Seconda domenica di Pasqua – Anno B

Posté par diaconos le 5 avril 2021

Otto giorni dopo, Gesù viene

Otto giorni dopo venne Gesù

# La Domenica della Divina Misericordia (o DDM) è la domenica dell’ottava di Pasqua nel calendario liturgico della Chiesa Cattolica. Questo è stato deciso da Papa Giovanni Paolo II (30 aprile 2000), ricordando il giorno della canonizzazione di Faustina Kowalska (Santa Faustina). È stato celebrato per la prima volta il 22 aprile 2001. Questa domenica corrisponde alla festa del quasimodo, che conclude l’ottava di Pasqua, la domenica in albis, o domenica di San Tommaso.

Questo giorno è dedicato alla Divina Misericordia. In questo giorno, chi confessa i suoi peccati e riceve la comunione è perdonato di tutti i suoi peccati e dolori. Il 17 agosto 2002, nel Santuario della Divina Misericordia di Cracovia-Łagiewniki, che visitò regolarmente durante la sua giovinezza e dove sono conservate le reliquie di Faustina Kowalska, Giovanni Paolo II inaugurò il terzo millennio affidando il mondo alla misericordia del Padre. Giovanni Paolo II è morto durante i Vespri della Divina Misericordia, e in onore della sua devozione alla misericordia, la sua beatificazione ha avuto luogo il 1° maggio 2011, e la sua canonizzazione il 27 aprile 2014, due domeniche della Divina Misericordia.

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

Fu dopo la morte di Gesù. Ed era sera, il primo giorno della settimana, quando le porte del luogo dove si trovavano i discepoli… erano chiuse a chiave per paura degli ebrei, Gesù venne e si fermò in mezzo a loro.
Egli disse loro : « La pace sia con voi !  » Dopo questa parola, mostrò loro le sue mani e il suo fianco. I discepoli erano pieni di gioia quando videro il Signore. Gesù disse loro di nuovo : « La pace sia con voi !
Come il Padre mi ha mandato Vi mando anche.  » Quando ebbe detto questo, soffiò su di loro e disse loro : « Ricevi lo Spirito Santo. I cui peccati tu perdonerai, saranno  perdonati ; A chi manterrà i suoi peccati, saranno mantenuti. « 

Ora uno dei Dodici, Thomas, chiamato Didimo (cioè Gemello), non era con loro quando venne Gesù. Gli altri discepoli gli dicevano : « Abbiamo visto il Signore !  » Ma egli dichiarò loro : « Se non vedo il segno dei chiodi nelle sue mani se non metto il dito nel segno delle unghie, se non metto la mia mano nel suo fianco, no, non crederò !  »
Otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo nella casa, e Tommaso era con loro.
Gesù è venuto, quando le porte erano chiuse, e lui era lì in mezzo a loro. Egli dice : « La pace sia con voi !  » Poi disse a Tommaso : « Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani.
Metti la tua mano in avanti e nel mio fianco : smettete di essere increduli, essere un credente. »
Allora Tommaso gli disse : « Mio Signore e mio Dio ! «  Gesù gli disse : « Perché mi avete visto, voi credete. Beati coloro che credono senza aver visto. « 

Ci sono molti altri segni che Gesù fece in presenza dei discepoli che non sono scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti in modo che tu possa credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e che credendo possiate avere la vita nel suo nome. (Gv 20, 19-31)

La pace sia con voi !

« I discepoli avevano chiuso le porte del luogo dove si trovavano, perché avevano paura. Gesù venne e si fermò in mezzo a loro.  » (Gv 20,19b) È quando i discepoli meno se lo aspettano che Gesù viene da loro. Non li rimprovera di averlo abbandonato, di non credere in lui. No ! Quando dice loro : « La pace sia con voi » (Gv 20,19d), è per dar loro coraggio, per ravvivare la loro fede e la loro speranza. Oggi, Signore, anche noi siamo tentati di chiudere devotamente le nostre porte.

Quando lo Spirito di Dio soffia, che le mura delle nostre prigioni crollino… . Chiediamoci da quale situazione senza uscita, da quale situazione paurosa, da quale situazione mortale, Cristo vuole liberarci, risuscitarci: un tale peccato, una tale prova di salute, una tale costrizione dolorosa e disperante, una tale difficoltà familiare o professionale…

Attraverso questo incontro, Gesù viene a ristabilire i legami di fiducia e di amicizia. Così, saranno più forti per la missione che egli affiderà loro. Non devono più avere paura perché Gesù sarà sempre con loro fino alla fine del mondo. Sono inviati a testimoniare la Buona Novella del Regno al mondo intero. Il messaggio che dovranno trasmettere è proprio la pace e la riconciliazione. Questo dono è offerto a tutti coloro che lo accetteranno.

È per questo che gli apostoli ricevono il potere e la missione di perdonare i peccati (Gv 20,21). Comprendiamo che il sacramento del perdono è un incontro con il Signore che non ha mai smesso di amarci. È tornando a lui e accogliendo il suo perdono che troviamo la vera pace, il senso stesso delle parole di Cristo « La pace sia con voi ».

Così la resurrezione nel giorno di Pasqua fu per gli apostoli e per tutti noi il punto di partenza di una grande speranza. Quando morì, i suoi amici pensarono che tutto fosse finito e che non ci fosse più speranza. Ma il giorno di Pasqua tutto cambia: Gesù risorto diventa una fonte di luce, pace e gioia.

Questo vangelo ci pone delle domande sulla nostra fede. Come possiamo accogliere questa Buona Notizia? Non abbiamo visto Gesù risorto, non abbiamo prove. Tutto quello che abbiamo sono testimonianze. Ed è su queste testimonianze degli apostoli che abbiamo basato la nostra fede.

A questo proposito, è interessante tornare al caso dell’apostolo Tommaso… (Gv 20,21-26). Molti credenti si riconoscono nelle esitazioni e nei dubbi di quest’uomo. Ha detto : « Sono come Tommaso, credo solo a quello che vedo. « . Thomas è una di quelle persone che hanno sperimentato il dubbio. Ma se guardiamo da vicino, scopriamo che fu il primo a credere veramente in Gesù risorto perché fu il primo a dire : « Mio Signore e mio Dio » (Gv 20, 25). Gli altri avevano visto il Signore.

Ma va molto oltre quando proclama la sua fede. Non è più solo l’amico di prima ; è « Mio Signore e mio Dio ». Lo stesso Signore si unisce a noi nei nostri dubbi, nelle nostre domande, nelle nostre proteste, anche nella nostra rabbia.  Come Tommaso, siamo chiamati ad un umile e sincero atto di fede È come una luce che ci inonda e ci dà pace nel profondo del nostro essere.  Allora, come lui, anche noi possiamo dire :  « Mio Signore e mio Dio! « . È così che ogni incontro con il Signore è un’esperienza potente.

Il vangelo ci dice che ha luogo il primo giorno della settimana, cioè la domenica. È in questo giorno che Gesù si unisce alle comunità riunite. Thomas non era presente a questo primo incontro. Dovrà aspettare otto giorni dopo, cioè di nuovo domenica. È in questo giorno che noi cristiani ci riuniamo in chiesa per accogliere Gesù risorto, per ascoltare la sua parola e per celebrare l’Eucaristia.

Quando prendiamo l’abitudine di non rispondere a questo appuntamento, siamo come Tommaso, ed è il dubbio che si deposita in noi. Quando ci riuniamo in chiesa per celebrare l’Eucaristia, impariamo a riconoscere in Gesù « mio Signore e mio Dio ». Accogliamo la pace che viene da lui in vista della missione che ci affida. Chiediamogli di ravvivare la nostra fedeltà e il nostro amore. È attraverso la nostra fede che avremo la vita

Il Diacono Michel Houyoux

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◊ Maranatha (Italia) : clicca qui per leggere l’articolo →  II Domenica di Pasqua Anno B

◊ Qumran : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – II Domenica di Pasqua (Anno B)

   Padre Fernando Armellini : 2a Domenica di Pasqua anno B

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Resurrezione del Signore – Anno B

Posté par diaconos le 30 mars 2021

Gesù doveva essere risuscitato dai morti

Résurrection du Seigneur — Année B – 1 AVRIL 2018 | Croixstandre's Weblog

# La resurrezione nella religione cristiana si riferisce al passaggio fisico dalla morte alla vita. Riguarda principalmente Gesù Cristo, che morì durante la sua crocifissione e visse « il terzo giorno, secondo le Scritture », cioè la mattina di Pasqua. L’esegesi storico-critica ha cercato di tracciare il dibattito tra farisei e sadducei sulla credenza nella resurrezione al tempo di Gesù di Nazareth, e ha sottolineato l’importanza di queste discussioni nella formazione del cristianesimo.

Tuttavia, tre resurrezioni hanno preceduto quella di Gesù nel Nuovo Testamento, quella del figlio della vedova nel Vangelo di Luca, quella della figlia di Giairo nei Sinottici e quella di Lazzaro nel Vangelo di Giovanni. Considerati come miracoli che obbediscono alla volontà di Dio, questi episodi non sembrano costituire una prefigurazione della resurrezione cristica. La resurrezione di Cristo è di natura teologicamente diversa. Due resurrezioni seguirono quella di Gesù Cristo: quella di Dorcas (Tabitha) eseguita dall’apostolo Pietro e quella di Eutyche eseguita dall’apostolo Paolo

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

Il primo giorno della settimana, Maria Maddalena andò alla tomba di mattina presto, era ancora buio. Vede che la pietra è stata rimossa dalla tomba. Allora ella corse da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: « Il Signore è stato portato via dal suo sepolcro e non sappiamo dove sia stato deposto. « Allora Pietro si mise in cammino con l’altro discepolo per andare alla tomba. Correvano entrambi insieme, ma l’altro discepolo correva più veloce di Pietro e raggiunse la tomba per primo. Mentre si chinava, vide che i panni di lino erano stesi, ma non entrò. Simon Pietro, che lo aveva seguito, arrivò a sua volta. Entrò nel sepolcro e vide i teli di lino stesi e il sudario che aveva avvolto la testa di Gesù, che non era steso con i teli di lino, ma arrotolato al suo posto. Poi entrò l’altro discepolo, che era stato il primo ad arrivare alla tomba. Ha visto e ha creduto. Fino ad allora, i discepoli non avevano capito che, secondo le Scritture, Gesù doveva risorgere dai morti. (Gv 20,1-9)

La risurrezione di Gesù

Giovanni parla di lei come se fosse venuta da sola al sepolcro, mentre gli altri evangelisti menzionano diverse donne che si precipitarono anch’esse a visitare la tomba, con l’intenzione di imbalsamare il corpo del Signore : « Dopo il sabato, quando il primo giorno della settimana cominciava ad albeggiare, Maria Maddalena e l’altra Maria vennero a guardare la tomba.  » (Mt 28,1-2)

Ed ecco, ci fu un grande terremoto, e l’angelo del Signore scese dal cielo, fece rotolare via la pietra e vi si sedette sopra. Per conciliare questa differenza, molti esegeti dicono che andarono tutti insieme, ma che Giovanni menzionò solo Maria Maddalena, sulla quale si concentrò tutto il suo interesse, per il ruolo importante che aveva. Giovanni non ignorava che lei aveva dei compagni, poiché la fece parlare al plurale e a loro nome.  Altri interpreti pensano che Maria Madelaine sia andata davvero alla tomba da sola e prima di tutti gli altri.

Quando Maria Madelaine andò alla tomba, vide con stupore che la pietra che la chiudeva era stata rimossa, e corse a dirlo a Pietro e Giovanni. Mentre tornava in città, le altre donne si avvicinarono al sepolcro aperto e videro un angelo che annunciò loro: « Gesù è risorto. Poi se ne andarono in fretta e corsero a dare la notizia ai discepoli.

L’emozione e la paura di Maria Madelaine si riflettono nelle parole con cui comunica ai discepoli questa notizia. L’idea che Gesù potesse risorgere non era ancora entrata nella sua mente, perché pensava solo alla rimozione del suo corpo. L’altro discepolo che Gesù amava era Giovanni, che si riferiva a se stesso in questo modo, senza mai nominare se stesso: « Quando Gesù vide sua madre e il discepolo che amava in piedi accanto a lei, disse a sua madre : « Donna, questo è tuo figlio. « 

 Pietro e Giovanni, pieni della più profonda emozione nell’udire le parole di Maria Maddalena, si precipitarono fuori dalla città; e andando verso il sepolcro, corsero insieme verso il luogo dove Gesù era sepolto. Giovanni, che era probabilmente più giovane e più agile, andò avanti al suo compagno e raggiunse la tomba per primo.

Chinandosi a guardare nella grotta, vide i panni di lino con cui era stato avvolto il corpo; ma trattenuto dalla paura istintiva ispirata dal mistero della morte e dall’incertezza della situazione, non osò entrare. Pietro arrivò in quel momento e, più risoluto di Giovanni, entrò nella tomba e osservò i teli di lino stesi a terra e il sudario che aveva coperto il capo di Gesù, accuratamente ripiegato in un posto, mentre i teli di lino erano stati gettati in giro. Incoraggiato dall’esempio del suo compagno di studi, anche Giovanni entrò nella grotta, vide e credette.

In cosa credeva ?

Giovanni non voleva dire che credeva alle parole di Maria Madelaine, perché l’ordine notevole che Gesù aveva voluto lasciare nel suo sepolcro escludeva assolutamente l’idea di un rapimento effettuato frettolosamente dai suoi nemici. No, credeva che Gesù fosse risorto, e questa convinzione rafforzava la sua fede che Gesù era il Cristo, il Figlio di Dio.

Come Tommaso, i due discepoli avevano bisogno di vedere per credere. Giovanni indicò umilmente il motivo della loro lentezza a credere: non avevano ancora capito, anche allora, la Scrittura che dice che Gesù doveva risorgere dai morti: avrebbero potuto trovare la resurrezione di Gesù annunciata in passi come Salmi 16; Salmi 22 ; Salmi 110; Isaia 53…

Gli insegnamenti di Gesù e soprattutto la luce dello Spirito Santo hanno aperto gli occhi degli apostoli su questo punto, come su molti altri. Poi capirono le Scritture (Atti 2:25-34; Atti 8:32-33; Atti 13:33-35).

Oltre alle rivelazioni dell’Antico Testamento, i discepoli avevano sentito le molte dichiarazioni chiare di Gesù sulla sua morte e risurrezione : « E prese con sé i dodici e disse loro: ‘Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e si compiranno tutte le cose scritte dai profeti sul Figlio dell’uomo’ » (Lc 18,31).  » (Lc 18, 31)

Ma gli stessi evangelisti affermano, con inimitabile candore e umiltà, che i discepoli non avevano capito queste predizioni di Gesù meglio di quanto avessero capito le Scrittur : « Ed essi si attenevano a questa parola, mentre si chiedevano tra loro cosa significasse risorgere dai morti » (Mc 9 10)

Diacono Michel Houyoux

Il complemento

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Omelia  Domenica di Pasqua

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Voi siete i figli di coloro che hanno ucciso i profeti.

Posté par diaconos le 26 août 2020

#Vangelo (26 agosto): Siete figli di chi uccise i profeti

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo

Allora Gesù disse : « Guai a voi, scribi e farisei, ipocriti, perché siete come tombe imbiancate di bianco : all’esterno sono belle, ma all’interno sono piene di ossa e di ogni sorta di cose impure. Così voi, all’esterno, alle persone sembrate uomini giusti, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di malvagità. Miserabili siete voi, scribi e farisei, ipocriti, perché costruite le tombe dei profeti, decorate le tombe dei giusti e dite: se avessimo vissuto ai tempi dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nello spargere il sangue dei profeti. Così testimoniate contro voi stessi: siete davvero i figli di coloro che hanno ucciso i profeti. Voi, dunque, prendete la misura dei vostri padri » (Mt 23,27-32).

Le tombe degli israeliti

I sepolcri tra gli israeliti erano di solito grotte naturali o grotte scavate nella roccia con una pietra all’ingresso. Ogni anno nel mese di Adar (marzo) queste tombe sono state imbiancate di bianco, sia per farle apparire belle, sia per evitare che qualcuno si avvicini accidentalmente ad esse a causa di un’infamia legale. Ciò non ha impedito che questi sepolcri fossero pieni di ossa morte e di impurità al loro interno; un’immagine triste ma energica dell’ipocrisia e dell’iniquità che Gesù rimproverava ai suoi avversari.

I profeti e i giusti dell’antica alleanza, di cui vediamo ancora le tombe intorno a Gerusalemme, furono mantenuti e abbelliti dai Giudei; e con quest’opera mostrarono con ostentazione, come dissero espressamente, di aver ripudiato le gesta dei loro padri, gesta che avrebbero avuto cura di non compiere.

E quando nominarono i vostri padri coloro che uccisero i profeti, sapevano che eravate loro figli ; e lo eravate in un senso molto più completo di quanto pensaste, non solo per discendenza, ma per disposizione dei vostri cuori. E né le loro ipocrite dimostrazioni ipocrite delle tombe sacre né le loro proteste insincere potevano renderle diverse da quelle che erano. Non restava loro altro che riempire la misura della colpa dei loro padri.

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Parrochia San Francesco d’assisi : clicca qui per leggere l’articolo →    Il Vangelo di mercoledì 26 agosto 2020

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Carlo Occeli : « commento al Vangelo di oggi »

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Mio Signore e mio Dio !

Posté par diaconos le 5 juillet 2020

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Giovanni

Uno dei Dodici, Tommaso (il cui nome significa: Gemello), non era con loro quando Gesù è venuto. Gli altri discepoli gli dissero : « Abbiamo visto il Signore !  » Ma egli disse loro : « Se non vedo il segno dei chiodi nelle sue mani, se non metto il dito dove sono i chiodi, se non metto la mano nel suo fianco, no, non ci crederò ! »

Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. E Gesù è venuto, quando le porte erano chiuse, ed era lì in mezzo a loro. Ha detto : « La pace sia con voi !  » Poi disse a Tommaso : « Metti il dito qui, e vedi le mie mani; metti la mano fuori e mettila nel mio fianco: smettila di essere infedele, sii credente ». Allora Tommaso gli disse : « Mio Signore e mio Dio ! « Gesù gli disse : « Perché mi avete visto, voi credete. Beati coloro che credono senza aver visto. « (Gv 20, 24-29).

I dubbi e la confessione di Thomas

Tommaso si trovò assente dal gruppo dei suoi compagni quando Gesù apparve loro. Indubbiamente, non avendo alcuna speranza, cercava la solitudine per assecondare i suoi tristi pensieri e si privava così di una grazia immensa.

Fu in un incontro successivo che i discepoli dissero a Tommaso, con la gioia che risplendeva sui loro volti: « Abbiamo visto il Signore !   « L’ostinazione del suo dubbio si esprimeva con parole forti e ripetute. Tommaso giunse a questa conclusione : « Non ci crederò ! «   Questo discepolo pensava di obbedire solo alla sua ragione, eppure era molto irragionevole.

Durante questi otto giorni non c’è stata una nuova apparizione di Gesù, anche se i discepoli erano spesso riuniti insieme, come se lo aspettassero. Finalmente è venuto. Gesù è apparso in mezzo a loro nello stesso modo e nella stessa casa. Questa volta Thomas era presente. Non appena Gesù disse la sua dolce parola di pace sui discepoli, parlò direttamente a Tommaso. Conosceva la sua condiz

       Se un fariseo avesse fatto queste condizioni come Tommaso, non avrebbe ottenuto nulla; ma a un discepolo, finora provato, nulla viene rifiutato. (Bengala)

Ripetendo le parole di Tommaso, Gesù lo ha fatto sentire in torto e lo ha coperto di confusione. Concludeva con questo monito: « Non diventare incredulo, ma credente. »

Con l’espressione: non diventare, Gesù lo fa sentire in quale posizione critica si trova ora, a questo punto in cui le due strade si separano: quella dell’incredulità decisa e quella della fede perfetta. (Godet)

Quanto più Tommaso resisteva alla fede in Gesù risorto e glorificato, tanto più era penetrato dalla luce divina che inondava la sua anima. La conoscenza e la carità di Gesù lo ha preso e lo ha umiliato. In quell’istante tutte le affermazioni di Gesù sulla sua divinità, che non riusciva a superare i dubbi di Tommaso, divennero per lui tanti tratti di luce, ed essendo l’ultimo a credere nella risurrezione di Gesù, fu il primo a chiamarlo con un nome che nessun altro aveva ancora pronunciato: « Mio Signore e mio Dio ! »

Ma Thomas si trovò in una situazione particolare che gli diede ogni ragione di credere. Dieci dei suoi compagni, di cui non poteva sospettare l’intelligenza e la buona fede, gli dissero con gioia: « Abbiamo visto il Signore », ed egli, contestando questa testimonianza, chiese una dimostrazione materiale dei sensi.

Questo è quello che è successo, perché è stato per ignorare e negare il valore della testimonianza, su cui si basa la maggior parte delle nostre conoscenze e delle nostre convinzioni, anche nelle cose di questo mondo; e quanto di più nelle verità religiose che devono collegare la nostra anima con il Dio invisibile ! Ecco perché Gesù ha stabilito qui questo grande principio per il suo regno : « Beati quelli che non hanno visto e che hanno creduto ! « 

La fede è, infatti, un atto morale della coscienza e del cuore, indipendente dai sensi, tutti gli oggetti della fede appartengono al mondo invisibile, la Chiesa cristiana, per diciannove secoli, ha creduto in Gesù Cristo e nella sua risurrezione sulla stessa testimonianza apostolica che Tommaso ha rifiutato.

Chi fa dipendere la propria fede dalla vista, dai sensi o dal ragionamento, la espone a un’angosciante instabilità, poiché « le cose visibili sono solo per un tempo, e le sole cose invisibili sono eterne ». (2 Corinzi 4, 18). Per questo Gesù ha dichiarato felici coloro che credono in lui, perché la fede, unendoci a lui, ci mette in  possesso dei tesori di grazia, pace, amore e vita che sono in lui e che da soli costituiscono la vera felicità dell’anima umana.

Il diacono Michel Houyoux

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◊ Guiseppe Mani : clicca qui per leggere l’articolo →  Mio Signore e mio Dio

◊ S. Tommaso apostolo  : clicca qui per leggere l’articolo → Mio Signore e mio Dio

♥ Commento del padre Renzo Bertoli : « Mio Signore e mio Dio »

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