Pasqua, Cristo è veramente risorto !

Posté par diaconos le 18 avril 2019

Vangelo  Gesù è vivo

Il più potente segno in assoluto che Gesù è quello che pretende di essere, cioè il Figlio di Dio, è la sua resurrezione dalla morte (Romani 1:4). È una questione dalle implicazioni enormi. Accadde realmente? Il racconto della Resurrezione è la grande eccezione alla "solita fine deprimente della vita umana" ?

Il più potente segno in assoluto che Gesù è quello che pretende di essere, cioè il Figlio di Dio, è la sua resurrezione dalla morte (Romani 1:4). È una questione dalle implicazioni enormi. Accadde realmente? Il racconto della Resurrezione è la grande eccezione alla « solita fine deprimente della vita umana » ?

1Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea 7e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». 8Ed esse si ricordarono delle sue parole 9e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 11Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. 12Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto. (Lc 24, 1-12)

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Omelia 
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In questo giorno di Pasqua, celebriamo con gioia la risurrezione del Signore. È un dato di fatto accertato, che tutti gli evangelisti ci riferiscono: la mattina di Pasqua, la tomba di Gesù è vuota. Che cosa possiamo concludere da tutto questo? Il Signore è stato portato via, Maria Maddalena e tanti altri penseranno dopo di lei. Ma in questo caso, il corpo sarebbe stato portato via con il sudario e le strisce che lo avvolgevano.
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Quando Giovanni entrò nella tomba dopo Pietro, vide e credette: è la disposizione delle lenzuola ben ordinate, che sembra essere stato un segno per il discepolo che Gesù amava. Vedendo il sudario crollato su se stesso come se il corpo fosse scomparso e il telo per la testa arrotolato al suo posto, John capì che non era stato possibile rimuovere manualmente il corpo, ma che aveva cessato di esistere fisicamente all’interno del sudario, ancora al suo posto come lo era stato durante la sepoltura.
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Ma questi segni non hanno detto nulla a Peter. Nessun segno è in grado di dare fede a nessuno: dobbiamo andare oltre il « vedere » per « credere ». Gesù dirà a Tommaso: « Beati coloro che hanno creduto senza aver visto » (Gv 20,29). Giovanni è il modello di fede in Cristo risorto perché crede senza vedere.
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Hai bisogno degli occhi del cuore per credere. Hai bisogno degli occhi dell’amore per credere! E’ a causa di questo amore che John ha corso più veloce! E’ a causa di questo amore che crede per primo ! Sappiamo vedere e credere come il discepolo amato ? Nella sua lettera ai Colossesi, Paolo scrive : « Fratelli, siete risorti con Cristo.
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Cercate dunque le realtà dall’alto : ecco dove si trova Cristo, seduto alla destra di Dio. « Cresciuto con Cristo, il cristiano ha un solo obiettivo: perseguire la missione di Cristo, che è di condurre gli uomini e l’intero universo al Padre: farlo è cercare le realtà dall’alto. evitando di chiudere il mondo come se fosse autosufficiente.
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Alziamo la testa, Cristo è risorto! Ci indica la via verso suo Padre: la via della gioia eterna ! La risurrezione di Cristo è già all’opera nel presente nella nostra vita: è percepibile.  Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questa madre di una famiglia che, sopraffatta dalle preoccupazioni della famiglia e dei figli, irradia una gioia profonda ?
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Sappiamo vedere i segni del Cristo risorto in questo giovane che, al di là del suo appetito per il piacere, dedica le sue forze per favorire l’amicizia tra i suoi amici ? Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questo miscredente che è stupito dalla sua preoccupazione per i più poveri ?
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Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questo vecchio che attende la morte con calma speranza nell’amore di Diio ? La risurrezione è in marcia quando un uomo o una donna esce dalla sua tomba di odio e violenza, quando si stacca dal rancore che lo rosicchia e lo fa emergere alla luce della pace e della riconciliazione.
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La risurrezione è presente quando un uomo o una donna si libera dalla tomba del suo peccato e accoglie nella sua vita la gioia del perdono  Dio. La risurrezione di Cristo è seminata quando un uomo o una donna abbandona la tomba del suo fallimento, delle sue delusioni paralizzanti che ancora gli impediscono di credere nella vita, nella felicità, nell’amore e in se stesso in modo molto semplice.
Facciamoci la domanda : « Qual è nella mia vita il sepolcro da cui Cristo mi chiama per una nuova vita? Siamo l’uno per l’altro segni di resurrezione ?  Possa il Cristo che stiamo per ricevere comunicando nutrirsi in noi la vita eterna! Amen.

croix-diaconale4 Homélie dans PrièresMichel Houyoux, Diacono permanente

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DOMENICA DELLE PALME E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE, Anno C

Posté par diaconos le 9 avril 2019

Benvenuti a voi, condividere la nostra fede in Dio

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Deacon Michel Houyoux

 La Settimana Santa è, per i cristiani, la settimana prima di Pasqua. Essa intende commemorare la Passione di Cristo1. Il triduo pasquale della passione e risurrezione di Cristo inizia il giovedì sera di questa settimana e termina la sera della domenica di Pasqua. Questi tre giorni sono il culmine dell'anno liturgico perché è con la sua morte che Cristo ha distrutto la morte ed è con la resurrezione che ha restaurato la vita2.

La Settimana Santa è, per i cristiani, la settimana prima di Pasqua. Essa intende commemorare la Passione di Cristo1. Il triduo pasquale della passione e risurrezione di Cristo inizia il giovedì sera di questa settimana e termina la sera della domenica di Pasqua. Questi tre giorni sono il culmine dell’anno liturgico perché è con la sua morte che Cristo ha distrutto la morte ed è con la resurrezione che ha restaurato la vita2.

La Domenica delle Palme e della Passione apre la Settimana Santa. Si leggerà il vangelo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme (con le folle che agitano i rami per rallegrarlo) e la lunga storia della Passione di Luca. I rami e la Passione formano una coppia inseparabile !

I rami senza la Passione rischierebbero di cadere nella superstizione attribuendo poteri quasi magici a semplici foglie. Soprattutto, sarebbe un’incomprensione della regalità di Gesù: Gesù è veramente solo re sulla croce quando è spogliato di tutto e, per amore, fa il dono supremo della sua vita.

Ma la Passione senza i rami non è molto meglio! Sarebbe davvero indulgere in un dolore malsano. Non sono le sofferenze di Cristo che ci salvano, ma è l’amore che rivelano che ci salva. La croce di Cristo è il nostro orgoglio solo perché egli è veramente il Signore risorto. Il suo cammino, anche difficile, è una buona notizia perché non si è fermato al Golgota.

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare  una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba ; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi.

Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso. (Is 50,4-7)

SALMO RESPONSORIALE  : « Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? » ‘Dal psalmo 21)

Si fanno beffe di me quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».

Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.

Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.

Annuncerò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all’assemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza d’Israele.

Seconda Lettura : Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.

Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami : «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre. (Fil 2,6-11)

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca (Lc 22, 14-23,56)


Indicazioni per la lettura dialogata:
X = Gesù;  C = Cronista;  D =Discepoli e amici;  F =Folla;  A =Altri personaggi

Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione
C Quando venne l’ora, [Gesù] prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché io vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». C E, ricevuto un calice, rese grazie e disse:
X «Prendetelo e fatelo passare tra voi, perché io vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non verrà il regno di Dio».

Fate questo in memoria di me
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Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo:
X «Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me». C E, dopo aver cenato, fece lo stesso con il calice dicendo: X «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».

Guai a quell’uomo dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito, ma guai a quell’uomo dal quale egli viene tradito!». C Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro chi di loro avrebbe fatto questo.

Io sto in mezzo a voi come colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da considerare più grande. Egli disse:
X «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre mio l’ha preparato per me, perché mangiate e beviate alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele.

Tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». C E Pietro gli disse: D «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte». C Gli rispose:
X «Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi».

Deve compiersi in me questa parola della Scrittura
C
Poi disse loro:
X «Quando vi ho mandato senza borsa, né sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?». C Risposero: D «Nulla». C Ed egli soggiunse: X «Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: “E fu annoverato tra gli empi”. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo compimento». C Ed essi dissero: D «Signore, ecco qui due spade». C Ma egli disse: X «Basta!».

Entrato nella lotta, pregava più intensamente
C
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro:
X «Pregate, per non entrare in tentazione». C Poi si allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio e pregava dicendo: X «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà». C Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi, rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò che dormivano per la tristezza. E disse loro: X «Perché dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».

Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?
C Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: X «Giuda, con un bacio tu tradisci il Figlio dell’uomo?». C Allora quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere, dissero: D «Signore, dobbiamo colpire con la spada?». C E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli staccò l’orecchio destro. Ma Gesù intervenne dicendo: X «Lasciate! Basta così!». C E, toccandogli l’orecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle guardie del tempio e anziani: X «Come se fossi un ladro siete venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è l’ora vostra e il potere delle tenebre».

Uscito fuori, Pietro pianse amaramente
C
Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano. Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse: A «Anche questi era con lui». C Ma egli negò dicendo: D «O donna, non lo conosco!». C Poco dopo un altro lo vide e disse: A «Anche tu sei uno di loro!». C Ma Pietro rispose: D «O uomo, non lo sono!». C Passata circa un’ora, un altro insisteva: A «In verità, anche questi era con lui; infatti è Galileo». C Ma Pietro disse: D «O uomo, non so quello che dici». C E in quell’istante, mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: «Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.

Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: A «Fa’ il profeta! Chi è che ti ha colpito?». C E molte altre cose dicevano contro di lui, insultandolo.

Lo condussero davanti al loro Sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al loro Sinedrio e gli dissero: A «Se tu sei il Cristo, dillo a noi». C Rispose loro:
X «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma d’ora in poi il Figlio dell’uomo siederà alla destra della potenza di Dio». C Allora tutti dissero: A «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». C Ed egli rispose loro: X «Voi stessi dite che io lo sono». C E quelli dissero: A «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna
C [
Tutta l’assemblea si alzò; lo condussero da Pilato e cominciarono ad accusarlo: A «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». C Pilato allora lo interrogò: A «Sei tu il re dei Giudei?». C Ed egli rispose:
X «Tu lo dici». C Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: A «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». C Ma essi insistevano dicendo: A «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». C Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.

Erode con i suoi soldati insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.

Pilato abbandona Gesù alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: « A Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». C Ma essi si misero a gridare tutti insieme: F «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». C Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. F Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». C Ed egli, per la terza volta, disse loro: A «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». C Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.

Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse:
X «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
C Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.

Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva:
X «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
C Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.

Costui è il re dei Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: A «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». C Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: A «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».

Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: A «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». C L’altro invece lo rimproverava dicendo: A «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». C E disse: A «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». C Gli rispose:
X «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito
C
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse:
X «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)

C Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: A «Veramente quest’uomo era giusto». C Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo. ]

Giuseppe pone il corpo di Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio, buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Era di Arimatèa, una città della Giudea, e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato. Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo come era prescritto.

Omelia

Siamo giunti all’inizio della grande Settimana Santa. Si chiama perché al suo centro c’è Gesù Cristo. E’ lui che siamo invitati a seguire fino alla fine. E’ guardando verso la sua croce che capiamo quanto ci ha amato. Non dobbiamo mai dimenticare che la sua Passione era una Passione d’Amore. E’ lì che comprendiamo la freddezza e la meschinità delle tante passioni che scuotono il nostro cuore. Se Gesù fu condannato, è perché gli uomini preferivano i sacrifici della legge alla misericordia. E’ anche per la mancanza di fede di coloro che si considerano giusti. Chi non sceglie l’amore finisce per diventare complice del male.

Le uniche persone che capivano Gesù erano bambini quando è entrato a Gerusalemme. Hanno acclamato Gesù portando rami: « Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore…. ». Ricordiamo che un giorno Gesù disse: se non diventate come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. Pensiamo anche a Pietro che ha appena negato il suo Signore. Quando ha iniziato a capire, è scoppiato in lacrime come un bambino.

Anche noi, durante questa settimana santa, potremo piangere come bambini chiedendo perdono per tutti i nostri peccati. Piu’ grande e’ l’amore, piu’ si capisce cosa lo offende. È guardando la croce di Cristo che lo capiamo. Possiamo anche essere commossi da tante tragedie che travolgono i più poveri. Con Gesù, possiamo scegliere di amare. Come ha fatto per Pietro e per gli apostoli, è sempre presente per sollevarci, per restituirci la sua fiducia e per mandarci in missione.

Per tutta la settimana, prenderemo il Vangelo e rimarremo con Gesù. Lo seguiremo nelle sue varie tappe: il Giovedì Santo celebreremo l’istituzione dell’Eucaristia e del sacerdozio; il Venerdì Santo seguiremo Gesù ai piedi della croce. Poi, durante la Veglia Pasquale, celebreremo la sua vittoria sulla morte e sul peccato. Con lui, il male non può avere l’ultima parola. Attraverso la sua passione e la sua croce, Cristo ci apre la via della risurrezione e della vita eterna.

Signore, dacci forza e coraggio per seguirti in questa Settimana Santa. Se moriamo con te, con te vivremo. Se soffriamo con te, con te, con te, regneremo. « Al di là della vostra prova, ci date un appuntamento; nella gloria del Padre vostro, o Gesù, accoglieteci.

La lavanda dei piedi (Gv 13, 1-15) dans Carême croix-diaconale7Michel Houyoux, diacono permanente

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Domenica delle Palme e della Passione del Signore

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Soyez miséricordieux comme le Père

Posté par diaconos le 25 mars 2019

Auteur  Père Marie Landry Bivina

L’image contient peut-être : une personne ou plus et plein air  «Je vous le dis, à vous qui m’écoutez : Aimez vos ennemis, faites du bien à ceux qui vous haïssent. Souhaitez du bien à ceux qui vous maudissent, priez pour ceux qui vous calomnient. À celui qui te frappe sur une joue, présente l’autre. À celui qui te prend ton manteau, laisse prendre aussi ta tunique.

Donne à quiconque te demande, et ne réclame pas à celui qui te vole. Ce que vous voulez que les autres fassent pour vous, faites-le aussi pour eux. Si vous aimez ceux qui vous aiment, quelle reconnaissance pouvez-vous attendre ? Même les pécheurs aiment ceux qui les aiment.

Si vous faites du bien à ceux qui vous en font, quelle reconnaissance pouvez-vous attendre ? Même les pécheurs en font autant. Si vous prêtez quand vous êtes sûrs qu’on vous rendra, quelle reconnaissance pouvez-vous attendre ? Même les pécheurs prêtent aux pécheurs pour qu’on leur rende l’équivalent.

»Au contraire, aimez vos ennemis, faites du bien et prêtez sans rien espérer en retour. Alors votre récompense sera grande, et vous serez les fils du Dieu très-haut, car il est bon, lui, pour les ingrats et les méchants. Soyez miséricordieux comme votre Père est miséricordieux. Ne jugez pas, et vous ne serez pas jugés ; ne condamnez pas, et vous ne serez pas condamnés.

Pardonnez, et vous serez pardonnés. Donnez, et vous recevrez: une mesure bien pleine, tassée, secouée, débordante, qui sera versée dans votre tablier; car la mesure dont vous vous servez pour les autres servira aussi pour vous». «Soyez miséricordieux comme votre Père est miséricordieux» (Lc 6,27-38)

Enseignement

Aujourd’hui, nous entendons les paroles du Seigneur qui nous invitent à vivre la charité en toute sa plénitude comme l’a fait Lui-même. («Père, pardonne-leur: ils ne savent pas ce qu’ils font») (Lc 23,34). C’est le modèle qu’ont suivi nos frères qui nous ont précédé dans la gloire du Ciel, le modèle de tous les saints. Ils ont essayé de vivre la charité dans la perfection de l’amour, en suivant les conseils du Christ: «Soyez parfaits comme votre Père céleste est parfait» (Mt 5,48).

La charité nous amène à aimer, en premier lieu, ceux qui nous aiment, puisqu’il n’est pas possible de vivre à fond les paroles de l’Évangile si nous n’aimons pas vraiment ceux qui nous entourent. Et, par la suite, le nouveau commandement que nous a donné le Christ nous fait monter à un niveau plus haut de perfection dans la pratique de la charité, et Il nous encourage à ouvrir nos cœurs à tous les hommes, même ceux qui ne sont pas des nôtres ou qui veulent nous blesser et nous offenser d’une quelconque manière.

Jésus nous demande d’avoir un cœur comme le Sien, comme celui du Père : «Soyez miséricordieux comme votre Père est miséricordieux» (Lc 6,36), son Cœur n’a pas des frontières et accueille tous les hommes, Il nous conduit à pardonner et à prier pour nos ennemis. Cela dit, comme l’affirme le Catéchisme, «l’observance du commandement de Dieu est impossible s’il s’agit d’imiter le modèle divin de l’extérieur. Il s’agit d’une participation vitale qui doit naître du cœur, dans la sainteté, dans la miséricorde et dans l’amour de Dieu».

Le Bienheureux Newman écrivait : «Oh Jésus! Aide-moi à répandre ton parfum où que j’aille. Remplis mon âme de ton esprit et de ta vie. Pénètre dans mon être, et devient le maître de mon cœur à tel point que ma vie soit le reflet de la tienne (…). Que chacune des âmes que je rencontre puisse sentir ta présence en moi. Que ce soit Toi qu’ils voient en moi et non moi-même». Nous pourrons aimer, pardonner et étreindre tous nos frères uniquement si notre cœur est rempli d’amour pour le Christ.

Contact → Père Marie Landry Bivina

Compléments

◊ Ce sont nos actes qui renouvellent l’amour : cliquez ici pour lire l’article → Aimez vos ennemis, et priez pour ceux qui vous persécutent. (Mt 5,44)

◊ La miséricorde divine, espérance pour le monde  : cliquez ici pour lire l’article →  Soyez miséricordieux comme le Père

◊ À télécharger (Tout peu être modifier pour vos célébrations) : cliquez ici →   Livret pour la liturgie du baptême d’un enfant

◊ Catéchèse   : cliquez ici pour lire l’article →  Méditons le récit de l’Annonciation. (Lc 1, 26-38)

◊ Le divin s’incarne en homme   : cliquez ici pour lire l’article →  Le chemin d’espérance de Marie s’ouvre avec l’Annonciation.

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Liens externes

◊ Idées-Caté.com : cliquez ici pour lire l’article → AIMEZ VOS ENNEMIS !

◊ Tout pour la gloire de Dieu : cliquez ici pour lire l’article →  Trois manières de prier pour nos ennemis

Vidéo par le père Cédric Burgun

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Être miséricordieux comme le Père par le père Cédric Burgun

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Celui qui m’accueille ne m’accueille pas moi, mais Celui qui m’a envoyé. (Mc 9,37)

Posté par diaconos le 24 mars 2019

Envoyé sur ma page facebok par le Père Marie Landry Bivina
Ils arrivèrent à Capharnaüm, et, une fois à la maison, Jésus leur demandait: «De quoi discutiez-vous en chemin?». Ils se taisaient, car, sur la route, ils avaient discuté entre eux pour savoir qui était le plus grand. S'étant assis, Jésus appela les Douze et leur dit: «Si quelqu'un veut être le premier, qu'il soit le dernier de tous et le serviteur de tous». Prenant alors un enfant, il le plaça au milieu d'eux, l'embrassa, et leur dit: «Celui qui accueille en mon nom un enfant comme celui-ci, c'est moi qu'il accueille. Et celui qui m'accueille ne m'accueille pas moi, mais Celui qui m'a envoyé».

Jésus et ses disciples arrivèrent à Capharnaüm, et, une fois à la maison, Jésus leur demanda : « De quoi discutiez-vous en chemin? ». Ils se turent, car, sur la route, ils avaient discuté entre eux pour savoir qui était le plus grand. S’étant assis, Jésus appela les Douze et leur dit : « Si quelqu’un veut être le premier, qu’il soit le dernier de tous et le serviteur de tous ». Prenant alors un enfant, il le plaça au milieu d’eux, l’embrassa, et leur dit : « Celui qui accueille en mon nom un enfant comme celui-ci, c’est moi qu’il accueille. Et celui qui m’accueille ne m’accueille pas moi, mais Celui qui m’a envoyé ».

En partant de là, Jésus traversait la Galilée avec ses disciples, et il ne voulait pas qu’on le sache. Car il les instruisait en disant: «Le Fils de l’homme est livré aux mains des hommes; ils le tueront et, trois jours après sa mort, il ressuscitera».

Mais les disciples ne comprenaient pas ces paroles et ils avaient peur de l’interroger.Ils arrivèrent à Capharnaüm, et, une fois à la maison, Jésus leur demandait : «De quoi discutiez-vous en chemin?». Ils se taisaient, car, sur la route, ils avaient discuté entre eux pour savoir qui était le plus grand.

S’étant assis, Jésus appela les Douze et leur dit: «Si quelqu’un veut être le premier, qu’il soit le dernier de tous et le serviteur de tous».

Prenant alors un enfant, il le plaça au milieu d’eux, l’embrassa, et leur dit: «Celui qui accueille en mon nom un enfant comme celui-ci, c’est moi qu’il accueille. Et celui qui m’accueille ne m’accueille pas moi, mais Celui qui m’a envoyé». (Mc 9,30-37)

Aujourd’hui, l’Évangile nous apporte deux enseignements de Jésus qui sont étroitement liés. D’une part, le Seigneur nous annonce qu’«ils le tueront et, trois jours après sa mort, il ressuscitera» (Mc 9,31).

C’est la volonté du Père à son égard : Il est venu au monde pour cela, Il veut nous libérer ainsi de notre esclavage du péché et de la mort éternelle ; pour nous faire ainsi des fils de Dieu.

Le dévouement du Seigneur au point de donner sa vie pour nous démontre l’infinité de l’amour de Dieu: un amour sans limite, un amour qui se contrefiche de s’abaisser à la folie et l’indignation de la croix.

C’est terrifiant d’entendre la réaction des apôtres, toujours occupés à se regarder eux-mêmes en négligeant d’apprendre du Maître: ils «ne comprenaient pas ces paroles» (Mc 9,32), car en route ils discutaient toujours qui d’entre eux serait le plus grand et au cas où eux aussi devraient y passer, ils ont peur de lui poser des questions.

Avec une douce patience, le Seigneur ajoute : il faut se faire le dernier et le serviteur de tous. Il faut accueillir le petit et le simple, car le Seigneur a voulu s’identifier à eux. Nous devons accueillir Jésus dans nos vies car c’est ainsi que nous ouvrons les portes à Dieu lui-même. C’est comme un programme de vie pour la route.

Ainsi l’explique le saint Curé d’Ars, Jean Baptiste Marie Vianney: «À chaque fois que nous pouvons renoncer à notre volonté pour faire celle des autres, quand notre conscience n’y est pas compromise, nous obtenons des grandes mérites que Dieu seul connaît». Jésus enseigne par ses paroles, mais surtout par ses œuvres. Ces apôtres, qui au début étaient incapables de comprendre, après la Croix et la Résurrection suivront les mêmes traces que leur Seigneur et leur Dieu. Et accompagnés par la Sainte Vierge, ils deviendront de plus en plus petits pour laisser Jésus grandir en eux et dans le monde.

Contact → Père Marie Landry Bivina

Compléments

◊ Catéchèse : cliquez ici pour lire l’article →  Qui est le plus grand ? » (Mc 9, 34b)

◊ Accueillir le Christ : cliquez ici pour lire l’article → Fais confiance au Christ, il t’est proche.

Liens externes

◊ Fêté ce jour :  cliquez ici pour lire l’article →  Sainte CATHERINE de SUÈDE, reine, veuve et religieuse

Accueillir Jésus chez soi

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