Lundi de la sixième semaine du Temps Ordinaire — Année Paire

Posté par diaconos le 14 février 2022

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Le levain représente l’œuvre divine

Évangile de Jésus Christ selon saint Marc

En ce temps-là, les pharisiens survinrent et se mirent à discuter avec Jésus ; pour le mettre à l’épreuve, ils cherchaient à obtenir de lui un signe venant du ciel. Jésus soupira au plus profond de lui-même et dit : « Pourquoi cette génération cherche-t-elle un signe ? Amen, je vous le déclare : aucun signe ne sera donné à cette génération. »    Puis il les quitta, remonta en barque, et il partit vers l’autre rive.  » Mc 8, 11-13)

    Le Levain est une parabole de Jésus Christ écrite dans deux Évangiles. Elle est une métaphore qu’il est possible d’interpréter de deux manières opposées. Certains affirmèrent que le levain représente l’œuvre divine et que le pain est le monde. Selon ce point de vue, l’église est le levain qui agit dans le monde. L’autre interprétation présente une explication tout à fait contraire : c’est plutôt l’influence du monde qui se propagerait à l’intérieur de l’église.

Dans l’histoire de l’église, ces deux interprétations ont eu leur part de popularité. La majorité des commentateurs bibliques de notre époque préfèrent la première option, l’église exerce une influence comparable à celle du levain dans la pâte. À propos du mauvais levain, Jésus prévint ses disciples : « Méfiez-vous du levain des pharisiens ! » (Mt 16, 6), montrant par là que les disciples reçurent en eux quelque-chose de mauvais au contact des pharisiens. Peut-être des angoisses, peut-être également des signes extérieurs qu’ils furent perfectibles dans leur rôle de prêtres ? En tout état de cause, Jésus chercha à montrer à ses disciples qu’ils eurent le contrôle sur ce qui se passa à l’intérieur de leur coeur. Ce fut à eux de demander à Jésus que la paix revienne en eux afin de chasser ce mauvais levain.

Le levain des pharisiens

Gardez-vous du levain des pharisiens, dit Jésus à ses disciples. Comme ils oublièrent de prendre des pains pour le voyage, ils pensèrent que cet avertissement fut en rapport à leur oubli. Jésus, en une suite de questions pressantes, leur reprocha leur peu d’intelligence et de foi et les obligea à se rappeler dans quelles circonstances il multiplia par deux fois les pains.

Divers traits de ce récit furent propres à Marc : d’abord ce soupir de Jésus sur l’incrédulité et la ruse de ces hommes qui ne lui demandèrent un miracle que pour le tenter ; puis cette question : pourquoi ? qui suppose les mauvaises intentions des adversaires, et la parfaite inutilité qu’il y aurait à leur accorder leur demande, dans les dispositions où ils furent ; enfin la répétition intentionnelle des mots : cette race, par laquelle le refus de Jésus s’étendit à tout homme qui vint à lui par des motifs semblables à ceux des pharisiens.

Par l’autre bord, la rive orientale du lac, où Jésus retourna, après y avoir été peu de temps auparavant. Marc parla des disciples sans les nommer. Ils oublièrent de prendre avec eux la petite provision de pain dont ils eurent besoin pour cette course au-delà du lac. Marc seul nota ce détail, qui ne put provenir que d’un témoin oculaire, qu’ils n’avaient qu’un seul pain avec eux. C’est à ces traits caractéristiques qu’on reconnut en Marc l’interprète de Pierre.

Diacre Michel Houyoux

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◊ Paroisse Notre Dame de Lourdes ( Bobo-Dioulasso) : cliquez ici pour lire l’article →  Homélie du Lundi de la 6ème semaine du Temps Ordinaire

◊ Regnum Christi  : cliquez ici pour lire l’article → À la recherche d’un signe

 Le levain des Pharisiens

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Santa Maria, Madre di Dio – Solennità

Posté par diaconos le 1 janvier 2022

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Gran parte della tradizione si trova nella letteratura apocrifa, che spesso sviluppa temi presenti nei testi canonici del Nuovo Testamento. Nelle Chiese cattolica e ortodossa, Maria è oggetto di un culto speciale, superiore al semplice culto dei santi e degli angeli, chiamato culto dell’iperdulia. Questo è un importante punto di differenza con il protestantesimo. Maria è menzionata diverse volte nel Nuovo Testamento. Nei Vangeli sinottici e negli Atti degli Apostoli è chiamata « Maria », mentre il Vangelo di Giovanni presenta la « madre di Gesù » ma senza darle un nome.

La donna celeste circondata da stelle descritta nell’Apocalisse non è Maria, secondo l’esegesi moderna, ma tradizioni successive legate a questo testo hanno finito per combinarle, come mostra l’iconografia cristiana. A partire dal II secolo, la figura di Maria è sviluppata dagli autori di numerosi testi apocrifi, in particolare il Protevangelo di Giacomo. Nel corso dei secoli, la figura di Maria divenne sempre più complessa e importante, sia nel dogma cristiano che nella pietà popolare, così come nell’arte e nella letteratura.

Le Lettere di Paolo, scritte intorno all’anno 50, sono i testi più antichi del Nuovo Testamento. Da nessuna parte si menziona il nome della madre di Gesù5 . Solo un caso, in Galati 4:4, menziona semplicemente che Gesù è nato da una donna, senza ulteriori dettagli, e apparentemente non c’è nulla di speciale in questa nascita.

Paolo, tuttavia, ha affermato che Gesù è il Figlio di Dio e il Messia di Israele, sottoposto alla Legge per liberare gli ebrei da essa. Nel resto del corpus paolino e nelle altre lettere del Nuovo Testamento (le cosiddette « epistole cattoliche »), Maria non è menzionata. I Vangeli secondo Matteo e Luca, così come gli Atti degli Apostoli, tutti scritti circa quindici anni dopo quello di Marco, cioè intorno all’80-85, sono più espliciti su Maria.

Ignazio di Antiochia (morto martire all’inizio del secondo secolo) parla nella sua Lettera agli Efesini del grande mistero di Maria, la verginità di Maria, che mette accanto al mistero della concezione e della morte del Signore. Giustino di Nablus ha difeso soprattutto la verginità di Maria prima del parto, e ha introdotto per la prima volta un parallelismo tra Eva e Maria.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Luca

In quel momento i pastori si precipitarono a Betlemme e trovarono Maria e Giuseppe con il neonato adagiato nella mangiatoia. Quando videro, raccontarono ciò che era stato loro annunciato sul bambino. E tutti quelli che sentivano erano stupiti di ciò che i pastori raccontavano. Maria, tuttavia, ricordava tutti questi eventi e li meditava nel suo cuore.

E i pastori tornarono indietro, glorificando e lodando Dio per tutto ciò che avevano udito e visto, come era stato detto loro. Quando arrivò l’ottavo giorno, il giorno della circoncisione, il bambino ricevette il nome di Gesù, il nome che l’angelo gli aveva dato prima di essere concepito. (Lc 2,16-21)

I pastori arrivarono alla mangiatoia

I pastori hanno visto Maria, poi Giuseppe, poi il bambino. Maria fu nominata prima di Giuseppe, perché era la madre che, insieme al piccolo bambino, era più importante per i pastori. I pastori furono i primi tra gli uomini ad annunciare ciò che Dio aveva appena rivelato. Maria conservò tutte queste cose senza perdere nulla e le meditò nel suo cuore.

Maria confrontò ciò che le era stato divinamente annunciato nove mesi prima con ciò che le era successo, e il suo cuore si riempì della fedeltà di Dio nell’adempimento della sua parola. Il signor Godet ha notato l’indizio che tutta questa storia è stata scritta da Maria stessa.

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◊ : « Quaculla? »eenti pastori alla . BoubeDiocesi di Lione: clicca qui per leggere l’articolo → Solennità di Maria, Madre di Dio

♥ Santa Maria, Madre di Dio 

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L’Epifania del Signore – Anno C

Posté par diaconos le 27 décembre 2021

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Gesù è nato a Betlemme di Giudea ai tempi del re Erode il Grande. Ora, ecco, dei saggi dall’Oriente vennero a Gerusalemme e chiesero: « Dov’è il re dei Giudei che è appena nato? Abbiamo visto la sua stella a est e siamo venuti ad adorarlo. Quando il re Erode lo seppe, fu angosciato e tutta Gerusalemme con lui. « Dov’è il neonato Re dei Giudei ? Abbiamo visto la sua stella a est e siamo venuti ad adorarlo.

Quando il re Erode lo seppe, fu angosciato e tutta Gerusalemme con lui. Chiamò a raccolta tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo e chiese loro dove doveva nascere il Cristo. Gli dissero : « A Betlemme in Giudea, perché così scrive il profeta : « E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei l’ultima delle città principali di Giuda, perché da te uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo Israele ».

Allora Erode convocò i saggi in segreto per dir loro quando era apparsa la stella; poi li mandò a Betlemme, dicendo: Poi li mandò a Betlemme, dicendo: « Andate e scoprite esattamente qual è il bambino ». Poi li mandò a Betlemme, dicendo: « Andate e scoprite tutto quello che potete sul bambino, e quando l’avrete trovato, venite a dirmelo, perché anch’io vada ad adorarlo ». Quando sentirono le parole del re, partirono. Ed ecco, la stella che avevano visto a oriente andava davanti a loro, finché non si posò sul luogo dov’era il bambino.

 Quando videro la stella, si rallegrarono con grande gioia. Entrarono nella casa e videro il bambino con Maria sua madre ; e cadendo ai suoi piedi, si prostrarono a lui. Aprirono i loro scrigni e gli offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra. Ma furono avvertiti di non tornare da Erode, così tornarono al loro paese per un’altra strada. (Mt 2,1-12)

Visita dei Magi

Il bambino Gesù ricevette l’omaggio delle nazioni. I Magi cercarono, trovarono e adorarono. Beth-Lechem, « casa del pane ». Betlemme di Giudea, per distinguere questa città da un’altra con lo stesso nome che si trovava nella tribù di Zabulon. Betlemme, chiamata anche Efrata, era una città molto piccola nella tribù di Giuda, due leghe a sud di Gerusalemme. Questa città porta ancora oggi lo stesso nome e contiene una popolazione di tre o quattromila persone, la maggior parte delle quali sono cristiane.

Herode, soprannominato il Grande, figlio di Antipatro, fondò la dinastia della sua famiglia, gli Idumei, distruggendo gli ultimi discendenti della razza asmonea dei Maccabei. All’età di quindici anni, ottenne da suo padre il governo della Galilea (Josephus, Jewish Antiquities, XIV, 9, 2). Più tardi, Antonio, giunto in Siria, lo elevò alla dignità di tetrarca e gli fece ottenere dal senato il titolo di re dei Giudei (Josephus, Jewish Antiquities, XIV, 14, 5). Ma fu solo tre anni dopo che riuscì a prendere possesso del suo regno. Doveva riconquistarla da Antigono, figlio di Aristobulo.

 I magi erano una casta sacerdotale molto apprezzata tra i Persiani e i Medi; formavano il consiglio segreto dei re, amministravano gli affari religiosi e si dedicavano allo studio della natura, soprattutto dell’astronomia. Nella corte babilonese c’era un ordine di magi, chiamati anche saggi, su cui Daniele era stabilito. Daniele 2:48 Più tardi questo nome fu dato in Oriente a tutti coloro che si occupavano di astrologia, dell’interpretazione dei sogni e in generale delle scienze occulte.

Al tempo di Gesù, c’erano tra i greci e i romani uomini che sfruttavano la credulità del popolo per la gloria o l’avidità, come vediamo dagli esempi di Simone ed Elima. Questi magi appartenevano all’antica e onorevole classe di studiosi. Venivano dall’Oriente, un’espressione vaga che ha dato libero sfogo alle congetture sul loro paese d’origine. Data la natura dei doni che offrivano al neonato, alcuni pensavano all’Arabia, altri alla Persia.

Il re Erode, al loro arrivo a Gerusalemme, pensò che fossero uomini di notevole posizione. La tradizione ha persino tramandato i loro nomi e li ha chiamati Gaspar, Melchior e Balthasar! Infine, dalla loro domanda: « Dov’è il re dei giudei? » si concluse che erano pagani e la Chiesa antica, considerandoli come le primizie del paganesimo portate ai piedi di Gesù, celebrò la loro memoria nella festa dell’Epifania,, festa dell’apparizione di Gesù ai gentili.

Gesù fece arrivare agli uomini le sue rivelazioni e le sue luci nelle circostanze più appropriate: ai pastori, mostrandosi loro in una stalla come un bambino adagiato in una i e li ha chiamati Gaspar, Melchior e Balthasar! Infine, dalla loro domanda: « Dov’è il re dei giudei? » si concluse  che erano pagani e la Chiesa antica, comangiatoia; ai pescatori, concedendo loro delle pesche miracolose; ai saggi astronomi, tramite una stella..

Questo è stato il modo in cui è diventato tutto per tutte le persone. In qualunque modo questi stranieri siano arrivati alla loro convinzione, questa convinzione ha assunto in loro le caratteristiche di una fede che supera tutti gli ostacoli: Trovarono la città di Gerusalemme nell’ignoranza del grande evento che li aveva portati; invece del re dei Giudei che cercavano, furono condotti davanti al tiranno che occupava il suo trono; videro i sacerdoti ebrei indifferenti; fu mostrato loro un oscuro villaggio, poi una capanna dall’aspetto malandato, infine una stalla dove giaceva un piccolo bambino, nato in una famiglia di artigiani; e nulla scosse la loro fede; si prostrarono, resero omaggio.

Erode tremava per la sua autorità e il suo trono. E poiché il minimo dei suoi sospetti era spesso costato la vita a molti, la paura che un tale tiranno provava poteva ben turbare coloro che dipendevano da lui, tutta Gerusalemme. I capi dei sacerdoti erano, oltre al sommo sacerdote, i capi delle ventiquattro di sacerdoti. Gli scribi erano i dotti interpreti della legge e delle Scritture, i giuristi e i teologi del tempo. Appartenevano per lo più al partito dei farisei e la maggior parte di loro sedeva nel Sinedrio. Il sospettoso Erode, temendo che i Magi non tornassero da lui, voleva avere almeno un’indicazione che lo indirizzasse nei suoi piani.

Il Diacono Michel Houyoux

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◊   Padre Antonio Ribaldi (Vescovo) : clicca qui per leggere l’articolo → Anno C – Epifania del Signore

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo →  Testi – Epifania del Signore

                                                        ♥ Padre Fernando Armellini : «  Epifania del Signore »

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Natività del Signore – Anno C

Posté par diaconos le 20 décembre 2021

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda, dalla sua unione con Tamar, generò Phares e Zara, Phares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon, dalla sua unione con Rahab, generò Boaz, Boaz, dalla sua unione con Ruth, generò Jobed, Jobed generò Jesse, Jesse generò re Davide. Davide generò Salomone da sua moglie Uria,

Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Giosafat, Giosafat generò Jehoram, Jehoram generò Uzzia, Uzzi  a generò Jehoatham, e Jehoatham divenne il padre di Ahaz, e Ahaz divenne il padre di Ezechia, ed Ezechia divenne il padre di Manasse, e Manasse divenne il padre di Amone, e Amone divenne il padre di Giosia, e Giosia divenne il padre di Jekonia e dei suoi fratelli al tempo dell’esilio babilonese.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Matteo

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda, dalla sua unione con Tamar, generò Phares e Zara, Phares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadab, Aminadab generò Naasson, Naasson generò Salmon, Salmon, dalla sua unione con Rahab, generò Boaz, Boaz, dalla sua unione con Ruth, generò Jobed, Jobed generò Jesse, Jesse generò re Davide. Davide generò Salomone da sua moglie Uria, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abia, Abia generò Asa, Asa generò Giosafat, Giosafat generò Jehoram, Jehoram generò Uzzia, Uzzia generò Jehoatham, e Jehoatham divenne il padre di Ahaz, e Ahaz divenne il padre di Ezechia, ed Ezechia divenne il padre di Manasse, e Manasse divenne il padre di Amone, e Amone divenne il padre di Giosia, e Giosia divenne il padre di Jekonia e dei suoi fratelli al tempo dell’esilio babilonese.

Dopo l’esilio babilonese, Jekonias generò Salathiel, Salathiel generò Zorobabel, Zorobabel generò Abiud, Abiud generò Eliakim, Eliakim generò Azor, Azor generò Sadok, Sadok generò Akim, Akim generò Elioud, Elioud generò Eleazar, Eleazar generò Mattana, Mattana generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, da cui fu generato Gesù, che è chiamato Cristo.

Quindi il numero totale di generazioni è: da Abramo a Davide, quattordici generazioni; da Davide all’esilio babilonese, quattordici generazioni; dall’esilio babilonese a Cristo, quattordici generazioni. Ecco come nacque Gesù Cristo: Maria, sua madre, fu data in sposa a Giuseppe; prima che vivessero insieme, rimase incinta per opera

Origine umana e divina del Messia

Lo scopo del Vangelo di Matteo è quello di mostrare la relazione intima e viva delle due alleanze, di mostrare in Gesù Cristo il compimento di tutta la storia del suo popolo. Questo scopo è stato manifestato da Matteo fin dalle prime righe del suo libro, con quella genealogia il cui significato è segnato prima di tutto dai due grandi nomi di Davide e Abramo; Davide, nella cui famiglia, secondo la profezia, sarebbe nato colui la cui regalità sarebbe stata eterna.

Abramo, nel cui seme dovevano essere benedette tutte le famiglie della terra, una promessa che non ha senso né compimento se non in Gesù Cristo. Il Figlio di Dio è venuto a prendere il suo posto in questo seme di Abramo e nella nostra umanità, che doveva rinnovare. Se si fosse trattato solo di portare nuove rivelazioni al mondo, sarebbe bastata una lunga serie di tradizioni, e forse avremmo trovato qui, invece di una genealogia, un catalogo dei libri dell’Antico Testamento.

Ma la benedizione promessa ad Abramo doveva realizzarsi nella sua posterità e consistere in una nuova creazione, iniziata nella persona stessa del Liberatore. Da qui una genealogia che non mira solo a stabilire la sua filiazione storica. Risalendo a Davide e Abramo, Matteo ha anche indicato l’origine genealogica di Maria, madre di Gesù. Egli affermò che il figlio di Davide, figlio di Abramo, discendeva da questi personaggi attraverso sua madre, poiché Giuseppe non aveva un padre.

Ma avendo raggiunto questo primo obiettivo, la genealogia di Giuseppe non era inutile per gli israeliti. Durante tutta la sua vita, Gesù fu considerato come il figlio di Giuseppe, e doveva esserlo in virtù delle più alte proprietà. Ma, inoltre, c’era sostanza in questa visione, che Giuseppe conferì al suo figlio adottivo un diritto legale teocratico alla regalità, in primo luogo perché egli stesso era un discendente di Davide, e in secondo luogo perché, sposando Maria, che era erede del nome della famiglia, entrò legalmente nella linea di sua moglie e prese il suo nome.

Lo scopo di Matteo era di stabilire la doppia origine di Gesù Cristo, come rivelata dalla testimonianza del Nuovo Testamento, e allo stesso tempo la sua nascita soprannaturale. Cristo, in ebraico Maschiah, significa Unto. Questo nome indicava nell’Antico Testamento la dignità reale, perché i re venivano unti con l’olio, simbolo dello Spirito di Dio, ed erano così consacrati per il loro ufficio. Lo stesso valeva per i sacerdoti e i profeti.

Gesù Cristo, che, per realizzare l’idea dell’antica alleanza nella nuova, compì questi tre uffici, fu l’unto del Signore. Egli stesso, predicando fin dall’inizio del suo ministero un regno di Dio di cui era il Capo, ha dato a questa nozione tutta la sua verità e spiritualità. Così, nella sua Chiesa, il titolo Cristo divenne gradualmente un nome proprio

Dopo l’esilio babilonese, Jekonias generò Salathiel, Salathiel generò Zorobabel, Zorobabel generò Abiud, Abiud generò Eliakim, Eliakim generò Azor, Azor generò Sadok, Sadok generò Akim, Akim generò Elioud, Elioud generò Eleazar, Eleazar generò Mattana, Mattana generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, da cui fu generato Gesù, che è chiamato Cristo.

Quindi il numero totale di generazioni è: da Abramo a Davide, quattordici generazioni; da Davide all’esilio babilonese, quattordici generazioni; dall’esilio babilonese a Cristo, quattordici generazioni. Ecco come nacque Gesù Cristo: Maria, sua madre, fu data in sposa a Giuseppe; prima che vivessero insieme, rimase incinta per opera

Non fu senza intenzione che gli scrittori sacri lo chiamarono Gesù, il Cristo, o gli diedero il doppio nome di Gesù Cristo, come fece Matteo dalla prima riga. Gli esegeti si sono preoccupati di trovare la divisione secondo la quale Matteo ha stabilito queste tre serie di quattordici generazioni. Le generazioni del primo periodo, da Abramo a Davide, sono state elencate senza omissioni; sono quattordici.

Nel secondo periodo, Matteo sottrasse quattro re di Giuda: Ahaziah, Joash, Amaziah, tra Jehoram e Uzziah, Joachim, tra Josiah e Jechonias. Un’altra particolarità di questa genealogia è la menzione di quattro donne: Tamar, Rahab, Ruth, Bath-sheba.

L’intenzione di Matteo era di sottolineare che queste donne erano ammesse solo per una dispensa molto eccezionale all’onore di essere contate tra gli antenati di Gesù, la loro situazione sembrava escluderle assolutamente. L’economia della grazia è stata così mostrata in germe nell’Antica Alleanza.

Lo scopo di Matteo nel ricapitolare i membri della genealogia in tre serie di quattordici era quello di far emergere il piano di Dio nel modo in cui conduceva i destini del popolo eletto. Quattordici generazioni si erano succedute da Abramo, a cui fu fatta la promessa, a Davide, a cui fu rinnovata, con la dichiarazione che Gesù sarebbe nato dalla sua discendenza. Quattordici generazioni si erano succedute dalla fondazione della regalità teocratica al suo crollo al momento della deportazione in Babilonia.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua fidanzata, era incinta, decise di ripudiarla in segreto. Ma un angelo gli rivelò in sogno il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino nato da Maria Gesù, perché sarebbe stato il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento l’adempimento della profezia di Isaia sull’Immanuele. Giuseppe obbedì, prese Maria come sua sposa, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.

Dopo questo grande castigo, un nuovo periodo di quattordici generazioni era giunto al termine: non avevamo forse il diritto di aspettarci qualche evento straordinario, o addirittura la venuta di colui che doveva restaurare il trono di Davide? L’apparizione di Gesù in questo preciso momento della storia non fu forse una prova per l’israelita credente che egli era davvero il Cristo annunciato dai profeti?

Tutte le generazioni da Abramo a Davide erano quattordici generazioni; e da Davide alla deportazione babilonese, quattordici generazioni; e dalla deportazione babilonese a Cristo, quattordici generazioni. La qualità di rettitudine attribuita a Giuseppe imponeva alla sua coscienza due doveri contraddittori, fonti di lotte dolorose. Da un lato, non poteva sposare Maria, non sapendo o non credendo al mistero della sua gravidanza; dall’altro, non voleva esporla pubblicamente all’ignominia, e ancor meno ai rigori della legge che pronunciava la pena di morte in questo caso. Ha deciso di separarsi da lei in segreto.

Quando Giuseppe vide che Maria, la sua fidanzata, era incinta, decise di ripudiarla in segreto. Ma un angelo gli rivelò in sogno il mistero di questa concezione, che veniva dallo Spirito Santo, e gli ordinò di chiamare il bambino nato da Maria Gesù, perché sarebbe stato il Salvatore. Matteo ha mostrato in questo evento l’adempimento della profezia di Isaia sull’Immanuele. Giuseppe obbedì, prese Maria come sua sposa, ma non la conobbe fino alla nascita di Gesù.

Dopo questo grande castigo, un nuovo periodo di quattordici generazioni era giunto al termine: non avevamo forse il diritto di aspettarci qualche evento straordinario, o addirittura la venuta di colui che doveva restaurare il trono di Davide? L’apparizione di Gesù in questo preciso momento della storia non fu forse una prova per l’israelita credente che egli era davvero il Cristo annunciato dai profeti ?

Tutte le generazioni da Abramo a Davide erano quattordici generazioni; e da Davide alla deportazione babilonese, quattordici generazioni; e dalla deportazione babilonese a Cristo, quattordici generazioni. La qualità di rettitudine attribuita a Giuseppe imponeva alla sua coscienza due doveri contraddittori, fonti di lotte dolorose. Da un lato, non poteva sposare Maria, non sapendo o non credendo al mistero della sua gravidanza; dall’altro, non voleva esporla pubblicamente all’ignominia, e ancor meno ai rigori della legge che pronunciava la pena di morte in questo caso. Ha deciso di separarsi da lei in segreto.

Questo termine figlio di Davide ricordava a Giuseppe le promesse fatte alla casa di questo re d’Israele che si sono realizzate. La sua fede nella Parola di Dio lo ha aiutato nei suoi dubbi. Sposarla pubblicamente, secondo il cerimoniale abituale.

Tra gli ebrei, il fidanzamento era considerato equivalente al matrimonio. Questo fatto divino, indicato da Matteo, fu rivelato a Giuseppe da un angelo di Dio, con lo scopo speciale di eliminare tutti i suoi dubbi. Dallo Spirito Santo indica la causa efficiente dell’esistenza umana di Gesù. Questo Spirito di Dio che si è mosso sulle acque del caos per creare la vita e l’armonia, questo Spirito, la fonte di tutta l’esistenza, è stato, con un atto della sua propria potenza creativa, l’agente del miracolo.

In questo modo, Maria sarebbe sfuggita alla pena prevista dalla legge e ad un processo pubblico, ma non all’obbrobrio della sua situazione. Era umilmente rassegnata a tutta la volontà di Dio e abbandonata da Lui in questa prova? No, Dio doveva mandare un angelo dal cielo per la sua liberazione e per il compimento dei suoi disegni, e lo fece.

Il Diacono Michel Houyoux

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♥ A Betlemme nella grotta dove è nato Gesu è nato Gesù

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