via. Si ispira a una scena descritta nel Vangelo di Luca II, 22-39, in cui il figlio della Vergine Maria viene annunciato da Simeone come il Maestro e la luce che porterà la rivelazione ai gentili, cioè ai non ebrei.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca

Trascorso il tempo prescritto dalla Legge di Mosè per la purificazione, i genitori di Gesù lo portarono a Gerusalemme per presentarlo al Signore, come sta scritto nella Legge : Ogni primogenito maschio sarà consacrato al Signore. Vennero anche per offrire il sacrificio prescritto dalla Legge del Signore: una coppia di tortore o due colombelle.

A Gerusalemme c’era un uomo chiamato Simeone. Era un uomo giusto e religioso che aspettava la consolazione di Israele e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva detto che non avrebbe visto la morte finché non avesse visto Cristo, il Messia del Signore. Sotto l’influenza dello Spirito, Simeone si recò al Tempio. Mentre i genitori presentavano il bambino Gesù per adempiere al rito della Legge che lo riguardava, Simeone lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo : « Ora, o sovrano Maestro, puoi lasciare andare il tuo servo in pace, secondo la tua parola », in pace, secondo la tua parola.

Perché i miei occhi hanno visto la salvezza che stai preparando davanti ai popoli, la luce che si rivela alle nazioni e dà gloria al tuo popolo Israele. Il padre e la madre del bambino si stupirono di ciò che si diceva di lui. Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre: « Ecco, questo bambino provocherà la caduta e l’ascesa di molti in Israele. Egli sarà un segno di contraddizione e tu avrai una spada che ti trafiggerà l’anima, rivelando i pensieri che vengono dal cuore di molti.

C’era anche una donna profeta, Anna, figlia di Fanuel, della tribù di Asher. Era molto anziana; dopo sette anni di matrimonio, era rimasta vedova e aveva ottantaquattro anni.Non lasciava mai il Tempio, servendo Dio giorno e notte nel digiuno e nella preghiera. Perché i miei occhi hanno visto la salvezza che stai preparando davanti ai popoli, la luce che si rivela alle nazioni e dà gloria al tuo popolo Israele ». Proprio in quell’ora, proclamò le lodi di Dio e parlò del bambino a tutti coloro che attendevano la liberazione di Gerusalemme. Quando ebbero terminato tutto ciò che la legge del Signore comandava, tornarono in Galilea, nella loro città di Nazaret. Ma il bambino cresceva e diventava forte, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui (Lc 2, 22-40).

Offerta di due tortore al Tempio

Tutta la famiglia dovette recarsi a Gerusalemme per una doppia cerimonia religiosa. Giuseppe non dovette purificarsi. La Legge di Mosè prescriveva che dopo sette giorni di contaminazione legale e trentatré giorni di clausura, la madre israelita doveva offrire un sacrificio per la sua purificazione : una coppia di tortore o due giovani piccioni. Ogni primogenito apparteneva al Signore e doveva essere dedicato esclusivamente al suo servizio; ma poiché la tribù di Levi era stata scelta per questo servizio, tutti i primogeniti delle altre tribù dovevano essere ricomprati a caro prezzo, affinché il diritto divino fosse stabilito e il futuro capofamiglia ricordasse sempre i suoi obblighi.

La madre doveva offrire un agnello come olocausto e un giovane piccione o una tortora per il peccato; ma, se i suoi mezzi non lo permettevano, poteva sostituire questo sacrificio con quello di due tortore o due giovani piccioni. Quando i giorni della sua purificazione saranno finiti – sia che si tratti di un maschio o di una femmina – porterà alla porta della Tenda di convegno un agnello del primo anno per l’olocausto e una colomba o una tortora per il sacrificio per il peccato, e li darà al sacerdote.  Egli li presenterà al Signore, compirà il rito di espiazione per lei e sarà ritualmente purificata dalla perdita di sangue. Questa era la regola per la donna che partoriva un maschio o una femmina.

Se non ha abbastanza per offrire un agnello, prenderà due tortore o due piccioni, uno come olocausto e l’altro come sacrificio per il peccato; il sacerdote compirà per lei il rito di espiazione e sarà purificata. (Lev 12,6-8)  Luca cita qui solo quest’ultimo sacrificio, quello dei poveri, perché era il sacrificio di Maria. Allora si realizza già una profonda parola di San Paolo : « Non sto dando un ordine, ma sto parlando della disponibilità degli altri a verificare l’autenticità della vostra carità.

Il padre e la madre del bambino si stupirono di ciò che si diceva di lui. Simeone li benedisse e disse a Maria sua madre : « Ecco, questo bambino causerà la caduta e l’ascesa di molti in Israele. Egli sarà un segno di contraddizione e tu avrai una spada che ti trafiggerà l’anima, rivelando i pensieri che vengono dal cuore di molti ». C’era anche una donna profeta, Anna, figlia di Fanuel, della tribù di Asher. Era molto anziana ; dopo sette anni di matrimonio, era vedova e aveva raggiunto l’età di ottantaquattro anni. Non lasciava mai il Tempio, servendo Dio giorno e notte nel digiuno e nellaEra molto anziana; dopo sette anni di matrimonio, era vedova e aveva raggiunto l’età di ottantaquattro anni. Non lasciava mai il Tempio, servendo Dio giorno e notte nel digiuno e nella preghiera.

Proprio in quell’ora, proclamò le lodi di Dio e parlò del bambino a tutti coloro che aspettavano la liberazione di Gerusalemme. Quando i giorni della sua purificazione saranno finiti – sia che si tratti di un maschio o di una femmina – porterà alla porta della Tenda di riunione un agnello del primo anno per l’olocausto e una colomba o una tortora per l’offerta per il peccato, e li darà al sacerdote. Egli li presenterà al Signore, compirà per lei il rito di espiazione e sarà ritualmente purificata dalla perdita di sangue. Questa era la regola per la donna che partoriva un maschio o una femmina.

Se non ha abbastanza per offrire un agnello, prenderà due tortore o due piccioni, uno come olocausto e l’altro come sacrificio per il peccato; il sacerdote compirà per lei il rito di espiazione e sarà purificata. (Lev 12,6-8) Luca cita qui solo quest’ultimo sacrificio, quello dei poveri, perché era il sacrificio di Maria. Allora si realizza già un detto profondo di San Paolo : « Non sto dando un ordine, ma sto parlando della disponibilità degli altri a verificare l’autenticità della vostra carità. Conoscete infatti il dono generoso del Signore nostro Gesù Cristo: egli, che era ricco, si è fatto povero per voi, perché voi, grazie alla sua povertà, diventaste ricchi » (2 Cor 8-9).

Simeone è sconosciuto alla storia. Era giusto e pio ; attendeva la venuta del Salvatore, qui definito la consolazione di Israele. Gli esempi di Simeone, Anna, Zaccaria, Giuseppe d’Arimatea e altri rivelano che c’erano umili israeliti pronti a ricevere Gesù sotto qualsiasi veste piacesse a Dio mostrarlo loro. Il sacerdozio ufficiale non ha accolto Gesù che, per la prima volta, entrava nel suo tempio : « Ecco, io mando il mio messaggero a preparare la via davanti a me ; e all’improvviso il Signore che cercate verrà nel suo Tempio. Il messaggero dell’Alleanza che voi desiderate, ecco, viene, dice il Signore dell’universo ». (Ma 3, 1) 

Un sacerdozio libero era stato formato per prendere il suo posto; esso è rappresentato da Simeone e Anna. La fonte della vita religiosa di Simeone era chiaramente indicata : lo Spirito Santo era su di lui. Arrivò al tempio illuminato e guidato dallo Spirito, e fu attraverso questo Spirito che riconobbe immediatamente il suo Salvatore nel piccolo bambino.

Per lo Spirito che era in lui, Simeone divenne un profeta ; non parlava più di se stesso, ma il suo pensiero andava alla salvezza che Dio stava preparando per tutti i popoli e che tutti vedranno. Questa preparazione è avvenuta nel corso dei secoli attraverso tutte le rivelazioni dell’Antica Alleanza. Questa grande salvezza per tutti si divide in due correnti diverse. Da un lato, è luce per l’illuminazione delle nazioni pagane, per la rivelazione di nazioni che, per la rivelazione a loro destinata, sono immerse nelle tenebre più profonde ; dall’altro, è la gloria del popolo d’Israele che, pur partecipando a questa salvezza, avrà l’onore immortale di averla donata al mondo.

Queste visioni luminose sull’universalità della salvezza possono essere spiegate in Simeone solo dall’azione dello Spirito che era su di lui e dalla conoscenza che aveva delle profezie ; infatti, anche gli apostoli le compresero solo attraverso una rivelazione particolare e molti ebrei, dopo la loro conversione al cristianesimo, le trovarono fonte di scandalo. « Quando Pietro tornò a Gerusalemme, quelli che erano originariamente giudei lo attaccarono dicendo : « Sei entrato in casa di uomini non circoncisi e hai mangiato con loro » (At 11,2-3). La croce, coronamento dell’opera del Messia, rivela tutta la profondità dell’opposizione umana e mette a nudo le loro disposizioni segrete, costringendoli a decidere a favore o contro Gesù.

Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani (1 Cor 23). Il termine profetessa indica che, come Simeone, Anna aveva ricevuto lo spirito di profezia, grazie al quale anch’essa riconobbe nel bambino il Salvatore promesso e ne glorificò Dio. Luca la elogia anche sottolineando che, dopo un breve matrimonio, visse una lunga vedovanza fino all’età di ottantaquattro anni, età considerata molto onorevole tra gli ebrei.

Frequentava le funzioni religiose la sera e la mattina prima dell’alba, oppure trascorreva parte delle sue notti in preghiera. Luca non ha menzionato diversi fatti riportati da Matteo: la visita dei Magi, la fuga in Egitto, l’uccisione dei bambini di Betlemme, o perché questi fatti non rientravano nel suo piano o perché li ha ignorati. Bisogna ammettere, dice M. Godet, che i due evangelisti hanno scritto ciascuno senza conoscere il libro dell’altro. La critica negativa si è affrettata a dichiarare i due racconti inconciliabili.

Ha dimenticato che durante i quaranta giorni che intercorsero tra la nascita di Gesù e la sua presentazione al tempio, molti eventi si svolsero a Betlemme. Ha dimenticato che il ritorno della santa famiglia a Nazaret non avvenne dopo la presentazione al tempio. Il viaggio in Egitto seguì la presentazione e la famiglia si stabilì a Nazareth solo dopo il ritorno dall’Egitto : Giuseppe si alzò, prese il bambino e sua madre, andò nel paese d’Israele e venne ad abitare in una città chiamata Nazareth, affinché si adempisse il detto dei profeti : « Sarà chiamato Nazareno » (Mt 2, 23)

Gli eventi raccontati si susseguono in modo naturale e le due narrazioni si completano a vicenda. La sapienza, che comprende la conoscenza di Dio e degli uomini, nella sua applicazione pratica alla vita, era la caratteristica saliente del carattere di Gesù bambino.  Gesù ha attraversato tutte le fasi di uno sviluppo normale, l’unico che abbia avuto luogo sulla terra, l’unico che sia stato libero da tutti gli effetti deleteri del male e che sia stato perseguito in modo armonioso attraverso la costante comunione con Dio.

Il diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

Qumran : Clicca qui per leggere l’articolo → Testi – Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (Anno B)

 Paolo Scquizzato : Clicca qui per leggere l’articolo → OMELIA Santa Famiglia. Anno B

 Video Padre Fernando Armelini : clicca qui per vedere il video → https://youtu.be/bgXPY4Dx0gs

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Samedi de la deuxième semaine du temps de l’Avent -Année B

Posté par diaconos le 7 décembre 2023

Samedi de la deuxième semaine du temps de l’Avent -Année B dans Bible

# La compassion dans le christianisme, évoque un sentiment de fraternité humaine, qui nous incite à effectuer des actes de charité et donc à secourir notre prochain ; Jésus est fréquemment décrit comme faisant preuve de compassion dans les Évangiles, et d’exhorter ses disciples à la compassion. On agit par compassion, en accomplissant tout acte de partage.

Les examens de conscience et exercices spirituels amènent à dissuader de détester qui que ce soit, sans quoi il serait impossible d’éprouver de la compassion pour ce dernier; lorsque le besoin s’en présentera, tous les moyens nécessaires seront utilisés dans le but : d’aider ou de délivrer la personne, y compris si elle n’est pas du clan (parabole dite du Bon Samaritain), du simple fait de sa proximité.

L’Évangile insiste sur cette notion de proximité (d’où vient le mot prochain), qui permet il est vrai de voir si l’on agit de façon efficace ou non. Le choix d’un Samaritain montre qu’il s’agit bien de la proximité du moment et non de la plus habituelle proximité culturelle, où la compassion se manifeste plus facilement. Bernard de Clairvaux mit à plusieurs reprises en garde contre la tentation de se replier sur soi pour ne pas rencontrer le prochain, en insistant sur la gravité de cette faute.

De l’Évangile de Jésus Christ selon Matthieu

En ce temps-là, Jésus parcourait toutes les villes et tous les villages, enseignant dans leurs synagogues, proclamant l’Évangile du Royaume et guérissant toute maladie et toute infirmité. Voyant les foules, Jésus fut saisi de compassion envers elles parce qu’elles étaient désemparées et abattues comme des brebis sans berger. Il dit alors à ses disciples : «La moisson est abondante, mais les ouvriers sont peu nombreux. Priez donc le maître de la moisson d’envoyer des ouvriers pour sa moisson.»
Alors Jésus appela ses douze disciples et leur donna le pouvoir d’expulser les esprits impurs et de guérir toute maladie et toute infirmité. Ces douze, Jésus les envoya en mission :
«Allez vers les brebis perdues de la maison d’Israël. Sur votre route, proclamez que le royaume des Cieux est tout proche. Guérissez les malades, ressuscitez les morts, purifiez les lépreux, expulsez les démons. Vous avez reçu gratuitement : donnez gratuitement.» (Mt 9, 35 – 10, 1.5a.6-8)

Convertissez-vous, car le royaume des Cieux est tout proche

Jésus parcourut en vrai missionnaire les divers lieux du pays ; il n’attendit pas que les hommes vinrent à lui, il alla vers eux. Enseigner, prêcher la bonne nouvelle du royaume et guérir le corps et l’âme, telle fut son œuvre de Sauveur : «Convertissez-vous, car le royaume des Cieux est tout proche.» Par ce résumé de l’activité de Jésus, Matthieu termina le tableau général du ministère de Jésus.

«Être ému de compassion» se retrouve souvent dans les évangiles appliqué à Jésus, signifiant être ému dans ses entrailles, et exprimant cette douloureuse sympathie avec laquelle il partagea les maux et les souffrances de notre humanité. Ce sentiment de tendre charité fut excité par la vue de ces foules semblables à des brebis sans berger, lesquelles furent fatiguées et jetées.

Cet état d’épuisement et de souffrance fut nécessairement celui de brebis privées de direction, de protection et de nourriture parce qu’elles n’eurent pas de berger. Image juste et frappante de l’état d’âmes sans lumière, sans paix, sans Dieu. Ce fut dans le lamentable état moral des personnes de son temps que Jésus vit les indices d’une grande moisson d’âmes, prête à être recueillie dans le royaume de Dieu.

Il leur dit : «La moisson est abondante, mais les ouvriers sont peu nombreux. Priez donc le maître de la moisson d’envoyer des ouvriers pour sa moisson.» (Lc 10, 2)

Plus l’homme sent sa misère et en souffre, plus ses besoins profonds le jettent dans les bras de Jésus. Mais, pour la moisson, il faut des ouvriers pour conduire les âmes à la source de là vie, il faut des serviteurs de Dieu qui la leur montrent avec amour ; et alors il y en avait si peu, que Jésus demanda à ses disciples de prier pour que le nombre en soit accru.

Priez donc le maître de la moisson, qu’il envoie des ouvriers dans sa moisson. Expression énergique dictée par un besoin impérieux. C’est Dieu qui seul suscite forme, envoie de bons ouvriers dans son règne, mais il faut que l’Église en prière les lui demande. Ce fut par cette mention de la profonde misère du peuple et de l’ardent désir de Jésus qu’un prompt secours lui fut envoyé.

Jésus étant arrivé au faîte de son travail personnel en Galilée, il ne pu l’accomplir que dans des limites assez restreintes. Il désira adresser un appel plus général et plus énergique encore à cette population qu’il dut bientôt quitter. Et pour cela il se multiplia en quelque sorte par la mission qu’il confia aux douze. Cette mission signala en même temps un progrès dans le développement des apôtres.

Ces disciples dont il fit des apôtres, il les envoya comme tels. Encore une fois, Matthieu marqua expressément le nombre de douze disciples que Jésus envoya pour leur faire faire un premier essai de mission et pour préparer les populations à recevoir la parole du royaume.

Dans cette première mission, les disciples durent s’en tenir au dessein de Dieu envers son peuple, auquel Jésus lui-même se soumit, et qui consista à faire annoncer le salut avant tout. Encore une fois, Matthieu marqua expressément le nombre de douze disciples que Jésus envoya pour leur faire faire un premier essai de mission et pour préparer les populations à recevoir la parole du royaume. Dans cette première mission, les disciples durent s’en tenir au dessein de Dieu envers son peuple, auquel Jésus lui-même se soumit, et qui consista à faire annoncer le salut avant tout à ce peuple : «Vous adorez ce que vous ne connaissez pas; nous, nous adorons ce que nous connaissons, car le salut vient des Juifs.» (Jn 4, 22)

Il y eut pour cela de très graves raisons, que Paul apprécia lui-même, bien qu’il fût l’apôtre des Gentils : «Quand les Juifs virent les foules, ils s’enflammèrent de jalousie ; ils contredisaient les paroles de Paul et l’injuriaient»

Paul et Barnabé leur déclarèrent avec assurance : «C’est à vous d’abord qu’il était nécessaire d’adresser la parole de Dieu. Puisque vous la rejetez et que vous-mêmes ne vous jugez pas dignes de la vie éternelle, eh bien ! nous nous tournons vers les nations païennes. C’est le commandement que le Seigneur nous a donné : J’ai fait de toi la lumière des nations pour que, grâce à toi, le salut parvienne jusqu’aux extrémités de la terre.» (Ac 13, 45-47)

Ce fut pourquoi Jésus ajouta : «Ne vous en allez pas sur le chemin des nations et n’entrez pas dans une ville des Samaritains.» Tel fut le devoir des disciples. Après que les Juifs rejetèrent Jésus, ils reçurent des ordres différents : «Allez, faites de toutes les nations des disciples, les baptisant au nom du Père, du Fils et du Saint-Esprit.» (Mt 28, 19)

Une certaine théologie a voulu voir là une contradiction ou un développement progressif dans les vues de Jésus lui-même Rien n’est plus contraire aux témoignages de l’Évangile ; Jésus savait parfaitement que son règne serait universel même d’après les synoptiques, pour ne pas parler de l’Évangile de Jean.

Sous la forme d’un ordre, Jésus conféra un don miraculeux. Dans l’activité des disciples, comme dans celle de Jésus, les guérisons durent préparer la prédication. Tous les dons de Dieu sont gratuits comme ceux que Jésus conféra aux disciples. En faire un moyen de profits terrestres, c’est les dégrader et les souiller.

Diacre Michel Houyoux

Liens avec d’autres sites chrétiens sur Internet

Regnum Christi : cliquez ici pour lire l’article → Voyant les foules, Jésus fut saisi de compassion

Diacre Jean-Yves Fortin : cliquez ici pour lire l’article → Voyant les foules, Jésus fut saisi de compassion

Vidéo Diocèse d’Avignon https://youtu.be/iw70v9D0DZE

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Zweiter Adventssonntag im Jahr B

Posté par diaconos le 6 décembre 2023

Wochenspruch 51 / 2017: Jesaja 40,3.10: Bereitet dem HERRN den Weg; denn siehe, der HERR kommt gewaltig.

# Johannes der Täufer, dessen Geburtsname Yohanan ist, ist eine wichtige Figur im Christentum und im Islam. Historisch gesehen ist seine Existenz durch eine Passage bei Flavius Josephus belegt. Er war ein jüdischer Prediger zur Zeit von Jesus von Nazareth. Im Johannesevangelium wird das Wirken des Täufers an den Ufern des Jordan und in Bethanien jenseits des Jordans verortet.

 Jesus lebte eine Zeit lang in seinem Gefolge und rekrutierte dort seine ersten Apostel. In den synoptischen Evangelien wird der Beginn des Wirkens Jesu mit der Gefangennahme des Johannes synchronisiert. Die Zuhörerschaft dieses apokalyptischen Propheten wuchs immer weiter an und provozierte sogar die Reaktion des Herodes Antipas, der, als er sah, wie er seine Anhänger um sich scharte, befürchtete, dass er eine Revolution anzetteln könnte.

In den synoptischen Evangelien wird der Täufer getötet, weil er die Heirat des Antipas mit Herodias kritisiert hatte. Im Christentum ist Johannes der Täufer der Prophet, der die Ankunft von Jesus von Nazareth ankündigt.Er taufte ihn am Ufer des Jordans und ließ einige seiner Jünger zurück, um ihn zu begleiten. In den Synoptikern wird er als Vorläufer des Messias dargestellt, der viele Eigenschaften mit dem Propheten Elia gemeinsam hat. Sein Gedenktag ist der 24. Juni, der an seine Geburt erinnert, und der 29. August, der an seine Enthauptung erinnert.

 Aus dem Evangelium von Jesus Christus nach Markus

Anfang des Evangeliums von Jesus Christus, dem Sohn Gottes. So steht es im Propheten Jesaja geschrieben : « Siehe, ich sende meinen Boten vor dir her, um den Weg zu öffnen. Es ist die Stimme eines Rufers in der Wüste : Bereitet dem Herrn den Weg, macht seine Steige gerade. » Dann erschien Johannes, der Täufer, in der Wüste. Er verkündete eine Taufe der Umkehr zur Vergebung der Sünden. Ganz Judäa, alle Einwohner Jerusalems, kamen zu ihm und ließen sich von ihm im Jordan taufen und bekannten öffentlich ihre Sünden.

Johannes war mit Kamelhaaren bekleidet und hatte einen Ledergürtel um die Taille; er ernährte sich von Heuschrecken und wildem Honig. Er verkündete : « Siehe, hinter mir ist der, der mächtiger ist als ich ; ich bin nicht würdig, mich herabzulassen, den Riemen seiner Sandalen zu lösen ; ich habe euch mit Wasser getauft ; er wird euch mit dem Heiligen Geist taufen. » Bereitet dem Herrn den Weg Christus wird kommen als Herr der Kraft und als Hirte der Sanftmut : « Siehe, Gott der Herr, er kommt mit Macht. Wie ein Hirte führt er seine Herde, sein Arm sammelt die Lämmer, er trägt sie zu seinem Herzen ».

Zweifellos lässt er uns immer noch warten : « Der Herr ist nicht langsam, seine Verheißung zu halten; er hat Geduld mit euch, denn er lässt nicht zu, dass einige in die Irre gehen, sondern er will, dass alle Zeit haben, sich zu bekehren ». Das Wichtigste war, den Weg zu bereiten, indem sie ihr Leben änderten. In der Wüste rief eine Stimme: « Bereitet dem Herrn den Weg, macht seine Steige gerade. « Der Herr kommt; wir müssen ihm einen Weg bereiten.

Dieses Bild vom Weg finden wir in der ganzen Bibel. Wege und Straßen sind ein lebenswichtiges Bindeglied zwischen Völkern und Zivilisationen : Sie ermöglichen es den Menschen, von einem Ort zum anderen zu gelangen und sich zu treffen. Seine Wüste, die es zu verwandeln gilt, ist die des sozialen und religiösen Unbehagens der Menschen, sie ist die der Einsamkeit, auch die, die durch die fehlende Achtung der Menschenwürde verursacht wird.Johannes der Täufer verkündete in der Wüste eine Taufe der Umkehr zur Vergebung der Sünden ; er verschonte seine Zuhörer nicht. (Mk 1, 1-8)


Haben Sie das auch getan ? Tun Sie jetzt das Gegenteil. Das Böse, das Sie getan haben, hören Sie auf. Das Gute, das du nicht getan hast, fange an, es zu tun. Bearbeite ! Ändern !

 Kurz vor Weihnachten sind wir eingeladen, das Sakrament der Versöhnung zur Vergebung unserer Sünden zu empfangen. Bereiten wir uns von nun an darauf vor, diese Annäherung ernsthaft, erwachsen und verantwortungsvoll zu gestalten. Und wie die Menge, die an den Jordan kam, wollen wir damit beginnen, unsere Sünden zu bekennen : Herr, öffne meine Augen ! Für alle muss das Kommen Jesu vorbereitet werden. Beginnen wir damit, alles aus unserem Leben zu streichen, was Gott widerspricht, lernen wir, andere nicht zu verurteilen, auch wenn sie schlechte Taten begangen haben.

 Indem wir sie zurückweisen, weisen wir die Liebe Gottes zu ihnen zurück. Manchmal prangern wir an und klagen im Namen der Wahrheit an. Dieses Vorgehen ist oft heuchlerisch und lässt vor allem den Opfern keinen Ausweg. Versuchen wir, dies zu verstehen: Jeder Sünder ist ein Mensch, den Gott retten will ! Die wahre Bekehrung muss mit dem Zeugnis unseres Lebens einhergehen. Johannes der Täufer kündigte das Kommen des Herrn an und bereitete es vor.

 Wie er müssen auch wir die Ärmel hochkrempeln, um eine gerechtere und brüderlichere Welt aufzubauen. Aber als Zeugen des Glaubens sollten wir nie die Worte des Evangeliums vergessen : « Der, der nach uns kommt, den wir verkünden, ist mächtiger als wir.  » Diese Vorbereitung auf Weihnachten sendet uns zu den anderen zurück. Sie ist ein Aufruf, unseren Glauben in unseren Familien zu bezeugen. Wir geben diesem Fest eine religiöse Dimension.

 Das Weihnachtsfest, das wir als Familie erleben, kann nur dann wirklich gelingen, wenn wir es im Voraus vorbereiten. Niemand wartet bis zum letzten Moment, um Einladungen zu verschicken und Geschenke vorzubereiten. Wie wäre es, wenn wir mindestens genauso viel Energie in die Vorbereitung auf die Ankunft Jesu stecken würden ?


Diakon Michel Houyoux


Links zu anderen christlichen Seiten im Internet


Mein Bezien: klicken Sie hier, um den Artikel zu lesen →2. Adventsonntag – Thema auf meinbezirk.at


Praedica-Deutschland : Klicken Sie hier, um den Artikel zu lesen → 2. Adventssonntag B

 ◊ VideoKirche Hagsfeldhttps://youtu.be/CqwrDCBUjlw

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Vendredi de la première semaine de l’Avent – Année B

Posté par diaconos le 6 décembre 2023

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# Avant d’être faite à Marie, l’Annonciation d’une grossesse miraculeuse fut faite à Sarah, épouse d’Abraham (Genèse 18, 9-15) ainsi qu’à la femme de Manoah, qui enfanta Samson (Juges 13, 2-7.24-25a).

De même la cousine de Marie, Élisabeth fut enceinte malgré son âge avancé (Luc 1, 5-25 & 57-80). Cet événement biblique est célébré par les catholiques et les orthodoxes (l’Annonciation est une des Douze Grandes Fêtes). Célébré le 25 mars (neuf mois avant Noël) par la tradition chrétienne, l’anniversaire de l’Annonciation correspond aux anniversaires des morts d’Adam et de Jésus. Si le 25 mars est un dimanche, la fête est décalée au lundi 26.

Et si le 25 mars tombe pendant la semaine sainte ou la semaine de Pâques (autrement dit si Pâques a lieu avant le 2 avril), alors l’Annonciation est décalée au deuxième lundi après Pâque. L’annonciation est un des mystères centraux du culte chrétien. C’est en effet le moment où le divin s’incarne en homme : l’ange Gabriel annonce à Marie son nouveau statut de mère du Fils de Dieu, et lui explique qu’elle portera un enfant en son sein tout en restant vierge. C’est l’origine de la croyance en une conception virginale qu’il ne faut pas confondre avec le dogme de l’immaculée conception qui est propre au catholicisme.

De l’Évangile de Jésus Christ selon Luc

En ce temps-là, l’ange Gabriel fut envoyé par Dieu dans une ville de Galilée, appelée Nazareth, à une jeune fille vierge, accordée en mariage à un homme de la maison de David, appelé Joseph ;et le nom de la jeune fille était Marie. L’ange entra chez elle et dit : «Je te salue, Comblée-de-grâce, le Seigneur est avec toi.»

À cette parole, elle fut toute bouleversée, et elle se demandait ce que pouvait signifier cette salutation. L’ange lui dit alors : «Sois sans crainte, Marie, car tu as trouvé grâce auprès de Dieu. Voici que tu vas concevoir et enfanter un fils ; tu lui donneras le nom de Jésus.

Il sera grand, il sera appelé Fils du Très-Haut ; le Seigneur Dieu lui donnera le trône de David son père ; il régnera pour toujours sur la maison de Jacob, et son règne n’aura pas de fin.»

Marie dit à l’ange : «Comment cela va-t-il se faire, puisque je ne connais pas d’homme ?»

L’ange lui répondit : «L’Esprit Saint viendra sur toi, et la puissance du Très-Haut
te prendra sous son ombre ; c’est pourquoi celui qui va naître sera saint, il sera appelé Fils de Dieu. Or voici que, dans sa vieillesse, Élisabeth, ta parente, a conçu, elle aussi, un fils et en est à son sixième mois, alors qu’on l’appelait la femme stérile. Car rien n’est impossible à Dieu.»
(Lc 1, 26-38)

Annonce de la naissance de Jésus

L’idée première du travail de Luc, apôtre de Jésus, et les circonstances dans lesquelles il l’entreprit. Le fondement historique de son récit : la source à laquelle puisèrent ses devanciers et à laquelle il se proposa de puiser lui-même. La méthode qu’il suivit : remonter à l’origine, exposer les faits d’une manière complète et suivie. Le but qu’il eut en vue : faire reconnaître à Théophile, à qui il dédia son livre, la certitude de l’Évangile et de la vérité chrétienne dans laquelle il fut instruit.

«Puisque plusieurs entreprirent de composer un récit des faits qui ont été pleinement certifiés parmi nous» : cette admirable préface de Luc, si précise et si claire dans sa brièveté, si riche de pensées, du style classique le plus pur, et qui rappelle les prologues des grands historiens grecs (Hérodote, Thucydide, Polybe), nous apprend que l’évangéliste eut plusieurs devanciers, que les faits rapportés par eux et dont il entreprit à son tour le récit reposèrent sur le témoignage apostolique ; qu’il mit une scrupuleuse exactitude à s’en assurer, enfin qu’il se proposa pour but de confirmer les enseignements reçus par Théophile, à qui il dédia son écrit.

Dès les premiers mots, il indiqua ce qui lui inspira l’idée de son travail : ce fut le fait, bien connu alors, que plusieurs eurent déjà entrepris d’écrire des narrations semblables.

Complément

◊ Diacre Michel Houyoux : Fête de l’immaculée Conception de Marie (8 décembre)

Liens avec d’autres Web sites chrétiens

◊ Hozana : cliquez ici pour lire l’article →“Je te salue, Comblée-de-grâce, le Seigneur est avec toi

◊ Regnum Christi : cliquez ici pour lire l’article → Comblée-de-grâce, le Seigneur est avec toi

Vidéo Lectio, Divina https://youtu.be/Qd4M1eHbpHI

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