Il Figlio dell’uomo ha l’autorità di perdonare i peccati della terra/ Venerdì 17 gennaio

Posté par diaconos le 17 janvier 2020

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Dal  Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco

Pochi giorni dopo la guarigione di un lebbroso, Gesù tornò a Cafarnao, e si seppe che era a casa. Tanta gente si radunò lì che non c’era più spazio, nemmeno alla porta, e lui proclamò loro la Parola. La gente è venuta e gli ha portato uno storpio, portato da quattro uomini.

Non potendo avvicinarsi a lui a causa della folla, scoprirono il tetto sopra di lui, fecero un’apertura e abbassarono la barella su cui giaceva l’uomo paralizzato.

Vedendo la loro fede, Gesù disse all’uomo paralizzato: « Figlio mio, i tuoi peccati sono perdonati.  « Ora c’erano alcuni degli scribi seduti lì, che ragionavano dentro di loro: Perché quest’uomo parla così ?

Bestemmia. Chi può perdonare i peccati se non Dio solo ? ». Gesù, percependo nel suo spirito il ragionamento che stavano facendo, disse  loro : « Perché ragionate così ?

Qual è la cosa più semplice da fare ? Dire a quest’uomo paralizzato : « I tuoi peccati sono perdonati », o dire : « Alzati, prendi la barella e   cammina »? Bene, bene, bene! Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha l’autorità di perdonare i peccati della terra… Gesù parlò all’uomo paralizzato: « Vi dico: alzatevi, alzatevi, prendete la vostra barella e andate a casa ». »

Si alzò, prese subito la sua barella e uscì davanti a tutti. Erano tutti stupiti e davano gloria a Dio, dicendo: « Non abbiamo mai visto niente del genere.  » (Mc 2, 1-12)

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Il perdono dato da Gesù

Gesù ci istruisce e ci guarisce allo stesso tempo. Un giorno Gesù insegnò ai farisei e ai maestri della legge, coloro che ai suoi tempi si  consideravano molto colti. A volte, quando pensiamo ai tempi in cui viviamo e agli studi che abbiamo fatto, pensiamo che non ci sia rimasto molto da imparare. Questa logica, che non ha nulla di soprannaturale, a volte ci porta a voler fare nostre le vie di Dio e non viceversa.

Gesù vuole portare in noi una profonda guarigione: liberarci da tutti i nostri peccati. La fonte più profonda di tutti i nostri mali è il peccato: « I tuoi peccati sono perdonati » (Lc 5, 20). Molto spesso la nostra preghiera o il nostro interesse è puramente materiale, ma Gesù sa di cosa abbiamo più bisogno. Come allora, gli studi medici di oggi sono pieni di malati, anche oggi abbiamo difficoltà ad andare dove c’è la nostra completa guarigione, cioè ad incontrare il Signore nel Sacramento della Penitenza.

L’incontro sincero con Gesù Misericordioso è un punto essenziale nella vita di ogni cristiano. Lui, che è ricco di misericordia, ci ricorda che abbiamo bisogno del perdono che ci dà a braccia aperte e che non dobbiamo abbandonarlo.

In assenza di Cristo alcuni perdono l’orientamento: contano solo i piaceri della vita e del momento; questa è la cecità. Tutto è nel momento presente, e la loro coscienza non reagisce più… Che situazione triste ! Il sonno dell’anima è la peggiore delle cose. Va di pari passo con la lenta estinzione della fiamma dell’Amore che brilla dentro di noi. È quindi assolutamente necessario guardare, come ci chiede Gesù, affinché questa fiamma continui a brillare.

Cristo, il nostro Maestro, ci ha lasciato più di duemila anni fa, ma tornerà nel momento che ha scelto, per giudicare il comportamento di ciascuno di noi. In quel momento, sarà fatta giustizia e le anime forti, che sono rimaste sveglie, saranno in pace: Gesù tornerà per tutti alla fine dei tempi; anche voi ritornate costantemente, attraverso ogni evento, attraverso il vostro prossimo, ritornate per ciascuno alla fine della sua vita sulla terra. Sono sveglio per riconoscerti e darti il benvenuto ?

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Amare Dio significa amare il prossimo. Gesù insiste sulla necessità di concordare tra di noi per chiedergli qualcosa. Le norme sono indispensabili per vivere in armonia con gli altri. Dobbiamo imparare a riconoscere ciò che è buono e ad agire per il bene di tutti i membri della comunità (la mia famiglia, la mia classe, la mia squadra sportiva, la mia unità scout,…) ; ma dobbiamo anche rifiutare ciò che è male, ciò che può danneggiare la comunità, ciò che la mette in pericolo.

Per essere sinceri, dobbiamo imparare a dare un nome a ciò che non va. Se vedo un membro della comunità andare fuori strada, sarà un atto di amore fraterno aiutarlo a vedere il male che sta facendo. Gesù ci dà un metodo per questa correzione fraterna : « Se tuo fratello ha commesso un peccato, vai a parlargli da solo e mostragli la sua colpa ». Se vi ascolta, avrete vinto vostro fratello » (Mt 18,15)

Quello che Gesù ci dice qui può essere applicato a tutti i nostri ambienti di vita: famiglia, équipe, gruppo di amici, associazioni, colleghi : prima di tutto, parlare con l’altro da soli. Se questo non bastasse, portate con voi uno o due testimoni. Se l’altro si rifiuta ancora di ascoltare, allora dovete ampliare l’interrogatorio prendendo i membri della comunità come testimoni.

Questo è un modo di agire che richiede molto tempo e pazienza: « Siate pazienti con tutti.  » (1 Tess 5, 14)  Se Gesù ci chiede di agire con pazienza e delicatezza, è perché Lui stesso agisce in questo modo. E se si comporta così, è perché anche suo Padre si comporta così.

Dio, che è misericordioso, senza stancarsi, offre il suo perdono a chiunque si penta sinceramente delle sue colpe e si sforza di uscirne. Accoglie sempre coloro che tornano da lui. Quindi dobbiamo avere la stessa disposizione verso gli altri e dobbiamo perdonare come Dio ci perdona. Così facendo, saremo testimoni del regno dell’amore di Dio.

Suggerimento per la preghiera serale

non ci prendiamo più il tempo di aspettare. Abbiamo così tanto da fare, così tanto a cui pensare.  Le nostre agende, le nostre ore, le nostre vite sono piene. Siamo talmente occupati, sopraffatti, in una tale fretta che non abbiamo più tempo. Dio, grazie per essere venuto a risvegliare la nostra attesa. Tu, tu ci fai il dono di questo nuovo tempo. Gesù non smette mai di sorprenderci!

Questi sono i ‘tempi nuovi! Di un tempo che non può essere vinto o perso. Un tempo per respirare, per sperare, per vivere. Grazie per avermi chiamato all’ordine: « Vegliate e pregate, perché non sapete né il giorno né l’ora in cui Cristo ritornerà.  Grazie per essere arrivati inaspettatamente, visitatore inaspettato !

Il diacono Michel Houyoux

Collegamenti esterni

◊ Qumran.net : clicca qui per leggere l’articolo →  Testi – Ricerca parole: perdono
◊  Cristianesi moattivo : clicca qui per leggere l’articolo → Il perdono dei peccati

◊  Frasia Volunta  : clicca qui per leggere l’articolo → Prima confessione significato: cos’è questo

Ti sono perdonati i peccati

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The Lord’s Epiphany – Year A

Posté par diaconos le 31 décembre 2019

EPIPHANIE  LES ROIS MAGES

These magi would be Persian scholars, established in Babylon, today’s Iraq, both philosophers and  astronomers. The great conjunction of Jupiter and Saturn in the zodiacal sign of Pisces in 6-7 BC seems to be a verified fact. It could direct astronomers from the Babylonian and Persian cultural milieu to the land of Judah, to the place where the child Jesus and his parents were.

From the Gospel of Jesus Christ according to Saint Matthew

Jesus was born in Bethlehem in Judea in the time of King Herod the Great. Now, behold, wise men from the east came to   Jerusalem and asked: « Where is the King of the Jews who is just born ? We saw his star in the east, and we came to worship him.  « When King Herod heard this, he was overwhelmed, and all Jerusalem with him.

He called together all the chief priests and scribes of the people to ask them where Christ was to be born. They answered him : « In Bethlehem of Judea, for this is what the prophet wrote : « And you, Bethlehem, land of Judah, are certainly not the last of the chief towns of Judah, for out of you will come forth a ruler, who will be the shepherd of my people Israel. »

Then Herod summoned the Magi in secret to tell them when the star had appeared, and sent them to Bethlehem, saying, « Go and find out exactly what the child is like. And when you have found him, come and tell me so that I too may go and bow down before him. « When they heard the king, they went away.

And behold, the star which they had seen in the east went before them, until it came to rest over the place where the child was. And when they saw the star, they rejoiced with great joy. They entered the house and saw the child with Mary his mother, and falling down at his feet, they bowed down before him.

They opened their caskets and offered him their gifts: gold, frankincense, and myrrh. But when they were warned in a dream not to return to Herod, they returned to their country by another way. (Mt 2, 1-12)

Homily Jesus, Light for all mankind !

The Epiphany should be for all, one of the greatest feasts of the year : Christ did not come only for the Jewish world, but for the whole universe. It is the breaking up of the people of God, once limited to one nation, today a people of all races, a universal Church.

After the birth of Jesus in Bethlehem of Judea, during the reign of Herod, some wise men from the East came to Jerusalem and asked : « Where is the King of the Jews, who has just been born ? We have seen his star in the East, and have come to pay homage to him. »

The pagan prophet Balaam had pronounced this oracle twelve centuries before : « I see him, but not in this time. I see it, but not up close. A star is coming forth from Jacob : a scepter is rising from Israel » (Num 24, 17).

We find here two key words, star (light) and sceptre (sign of royalty) Today we commemorate the Birth of Christ in the splendour of royal glory, in the light of all nations.

If the feast of Christmas recalls the poverty of the stable in Bethlehem, the feast of the Epiphany, on the other hand, reminds us of the manifestation of the glory of God which took place during the homage paid to Jesus by the Magi from the East. The kingship of this king is not of this world ; it will be revealed only in his passion and in the Gospel, the Glory of God is always linked to Jesus Christ and his mission as Savior.

Jesus offers salvation to all, this is what Paul’s letter to the Ephesians affirms : through the Gospel, the Gentiles are associated with the same inheritance, the same body and the sharing of the same promise, in Christ Jesus.

The Church today brings this page of Matthew’s Gospel closer to a passage from the book of Isaiah which announced the coming of the Messiah as a light : « Arise, Jerusalem, your light has come, and the glory of the Lord has risen upon you: look, darkness covers the earth, but the Lord has risen upon you, and his glory shines upon you. The nations shall walk in your light, and the kings in the brightness of your dawn.  » (Is 60, 1-6)

« And, behold, the star which they had seen in the east began to go before them until it came over the place where the child was. The appearance of the star had filled them with deep joy. They entered the house, found the child with Mary, his mother, and paid homage to him by bowing down before him. Then they opened their luggage and offered him gold, frankincense and myrrh as a gift. « 

These magi would be Persian scholars, established in Babylon, today’s Iraq, both philosophers and astronomers. The great conjunction of Jupiter and Saturn in the zodiacal sign of Pisces in 6-7 BC seems to be a verified fact. It could direct astronomers from the Babylonian and Persian cultural milieu to the land of Judah, to the place where the child Jesus and his parents were.

The Magi were filled with joy at the appearance of the star ! They followed it with joy, for this sign will lead them to God !  They are joyful, for they come to give everything to the King of Kings, who calls them to him! The gifts they bring are the expression of their whole person, of all their freedom. By offering these precious gifts to Jesus, they testify that they want to devote themselves entirely to his person! They have understood who this child is because the star that appeared in their sky has made them understand.

The adoration of the Magi is the first manifestation, the first contact of Jesus with the pagan world. Jesus appears there as the King of kings, the universal Messiah announced by the prophets: his Kingdom must extend to all the peoples of the earth. The presence of the Magi in the crib invites us too to take this step: to go in search of God, with joy !

The Epiphany is also the feast of the Seekers of God : « Seek God and you will live, » said the prophet Amos : « Joy for the hearts that seek God. (Amos 5, 4)

There are three steps to discover God

  1.     First step : try to understand all the tenderness of the Father in heaven: let us think of this when we say the prayer that Jesus himself taught us.
  2. Second step: seeking God’s will
  3. The third step in the search for God is to look for him in others. Love others as they are, as we are loved by Christ.

At the moment of the offertory, through the offering of bread and wine, the Church, through the ministry of the priest, also wants to offer herself entirely to the Lord Jesus who will make himself present under the appearances of this same bread and wine. At the moment of communion, let us receive Jesus in this spirit of offering.

Let us place ourselves at the service of this ideal King who cares for the weak and the poor and for whom their blood is of great value in his eyes. May this unique King be a source of blessings for all the nations of the earth. (Ps 72, 12-17)  Amen.

Deacon Michel Houyoux

External links

Sunday Homily : click here to read the Post → Feast of Epiphany

◊ Wikipedia   : click here to read the Post Epiphany (holiday)

Homily for The Epiphany of the Lord

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L’Épiphanie du Seigneur — Année A

Posté par diaconos le 29 décembre 2019

Nous sommes venus d’Orient adorer le roi

EPIPHANIE  LES ROIS MAGES

Ces mages seraient des savants perses, établis à Babylone, l’actuel Irak, à la fois philosophes et astronomes. La grande conjonction de Jupiter et de Saturne dans le signe zodiacal des Poissons en 6-7 avant J.-C. semble être un fait vérifié. Elle pouvait orienter des astronomes du milieu culturel babylonien et perse vers le pays de Juda, vers le lieu où se trouvait l’enfant Jésus et ses parents.

Évangile de Jésus Christ selon saint Matthieu

Jésus était né à Bethléem en Judée au temps du roi Hérode le Grand. Or, voici que des mages venus d’Orient arrivèrent à Jérusalem et demandèrent : « Où est le roi des Juifs qui vient de naître ? Nous avons vu son étoile à l’orient et nous sommes venus nous prosterner devant lui.  » En apprenant cela, le roi Hérode fut bouleversé, et tout Jérusalem avec lui.

Il réunit tous les grands prêtres et les scribes du peuple, pour leur demander où devait naître le Christ. Ils lui répondirent  : « À Bethléem en Judée,  car voici ce qui est écrit par le prophète  : Et toi, Bethléem, terre de Juda, tu n’es certes pas le dernier parmi les chefs-lieux de Juda, car de toi sortira un chef, qui sera le berger de mon peuple Israël. « 

Alors Hérode convoqua les mages en secret pour leur faire préciser à quelle date l’étoile était apparue ; puis il les envoya à Bethléem, en leur disant : « Allez vous renseigner avec précision sur l’enfant. Et quand vous l’aurez trouvé, venez me l’annoncer pour que j’aille, moi aussi, me prosterner devant lui. » Après avoir entendu le roi, ils partirent.

Et voici que l’étoile qu’ils avaient vue à l’orient les précédait, jusqu’à ce qu’elle vienne s’arrêter au-dessus de l’endroit où se trouvait l’enfant. Quand ils virent l’étoile, ils se réjouirent d’une très grande joie. Ils entrèrent dans la maison, ils virent l’enfant avec Marie sa mère ; et, tombant à ses pieds, ils se prosternèrent devant lui.

Ils ouvrirent leurs coffrets, et lui offrirent leurs présents : de l’or, de l’encens et de la myrrhe. Mais, avertis en songe de ne pas retourner chez Hérode, ils regagnèrent leur pays par un autre chemin. (Mt 2, 1-12)

Homélie  Jésus, Lumière pour toute l’humanité !

L’Épiphanie devrait être pour tous, une des plus grandes fêtes de l’année : le Christ n’est pas venu seulement pour le monde juif, mais pour l’univers entier. C’est l’éclatement du peuple de Dieu, limité autrefois à une seule nation, devenu aujourd’hui un peuple de toutes races, une Église universelle.

Couleur liturgique : blanc    –               Références bibliques : Is 60, 1-6 ; Ps 72 ; Eph. 3, 2-3a.5-6 ; Mt 2, 1-12

 Après la naissance de Jésus à Bethléem de Judée, sous le règne d’Hérode, des mages venus d’Orient se présentèrent à Jérusalem et demandèrent : « Où est le roi des Juifs, qui vient de naître ? Nous avons vu son étoile en Orient, et nous sommes venus lui rendre hommage. »

Le prophète païen Balaam avait prononcé, 12 siècles auparavant cet oracle : «  Je le vois, mais pas en ce temps. Je le contemple, mais non de près. Une étoile est en marche issue de Jacob : un sceptre s’élève d’Israël » (Nb 24, 17)

Nous trouvons ici deux mots clés, étoile (lumière) et sceptre (signe de royauté) Aujourd’hui, nous commémorons  la Naissance du Christ dans la splendeur de la gloire royale, à la lumière de toutes les nations.

Si la fête de Noël rappelle la pauvreté de l’étable de Bethléem, celle de l’Épiphanie par contre nous fait penser à cette manifestation de la gloire de Dieu qui eut lieu lors de cet hommage rendu  à Jésus par ces mages venus de l’Orient. La royauté de ce roi n’est pas de ce monde ; elle ne se dévoilera que dans sa passion et dans l’Évangile, la Gloire de Dieu est toujours liée à Jésus-Christ et à sa mission de Sauveur.

Jésus offre le Salut à tous, c’est ce qu’affirme la lettre de Paul aux Éphésiens : grâce à l’Évangile, les païens sont associés au même héritage, au même corps et au partage de la même promesse, dans le Christ Jésus.

L’Église rapproche aujourd’hui cette page de l’Évangile de Matthieu, d’un passage du livre d’Isaïe  qui annonçait la venue du messie comme une lumière :  » Debout Jérusalem, elle est venue ta lumière et la gloire du Seigneur s’est levée sur toi : regarde : l’obscurité recouvre la terre, mais sur toi se lève le Seigneur, et sa gloire brille sur toi. Les nations marcheront vers ta lumière, et les rois, vers la clarté de ton aurore. «   (Is 60, 1-6)

 » Et voici que l’étoile, qu’ils avaient aperçue en Orient, se mit à les précéder jusqu’à ce qu’elle vint au-dessus de l’endroit où se trouvait l’enfant. L’apparition de l’astre les avait remplis d’une joie profonde. Ils entrèrent dans la maison, trouvèrent l’enfant avec Marie, sa mère, et lui rendirent hommage en se prosternant devant lui. Puis ils ouvrirent leurs bagages et lui offrirent en présent de l’or, de l’encens et de la myrrhe. »

Les mages furent remplis de joie à l’apparition de l’étoile ! Ils la suivirent dans la joie, car ce signe les conduira à Dieu !  Ils sont dans la joie, car ils viennent pour tout donner au Roi des Rois, qui les appelle à lui ! Les présents qu’ils apportent sont l’expression de toute leur personne, de toute leur liberté. En offrant à Jésus ces cadeaux précieux, ils témoignent qu’ils veulent se dévouer tout entier à sa personne ! Ils ont compris, qui est cet enfant car l’étoile, apparue dans leur ciel,  le leur a fait comprendre.

L’adoration des mages est la première manifestation, le premier contact de Jésus avec le monde païen. Jésus y apparaît là comme le Roi des rois, le Messie universel annoncé par les prophètes : son Règne doit s’étendre à tous les peuples de la terre. La présence des mages dans la crèche nous invite à faire, nous  aussi cette démarche : aller à la recherche de Dieu, avec joie !

L’Épiphanie est également la fête des Chercheurs de Dieu : « Cherchez Dieu et vous vivrez, disait le prophète Amos, Joie pour les cœurs qui cherchent Dieu. (Amos 5,  4)

Trois étapes sont à franchir pour découvrir Dieu

  • Première étape : chercher à comprendre toute la tendresse du Père des cieux: pensons-y lorsque nous disons la prière que Jésus nous a lui-même enseignée.
  • Deuxième  étape : chercher la volonté de Dieu
  • Troisième étape de la quête de Dieu : le chercher dans les autres. Aimer les autres tels qu’ils sont, comme nous sommes aimés par le Christ.

Au moment de l’offertoire, par l’offrande du pain et du vin,  l’Église, par le ministère du prêtre, veut  aussi s’offrir tout entière  au Seigneur Jésus qui va se rendre présent sous les apparences de ce même pain et de ce même vin. Au moment de communier,  recevons Jésus dans cet esprit d’offrande.

Mettons-nous au service de ce Roi idéal qui a souci du faible et du pauvre et pour qui leur sang est d’un grand prix à ses yeux. Que ce Roi sans pareil, soit source de bénédictions pour toutes les nations de la terre. (Ps 72 12-17)

Amen.

Michel Houyoux, diacre permanent 

Compléments

◊ Visite des mages d’Orient : cliquez ici pour lire l’article →   Épiphanie du Seigneur -Solennité

◊ Solennité : cliquez ici pour lire l’article → L’Épiphanie du Seigneur

Liens externes

◊ Regnum Christi  : cliquez ici pour lire l’article → Épiphanie du Seigneur

◊ Abbé Jean Compazieu : cliquez ici pour lire l’article →  Fête de l’Épiphanie du Seigneur

Solennité de l´épiphanie du Seigneur A

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Non sei tu che parlerai, è lo Spirito del Padre tuo

Posté par diaconos le 26 décembre 2019

Ce n'est pas vous qui parlerez, c'est l'Esprit de votre Père dans Accueil sur mon blog ob_3b03ee_colombe

Invio di Padre Marie Landry Bivina

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Allora Gesù disse ai suoi discepoli : « Guardatevi dagli uomini: vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. Sarete portati davanti ai governatori e ai re per il mio bene  : ci sarà una testimonianza per loro e per i gentili.   Quando vi consegneranno, non siate ansiosi di sapere cosa direte o come lo direte: tutto ciò che avete da dire vi sarà dato in quell’ora.

Perché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi. Il fratello consegnerà il fratello alla morte e il padre al figlio; e i figli si solleveranno contro i loro genitori e li metteranno a morte. Sarete odiati da tutti per amore del mio nome; ma colui che persevererà fino alla fine, lo stesso sarà salvato. « (Mt 10, 17-22)


Omelia

Oggi la Chiesa celebra la festa del suo primo martire, il diacono Santo Stefano. A volte il Vangelo può sembrarci sconcertante. Ieri ha risvegliato in noi sentimenti di gioia e di piacere con la nascita di Gesù bambino : « I pastori sono usciti e hanno glorificato e lodato Dio per tutto ciò che avevano udito e visto mentre gli veniva detto » (Lc 2, 20).

Oggi, invece, sembra volerci mettere in guardia dai pericoli : « Attenti agli uomini: vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno » (Mt 10, 17). Tutti coloro che vogliono essere veri testimoni, come i pastori nella gioia della nascita, devono anche essere coraggiosi come Stefano quando proclamò la morte e la risurrezione di quel Bambino che vive la Vita in Lui.

Lo Spirito che ha messo in ombra Maria, la Vergine Madre di Dio, per permettere la realizzazione del piano di Dio per salvare gli uomini ; lo stesso Spirito che si è appoggiato a ciascuno degli Apostoli per permettere loro di lasciare il loro rifugio e diffondere ovunque la Buona Novella del Vangelo, è stato anche quello che ha dato forza a quel giovane che ha discusso la legge con i medici della sinagoga senza poter resistere alla saggezza e allo Spirito Santo che ha ispirato le sue parole. (Atti 6, 10).

Era un martire vivo. Martire significa « testimone ». E con la sua morte è stato anche un martire. Vivo, egli credeva nelle parole del Maestro : « Non preoccupatevi di sapere cosa direte o come lo direte : tutto ciò che avrete da dire vi sarà dato in quell’ora » (Mt 10,19).

Stefano, colmo di Spirito Santo, alzò lo sguardo al cielo e vide la gloria di Dio e di Gesù alla destra di Dio » (At 7, 55). Stephen l’ha visto e l’ha detto. Se il cristiano di oggi è testimone di Gesù Cristo, di ciò che ha visto con gli occhi della fede, deve anche dirlo senza timore con le parole più comprensibili, cioè con i fatti, con le opere.

ContattoPadre Marie Landry Bivina

Complementi

Quando Gesù annunciò ai suoi discepoli che sarebbero stati consegnati ai tribunali a causa sua, li ammonì a non preoccuparsi perché, disse, « non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parlerà in voi » (Mt 10,20). E in un’altra situazione: « Lo Spirito che viene dal Padre mi renderà testimonianza » (Gv 15, 26).

Nel raccogliere queste parole di Gesù sullo Spirito Santo, il Credo della Chiesa ci fa dire, ogni domenica, che egli procede dal Padre e dal Figlio » – cioè è il respiro eterno, e del Padre, e del Figlio, che dà vita a tutte le cose.

Quando non abbiamo più la forza e il coraggio di andare avanti, quando le lamentele sorgono nei nostri cuori, è segno che abbiamo bisogno di una forza che ci superi, di un amore più grande. Questo amore può venire solo da Dio.  Questo amore ci aiuterà a fare del bene dove viviamo e ad amare anche in difficoltà.

Questo amore di Dio ci aiuterà ad amare e a perdonare coloro che ci hanno offeso. Il risentimento non viene da Dio e ci distrugge solo spiritualmente: siamo le prime vittime dei nostri rancori. Ci rende dei veri prigionieri. Chi perdona diventa veramente felice e in pace.

Non abbiamo tutti paura ? Se lasciamo che Cristo entri totalmente in noi, se ci apriamo totalmente a Lui – per paura che ci tolga parte della nostra vita ? No. Chi lascia entrare Cristo non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. Solo in questa amicizia le porte della vita si spalancano. Così, oggi vorrei dirvi, con grande forza e convinzione, da una lunga esperienza di vita personale: non abbiate paura di Cristo! Non si porta via nulla e dà tutto. Chi si dona a lui riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita.

Il diacono Michel Houyoux

Collegamenti esterni

◊ Santissima Trinità : clicca qui per leggere l’articolo →  Tutto quello che il Padre possiede è mio; lo Spirito

◊ Comunita-abba.it : clicca qui per leggere l’articolo →/ Lo Spirito della verità darà testimonianza di me

Lo Spirito Santo, amore del Padre e del Figlio

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