È questo discepolo che ha scritto queste cose ; la sua testimonianza è vera.

Posté par diaconos le 8 juin 2019

 Sabato 8 giugno 2019

È questo discepolo che ha scritto queste cose; la sua testimonianza è vera.

È questo discepolo che ha scritto queste cose; la sua testimonianza è vera.

È questo discepolo che ha scritto queste cose; la sua testimonianza è vera.

Ti manderò lo Spirito di verità, dice il Signore, che ti condurrà in tutta la verità. ( Gv  6,7.13)

Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

A quel tempo, Gesù aveva appena detto a Pietro : « Seguimi ». « Quando Pietro si voltò, vide, seguendoli, il discepolo che Gesù amava. Era colui che, durante il pasto, si chinò sul petto di Gesù e gli disse : « Signore, chi ti libererà ?  « Pietro, vedendo questo discepolo, disse a Gesù :  « E cosa gli succederà, Signore? »

Gesù gli rispose : « Se voglio che resti finché non vengo, che cosa ti importa ? Tu, seguimi.  « Così si diceva tra i fratelli che questo discepolo non sarebbe morto. Ora, Gesù non aveva detto a Pietro che non sarebbe morto, ma  » Se voglio che rimanga fino alla mia venuta, che cosa ti importa?  « È questo discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.

Ci sono molte altre cose che Gesù ha fatto ; e se dovessimo scrivere ognuna di esse, penso che il mondo intero non sarebbe sufficiente a contenere i libri che scriveremmo (Gv 21,20-25).

Omelia

Sarebbe inopportuno attribuire a Pietro un semplice sentimento di curiosità o addirittura di gelosia verso Giovanni. Questi due apostoli erano particolarmente attaccati e zelanti nel loro servizio a Cristo. Giovanni sopravvisse agli altri apostoli, e sull’isola di Patmos, dove fu esiliato a causa della sua fede, Gesù venne da lui per dirgli le lettere alle sette chiese dell’Asia e per portargli la rivelazione della fine dei tempi, in altre parole il libro dell’Apocalisse.

La sua testimonianza è vera : quante tradizioni senza seri fondamenti contraddicono il Vangelo di Gesù Cristo ! L’apostolo Giovanni, testimone oculare dell’opera di Gesù, ha sottolineato che egli ha scritto queste cose e che la sua testimonianza è vera. Scrive nella sua prima epistola : « Ciò che abbiamo visto e udito, annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. Ora, la nostra comunione è con il Padre e con il suo Figlio Gesù Cristo. « 

Non credo che il mondo stesso possa contenere i libri che scriveremmo. Questa è un’iperbole, una figura stilistica che mette in evidenza qualcosa che va oltre il pensiero. Come è bello prendersi il tempo per leggere ogni giorno alcune righe del Vangelo, per metterle in pratica e testimoniare l’amore di Dio in Gesù Cristo !

In questo caso siamo a beneficio di ciò che è scritto : « Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio del malvagio, che non si ferma sulla via dei peccatori, e che non siede in compagnia degli schernitori, ma che trova il suo piacere nella legge del Signore, e che medita su di essa giorno e notte ». (Sal 1,3)

E ‘come un albero piantato da un flusso d’acqua, che dà i suoi frutti nella sua stagione, e il cui fogliame non appassisce. Tutto quello che fa è lavorare per lui !

Link esterni

◊ Incammino → Pane Quotidiano : « Questo è il discepolo che ha scitto queste cose

Claudia Koll : la Divina Misericordia mi ha liberata

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DOMENICA DI PENTECOSTE, anno C – Solennità

Posté par diaconos le 3 juin 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Pentecostes.png 150Prima Lettura  : Il Signore scese sul monte monte Sinai davanti a tutto il popolo.

Dal libro dell’Esodo

In quei giorni, Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti : « Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatto venire fino a me.

Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa ». Queste parole dirai agli Israeliti».

Mosè andò, convocò gli anziani del popolo e riferì loro tutte queste parole, come gli aveva ordinato il Si­gnore. Tutto il popolo rispose insieme e disse: «Quanto il Signore ha detto, noi lo faremo!». Il terzo giorno, sul far del mattino, vi furono tuoni e lampi, una nube densa sul monte e un suono fortissimo di corno: tutto il popolo che era nell’accampamento fu scosso da tremore.

Allora Mosè fece uscire il popolo dall’accampamento incontro a Dio. Essi stettero in piedi alle falde del monte.

Il monte Sinai era tutto fumante, perché su di esso era sceso il Signore nel fuoco, e ne saliva il fumo come il fumo di una fornace: tutto il monte tremava molto. Il suono del corno diventava sempre più intenso: Mosè parlava e Dio gli rispondeva con una voce. Il Signore scese dunque sul monte Sinai, sulla vetta del monte, e il Signore chiamò Mosè sulla vetta del monte. (Es 19,3-8a,16-20b)

Seconda Lettura  : Lo Spirito intercede con gemiti inesprimibili.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, sappiamo che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. Nella speranza infatti siamo stati salvati.

Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo ? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza.

Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio. (Rm 8,22-27)

Vangelo  :  Sgorgheranno fiumi di acqua viva.

Dal vangelo secondo Giovanni

Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù, ritto in piedi, gridò: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva chi crede in me. Come dice la Scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva». Questo egli disse dello Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non vi era ancora lo Spirito, perché Gesù non era ancora stato glorificato. (Gv 7, 37-39)

 OmeliaTi farà capire tutto quello che ti ho detto !

« Se qualcuno mi ama, egli rimarrà fedele alla mia parola; il Padre mio lo amerà, noi verremo a lui, rimarremo con lui. Chi non mi ama non resterà fedele alle mie parole » (Gv 14,23-24a). Questa è l’unica manifestazione che Dio ha deciso di fare: viene ad abitare nel cuore di coloro che lo accolgono e credono in lui. Sarà riconosciuto come realmente presente solo dalle persone che lo amano veramente !

« Se qualcuno mi ama, noi verremo a lui »: Cristo afferma che ora è presente attraverso coloro che lo amano, attraverso i veri credenti, nei quali abita. Tra persone che si amano, c’è l’ascolto, il dialogo, la parola, la comunicazione. « La parola che sentite non è mia; è del Padre che mi ha mandato.  » (Gv 14, 24b)  

Gesù ci rivela, qui, una delle basi della vera vita cristiana: la meditazione della Parola come sacramento della presenza di Dio. In questo discorso d’addio, dal giovedì santo alla sera, Gesù parla di una parola alla quale siamo fedeli, una parola vissuta, cioè una parola che si mette in pratica.

La Parola di Gesù non è una cosa, è qualcuno: Gesù che è andato via, c’è un altro che viene a prendere il sopravvento, inviato dal Padre nel nome di Gesù : è lo Spirito Santo.  Lo Spirito Santo non aggiunge nulla a Gesù, così come Gesù non ha aggiunto nulla al Padre : questi sono tre che sono uno solo !

Lo Spirito Santo è colui che comunica tutta la vita di Dio all’umanità. È lo Spirito Santo che aiuterà la Chiesa a comprendere gradualmente il dono di Dio, rivelato in Gesù Cristo. E oggi, lo Spirito Santo è ancora all’opera : « Io sono con voi fino alla fine dei tempi », disse Gesù.

La Chiesa ha ancora molto da capire, da scoprire e da vivere e questo è ancora più vero per ognuno di noi.  È importante capire che la festa di Pentecoste (prima lettura) non è stata celebrata solo per gli apostoli: il vento violento è stato percepito anche da una moltitudine di uomini e donne a Gerusalemme: tutti hanno sentito le meraviglie di Dio proclamate nella propria lingua. (Atti 2, 5-11)

Perché una persona riconosca nella parola di un’altra, la Parola di Dio, deve esserci l’azione dello Spirito Santo. « È dunque lo stesso Spirito Santo che afferma al nostro spirito che siamo figli di Dio » (2a lettura) (Rm 8,16).  

 La festa di Pentecoste non è solo la festa della nascita della Chiesa per mezzo delle potenze trasmesse agli apostoli, ma è anche la festa del rinnovamento del mondo per mezzo dell’azione dello Spirito Santo, che porta gradualmente tutta l’umanità alla comprensione del messaggio di Gesù : « Lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà tutto e vi restituirà in memoria tutto ciò che vi ho detto!  » ( Jn 14, 26) Preghiamo lo Spirito Santo per insegnarci a comprendere e vivere il Vangelo oggi.
Amen
Deacon  Michel Houyoux.

Collegamenti esterni

◊  Padre Gian Franco Scarpitta →  Spirito necessario di verità

Domenica di Pentecoste, anno C

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VII domenica di Pasqua, anno C

Posté par diaconos le 28 mai 2019

LITURGIA DELLA PAROLA

Che diventino perfettamente una cosa sola" (Gv 17,20-26)

Che diventino perfettamente una cosa sola » (Gv 17,20-26)

Prima Lettura  : Io contemplo il Figlio dell’uomo che sta alla desta di Dio.

Dagli Atti degli Apostoli
In quei giorni, Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: « Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio ». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì. (At 7,55-60)

Seconda Lettura  : Vieni, Signore Gesù!

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Io, Giovanni, udii una voce che mi diceva: «Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Primo e l’Ultimo, il principio e la fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città.

Io, Gesù, ho mandato il mio angelo, per testimoniare a voi queste cose riguardo alle Chiese. Io sono la radice della stirpe di Davide, la stella radiosa del mattino. Lo Spirito e la sposa dicono: «Vieni!». E chi ascolta ripeta: «Vieni!». Chi ha sete venga; chi vuole attinga gratuitamente l’acqua della vita. Colui che attesta queste cose dice : « Sì, verrò presto ! ». Vieni, Signore Gesù. La grazia del Signore Gesù sia con tutti voi. (Ap 22, 12-14.16-17.20)

Vangelo : Che tutti siano una cosa sola.

Dal vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù alzàti gli occhi al cielo, così pregò: «Padre santo, non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.

E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.

Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».  (Gv 17,20-26)

Omelia : Essere una cosa sola in Dio !

Nel parco giochi, tre bambini stavano parlando: « Mio padre, è forte!…… lo vedresti! « ha detto il primo. « E il mio è molto intelligente, molto colto….. è un ingegnere alla centrale nucleare di Tihange…. », rispose il secondo. Il terzo da aggiungere: « Il mio, ha molte decorazioni….. è un ufficiale, un soldato della caserma Flawinne: lui e i suoi compagni d’armi, collaborano con la KFOR per costruire la pace nelle zone di crisi ».

Avete tutti sentito, queste discussioni tra ragazzi dove tutti, quando si parla del padre, cercano di raccogliere fondi sul fidanzato per avere un motivo per essere ancora più orgoglioso di quanto lo sia di suo padre, orgoglioso di essere figlio di un tale padre. Gesù, non ha voluto riservarsi esclusivamente la sua gloria di Figlio di Dio, la gloria, la gloria, l’orgoglio di avere Dio stesso come Padre: ha voluto, per quanto possibile, associarci a questa gloria, questa superbia, come vuole che noi partecipiamo all’amore che il Padre ha per Lui.

Egli vuole che noi partecipiamo alla gioia che Egli gusta con il Padre: « Padre, voglio che coloro che tu mi hai dato (prima i discepoli, poi gli altri credenti) siano con Me dove sono io….. ». Ho dato loro la gloria che mi hai dato….. Ho rivelato loro il tuo Nome (il Nome del Padre tuo) perché l’amore con cui mi hai amato sia in loro! ».  (Gv 17, 24-26)

Questo è ciò che Gesù chiede per tutti noi credenti in questa preghiera di ringraziamento dopo la prima di tutte le Messe del Giovedì Santo.
Che onore! Che gloria! Che fortuna: avere Dio stesso come Padre.  È la gloria, l’orgoglio di Gesù Cristo, è nostra, poiché ci ha gentilmente fatto partecipare alla sua divina figliolanza.

Le capacità di comunicazione sono essenziali. Qual è il significato di questa comunicazione nel piano di Dio ?  Gesù mandò i suoi discepoli per comunicare il suo messaggio a tutte le nazioni. E il Vangelo di oggi ci offre l’esempio più bello della comunicazione di Gesù: la sua comunicazione con il Padre, prima nella preghiera dell’Ultima Cena, poi condivisa con i suoi discepoli durante lo stesso pasto.

Queste « comunicazioni » di Gesù si sviluppano intorno a due temi: quello dell’amore e quello dell’unità. Questi due temi sono correlati tra loro e sono inseparabili.  La vocazione ultima di tutta l’umanità è quella di essere una cosa sola in Dio: « Che anche loro siano una cosa sola in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato » (Gv 17,21b).

Non c’è amore e non c’è unità senza comunicazione, senza condivisione. L’unità è prima di tutto condivisione e reciprocità. « Tu in me ed io in te »: questo è l’oggetto della preghiera di Gesù per l’unità dei suoi discepoli. Come possiamo credere che la morte di Cristo può riunire nell’unità, intorno al Padre, i figli dispersi di Dio, se le persone che sono membri della Chiesa locale non sono unite ?

Che spettacolo offriamo nelle nostre famiglie, nelle nostre équipe, nella nostra comunità cristiana: quello di persone unite nello stesso amore, lo stesso rispetto per gli altri e la loro personalità o quello di persone profondamente divise ? Tutto ciò che promuove l’unità, la cooperazione, la comprensione e l’amore tra persone, gruppi e nazioni viene da Dio e tutto ciò che crea o sostiene le divisioni, la diffidenza, la paura, il confronto viene dal demonio.

L’unità ci orienta sempre verso il rispetto per gli altri. E’ opera dello Spirito Santo. O Dio, Padre nostro, radunaci in unità e rendici accoglienti alla tua Parola !
Amen.
Michel Houyoux, diacono permanente

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◊ Alleanza Cattolica →  Il pensiero del giorno (Gv 17,20-26)

Commento alle Letture – VII Domenica di Pasqua (Anno C)

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Liturgia della ASCENSIONE DEL SIGNORE – SOLENNITA

Posté par diaconos le 27 mai 2019

 ASCENSIONE DEL SIGNORE - SOLENNITA

ASCENSIONE DEL SIGNORE – SOLENNITA

Prima Lettura : Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Dagli atti degli apostoli
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.

Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre, «quella – disse – che voi avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo».

Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa e fino ai confini della terra».

Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l’avete visto andare in cielo». (At 1,1-11)

Seconda Lettura   : Cristo è entrato nel cielo stesso.

Dalla lettera agli Ebrei

Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte, come il sommo sacerdote che entra nel santuario ogni anno con sangue altrui: in questo caso egli, fin dalla fondazione del mondo, avrebbe dovuto soffrire molte volte. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso. E come per gli uomini è stabilito che muoiano una sola volta, dopo di che viene il giudizio, così Cristo, dopo essersi offerto una sola volta per togliere il peccato di molti, apparirà una seconda volta, senza alcuna relazione con il peccato, a coloro che l’aspettano per la loro salvezza.
Fratelli, poiché abbiamo piena libertà di entrare nel santuario per mezzo del sangue di Gesù, via nuova e vivente che egli ha inaugurato per noi attraverso il velo, cioè la sua carne, e poiché abbiamo un sacerdote grande nella casa di Dio, accostiamoci con cuore sincero, nella pienezza della fede, con i cuori purificati da ogni cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo senza vacillare la professione della nostra speranza, perché è degno di fede colui che ha promesso. (Eb 9,24-28 ; 10,19-23)
Vangelo :   Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo gior­no, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio. (Lc 24,46-53
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Omelia
In questo brano del Vangelo secondo Luca, l’evangelista condensa le apparizioni di Gesù in ventiquattro ore il giorno di Pasqua; terminano quella stessa sera con l’Ascensione di Gesù al cielo. L’Ascensione, nel racconto di Luca, non è quindi separata dalla Pasqua da quaranta giorni come negli Atti degli Apostoli.Per l’evangelista Luca, la Pasqua è già Ascensione.
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Questa presentazione, che differisce da quella degli altri evangelisti, ha il merito di non farci concepire l’Ascensione di Gesù in modo troppo materiale, come se si alzasse verso l’alto per guadagnare un cielo sopra le nostre teste. L’Ascensione, dunque, è Gesù risorto avvicinato a Dio nella gloria.Queste cose, alle quali i discepoli devono testimoniare, sono tutti i grandi fatti evangelici di cui ai versetti 46 e 47; ma, per diventare capaci di dare questa testimonianza, i discepoli devono prima di tutto essere rivestiti della potenza dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.
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È a Gerusalemme che riceveranno lo Spirito di forza che Gesù ha promesso loroChe questa certezza della nostra fede, che Cristo è vicino a Dio, ci riempia di gioia. La gioia della vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato.  Gioia di essere chiamati a diventare testimoni di questa vittoria che Gesù vuole condividere con tutti e gioia anche nel sapere che ci dona ogni giorno lo Spirito di forza che ci ha promesso.Nel verso successivo, Luca ci racconta dell’ascensione di Gesù.
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Alcuni esegeti hanno sostenuto che Luca, nello scrivere il suo vangelo, credeva che questo evento fosse avvenuto il giorno stesso della risurrezione, ma che più tardi, quando scrisse il libro degli Atti, aveva conoscenza di un’altra tradizione, secondo la quale Gesù era rimasto con i suoi discepoli per quaranta giorni dopo la risurrezione (Atti 1, 3).Se Luca non ha cercato di armonizzare le sue due descrizioni, è perché le loro differenze hanno per lui un significato che va oltre la storicità dei fatti presi in senso stretto: Gesù, tra le sue varie apparizioni, non si nascondeva in una parte di Gerusalemme in un luogo segreto, in attesa di salire al Padre nei cieli !In realtà, la Risurrezione, l’Ascensione e la Pentecoste sono le tre forze dello stesso mistero: è dal momento della sua risurrezione che Gesù entra nella gloria del Padre e siede alla sua destra secondo l’Apocalisse di Giovanni. « Voi sarete i miei testimoni fino agli estremi confini della terra »: questa parola si rivolge ad ogni cristiano.Diacono Michel Houyoux

Collegamenti esterni

◊ Una Patria oltre la storia  → Ascensione del Signore– (Anno C)

◊ Materiale pastorel on line- Quaram.net → ASCENSIONE DEL SIGNORE (ANNO C)

ASCENSIONE DEL SIGNORE

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