Gesù, generato in Maria, moglie di Giuseppe, figlio di Davide

Posté par diaconos le 18 décembre 2020

Jésus, engendré en Marie, épouse de Joseph, fils de David  dans Enseignement arbre-de-jesse-920x500

L’albero genealogico di Gesù

# La genealogia di Gesù è data nel Vangelo di Matteo (1:1-16) e nel Vangelo di Luca (3:23-38). Nel Vangelo di Matteo, la genealogia parte da Abramo e va a Gesù, saltando gli antenati durante la deportazione in Babilonia; nel Vangelo di Luca, è data da Gesù da figlio a padre ad Adamo « figlio di Dio ». Il numero di generazioni in entrambe le genealogie è un multiplo di sette, un numero che ha un importante valore simbolico nella letteratura semitica. Le genealogie hanno quindi un significato simbolico che può essere stato ottenuto a scapito della precisione storica, ad esempio saltando alcune generazioni. Per Luca, la nascita di Gesù è il compimento della storia di tutta l’umanità, mentre Matteo ha sottolineato il compimento della storia del popolo ebraico. In entrambe le genealogie, Giuseppe non è presentato come il padre biologico di Gesù, ma solo come il padre adottivo, secondo quanto è stato detto in entrambi i vangeli. La funzione delle due genealogie è quella di evidenziare il legame del Messia con la storia ebraica e soprattutto la sua discendenza legale da Re Davide.

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Nel Nuovo Testamento sono menzionate due genealogie che si riferiscono a Gesù (Mt 1,1-17; Lc 3, 23-38). La genealogia di Matteo inizia con i termini Libro della Genesi di Gesù Cristo. Gesù è il Nuovo Adamo che ha inaugurato la Nuova Creazione. Il fatto che Abramo abbia aperto questa genealogia serve a mostrare il carattere universale della missione di Cristo. A quel tempo, non era consuetudine includere i nomi delle donne in una genealogia, soprattutto quando la loro reputazione era cattiva !

Menzionando Davide, Matteo ha fatto di Gesù il Messia che è venuto a mantenere le promesse. Come dice N.T. Wright, essendo un discendente di Abramo, Cristo compie la benedizione universale dell’alleanza abramitica e, come discendente di Davide, compie il regno universale dell’alleanza davidica. Per Matteo, quindi, Gesù è il vero Israele.

Luca ha preso la via opposta da Gesù per tornare più lontano di Abramo ad Adamo. Come Adamo era figlio di Dio, nel senso che possedeva l’immagine di Dio, Gesù è il vero Figlio di Dio che è direttamente l’immagine del Padre. Luca ha anche cercato di identificare Gesù a tutta l’umanità mettendolo in relazione con il primo uomo. Quindi c’è chiaramente qui un aspetto universale del ministero di Gesù che Luca sottolinea.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Così è stato generato Gesù Cristo: Maria, sua madre, è stata data in sposa a Giuseppe ; e prima che vivessero insieme, è rimasta incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo marito, che era un uomo giusto e non voleva denunciarla pubblicamente, decise di mandarla via in segreto.

Come aveva fatto questo piano, ecco, l’angelo del Signore gli apparve in sogno e gli disse : « Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere Maria tua moglie a te, perché il figlio che è generato in lei è dello Spirito Santo ; ed ella partorirà un figlio, e tu chiamerai il suo nome Gesù,perché egli salverà il suo popolo dai suoi peccati. « 

Tutto questo è avvenuto per adempiere la parola del Signore pronunciata dal profeta : Ecco, la Vergine concepirà e partorirà un figlio; e il suo nome sarà chiamato Emmanuele, che si traduce : « Dio-con-noi ». Quando Giuseppe si svegliò, fece ciò che l’angelo del Signore gli aveva ordinato: portò sua moglie nella sua casa. (Mt 1, 18-24)

Genealogia di Gesù

Lo scopo del Vangelo di Matteo è quello di evidenziare il rapporto intimo e vivo delle due alleanze, di mostrare in Gesù Cristo il compimento di tutta la storia del suo popolo. Matteo ha manifestato questo obiettivo fin dalle prime righe del suo libro, attraverso questa genealogia il cui significato è segnato in primo luogo dai nomi di Davide e Abramo.

Davide, nella cui famiglia, secondo la profezia, sarebbe nato il cui regno sarebbe stato eterno : « A proposito di suo Figlio che, secondo la carne, è nato dal seme di Davide. Abramo, nella cui posterità dovevano essere benedette tutte le famiglie della terra, una promessa che aveva senso e compimento solo in Gesù Cristo : « Io benedirò coloro che vi benediranno; chi vi maledirà, io lo rimprovererò ». In voi saranno benedette tutte le famiglie della terra. « (Gen 12, 3).

Il Figlio di Dio è venuto a prendere il suo posto in questa posterità di Abramo e nella nostra umanità che egli ha rinnovato. Ma la benedizione promessa ad Abramo si è realizzata nei suoi posteri, ed è consistita in una nuova creazione, iniziata nella persona stessa di Gesù. Da qui una genealogia che non mirava solo a stabilire la sua filiazione storica.

Matteo si preoccupò in modo particolare di escludere la paternità di Giuseppe e di mantenere la genealogia dell’altro. Risalendo fino a Davide e Abramo, ha anche indicato l’origine genealogica di Maria, la madre di Gesù. Egli accennava al fatto che il figlio di Davide, il figlio di Abramo, discendeva da questo grande popolo attraverso sua madre, poiché Giuseppe non era suo padre.

La genealogia di Giuseppe non era inutile per gli israeliti.  Per tutta la sua vita Gesù è stato considerato come il figlio di Giuseppe, ed è stato considerato come un figlio della massima convenienza. Giuseppe diede al figlio adottivo un diritto legale teocratico alla regalità, perché lui stesso era un discendente di Davide, e poi perché, sposando Maria, entrò legalmente nella sua stirpe e prese il suo nome.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua promessa sposa, era incinta, decise di ripudiarla segretamente. Ma un angelo gli rivelò in una visione onirica il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino Gesù, perché egli sarà il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento il compimento della profezia di Isaia.

Giuseppe obbedì e prese Maria sua moglie, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.  Matthew ha rifiutato l’idea di una nascita naturale. Questa circostanza, che Maria era promessa sposa a Giuseppe, che presto la sposò, era necessaria nei piani di Dio per proteggerla da sospetti dannosi e per assicurare che Gesù fosse considerato figlio di Giuseppe fino a quando il mistero della sua nascita potesse essere rivelato.

Tra gli ebrei il fidanzamento era considerato equivalente al matrimonio. Questo fatto, che Matteo fu rivelato a Giuseppe da un angelo, aveva lo scopo di dissipare tutti i suoi dubbi. La Chiesa ha sempre creduto in questo miracolo, perché è così semplicemente raccontato qui e nel Vangelo di Luca come un fatto storico, e perché è un fatto necessario nell’opera di redenzione del mondo di Dio.

Ciò che è indicato da Matteo come compiuto, non sempre sono state profezie dirette di cui questo evento è stato il primo e unico adempimento; ma spesso la profezia si riferiva prima ad un altro oggetto e aveva già avuto un primo adempimento, cosicché quello notato da Matteo era solo un adempimento tipico.

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Massimiliano Zupi : clicca qui per leggere l’articolo → Il Vangelo di oggi Venerdì 18 dicembre 2020

◊ Got Questions : clicca qui per leggere l’articolo →  Cosa significa che Gesù è il figlio di Davide ?

Padre Renzo Bertolli : « Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide »

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La quarta domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 14 décembre 2020

La regalità di Davide sarà sempre al cospetto del Signore

David... Né dans l'iniquité

Nathan il profeta venne a casa di re Davide

# I libri di Samuele sono due testi contenuti nella Bibbia ebraica e cristiana. Sono scritti in ebraico e, secondo l’ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la loro redazione definitiva, ad opera di autori ignoti, è collocata al VI-V secolo a.C. in Giudea, sulla base di precedenti tradizioni orali e scritte, in particolare della cosiddetta fonte deuteronomista del VII secolo a.C. Le sono da ricondurre ad un unico progetto, quello di tratteggiare la vicenda storica di Israele dalla fine dell’epoca dei Giudici fino alla fine della monarchia con l’invasione babilonese di Nabucodonosor II : un arco di tempo che copre la bellezza di sei secoli. Per ricostruire le vicende dei due regni di Israele, egli attinge a materiali d’archivio oggi non più in nostro possesso, alle tradizioni orali e alla memoria storica del suo popolo. Una delle caratteristiche dell’autore Deuteronomista è una descrizione molto appassionata e ricca di riflessioni, che non si preoccupa di riportare solo freddi dati storici, ma soprattutto la sua interpretazione religiosa di una vicenda, quella del popolo eletto, collegata a doppio filo con un ben preciso progetto divino. L’entrata di Davide al servizio di Saul, il mancato attacco di Saul contro Davide, l’intervento di Jonathan a favore di Davide.

Dal secondo libro di Samuel

Il re Davide viveva finalmente nella sua casa. Il Signore gli aveva dato la pace della mente liberandolo da tutti i nemici che lo circondavano. Il re disse al profeta Nathan : « Guarda ! Vivo in una casa di cedro, e l’arca di Dio vive sotto un riparo di tela ! Nathan disse al re : « Qualsiasi cosa tu voglia fare, falla, perché il Signore è con te ».

Ma quella notte la parola del Signore venne a Natan : « Va’ a dire al mio servo Davide : ‘Così dice il Signore : Mi costruirete una casa in cui vivere?  Ti ho preso dal pascolo dietro il gregge, affinché tu sia il capo del mio popolo Israele. Sono stato con voi ovunque siate andati ; ho ucciso tutti i vostri nemici prima di voi. Ho reso il vostro nome grande come il più grande della terra.

Metterò il mio popolo Israele in questo luogo, e lo pianterò lì, ed essi vi dimoreranno, e non tremeranno più, né i malvagi torneranno ad affliggerli, come hanno fatto in passato, dal giorno in cui ho nominato i giudici per guidare il mio popolo Israele.

Sì, ti ho dato la pace della mente, in quanto ti ho liberato da tutti i tuoi nemici. Il Signore vi dice che Egli stesso vi farà una casa. Quando i vostri giorni saranno compiuti e riposerete con i vostri padri, io farò sorgere da voi un successore nei vostri discendenti, e renderò stabile il suo regno. E io sarò un padre per lui, e lui sarà un figlio per me. La tua casa e il tuo regno saranno davanti a me per sempre, e il tuo trono sarà stabilito per sempre.  » (2 Samuele 7:1-5.8b-12.14a.16).

Promessa di regno eterno fatta alla casa di Davide

Il desiderio di Davide di costruire un tempio al Signore, al posto del vecchio santuario caduto in disuso e della tenda temporanea da lui innalzata a Gerusalemme, si collegava naturalmente alla nuova situazione creatasi con l’insediamento della sua residenza e il trasporto dell’arca in quella città. Fu questo desiderio, espresso al profeta Nathan, a provocare una delle scene più importanti della sua vita.

Si può dire che tutte le promesse messianiche fatte successivamente dai profeti si basano sul messaggio divino che il profeta ha rivolto a Davide in questa occasione. La famiglia di Davide è stata installata dal Signore come depositario irrevocabile della regalità messianica con la quale questa promessa ad Abramo doveva essere mantenuta : « Tutte le nazioni della terra saranno benedette nel tuo seme. »

Nello stesso tempo si è conclusa la serie di antiche promesse messianiche. All’interno della famiglia di Noè fu scelta la discendenza di Sem, all’interno della famiglia di Noè fu scelta la famiglia di Abramo, all’interno della famiglia di Abramo fu scelta la famiglia di Isacco, e all’interno della famiglia di Giacobbe, e all’interno della famiglia di Giacobbe fu scelta la tribù di Giuda, e ora, all’interno della tribù di Giuda, fu scelta la famiglia di Davide, come scelta per sempre.

E in mezzo a loro la tribù di Giuda fu messa per prima la tribù di Giuda, e ora all’interno della tribù di Giuda c’era la famiglia di Davide scelta per sempre. Un profeta stesso può essersi sbagliato quando ha parlato prima di sentire : « Non posso fare nulla di me stesso: quando sento, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato ». « (Gv 5, 30)

Dio fu colui che lo avvertì in ogni modo e lo benedisse liberamente nella meravigliosa elevazione che gli aveva concesso fino a quel momento, e fu liberamente che aggiunse l’ultimo beneficio che gli aveva riservato e che gli annunciò attraverso la bocca di Nathan. La promessa riguardava soprattutto l’elevazione del figlio al trono paterno, ma anche nella persona di Salomone si comprendeva tutta la sua discendenza.

« Io gli sarò padre e lui sarà figlio per me; se farà un torto, lo punirò con la verga degli uomini e con le ferite dei figli degli uomini ». Se questo seme di Davide di Salomone stesso diventasse infedele, saranno puniti, ma non del tutto tagliati fuori, come lo furono Saulo e la sua famiglia. Il rapporto tra padre e figlio comprendeva non solo la protezione, ma anche l’educazione, e quindi la punizione.

L’uomo non può arrivare a sopprimere una famiglia dalla sua testa, come lo è stato il fallimento di Saul con la famiglia di Ahimelech o quella di Athaliah con quella di Joram.

Diacono Michel Houyoux

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♥  Omelia di Don Giorgio Zevini, decano emerito della Facoltà di Teologia dell’UPS

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La terza domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 7 décembre 2020

Tra di voi c’è quello che non conoscete...

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# La Domenica Gaudete (Dominica Gaudete in latino) è la terza domenica dell’Avvento, uno dei tempi dell’anno liturgico della Chiesa cattolica di rito romano latino. Il termine Gaudete è l’inizio dell’introito della Messa di questa domenica, tratto dalla Lettera ai Filippesi 4,4-6; nel messale di Giovanni XXIII, «Gaudete in Domino semper: iterum dico, gaudete. Modestia vestra nota sit omnibus hominibus : Dominus enim prope est. Nihil solliciti sitis: sed in omni oratione et obsecratione cum gratiarum actione petitiones vestræ innotescant apud Deum.» Nella forma ordinaria del rito romano, l’antifona di ingresso, più breve e identica al testo di una antifona del repertorio medievale, recita «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.» Ad ogni modo, il riferimento per il canto liturgico della celebrazione nella forma ordinaria del rito romano è dato dal Graduale Romano che riporta l’antifona introitale nella sua intierezza melodica e testuale Tutta la celebrazione domenicale è dedicata alla gioia del Natale che si avvicina: la terza domenica è infatti a metà del tempo di Avvento.

SII SEMPRE GIOIOSO

La gioia è quando un padre solleva il suo bambino tra le braccia e lo tiene vicino a sé, quando entrambi ridono ad alta voce e i loro occhi brillano l’uno nell’altro. La gioia è quando la sposa riposa teneramente tra le braccia del fidanzato, in silenzio e amore; è anche quando i bambini tornano a casa da scuola e, mentre si godono una fetta di pane e un bicchiere di latte, raccontano con fiducia la loro giornata alla madre, che li ascolta con amore.

La gioia è quando, dopo aver provato una grande angoscia, troviamo improvvisamente la pace per un nuovo inizio. La gioia è quando il nostro cuore, stanco della tristezza e del dolore, trova consolazione e conforto nelle persone che amiamo e che ci amano. E di nuovo la gioia, quando facciamo un regalo a un bambino o a qualcuno più povero di noi e vediamo i loro occhi brillare.  Com’è bello vivere questi momenti !

Se c’è la gioia degli uomini, c’è anche la gioia di Dio stesso. Dio, che ci manda suo Figlio per salvarci.  La gioia di Dio è quella di accompagnarci in tutti i nostri cammini, felici o infelici, buoni o cattivi, e di non abbandonarci mai. La gioia di Dio è di accoglierci sempre nella sua casa e ancor più quando torniamo da lontano, da così lontano che a volte lo abbiamo quasi dimenticato.

La gioia cristiana si basa principalmente sulla nostra fede nel nostro Dio che ci ama e ci salva in ogni momento. La gioia cristiana è sapere che Dio abita nel profondo del nostro cuore e che possiamo parlargli dove vogliamo, quando vogliamo, di ciò che vogliamo ; la gioia cristiana è scoprire Gesù in ogni persona, anche la peggiore…: « In mezzo a voi sta Colui che non conoscete » ( Gv 1, 26b).

Signore, aiutaci a riconoscerti dove ti nascondi. Aiutaci, Signore, a non perdere la tua presenza nascosta. Se scoprirete Gesù nascosto, sempre presente, avrete scoperto una fonte di gioia che nessuno, o niente, potrà portarvi via. Osare esprimere la nostra gioia per la presenza, oggi, di Cristo tra gli uomini. Osiamo cercare parole semplici che esprimano la nostra gioia, la nostra fede, a chi ci circonda. Parole che vengono dal cuore.

Nella seconda lettura, l’apostolo Paolo ci invita alla calma e alla gioia in ogni occasione e, per aiutarci, ci suggerisce alcuni atteggiamenti utili e necessari: essere felici, pregare con costanza, ringraziare, essere attenti a scegliere sempre ciò che è buono e ad evitare le tentazioni. Il Signore continua ad amarci e, se ci trova in questi atteggiamenti, potrà santificarci completamente, potrà riempirci della vita del suo Spirito Santo. Allora anche noi potremo dire con Gesù: « Lo Spirito del Signore è su di me… mi ha mandato a portare la buona novella ai poveri !  » (È 61, 1)

Condividiamo oggi la gioia dei poveri del Signore e che il Dio della speranza vi dia gioia e pace nella fede . (Rm 15, 13) Usciamo a incontrare l’altro e apriamo i nostri occhi alla sua luce : c’è infatti qualcuno tra noi che non conosci. Chi è quella persona ?

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – III Domenica di Avvento (Anno B) – Gaudete

◊  Maranatha (Italia)  : clicca qui per leggere l’articolo →Liturgia III Domenica di Avvento Anno B

III Domenica Tempo di Avvento (d.Gianfranco Calabrese)

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Seconda domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 30 novembre 2020

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# La salvezza è un concetto spirituale che significa « liberazione e liberazione ». Il credente che possiede la salvezza è così liberato e liberato dal peccato, dall’insoddisfazione e dalla condanna eterna (inferno). La soteriologia è un campo della teologia che studia le diverse dottrine della salvezza. La soteriologia è un campo della teologia che studia le varie dottrine della salvezza. Diversi testi del Nuovo Testamento sottolineano l’importanza centrale della salvezza eterna. Altre espressioni sono usate per indicare la salvezza, come « vita eterna » o « Regno di Dio ».

La venuta di Gesù è per la salvezza del mondo. La salvezza si ottiene con la grazia e la fede. La salvezza si ottiene anche attraverso le opere. Il pentimento è necessario per la nuova nascita. La salvezza è una garanzia, una certezza per il credente. La salvezza ci assicura il paradiso alla nostra morte. La salvezza si manifesta nella vita terrena del credente.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco

Inizio del Vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. È scritto in Isaia il profeta: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a voi, per aprirvi la strada. Voce di uno che grida nel deserto : « Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri ». Poi Giovanni, il battizzatore, apparve nel deserto. Ha proclamato un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.

Tutta la Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme andarono da lui e furono da lui battezzati nel Giordano, riconoscendo pubblicamente i loro peccati. John era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle intorno ai lombi ; si nutriva di cavallette e miele selvatico. Egli proclamò : « Ecco, colui che è più forte di me viene dietro di me; non sono degno di chinarmi per slacciare il cinturino dei suoi sandali. Io vi ho battezzati con acqua; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo. « (Mk 1, 1-8)

Preparare la via del Signore

Cristo verrà come Signore del potere e pastore di mansuetudine : « Ecco, il Signore Dio viene con il potere. Come un pastore, guida il suo gregge ; il suo braccio raccoglie gli agnelli e li porta sul suo cuore » (Prima lettura). Non c’è dubbio che ci fa ancora aspettare : « Il Signore non è in ritardo nel mantenere la sua promessa ; è per il vostro bene che aspetta : perché non accetta di lasciare che alcuni si perdano, ma vuole che tutti abbiano il tempo di convertirsi.  »  (Seconda lettura). L’importante è preparare la strada per lui cambiando la sua vita.

Nel deserto, una voce grida : « Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri » Il Signore sta arrivando ; dobbiamo preparare una via per lui. Troviamo questa immagine della via attraverso la Bibbia. I sentieri e le strade sono un legame vitale tra le persone e le civiltà: sono ciò che permette alle persone di comunicare da un luogo all’altro e di incontrarsi.

Questo deserto che deve essere trasformato è il deserto del disagio sociale e religioso delle persone, il deserto della solitudine, il deserto della solitudine, il deserto che è anche causato dalla mancanza di rispetto per la dignità umana. Verso la fine dell’anno 27, Giovanni Battista, nel deserto, proclamò un battesimo di conversione per il perdono dei peccati; non risparmiò la sua udienza. Giratevi e giratevi ! Lo stavi facendo ? Ora fate il contrario. Questo male che stavi facendo, smettila di farlo.

Quel bene che non stavi facendo, inizia a farlo. Cambia! Cambia ! Con l’avvicinarsi del Natale, siamo invitati a ricevere il Sacramento della Riconciliazione per il perdono dei nostri peccati. D’ora in poi, prepariamoci a farne un processo serio, adulto e responsabile. E come le folle che sono venute al Giordano, cominciamo a riconoscere i nostri peccati, Signore apri i miei occhi !

La venuta di Gesù deve essere preparata per tutti. Cominciamo togliendo dalla nostra vita tutto ciò che è contrario a Dio; impariamo a non giudicare o condannare gli altri, anche se hanno sbagliato. Rifiutandoli, rifiutiamo l’amore di Dio per loro. A volte denunciamo e accusiamo in nome della verità. Questo modo di fare è spesso ipocrita e, soprattutto, non dà una possibilità a chi ne è vittima.

Cerchiamo di capirlo bene : Ogni peccatore è un uomo che Dio vuole salvare ! La vera conversione deve essere accompagnata dalla testimonianza della nostra vita. Giovanni Battista ha annunciato la venuta del Signore e l’ha preparata. Come lui, dobbiamo rimboccarci le maniche per costruire un mondo più giusto e fraterno. Ma come testimoni della fede, non dimentichiamo mai questa parola del Vangelo : « Chi viene dietro di noi, quello che proclamiamo, è più potente di noi ».

Questa preparazione natalizia ci rimanda agli altri. È una chiamata a testimoniare la nostra fede all’interno delle nostre famiglie. Diamo una dimensione religiosa a questa festa. La celebrazione del Natale, vissuta in famiglia, avrà un vero successo solo se la prepareremo in anticipo. Nessuno aspetta fino all’ultimo momento per inviare inviti e preparare regali. E se mettiamo almeno altrettanta energia nella preparazione della venuta di Gesù !

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articilo →  Testi – II Domenica di Avvento (Anno B) – QUMRAN

◊ La Chiesa   : clicca qui per leggere l’articilo → II DOMENICA di Avvento. Anno B – Sito ufficiale 

Don Giorgio Zevini, decano emerito della Facoltà di Teologia dell’UP

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