Quarta domenica di Avvento dell’anno C

Posté par diaconos le 14 décembre 2021

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# L’Annunciazione, prima di essere fatta a Maria, fu fatta a Sara, moglie di Abramo (Genesi 18:9-15) e alla moglie di Manoa, che partorì Sansone. Allo stesso modo, la cugina di Maria, Elisabetta, rimase incinta nonostante la sua età avanzata (Luca 1:5-25 & 57-80). Paul Verhoeven, membro del Jesus Seminar, ha evidenziato alcune incongruenze nel racconto evangelico che, secondo lui, dovrebbero mettere in dubbio l’idea di una concezione soprannaturale di Gesù.esù cominciò a fare esorcismi, la sua famiglia si oppose, pensò che fosse pazzo e cercò di trascinarlo con la forza a Nazareth ». L’incredulità dei fratelli di Gesù, evidenziata dal Vangelo di Giovanni [Giovanni, VII, 1-5], è incomprensibile se erano a conoscenza del miracolo della sua concezione .

Nel Corano, la narrazione coranica racconta l’episodio dell’annuncio nella sura 19, versetti 17-21. Secondo Guillaume Dye, il Corano ha seguito il Vangelo di Giacomo, un apocrifo cristiano del primo secolo. Questo evento biblico è celebrato dai cattolici e dagli ortodossi (l’Annunciazione è una delle dodici grandi feste). Celebrata il 25 marzo (nove mesi prima di Natale) dalla tradizione cristiana, l’anniversario dell’Annunciazione corrisponde agli anniversari della morte di Adamo e di Gesù.

Se il 25 marzo è una domenica, la celebrazione viene spostata a lunedì 26 marzo. E se il 25 marzo cade durante la Settimana Santa o la Settimana Santa (cioè se la Pasqua cade prima del 2 aprile), allora l’Annunciazione viene spostata al secondo lunedì dopo Pasqua. L’Annunciazione è uno dei misteri centrali del culto cristiano. L’Annunciazione è uno dei misteri centrali del culto cristiano. È il momento in cui il divino si incarna nell’uomo: l’angelo Gabriele annuncia a Maria il suo nuovo status di madre del Figlio di Dio, e le spiega che non solo darà alla luce un figlio, ma anche una figlia di Dio

La festa è spostata a lunedì 26. E se il 25 marzo cade durante la Settimana Santa o la Settimana di Pasqua (cioè se la Pasqua è prima del 2 aprile), allora l’Annunciazione viene spostata al secondo lunedì dopo Pasqua. L’Annunciazione è uno dei misteri centrali del culto cristiano. L’Annunciazione è uno dei misteri centrali del culto cristiano. È il momento in cui il divino si incarna nell’uomo: l’angelo Gabriele annuncia a Maria il suo nuovo status di madre del Figlio di Dio, e le spiega che darà alla luce un bambino nel suo grembo rimanendo vergine.

Questa è l’origine della credenza in una concezione verginale, che non deve essere confusa con il dogma dell’immacolata concezione, che è specifico del cattolicesimo (è esplicitamente rifiutato dalla maggior parte dei protestanti e degli ortodossi, mentre è spesso lasciato alla discrezione delle loro rispettive chiese e comunità). In altre parole, come hanno spiegato i teologi, una donna ebrea che vive sotto la Legge di Mosè accetta di mettere al mondo colui che morirà per i peccati degli uomini, cioè la Legge, pur rimanendo valida, cessa di essere il principio teologico essenziale, e fa posto alla salvezza.

Da te uscì colui che doveva governare Israele

Betlemme, il luogo di nascita di Gesù : così dice il Signore : Tu, Betlemme Efrata, il più piccolo dei clan di Giuda, da te uscirà per me colui che dovrà governare Israele. Le sue origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni passati.  Ma Dio libererà il suo popolo fino al giorno in cui colei che deve partorire partorirà, e quelli dei suoi fratelli che rimangono si uniranno ai figli d’Israele. Egli si alzerà e sarà il loro pastore per la potenza del Signore, per la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno in sicurezza, perché d’ora in poi egli sarà grande fino ai confini della terra, ed egli stesso sarà la pace ! (Mi 5 1-4a)

Il termine « da… » si riferisce alla nascita del Messia come avvenuta a Betlemme, come gli ebrei hanno sempre riconosciuto fino all’epoca di Cristo. I rabbini hanno contestato questo significato solo dopo Cristo e per togliere al cristianesimo la prova che esso traeva dalla nascita di Gesù a Betlemme a favore della sua dignità messianica. Essi sostenevano che questo passaggio annunciava semplicemente che il Messia sarebbe venuto dalla famiglia di Davide.

Perché il profeta Michea ha insistito sulla località di Betlemme in questo caso, dato che per secoli e durante tutto il periodo tra Davide e il Messia, la famiglia di Davide non viveva più a Betlemme, ma a Gerusalemme ? Il dolore dell’esilio era per lei come la sofferenza della nascita del Messia; la nascita del bambino era l’immagine dell’avvento del Liberatore, il frutto di tutto questo dolore.

Betlemme Efrata, la feconda, è il nome antico di questa città, situata a 8 chilometri a sud di Gerusalemme; Betlemme, casa del pane, è il nome più recente. Quest’ultimo era già noto al tempo dei patriarchi, ma il primo fu usato anche più tardi. Entrambi i nomi si riferiscono alla grande fertilità della regione circostante, che è coperta di campi di grano, viti e bei frutteti. Michea giustappone i due nomi, non semplicemente per distinguere questa città da un’altra con lo stesso nome, Betlemme di Zabulon.

 L’intenzione del profeta nell’usare il vecchio nome, consacrato dai ricordi della storia patriarcale, che egli richiamava, era di dare più ampiezza e solennità al discorso. L’idea non era che Betlemme non fosse tra le migliaia. Il termine migliaia si riferiva alle grandi divisioni, i rami di ogni tribù, ognuno dei quali aveva circa mille capi famiglia. Le parole uscirà per me significano che l’apparizione del Messia è destinata a realizzare i propositi di Dio.

Questo pensiero garantisce l’adempimento delle promesse che lo riguardano Dio era interessato. Il termine « venuta » si riferisce alla nascita del Messia come avvenuta a Betlemme, come gli ebrei hanno sempre riconosciuto fino al tempo di Gesù. I rabbini hanno contestato questo significato solo dal tempo di Gesù Cristo, e solo per togliere al cristianesimo la prova che traeva dalla nascita di Gesù a Betlemme a favore della sua dignità messianica.

 Essi sostenevano che questo passaggio annunciava semplicemente che il Messia sarebbe venuto dalla famiglia di Davide. Ma perché il profeta Michea ha insistito in questo caso così espressamente sulla località di Betlemme, dal momento che, per secoli e durante tutto il periodo che separò Davide dal Messia, la famiglia di Davide non visse più a Betlemme, ma a Gerusalemme? Perché, soprattutto, insistere come lui sulla sua bassezza, una circostanza che non aveva alcun interesse, se il Messia non proveniva direttamente da essa ?

Michea vedeva nella sua mente il grande principe del futuro uscire non da Sion, la cittadella reale di Gerusalemme, ma dal povero villaggio dove il primo Davide era stato chiamato dal Signore per lasciare il suo gregge e salire sul trono. Questo è un tratto di somiglianza con il suo grande antenato. Ma il fatto che fosse nato a Betlemme, e non a Gerusalemme, implicava che, al suo apparire, la famiglia reale era tornata allo stato di povertà e oscurità che era stato il loro a Betlemme.

Il termine insolito dominatore richiamava quello di dominatore; e il titolo di dominatore d’Israele si oppone a quello di giudice d’Israele. La gloria e la grandezza divine del primo contrastano con le umiliazioni del secondo.

La protezione di Gesù del suo popolo contro i nemici stranieri. Michea prese come tipo dei nemici degli ultimi tempi, il popolo del suo tempo che era il più temibile per Israele, quello che rappresentava il potere di questo mondo, ostile a Dio e al suo regno: l’Assiria. Sette pastori e otto principi: questi numeri sono simbolici: sette è il numero della perfezione, il numero delle opere che Dio compie; otto, che va oltre, indica una sovrabbondanza di forze oltre lo stretto necessario per la vittoria.

Questa forma (sette… otto…) è un’imitazione della forma simile usata da Amos per esprimere la sovrabbondanza di peccati che provocano il giudizio di Dio: Per tre delitti di… e per quattro… (Am 1,3) I pastori sono principi della razza reale, come il pastore supremo, il Messia; i principi erano capi scelti tra il popolo per marciare con loro alla testa contro il nemico.

Il popolo di Dio non si limita a respingere gli attacchi del nemico; lo insegue nella propria terra e la conquista: Assur gli è schiavo. Essi governeranno (governano). La terra di Nimrod : parallela alla terra di Ashur. L’Assiria è qui chiamata la terra di Nimrod, perché egli fu il fondatore della prima monarchia universale (Babele), di cui la potenza assira fu uno dei rami (Genesi 10:9-11). Il nome Nimrod rappresenta meglio di ogni altro il potere terreno nella sua opposizione al regno di Dio. Le porte non si riferiscono ai confini di Ashur, ma alle città e alle fortezze che sono il cuore stesso del paese.

Il Diacono Michel Houyoux

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Padre Fernando Armellini :  Quarta domenica di Avvento dell’anno C

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Terza domenica di Avvento – Anno C

Posté par diaconos le 7 décembre 2021

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Il Signore si rallegrerà di te e si rallegrerà

# Il Gaudete è il primo termine (incipit) dell’introito latino della terza domenica di Avvento. Questa parola, che significa Rallegratevi (imperativo, seconda persona plurale), si distingue per una caratteristica particolare di questa domenica nel periodo di Avvento.

Questo ha dato origine a molte opere. La parola corrisponde al termine Laetare della quarta domenica di Quaresima con lo stesso significato e funzione. x Come pausa nel mezzo dell’Avvento, questa domenica si distingue per la sua caratteristica gioiosa. È un’anticipazione parziale del Natale.

A questo scopo, da un lato, si usano paramenti e ornamenti rosa invece di quelli viola, eccezionalmente prima della Natività. D’altra parte, si raccomanda di suonare l’organo con pezzi gioiosi durante la celebrazione. Questi mezzi simboleggeranno e amplificheranno la celebrazione di questa domenica.

Dal Medioevo, il Gaudete è stato così popolare che spesso è stato eseguito in coro, invece della versione originale monodica dell’introito gregoriano. Infatti, la melodia di quest’ultima è stata utilizzata in diverse messe parodistiche. Tra questi, quello di Josquin des Prés è stato falsamente attribuito a Johannes Ockeghem. Ma la sua pubblicazione a Venezia nel 1502 è stata confermata.

Dal libro del profeta Sofonia

 Il Signore si rallegrerà di voi e si rallegrerà. Grida di gioia, figlia di Sion! Scoppia in ovazioni, o Israele! Rallegrati, con tutto il tuo cuore salta di gioia, figlia di Gerusalemme!  Il Signore ha revocato le sentenze che erano su di voi, ha rimosso i vostri nemici.  Il Re d’Israele, il Signore, è in te. Non dovete più temere la sfortuna. In quel giorno diranno a Gerusalemme: « Non temere, o Sion ! Non lasciate che le vostre mani falliscano ! Il Signore tuo Dio è in te ; egli è l’eroe che porta la salvezza.

Egli gioirà e si rallegrerà in voi; vi rinnoverà con il suo amore; esulterà in voi e si rallegrerà, come nei giorni di festa. (So 3, 14-18a)

Il Signore si rallegrerà di te e si rallegrerà

Le vostre mani non si indeboliscano : le mani deboli sono il segno dello scoraggiamento ispirato dalla paura e dall’angoscia. « Il Signore vostro Dio è in mezzo a voi, un salvatore valoroso; egli proromperà per voi, tacerà nel suo amore; salterà per voi con grida di gioia. » (So 3, 17) Un nuovo motivo per gioire : la presenza del Signore, la sua profonda soddisfazione nel vedere il suo popolo, il suo ardente amore per loro. La gioia si esprimeva nelle grida; l’amore profondo nel silenzio.

Gioia: questa gioia avrebbe dovuto essere di Dio alla prima venuta del Messia ; ma l’indurimento del suo popolo l’ha ostacolata. Accadrà solo alla fine dei tempi. Il profeta Sofonia termina con una descrizione dei benefici con cui Dio consolerà il suo popolo che soffre da tempo. Non ci saranno più esuli privati della partecipazione alle feste solenni che si celebrano a Sion.

Con le ultime parole, il loro fardello è un rimprovero, il profeta guarda indietro al tempo del giudizio ignominioso che il popolo dovette subire, ma le cui tracce Dio promise di cancellare. Il profeta Sofonia conclude con una descrizione dei benefici con cui Dio consolerà il suo popolo che soffre da tempo. Non ci saranno più esuli privati della partecipazione alle feste solenni che si celebrano a Sion.

Con le ultime parole: il loro fardello è la vergogna, il profeta guarda indietro al tempo del giudizio ignominioso che il popolo ha dovuto subire, ma le cui tracce Dio ha promesso di cancellare.

Il Diacono Michel Houyoux

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Seconda domenica di Avvento – Anno C

Posté par diaconos le 30 novembre 2021

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# Giovanni Battista era una figura importante nel cristianesimo e nell’islam. Storicamente, la sua esistenza è attestata da un passaggio in Flavio Giuseppe; era un predicatore ebreo al tempo di Gesù di Nazareth. Il Vangelo secondo Giovanni localizza l’attività del Battista sulle rive del Giordano e a Betania al di là del Giordano. Gesù visse lì per un certo periodo nel suo entourage e reclutò i suoi primi apostoli.

I Vangeli sinottici sincronizzano l’inizio dell’attività di Gesù con l’imprigionamento di Giovanni. Il pubblico di questo profeta apocalittico era così numeroso da provocare la reazione di Erode Antipa che, vedendolo riunire i suoi seguaci, temeva che avrebbe provocato una rivolta. Nei Vangeli sinottici, il Battista fu ucciso perché aveva criticato il matrimonio di Antipa con Erodiade.

Nel cristianesimo, Giovanni Battista è il profeta che ha annunciato la venuta di Gesù di Nazareth. Lo battezzò sulle rive del fiume Giordano, lasciando alcuni dei suoi discepoli ad unirsi a lui. Un precursore del Messia, è presentato nei sinottici come se condividesse molte caratteristiche con il profeta Elia. Il cattolicesimo romano lo fece santo e gli dedicò due feste  : il 24 giugno, che commemora la sua nascita,

fissata sei mesi prima di Natale per conformarsi al racconto dell’infanzia del Vangelo secondo Luca, e il 29 agosto, che celebra il ricordo della sua decapitazione. La religione mandanese ne fa il suo principale profeta. Egli è considerato dall’Islam come un profeta discendente di ‘Imrān.

Secondo il Vangelo di Luca, Giovanni era il figlio di Zaccaria, un sacerdote che serviva nel Tempio di Gerusalemme. Apparteneva a una famiglia sacerdotale. « Giovanni è un cohen-prete rurale che sosteneva il perdono dei peccati attraverso il battesimo e non attraverso i riti del Tempio. Era soprattutto un recluso con un ascetismo proverbiale (Mt 11,18) non privo di paralleli all’epoca.

I suoi tratti e la sua morale ricordavano abbastanza quelli di Bannos, che Flavio Giuseppe emulava in gioventù. Dalla sua analisi dei Mandaeani che si chiamavano naso-rayya (osservatori) e da ciò che i Padri della Chiesa hanno detto sulla setta dei nasareni.

Andrea Paolo ritiene che il nome Nasoreans (nasoreya) sia stato dato ai discepoli di Giovanni Battista. « In arabo secondo T. Fahd nella voce dell’Enciclopedia dell’Islam « Sabi’a », natsoraye/osservatori si riferisce a uno dei due rami della setta musulmana dei Sabi’un o Sabeani, battisti imparentati con gli Elkasaiti nel VII secolo e considerati nel Corano tra il popolo del Libro/ahl al-kitab ».

Il vangelo attribuito all’apostolo Giovanni situa l’attività di Giovanni Battista sulle rive del Giordano. Le pratiche di Giovanni e degli Esseni hanno poco a che fare l’una con l’altra.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

Nell’anno quindicesimo del regno dell’imperatore Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode era allora al potere in Galilea, suo fratello Filippo nel paese di Ituraea e Traconitide, Lisania ad Abilene, e i capi dei sacerdoti erano Anna e Caifa, la parola di Dio fu rivolta nel deserto a Giovanni, figlio di Zaccaria.

Attraversò tutta la regione del Giordano, proclamando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, come è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaia : « Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri. Ogni burrone sarà colmato, ogni monte e ogni colle saranno abbassati; i passaggi tortuosi diventeranno diritti, i sentieri rocciosi saranno resi lisci; e ogni creatura vivente vedrà la salvezza di Dio ». (Lc 3,1-6)

Il ministero di Giovanni Battista

Nel momento solenne in cui Giovanni Battista annunciò quello di Gesù, Luca era ansioso di segnare il posto di questo evento nella storia del suo tempo. Da qui i dati cronologici precisi. Tiberio succedette ad Augusto il 19 agosto 14 d.C. ; il quindicesimo anno del suo regno cadde nell’anno 28 o 29. Gesù, essendo nato quattro anni prima della nostra era, aveva allora trentadue o trentatré anni.

Alcuni storici hanno pensato che Luca contasse gli anni del regno di Tiberio dal momento in cui Augusto lo associò all’impero, cosa che fece due anni prima della sua morte nell’anno 26, e Gesù avrebbe avuto trent’anni esattamente al momento del suo battesimo; questo modo di contare gli anni di un regno è senza analogia negli storici antichi.Pilato allora portava solo il titolo di amministratore dell’imperatore.

In Giudea, come in alcuni altri distretti, questo funzionario era responsabile di tutta l’amministrazione. Dalla rimozione di Archelao, figlio di Erode, nel 6 d.C., la Giudea formava, con la Samaria e l’Idumea, un annesso della provincia di Siria. Pilato vi giunse solo pochi anni prima del ministero di Giovanni Battista, e dopo un governo di dieci anni (26-36 d.C.) fu destituito (Giuseppe, Antichità giudaiche, XVIII, 4, 2).

Erode Antipa, il secondo figlio di Erode il Grande, governò la Galilea e la Perea, con il titolo di tetrarca, che originariamente designava il sovrano della quarta parte di un regno, ma che in seguito fu applicato ai piccoli principi dipendenti dai Romani. Erode Antipa regnò dalla morte di suo padre nel 4 a.C. fino al 39 d.C. Filippo, un altro figlio di Erode e fratello del primo, regnò su Ituraea e Trachonitis, a cui lo storico Giuseppe (Antichità giudaiche, XV, 10, 1) aggiunge Batanea e Auranitida, province situate a nord-est della Galilea, vicino alle montagne del Libano. Filippo regnò dal 4 a.C. al 34 d.C. Abilene, così chiamata da Abila, la città principale di questa provincia che Lisania governò con il titolo di tetrarca, era anche situata vicino alle montagne del Libano.

Questo Lisania è stato spesso confuso con uno dei suoi predecessori dello stesso nome, menzionato da Giuseppe (Antichità giudaiche, XV, 4, 1). È stato provato da iscrizioni che esisteva nel regno di Tiberio un tetrarca Lisania, discendente dell’antico principe di quel nome Luca, dopo queste indicazioni relative allo stato politico del mondo, caratterizzò la situazione teocratica e religiosa del paese. Annas, il suocero di Caifa, fu deposto dal predecessore di Pilato, e Caifa fu l’unico detentore della carica, sia per la sua parentela con quest’ultimo, sia perché gli ebrei non volevano riconoscere questi sconfinamenti dell’autorità pagana nelle loro istituzioni religiose,

L’area intorno al Giordano faceva parte della regione indicata più vagamente da Matteo come il « deserto della Giudea ». Queste parole esprimevano brevemente l’intero significato e lo scopo del ministero di Gesù. Ogni carne vedrà la salvezza di Dio. (Lc 3, 6) Luca adotta questa parafrasi, che si adatta al suo scopo: vedere la salvezza di Dio ai tempi del Vangelo era vedere la manifestazione delle sue perfezioni, della sua santità, della sua misericordia.

Queste parole si trovano in un altro passo di Isaia (Is 52,10). Per quanto riguarda il suo significato generale, la profezia ha usato l’immagine dei preparativi che si fanno sulle strade per il passaggio di un re che visita solennemente i suoi stati. Con questa immagine è stato descritto il cambiamento che deve avvenire nel cuore dell’uomo decaduto, affinché Dio e la sua santa volontà vi regnino: orgoglioso e altero, deve essere umiliato dal pentimento ; impegnato nelle vie tortuose dell’incredulità o del dubbio o della superstizione, deve tornare sulla retta via della verità di Dio, della sincerità.

Inoltre, nell’interpretazione e nell’applicazione di queste immagini, dobbiamo evitare le sottigliezze in cui l’esegesi o la predicazione a volte si perdono.

Il Diacono Michel Houyoux

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PRIMA DOMENICA DI AVVENTO DELL’ANNO C

Posté par diaconos le 23 novembre 2021

Preparate la via del Signore

PREMIER DIMANCHE DE L'AVENT DE L'ANNEE C dans Catéchèse

Giovanni Battista è un uomo importante nel cristianesimo e nell’Islam. Storicamente, la sua esistenza è attestata da un passaggio in Flavio Giuseppe, ed era un predicatore ebreo al tempo di Gesù di Nazareth. Il Vangelo secondo Giovanni localizza l’attività del Battista sulle rive del Giordano e a Betania al di là del Giordano. Gesù visse lì per un certo periodo nel suo entourage e reclutò i suoi primi apostoli. I Vangeli sinottici sincronizzano l’inizio dell’attività di Gesù con l’imprigionamento di Giovanni. Il pubblico di questo profeta apocalittico crebbe costantemente, fino a provocare la reazione di Erode Antipa che, vedendolo riunire i suoi seguaci, temeva che avrebbe suscitato una rivolta.

Nei Vangeli sinottici, il Battista fu messo a morte perché criticava il matrimonio di Antipa con Erodiade. Nel cristianesimo, Giovanni Battista è il profeta che ha annunciato la venuta di Gesù di Nazareth. Lo battezzò sulle rive del fiume Giordano, lasciando che alcuni dei suoi discepoli si unissero a lui. Un precursore del Messia, è presentato nei sinottici come se condividesse molte caratteristiche con il profeta Elia. Il cattolicesimo romano lo fece santo e gli dedicò due feste: il 24 giugno, che commemora la sua nascita, fissata sei mesi prima di Natale per conformarsi al racconto dell’infanzia nel Vangelo secondo Luca, e il 29 agosto, che celebra il ricordo della sua decapitazione o decollazione.

La religione mandanese ne fa il suo principale profeta. È considerato dall’Islam un profeta discendente di ‘Imrān. Il personaggio di Giovanni Battista appare fortuitamente nel diciottesimo libro delle Antichità Giudaiche, che si riferisce a una guerra tra il re Aretas IV di Petra (re dei Nabatei) ed Erode Antipa che risultò da una disputa di successione dopo la morte di Filippo il Tetrarca nel 33-34. Secondo Flavio Giuseppe, Giovanni Battista fu giustiziato per motivi politici : figura popolare, Giovanni metteva in ombra Erode Antipa e poteva usare la sua influenza sulla folla per provocare una rivolta contro il potere dominante: Per Peter Geoltrain, questo breve resoconto colloca il movimento di Giovanni Battista nella storia, quella delle rivolte provocate da ribelli, come Giuda il galileo alla morte di Erode il Grande (padre di Erode Antipa e Filippo il Tetrarca), o da profeti illuminati che suscitavano folle in attesa di prodigi, o anche da oscuri pretendenti alla regalità.

Il Vangelo di Giovanni testimonia che c’era rivalità tra il movimento dei discepoli di Gesù e i battisti54 che non lo riconoscevano come Messia quando fu scritto negli anni 90-100. « Molteplici fonti attestano che gruppi che venerano il Battista e che lo considerano, per alcuni, come il Messia, hanno persistito e continuato la controversia: chi, Gesù o Giovanni, è il più grande? 54  » La comunità mandinese, composta dai battisti, fu la prima ad essere chiamata in prima linea nel dibattito. La comunità mandeana, composta da seguaci di Giovanni Battista, lo vedrà come il nemico di Gesù Cristo.

Dal Vangelo secondo Luca

25 « Ci saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Sulla terra, le nazioni saranno angosciate e confuse dal rumore del mare e delle onde. 26 Gli uomini moriranno di paura in attesa di ciò che accadrà al mondo, perché le potenze dei cieli saranno scosse. 27 Allora il Figlio dell’Uomo sarà visto venire in una nuvola, con potenza e grande gloria. 28 Quando questi eventi avranno inizio, raddrizzatevi e alzate il capo, perché la vostra redenzione sta arrivando ». 28 Quando questi eventi avranno inizio, raddrizzatevi e alzate il capo, perché la vostra redenzione si avvicina ».

35 Come una rete; anzi, cadrà su tutti gli abitanti di tutta la terra. 36 State svegli e pregate in ogni momento; così avrete la forza di sfuggire a tutto ciò che verrà e di stare davanti al Figlio dell’uomo ». 37 Egli passava i suoi giorni nel Tempio a insegnare; ma le sue notti usciva all’aperto, nel luogo chiamato il Monte degli Ulivi.38 E tutto il popolo veniva da lui nel Tempio all’alba per ascoltarlo. (Lc 21,25-28.34-36)

La venuta del Figlio dell’Uomo

Dopo che i tempi dei gentili furono compiuti, apparvero in tutta la natura quei fenomeni temuti, precursori della venuta del Figlio dell’Uomo. Luca li ha descritti in modo ancora più impressionante di Matteo e Marco; ne ha dato i terribili effetti : « L’angoscia delle nazioni che non sanno cosa fare, conseguenza ed emblema degli sconvolgimenti cosmici; le anime degli uomini sono terrorizzate all’avvicinarsi dei giudizi di Dio. L’evento che ha causato il terrore del mondo è stato per il popolo di Dio oggetto di una gioia ineffabile.

In alto, questi occhi abbassati sulla terra, queste teste piegate sotto il peso dell’afflizione; ecco la liberazione ! Invece di questa esortazione incoraggiante, propria di Luca, Matteo e Marco menzionano l’invio degli angeli di Dio per raccogliere gli eletti sparsi su tutta la terra. Da questi grandi eventi futuri, Gesù rivolse i pensieri dei discepoli a se stessi e alla vita morale e religiosa che li preparava. Due trappole sono state preparate per loro : i piaceri carnali che appesantiscono il cuore e le preoccupazioni della vita.

In quel giorno, il grande giorno della venuta di Gesù, che fu annunciato e che nella Scrittura è rappresentato come oggetto di sorpresa universale, Gesù rivolse queste parole ai suoi discepoli di tutti i tempi. Voleva che aspettassero quel giorno in santa vigilanza, come se potesse sorprenderli in qualsiasi momento; da qui l’ignoranza in cui Gesù li lasciò sull’ora della sua venuta. La Chiesa primitiva viveva nell’attesa dell’imminente ritorno di Cristo, e questa attesa rimane la vera disposizione del cristiano, tanto più che egli è incerto sull’ora della sua morte.

 Nei giorni in cui Gesù insegnava nel tempio, di notte si ritirava con i suoi discepoli sul monte degli Ulivi, sia per trovare raccoglimento e riposo, sia perché non era più sicuro in città, dove i suoi nemici, che avevano già deciso la sua morte, lo spiavano o cercavano di prenderlo.

Diacono Michel houyoux

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Padre Fernando Armellini  : « La venuta del Figlio dell’Uomo« 

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