Giovedì Santo : è arrivato il tempo, il tempo di Gesù! (Gv 13, 1-15)

Posté par diaconos le 15 avril 2019

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio.

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans articles en Italien croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

Giovedì Santo : è arrivato il tempo, il tempo di Gesù! (Gv 13, 1-15)

Giovedì Santo : letture e commenti della Bibbia → Es 12,1-8.11-14; Salmo 115, 1 ; Co 11,23-26; Gv 13, 1-15

Con la denominazione di giovedì santo nella quasi totalità delle confessioni cristiane si indica il giovedì precedente la Domenica di Pasqua. Tale giovedì:     nell'anno liturgico romano della Chiesa cattolica è inoltre denominato in latino Feria Quinta in Cena Domini (in italiano Giovedì della Cena del Signore)[1];     nella Chiesa ortodossa viene indicato con la denominazione di Santo e Grande Giovedì.

Con la denominazione di giovedì santo nella quasi totalità delle confessioni cristiane si indica il giovedì precedente la Domenica di Pasqua. Tale giovedì : nell’anno liturgico romano della Chiesa cattolica è inoltre denominato in latino Feria Quinta in Cena Domini (in italiano Giovedì della Cena del Signore) ; nella Chiesa ortodossa viene indicato con la denominazione di Santo e Grande Giovedì.

Omelia   Istituzione dell’Eucaristia

Giovedì Santo : è giunta l’ora, l’ora di Gesù: l’ora della verità, l’ora decisiva.  « Gesù, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li ha amati fino alla fine. « Questa frase dell’evangelista Giovanni introduce il racconto dell’Ultima Cena, ma anche tutto il racconto della passione di Gesù fino alla sua ultima parola sulla croce (Gv 19,30).

Anche questa sera, durante questo pasto, la cui atmosfera non è descritta in dettaglio ma che immaginiamo di particolare densità, Gesù compie il sorprendente gesto dello schiavo e nel compiere questo gesto, ha un’intenzione nascosta che Pietro non riesce ancora a capire: « Tu, Signore, lava i miei piedi. No! Mai! Mai! Mai! Mai! « (Gv 13, 8a)

Tuttavia, devi passare attraverso di essa: « Se non ti lavo, non hai una parte con me. « (Gv 13,8b) Per il momento, sta a noi ricevere questo segno in cui il Signore si dà per essere visto per quello che è: un servo del Signore. Questa lavanda dei piedi è ancora solo un segno dell’amore di Cristo per i suoi, la cui prova suprema sarà data loro dalla sua morte in croce.

Poiché Cristo ci ha fatto suoi amici intimi, cerchiamo di conoscere i suoi desideri su di noi. Aiutiamo i nostri genitori, i nostri figli, i nostri amici a scoprire l’amicizia che Cristo vuole stabilire con loro. Accettiamo di sostenere gli adulti che si stanno preparando per il battesimo. Rendiamo i servizi richiesti dalla nostra professione o dalle nostre responsabilità familiari e sociali con lo stesso amore che Cristo ha dimostrato.

Rimangono le parole del Maestro: « Fate questo in memoria di me. « (Lc 22, 14-20) In altre parole: celebrate l’Eucaristia, servitevi gli uni gli altri come io vi ho servito, « amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi », andate fino al servizio del vostro prossimo come vi ho dato l’esempio.

L’Eucaristia è ascolto: accogliere la Parola di Dio e obbedire alla legge del dono che questa Parola insegna in ogni momento. L’Eucaristia è presenza: la presenza del Signore a noi, con tutta la sua sollecitudine.  L’Eucaristia è un sacrificio: un’oblazione di sé nella memoria di chi non ha conservato nulla per sé ma è diventato servo integrale.

Spetta a ciascuno di noi trovare modi e mezzi per condurre una vita fedele a questo grande sacramento dove la più vera adorazione, da un lato, si immerge nel cuore del mistero dell’amore di Dio manifestato in Cristo Gesù e, dall’altro, alimenta una vita che prende sul serio l’urgenza dell’amore. « ….non solo a parole, ma anche nei fatti e nella verità. (1 Gv 3, 16-19)

L’ultima lezione di Gesù a tutti i suoi discepoli è una lezione di servizio. Lavando loro i piedi, Gesù non si abbassa, ma li solleva.  Conferisce a tutti la qualità di « lord ».  Con la sua morte, egli restituirà a tutti gli esseri umani la loro piena dignità di figli di Dio e l’uguaglianza di tutti davanti al loro Padre celeste.

Invitandoci a fare quello che ha fatto lui stesso, Gesù non ci invita semplicemente ad essere pronti a « dare la nostra vita » per lui, ma a « dare la vita » a tutti i nostri fratelli e sorelle lavorando perché sia riconosciuta la dignità di tutti. Nella nostra buona volontà di essere con Cristo stasera, rimaniamo modesti nelle nostre promesse e nei nostri impegni: diciamo a lui il nostro desiderio di seguirlo e di amarlo con il suo esempio.

Amen. Michel Houyoux, diacono permanente

Informazioni complementari

◊ Catechesi del Diacono permanente Michel Houyoux → La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15)

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Omelia   Cominciò a lavare i piedi dei discepoliLaChiesa: Liturgia del giorno

LA CARITA’ IL COMANDAMENTO PIU’ GRANDE E LA SUA CASA

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DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE, Anno C

Posté par diaconos le 9 avril 2019

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

 La Settimana Santa è, per i cristiani, la settimana prima di Pasqua. Essa intende commemorare la Passione di Cristo1. Il triduo pasquale della passione e risurrezione di Cristo inizia il giovedì sera di questa settimana e termina la sera della domenica di Pasqua. Questi tre giorni sono il culmine dell'anno liturgico perché è con la sua morte che Cristo ha distrutto la morte ed è con la resurrezione che ha restaurato la vita2.

La Settimana Santa è, per i cristiani, la settimana prima di Pasqua. Essa intende commemorare la Passione di Cristo1. Il triduo pasquale della passione e risurrezione di Cristo inizia il giovedì sera di questa settimana e termina la sera della domenica di Pasqua. Questi tre giorni sono il culmine dell’anno liturgico perché è con la sua morte che Cristo ha distrutto la morte ed è con la resurrezione che ha restaurato la vita2.

La Domenica delle Palme e della Passione apre la Settimana Santa. Si leggerà il vangelo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme (con le folle che agitano i rami per rallegrarlo) e la lunga storia della Passione di Luca. I rami e la Passione formano una coppia inseparabile !

I rami senza la Passione rischierebbero di cadere nella superstizione attribuendo poteri quasi magici a semplici foglie. Soprattutto, sarebbe un’incomprensione della regalità di Gesù: Gesù è veramente solo re sulla croce quando è spogliato di tutto e, per amore, fa il dono supremo della sua vita.

Ma la Passione senza i rami non è molto meglio! Sarebbe davvero indulgere in un dolore malsano. Non sono le sofferenze di Cristo che ci salvano, ma è l’amore che rivelano che ci salva. La croce di Cristo è il nostro orgoglio solo perché egli è veramente il Signore risorto. Il suo cammino, anche difficile, è una buona notizia perché non si è fermato al Golgota.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare  una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba ; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. (Is 50,4-7)

SALMO RESPONSORIALE  : « Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? » ‘Dal psalmo 21)

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

Seconda Lettura : Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami : «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. (Fil 2,6-11)

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca (Lc 22, 14-23,56)


Indicazioni per la lettura dialogata:
X = Gesù;  C = Cronista;  D =Discepoli e amici;  F =Folla;  A =Altri personaggi

Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando venne l’ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». C E, ricevuto un calice, rese grazie e disse:
X «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio».

Fate questo in memoria di me
C
Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:
X «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: X «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». C Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.

Io sto in mezzo a voi come colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse:
X «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». C E Pietro gli disse: D «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». C Gli rispose:
X «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».

Deve compiersi in me questa parola della Scrittura
C
Poi disse loro:
X «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». C Risposero: D «Nulla». C Ed egli soggiunse: X «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». C Ed essi dissero: D «Signore, ecco qui due spade». C Ma egli disse: X «Basta!».

Entrato nella lotta, pregava più intensamente
C
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro:
X «Pregate, per non entrare in tentazione». C Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: X «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: X «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: X «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: D «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: X «Lasciate! Basta così!». C E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: X «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».

Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C
Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: A «Anche questi era con lui». C Ma egli negò dicendo: D «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo vide e disse: A «Anche tu sei uno di loro!». C Ma Pietro rispose: D «O uomo, non lo sono!». C Passata circa un’ora, un altro insisteva: A «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». C Ma Pietro disse: D «O uomo, non so quello che dici». C E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: A «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.

Lo condussero davanti al loro Sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro Sinedrio e gli dissero: A «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». C Rispose loro:
X «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: A «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». C Ed egli rispose loro: X «Voi stessi dite che io lo sono». C E quelli dissero: A «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
C [
Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: A «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C Pilato allora lo interrogò: A «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed egli rispose:
X «Tu lo dici». C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: A «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». C Ma essi insistevano dicendo: A «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». C Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: « A Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: F «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. F Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C Ed egli, per la terza volta, disse loro: A «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse:
X «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva:
X «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: A «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». C Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: A «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: A «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». C L’altro invece lo rimproverava dicendo: A «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». C E disse: A «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli rispose:
X «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
C
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse:
X «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

C Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: A «Veramente quest’uomo era giusto». C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo. ]

Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatèa, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.

Omelia

Siamo giunti all’inizio della grande Settimana Santa. Si chiama perché al suo centro c’è Gesù Cristo. E’ lui che siamo invitati a seguire fino alla fine. E’ guardando verso la sua croce che capiamo quanto ci ha amato. Non dobbiamo mai dimenticare che la sua Passione era una Passione d’Amore. E’ lì che comprendiamo la freddezza e la meschinità delle tante passioni che scuotono il nostro cuore. Se Gesù fu condannato, è perché gli uomini preferivano i sacrifici della legge alla misericordia. E’ anche per la mancanza di fede di coloro che si considerano giusti. Chi non sceglie l’amore finisce per diventare complice del male.

Le uniche persone che capivano Gesù erano bambini quando è entrato a Gerusalemme. Hanno acclamato Gesù portando rami: « Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore…. ». Ricordiamo che un giorno Gesù disse: se non diventate come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Pensiamo anche a Pietro che ha appena negato il suo Signore. Quando ha iniziato a capire, è scoppiato in lacrime come un bambino.

Anche noi, durante questa settimana santa, potremo piangere come bambini chiedendo perdono per tutti i nostri peccati. Piu’ grande e’ l’amore, piu’ si capisce cosa lo offende. È guardando la croce di Cristo che lo capiamo. Possiamo anche essere commossi da tante tragedie che travolgono i più poveri. Con Gesù, possiamo scegliere di amare. Come ha fatto per Pietro e per gli apostoli, è sempre presente per sollevarci, per restituirci la sua fiducia e per mandarci in missione.

Per tutta la settimana, prenderemo il Vangelo e rimarremo con Gesù. Lo seguiremo nelle sue varie tappe: il Giovedì Santo celebreremo l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio; il Venerdì Santo seguiremo Gesù ai piedi della croce. Poi, durante la Veglia Pasquale, celebreremo la sua vittoria sulla morte e sul peccato. Con lui, il male non può avere l’ultima parola. Attraverso la sua passione e la sua croce, Cristo ci apre la via della risurrezione e della vita eterna.

Signore, dacci forza e coraggio per seguirti in questa Settimana Santa. Se moriamo con te, con te vivremo. Se soffriamo con te, con te, con te, regneremo. « Al di là della vostra prova, ci date un appuntamento; nella gloria del Padre vostro, o Gesù, accoglieteci.

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore

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La femme adultère

Posté par diaconos le 5 avril 2019

5ième dimanche du Carême, année C Is 43, 16-21 ; Ps 125 ; Phil. 3, 8-14 ; Jn 8, 1-11

Homélie : la femme adultère

 Ce jour là, Jésus était assis dans la cour du Temple de Jérusalem et enseignait la foule qui l’avait suivi. Lorsque survint un groupe de scribes et de pharisiens en colère, entraînant de force une femme qu’on avait surprise en train de commettre l’adultère. Ils dirent à Jésus : « Maître, on l’a trouvée chez un homme…elle trompe son mari…elle mérite la mort…la loi est formelle. »

Comment se fait-il qu’ils n’amènent que la femme ? Dans un adultère, il y a aussi un homme, que la loi juive en vigueur condamne de la même manière (Dt 22, 23-24 ; Lv 20, 10) Ayant été prise en flagrant délit d’adultère, selon la Loi de Moïse, elle doit être lapidée. « Et toi, Maître, qu’en dis-tu ? »

La réaction de Jésus est étonnante : il ne fait rien, il ne répond pas, il fait des dessins sur le sol : il ne lève même pas son regard vers la femme, car il sait sa honte. Il semble se désintéresser.

Comme on persistait à l’interroger, il se redressa et dit : « Que celui de vous qui est sans péché lui jette la première pierre ! » Jésus les renvoie à leur conscience, il place le débat à un autre niveau : nous sommes tous pêcheurs et nous avons besoin d’être tous pardonnés !

Cette page de l’Évangile de Jean nous enseigne que Dieu ne veut pas la mort du pêcheur, mais il veut qu’il se convertisse et qu’il vive. Soyons miséricordieux comme Dieu l’est envers nous. Ne nous posons pas en juges et nous ne serons pas jugés ! Ne condamnons pas et nous ne serons pas condamnés ! C’est la mesure, dont nous nous servons pour les autres, qui servira aussi de mesure pour nous (Lc 6, 36, 38)

Sur cette réponse de Jésus, ils s’en sont allés, l’un après l’autre, en commençant par les plus âgés. Les dernières paroles de Jésus sont pour la femme : « Moi non plus, je ne te condamne pas ; va et désormais ne pèche plus ! »

Dans cette expérience unique, qu’elle a vécu, cette femme a découvert qu’elle était aimée au-delà de son péché et donc pardonnée. Nous sommes tous appelés à faire cette expérience du Pardon de Dieu en recevant le sacrement de Réconciliation. C’est là que nous rencontrons l’Amour Infini de Dieu : un Amour qui sauve parce qu’il ne nous confond jamais avec nos péchés. Essayons, comme Jésus, de redonner un avenir à celles et à ceux que leur péché condamnait à la mort spirituelle.

Paul a bien saisi cette leçon : tout ce qui lui apparaissait comme une réussite humaine, ne compte désormais pour rien au regard de la rencontre du Christ qui a bouleversé sa vie. C’est à un complet renversement des valeurs de son existence qu’il assiste. Il n’a plus qu’un but : se laisser conduire et modeler par le Christ et n’attacher du prix qu’à ce qui compte pour lui ( 2ième lecture) et nous, qu’avons-nous quitté de nos habitudes, de notre mode de vie, de nos conceptions de l’existence, pour suivre le Christ ?

Ne regardons pas le chemin déjà parcouru dans notre existence mais tournons notre regard vers celui qui reste à faire pour appartenir totalement au Christ : « Ne vous souvenez plus d’autrefois, ne songez plus au passé. Voici que je fais un monde nouveau ; il apparaît déjà, ne le voyez-vous pas ? » «   Ta Parole Seigneur est vérité et ta loi délivrance ». avons-nous chanté avant la lecture de l’Évangile. Pâques deviendra-t-il la fête de notre propre délivrance, par un Dieu qui sauve et qui pardonne ? Changez vos cœurs, changez de vie et croyez que Dieu vous aime.

Amen.

Michel Houyoux, diacre permanent

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Le retour du fils prodigue : soyez dans la joie

Posté par diaconos le 29 mars 2019

4ième dimanche du Carême. Année C  Jos 5, 10-12 ; Ps 33 ; 2 Co 5, 17-21 ; Lc 15, 1-3.11-32

Homélie

Dieu est heureux de voir revenir le pécheur à qui il n'a jamais refusé sa tendresse et son amour.

Dieu est heureux de voir revenir le pécheur à qui il n’a jamais refusé sa tendresse et son amour.

Nous avons la mauvaise habitude de n’écouter que la première partie de ce passage de l’ Évangile selon Luc que nous appelons . « la parabole de l’enfant prodigue ». Or, c’est manifestement le Père qui est le personnage principal : « Un homme avait deux fils… ». C’est la parabole du père prodigue que nous avons entendue. Ce père a vécu un drame en deux actes : le conflit entre lui et ses deux fils , également et follement aimés. Une histoire qui se revit dans beaucoup de familles. Papas et mamans dans une situation conflictuelle avec l’un ou l’autre de vos enfants, c’est le drame de Dieu que vous vivez. Cette page d’Évangile donne la plus belle histoire d’amour, la plus belle image de Dieu.

Dans le premier acte, l’attitude du Père envers le cadet , révèle que ce père n’est que gratuité, partage, don total et désintéressé, respectueux de la personnalité de son enfant ingrat : il ne lui veut que du bien, il l’aime sans réserve ! À travers ce père, Jésus nous parle de Dieu. Est-ce ainsi que nous nous représentons Dieu ?

Ce fils révolté, revendiquant son indépendance représente l’athéisme de tous les temps : profiter des biens de Dieu, sans le reconnaître, être loin de Lui, faire ce qu’on veut sans contrôle : ni Dieu, ni maître. Son retour à la maison, malgré les belles phrases, n’est qu’un sordide calcul pour retrouver le gîte et le couvert. Il a perdu l’habitude d’aimer…Il ne pense encore et toujours qu’à lui !

« Comme il était encore loin, son père l’aperçut, fut saisi de pitié , courut se jeter à son cou, et le couvrit de baisers » C’est le Père qui fait tout ici ! Quatre gestes : il l’aperçoit, il est ému, il court et il l’embrasse ! Le geste de courir est le plus fort de toute cette parabole : il n’est pas dans les habitudes d’aucune époque qu’un supérieur courre vers un inférieur, surtout quand celui-ci a eu envers lui une attitude scandaleuse. Le comportement de ce père montre qu’il ne se soucie pas le moins du monde de savoir si son fils manifeste une vraie contrition : d’aussi loin qu’il le voit, il court à sa rencontre.

Dans cette scène, Jésus met l’accent sur l’amour gratuit du Père…un Père qui pardonne avant tout aveu, sans condition !

Le fils ingrat revenu, on fit la fête sans compter

L’acte deux décrit l’attitude du père envers l’aîné : pour lui, le père manifeste la même bonté. Souvent la Bible revient sur ce thème de la gratuité absolue des dons de Dieu. Il n’y a aucune injustice dans cette attitude divine : Dieu aime tous les hommes (*)

L’attitude du fils aîné révèle qu’il n’a pas vu tout l’amour dont il était aimé. .. : « Toi, mon enfant, tu es toujours avec moi, et tout ce qui est à moi est à toi. »À travers cette parabole en deux actes, nous sommes invités à entrer dans cet amour de Dieu et dans sa joie de retrouver les pêcheurs.

Dans sa seconde lettre aux Corinthiens, Paul leur déclare : « Nous sommes les ambassadeurs du Christ, laisser-vous réconcilier avec Dieu » (2ième lecture) . Devenir ambassadeurs du Christ, de son esprit de miséricorde, c’est répondre avec joie, à l’appel de Dieu, à nous réconcilier entre nous. Dans cette parabole de l’enfant prodigue, Jésus Christ nous a révélé combien Dieu, notre Père , est gratuité, don, désintéressé, amour. Jésus nous y a révélé le vrai visage du Père. Tout le contraire d’un Dieu méchant, jaloux, mal intentionné. Un Père prodigue d’amour ! Laissons-nous réconcilier avec Dieu. Demandons-lui pardon de tous nos manques de confiance et d’amour.

Michel Houyoux, diacre permanent

 

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