Terza Domenica di Pasqua – Anno C

Posté par diaconos le 29 avril 2019

Terza Domenica di Pasqua

Terza Domenica di Pasqua

 Prima Lettura :  Di questi fatti siamo testimoni noie lo Spirito Santo.Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, il sommo sacerdote interrogò gli apostoli dicendo: «Non vi avevamo espressamente proibito di insegnare in questo nome? Ed ecco, avete riempito Gerusalemme del vostro insegnamento e volete far ricadere su di noi il sangue di quest’uomo».

Rispose allora Pietro insieme agli apostoli: «Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso appendendolo a una croce. Dio lo ha innalzato alla sua destra come capo e salvatore, per dare a Israele conversione e perdono dei peccati. E di questi fatti siamo testimoni noi e lo Spirito Santo, che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono».

Fecero flagellare [gli apostoli] e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal Sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. (At 5, 27-32. 40-41)

Seconda lettura :  Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, vidi, e udii voci di molti angeli attorno al trono e agli esseri viventi e agli anziani. Il loro numero era miriadi di miriadi e migliaia di migliaia e dicevano a gran voce : «L’Agnello, che è stato immolato, è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione».

Tutte le creature nel cielo e sulla terra, sotto terra e nel mare, e tutti gli esseri che vi si trovavano, udii che  dicevano : «A Colui che siede sul trono e all’Agnello lode, onore, gloria e potenza, nei secoli dei secoli». E i quattro esseri viventi dicevano: «Amen». E gli anziani si prostrarono in adorazione. (Ap 5, 11-14)
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Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.

Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare ?». Gli risposero : «No». Allora egli disse loro : «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci.

Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro : «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò.

Gesù disse loro : «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli : «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro : «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro ?». Gli rispose : «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse : «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta : «Simone, figlio di Giovanni, mi ami ?». Gli rispose : «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene».

Gli disse : «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta : «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene ?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse : «Mi vuoi bene ?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto ; tu sai che ti voglio bene».

Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi ; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse : «Seguimi». (Gv 21, 1-19)

Omelia Terza domenica di Pasqua (Atti 5,27b-32 ; Sal 29; Ap 5, 11-14 ; Gv 21,1-19)

 Seguitemi !
Nei nostri paesi di antica tradizione cristiana, la fede nella risurrezione è inaccettabile per molte persone e anche alcuni professionisti ammettono di non crederci.  In un recente sondaggio pubblicato il 27 marzo su « L’Avenir de Namur », il 5,7% degli intervistati ha dichiarato di credere in esso !

Molti fedeli sono ancora incerti su questo fatto ? Sì, la fede nella risurrezione è difficile e, per questa terza domenica di Pasqua, il Vangelo riconosce che gli stessi apostoli hanno avuto grandi difficoltà ad accettarla. Eppure…..c’erano uomini e donne che avevano seguito Gesù per mesi, se non anni, ascoltato la sua predicazione, assistito alle sue guarigioni miracolose, ricevuto insegnamenti privati dove ha rivelato loro che sarebbe stato rifiutato, odiato e infine messo a morte prima di risorgere.

E quando, questa mattina di Pasqua, alcune delle donne del gruppo tornarono in fretta dalla tomba che avevano appena scoperto vuote e dove due angeli avevano detto loro che Gesù era risorto come aveva previsto: questi poveri messaggeri erano stati accolti con scherno. Pietro aveva ancora voglia di rendersene conto: aveva visto la tomba vuota e si era lasciato perplesso.

Più tardi, due discepoli che, del tutto scoraggiati, avevano lasciato Gerusalemme per tornare al loro villaggio di Emmaus, tornarono improvvisamente nel bel mezzo della notte affermando di essere stati raggiunti da un viaggiatore sconosciuto che aveva fatto capire loro il significato della croce e, a casa, lo avevano riconosciuto « allo spezzare il pane » : era proprio Gesù !

L’oggetto della testimonianza cristiana rimarrà sempre: « Gesù morì sulla croce e risuscitò ». Questa testimonianza ci riguarda tutti fino alla fine dei tempi. La Buona Novella di Pasqua porta alla conversione e ad un cambiamento radicale della vita. Nel Vangelo di questa domenica, è lo Spirito Santo che incoraggia Pietro ad andare a pescare. E gli apostoli risposero: « Sì, veniamo con te. »

Quest’ultima apparizione di Gesù ai suoi discepoli è avvenuta nel contesto delle loro occupazioni e preoccupazioni materiali. Gesù voleva trovare i suoi discepoli in questo modo, dove li aveva chiamati a seguirlo per la prima volta, sulle rive del lago di Galilea, nella loro attività di pesca. Voleva far parte del loro lavoro. L’essenziale è che Cristo è andato a incontrare i suoi apostoli nel cuore della loro azione ! 

Questo è un esempio supremo della collaborazione che il Cristo risorto offre a ciascuno. Non importa come è presente: la gioia è che è lì. Sappiamo come riconoscerlo vivo e attivo oggi ? Questa domenica, Gesù dà l’esempio, si comporta come un pescatore di uomini, prende Simon Pietro, che era affondato fino al collo, con la sua negazione. Gesù, tre volte, gli ha dato il palo.

« Peter, mi ami ?  »E Pietro rispose tre volte : « Sì » quando aveva detto tre volte « No », nella sua negazione. E’ una resurrezione, un cambiamento radicale della vita di Pietro. La domanda posta tre volte a Pierre viene posta oggi. Questa è una domanda chiave alla quale una risposta affermativa porta ad un invito chiaro e preciso : « Seguimi. »

« Mi ami ? Mi ami ancora ?  Mi ami abbastanza ?  Ma se mi amate, dimenticate le vostre infedeltà come io le dimentico e seguitemi !  »Cristo ce lo dice incessantemente. Amen.

Michel Houyoux, diacono permanente

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◊   Waranatha (Italia) → III Domenica di Pasqua Anno C

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Siamo tutti chiamati ad essere santi vivendo con amore.

Posté par diaconos le 24 avril 2019

 Siamo tutti chiamati ad essere santi vivendo con amore

Scoperta intatta nel 2018, la salma di Carlo Acutis, giovane cristiano italiano morto nel 2006, è stata trasportata al santuario del Conto alla rovescia di Assisi (Italia) dopo alcuni giorni di festa alla presenza di migliaia di persone.

Scoperta intatta nel 2018, la salma di Carlo Acutis, giovane cristiano italiano morto nel 2006, è stata trasportata al santuario del Conto alla rovescia di Assisi (Italia) dopo alcuni giorni di festa alla presenza di migliaia di persone.

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Scoperta intatta nel 2018, la salma di Carlo Acutis, giovane cristiano italiano morto nel 2006, è stata trasportata al santuario del Conto alla rovescia di Assisi (Italia) dopo alcuni giorni di festa alla presenza di migliaia di persone.

« Siamo tutti chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo testimonianza personale nelle nostre occupazioni quotidiane, dove tutti sono », ha martellato Papa Francesco in Gaudete ed ex-sultante. Carlo Acutis, morto nel 2006 all’età di 15 anni di una devastante leucemia, ne è un esempio vivente. Molto legato ai sacramenti, e in particolare all’Eucaristia, questo adolescente dalla fede vibrante, gioioso e attento ai più fragili, era tuttavia appassionato di computer.

Questo geek appassionato di Cristo ha messo il suo talento nella programmazione, creando siti web e montando film al servizio della fede. « Essere sempre uniti a Gesù è lo scopo della mia vita », amava dire. È stato dichiarato venerabile da Papa Francesco il 5 luglio 2018. L’esortazione apostolica pubblicata dopo il Sinodo sulla gioventù tenutosi a Roma lo scorso ottobre, che lo ha citato in Christus vivit.

In esso, il papa argentino afferma che se il mondo digitale comporta pericoli, come il ripiegamento su se stessi o il « piacere vuoto », « va notato che ci sono giovani che, in questi campi, sono creativi e talvolta grandi, come il venerabile Carlos Acutis ».
Il 23 giugno 2018, il corpo dell’adolescente è stato riesumato e trovato intatto. Pochi giorni dopo, il Santo Padre riconosce le virtù eroiche di Carlo. Il 6 aprile il corpo è stato trasferito in una bara di legno e portato al santuario della Spogliazione d’Assise, dove San Francesco ha lasciato tutto per seguire Cristo in una vita di povertà.
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Un luogo che il giovane Carlo amava particolarmente. « François e Carlo sono ora indissolubilmente legati. Insieme hanno cantato di vita e di bene », ha detto il vescovo Domenico Sorrentino di Assisi, nella sua omelia, sottolineando la forza del loro messaggio in un’umanità in crisi.
Siamo tutti chiamati ad essere santi vivendo con amore.

Tanguy de La Seiglière, morto nel 2015 all’età di 13 anni, era un adolescente vivace che ha segnato con la sua profondità spirituale e semplicità chi lo conosceva. Anne e Leonard, i suoi genitori, si confidarono con Aleteia.
Clicca qui per saperne di pi

Fonte d’informazione → La redazione di Aleteia

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◊ Arcidiocesi Gorizia → Che cosa dovrei fare per diventare santo?

Tutorial :  » Come diventare santi « 

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Seconda domenica di Pasqua : La Divina Misericordia, anno C

Posté par diaconos le 22 avril 2019

 LITURGIA DELLA PAROLA

Questa celebrazione è stata istituita nel 1985, prima per l'arcidiocesi di Cracovia dal suo parroco, il cardinale Franciszek Macharski, e poi celebrata in altre diocesi della Polonia. Dieci anni dopo, nel 1995, il Santo Padre Giovanni Paolo II l'ha estesa a tutte le diocesi della Polonia, su espressa richiesta dell'Episcopato di Polonia. Il 30 aprile 2000, seconda domenica di Pasqua e giorno della canonizzazione di Santa Faustina a Roma, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II lo ha istituito per la Chiesa universale.

Questa celebrazione è stata istituita nel 1985, prima per l’arcidiocesi di Cracovia dal suo parroco, il cardinale Franciszek Macharski, e poi celebrata in altre diocesi della Polonia. Dieci anni dopo, nel 1995, il Santo Padre Giovanni Paolo II l’ha estesa a tutte le diocesi della Polonia, su espressa richiesta dell’Episcopato di Polonia. Il 30 aprile 2000, seconda domenica di Pasqua e giorno della canonizzazione di Santa Faustina a Roma, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II lo ha istituito per la Chiesa universale.

Prima lettura

Dagli Atti degli Apostoli

 Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava.

 Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro.

Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti.(At 5, 12-16)

Seconda Lettura  : Ero morto, ma ora vivo per sempre.

Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo  
Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell’isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù.
Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: «Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese».
Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d’oro e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d’uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d’oro.
Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: «Non temere! Io sono il Primo e l’Ultimo, e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito».
 
( Ap 1, 9-11.12-13.17.19 )

Vangelo : Otto giorni dopo, venne Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni  
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.

Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!».

Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. (Gv 20, 19-31)

Omelia   Divina Misericordia

La seconda domenica di Pasqua inaugura questo tempo gioioso che mette in evidenza il Cristo risorto. Giovanni Paolo II, nell’aprile 2000, ha proclamato questa domenica « Domenica della Divina Misericordia ». »

La misericordia è il cuore che si concentra sulla disgrazia o miseria degli altri: si esprime in ogni tipo di azione a favore dei più bisognosi. Questa sensazione non solo è sentita, ma ha anche le mani.

La misericordia di Dio si rivolge prima di tutto al male più profondo in noi: il nostro peccato. In seguito, si unisce a tutti i mali che ci affliggono: malattie, infermità, sofferenze, sofferenze, prove varie.

La misericordia di Dio è radicata nel suo amore eterno. Il salmo di questa domenica lo dice chiaramente: « Il Signore è buono e il suo amore è eterno. « (Sal 117:1).  È perché il Signore ci ama tutti, che non è mai indifferente alla nostra sofferenza e soprattutto alla sofferenza causata dal nostro peccato. È in nome di questo amore per noi che ci ha mandato il suo Figlio unigenito, che ha sofferto la sua passione, è morto e risorto per la nostra salvezza.

Il primo oggetto della misericordia di Dio è la nostra condizione di peccatori. I Vangeli sono pieni di storie che ci mostrano la particolare attenzione che Gesù rivolge ai peccatori. Ricordate la sua azione con il peccatore pubblico, la donna adultera, Levi, Zaccheo, il paralitico introdotto dal tetto, il ladro.
L’Antico Testamento è anche pieno di passaggi in cui vediamo lo stesso amore di Dio per i peccatori.

Questo amore di misericordia si esprime anche verso le persone che soffrono di qualche tipo di male. I Vangeli ci rivelano che Gesù è il testimone attivo ed eloquente di questa misericordia. Vedendolo guarire i malati, restituire la vista ai ciechi, ascoltare i sordi, camminare verso gli zoppi e paralizzati. Guardatelo reintegrare gli emarginati (lebbrosi) nella società…..

La prima lettura degli Atti degli Apostoli ci presenta l’apostolo Pietro che esercita la misericordia di Gesù verso gli infelici che incontra. Anche la sua ombra riesce a portare loro conforto e guarigione.

. Per esercitare la misericordia divina sono necessarie due condizioni: riconoscere la sua povertà e credere nella bontà del Signore e, nel Vangelo di oggi, Tommaso è un esempio significativo di queste due condizioni. Egli vede chiaramente che la sua fede è carente, si sente impotente di fronte al fatto della risurrezione del Signore; a modo suo, è una persona povera, infelice, vittima della sua testardaggine e cecità. Ma allo stesso tempo è qualcuno che ha l’umiltà di accogliere Gesù, di ascoltarlo, di parlare con lui e di guardare le cicatrici delle sue ferite….. Thomas, il peccatore, diventa di nuovo un credente. Tommaso, il debole, si sente amato da Gesù al di là di ogni dubbio. Per questo la sua professione di fede è magnifica: « Mio Signore e mio Dio! gli dira’: « Gli dira’.

Crediamo nell’infinita misericordia di Dio che ci ama tutti, personalmente, senza condizioni o riserve.

Noi siamo i privilegiati del Signore: Egli è sempre pronto a darci il suo perdono. Perché privarcene? Attraverso il sacramento della riconciliazione, il Signore ci testimonia della sua infinita misericordia.

A nostra volta, senza condizioni, cerchiamo di essere misericordiosi con i nostri fratelli e sorelle: cercando di perdonare coloro che ci hanno fatto del male. Se siamo felici che il Signore ci perdoni per le nostre colpe, come possiamo negare il perdono a coloro che ci hanno fatto del male ?

Seguendo l’esempio di Pietro, cerchiamo di aiutare, secondo i nostri mezzi e a modo nostro, coloro che sono più sfortunati di noi stessi.

La Divina Misericordia è il gioiello più bello del cuore di Dio. E’ il regalo piu’ grande che puo’ farci. La sua misericordia ci libera dalla nostra colpa e ci riconcilia con lui, con gli altri e anche con noi stessi. Ecco perché la nostra fede in questa misericordia è così grande. Amen.

lwf0004.gifMichel Houyoux, Diacono permanente.

Link externi

◊ Athanasius Contra Mundum → Dio ama tutti nello stesso modo ?

La divina misericordia

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Pasqua, Cristo è veramente risorto !

Posté par diaconos le 18 avril 2019

Vangelo  Gesù è vivo

Il più potente segno in assoluto che Gesù è quello che pretende di essere, cioè il Figlio di Dio, è la sua resurrezione dalla morte (Romani 1:4). È una questione dalle implicazioni enormi. Accadde realmente? Il racconto della Resurrezione è la grande eccezione alla "solita fine deprimente della vita umana" ?

Il più potente segno in assoluto che Gesù è quello che pretende di essere, cioè il Figlio di Dio, è la sua resurrezione dalla morte (Romani 1:4). È una questione dalle implicazioni enormi. Accadde realmente? Il racconto della Resurrezione è la grande eccezione alla « solita fine deprimente della vita umana » ?

1Il primo giorno della settimana, al mattino presto esse si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. 2Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro 3e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. 4Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. 5Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea 7e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». 8Ed esse si ricordarono delle sue parole 9e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. 10Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. 11Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. 12Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto. (Lc 24, 1-12)

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Omelia 
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In questo giorno di Pasqua, celebriamo con gioia la risurrezione del Signore. È un dato di fatto accertato, che tutti gli evangelisti ci riferiscono: la mattina di Pasqua, la tomba di Gesù è vuota. Che cosa possiamo concludere da tutto questo? Il Signore è stato portato via, Maria Maddalena e tanti altri penseranno dopo di lei. Ma in questo caso, il corpo sarebbe stato portato via con il sudario e le strisce che lo avvolgevano.
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Quando Giovanni entrò nella tomba dopo Pietro, vide e credette: è la disposizione delle lenzuola ben ordinate, che sembra essere stato un segno per il discepolo che Gesù amava. Vedendo il sudario crollato su se stesso come se il corpo fosse scomparso e il telo per la testa arrotolato al suo posto, John capì che non era stato possibile rimuovere manualmente il corpo, ma che aveva cessato di esistere fisicamente all’interno del sudario, ancora al suo posto come lo era stato durante la sepoltura.
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Ma questi segni non hanno detto nulla a Peter. Nessun segno è in grado di dare fede a nessuno: dobbiamo andare oltre il « vedere » per « credere ». Gesù dirà a Tommaso: « Beati coloro che hanno creduto senza aver visto » (Gv 20,29). Giovanni è il modello di fede in Cristo risorto perché crede senza vedere.
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Hai bisogno degli occhi del cuore per credere. Hai bisogno degli occhi dell’amore per credere! E’ a causa di questo amore che John ha corso più veloce! E’ a causa di questo amore che crede per primo ! Sappiamo vedere e credere come il discepolo amato ? Nella sua lettera ai Colossesi, Paolo scrive : « Fratelli, siete risorti con Cristo.
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Cercate dunque le realtà dall’alto : ecco dove si trova Cristo, seduto alla destra di Dio. « Cresciuto con Cristo, il cristiano ha un solo obiettivo: perseguire la missione di Cristo, che è di condurre gli uomini e l’intero universo al Padre: farlo è cercare le realtà dall’alto. evitando di chiudere il mondo come se fosse autosufficiente.
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Alziamo la testa, Cristo è risorto! Ci indica la via verso suo Padre: la via della gioia eterna ! La risurrezione di Cristo è già all’opera nel presente nella nostra vita: è percepibile.  Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questa madre di una famiglia che, sopraffatta dalle preoccupazioni della famiglia e dei figli, irradia una gioia profonda ?
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Sappiamo vedere i segni del Cristo risorto in questo giovane che, al di là del suo appetito per il piacere, dedica le sue forze per favorire l’amicizia tra i suoi amici ? Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questo miscredente che è stupito dalla sua preoccupazione per i più poveri ?
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Sappiamo vedere i segni della risurrezione di Cristo in questo vecchio che attende la morte con calma speranza nell’amore di Diio ? La risurrezione è in marcia quando un uomo o una donna esce dalla sua tomba di odio e violenza, quando si stacca dal rancore che lo rosicchia e lo fa emergere alla luce della pace e della riconciliazione.
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La risurrezione è presente quando un uomo o una donna si libera dalla tomba del suo peccato e accoglie nella sua vita la gioia del perdono  Dio. La risurrezione di Cristo è seminata quando un uomo o una donna abbandona la tomba del suo fallimento, delle sue delusioni paralizzanti che ancora gli impediscono di credere nella vita, nella felicità, nell’amore e in se stesso in modo molto semplice.
Facciamoci la domanda : « Qual è nella mia vita il sepolcro da cui Cristo mi chiama per una nuova vita? Siamo l’uno per l’altro segni di resurrezione ?  Possa il Cristo che stiamo per ricevere comunicando nutrirsi in noi la vita eterna! Amen.

croix-diaconale4 Homélie dans PrièresMichel Houyoux, Diacono permanente

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