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Terza domenica del tempo ordinario dell’anno C

Posté par diaconos le 19 janvier 2022

Terza domenica del tempo ordinario dell'anno C  dans articles en Italien

aba9a6179ecf98c669fcba052e4defc7 Terza domenica del tempo ordinario dell'anno C dans Catéchèse

Gesù insegnava nella sinagoga dei Giudei.

In tutto il mondo, i cristiani di diverse fedi si riuniscono per momenti di preghiera comune. Chiedono a Dio di realizzare quello che era il desiderio più importante di Cristo la sera del Giovedì Santo: « Che siano una cosa sola ». Questo problema delle divisioni tra i cristiani era presente nelle prime comunità. Molte persone sostenevano di essere seguaci di questo o quel predicatore. Le tre letture di questa domenica possono aiutarci a riflettere su questa questione della pace e dell’unità.

San Paolo ci parla della solidariemettere il meglio di sé al servizio del bene comune. Questo è fondamentale se vogliamo promuovere buone relazioni tra tutte le persone. Nel Vangelo, Gesù si presenta come il liberatore, colui che viene « per portare una buona notizia ai poveri, per annunciare ai prigionieri che sono liberi, per portare la liberazione agli oppressi, per annunciare un anno di benedizioni concesse dal Signore ». Siamo chiamati al di là delle nostre differenze per essere uniti nella diversità.

Questa settimana, per essere concreti, prendiamoci il tempo di conoscere l’altro, quello che è diverso da me nella sua fede: facciamo lo sforzo di scoprire la fede e il pensiero di un cristiano di un’altra denominazione. tà dei cristiani (2a lettura). Ricorda alle comunità corinzie, ma anche a ciascuno di noi, una verità fondamentale: « Voi siete il corpo di Cristo ». Ogni battezzato è chiamato

La prima lettura è dal libro di Neem ia, capitolo8

Siamo a Gerusalemme intorno al 450 a.C. L’esilio babilonese è finito, il Tempio di Gerusalemme è finalmente ricostruito (anche se è meno bello di quello di Salomone) e la vita riprende il suo corso. Con l’esilio babilonese, tutto è andato perduto e il ritorno non è stato facile: il grande problema del ritorno è la difficoltà di andare d’accordo: tra chi torna in patria, pieno di ideali e progetti, e chi nel frattempo si è stabilito, non c’è un divario, ma un abisso. Non è un vuoto, è un abisso. I gentili hanno occupato il posto e le loro preoccupazioni sono molto lontane dai molti requisiti della legge ebraica. Esdra e Neemia faranno quindi di tutto per rimediare alla situazione.

Il popolo deve essere sollevato e il suo morale ripristinato. Storia Nel settimo anno di Artaserse I, re di Persia dal 465 al 424 a.C., Esdra fu incaricato dal re di andare a Gerusalemme per fare un’inchiesta civile e religiosa sulla condizione della comunità ebraica e per esortarla ad osservare la legge di Dio.

Esdra fu uno dei leader degli ebrei che tornarono da Babilonia con Zorobabele. Era uno scriba che conosceva bene la Legge di Mosè, che studiava e insegnava, ed era un discendente di Zadok e Phineas. È il personaggio principale del Libro di Esdra e si trova nel racconto di Neemia del suo ritorno dall’esilio babilonese, di cui il seguente è un estratto. Neemia è un ebreo, nato a Babilonia nel quinto secolo a.C., il personaggio principale e narratore del Libro di Neemia.

Secondo il racconto biblico, divenne coppiere di Artasero Longhi, re di Persia; ottenne da questo principe il permesso di ricostruire le mura di Gerusalemme (445 a.C.) e guidò alcuni degli esuli ebrei in Giudea dopo il primo esilio a Babilonia. Fondò la grande sinagoga e governò il popolo ebraico con grande saggezza fino alla sua morte nel 424 a.C. Gli si attribuisce il secondo dei libri conosciuti come Esdra.

Per ristabilire l’unità della loro comunità, Esdra e Neemia non fanno una lezione, propongono una festa basata sulla parola di Dio. Toutto il popolo si è riunito come uno solo nella piazza davanti alla porta dell’acqua. A Esdra, lo scriba, fu chiesto di portare il libro della legge di Mosè, che il Signore aveva dato a Israele. Il sacerdote Esdra portò la legge davanti all’assemblea, composta da uomini, donne e tutti i bambini che potevano capire.

Era il primo giorno del settimo mese. Esdra lesse il libro dall’alba a mezzogiorno in presenza degli uomini, delle donne e di tutti i bambini di età compresa, e tutto il popolo ascoltava la lettura della legge. Lo scriba Esdra stava su una piattaforma di legno costruita appositamente per questo scopo. Esdra aprì il libro; tutto il popolo poteva vederlo, perché egli sovrastava l’assemblea. Quando aprì il libro, tutta la gente si alzò in piedi.

Allora Esdra benedisse il Signore, il grande Dio, e tutto il popolo alzò le mani e disse: « Amen! Amen ! » Poi si inchinarono e adorarono il Signore con la faccia a terra. Esdra lesse un passo del libro della legge di Dio, poi i Leviti lo tradussero e ne diedero il significato. Nehemia, il governatore, Esdra che era sacerdote e scriba, e i Leviti che lo spiegavano, dissero a tutto il popolo : « Questo giorno è santo per il Signore vostro Dio ! Non piangere, non piangere !

Perché tutti piangevano all’udire le parole della Legge. Esdra disse loro : « Andate e mangiate del buon pane e bevete del buon vino, e mandate una parte a coloro che non hanno niente di pronto ». Perché questo giorno è santo per il nostro Dio! Non ti affligere : la gioia del Signore è la tua fortezza !

 Salmo 19, 8-10.15

Commento La mappa del Signore è sicura, che rende saggio il semplice » (primo versetto qui): un modo di dire che solo Dio è saggio; per noi, non è necessario credere di essere intelligenti, lasciamoci semplicemente guidare. E poi, l’umile e quotidiana pratica della Legge può gradualmente trasformare un intero popolo. Tutto ciò che serve è una pratica umile e quotidiana; è alla portata di tutti.

Testo La legge del Signore è perfetta, dà la vita ; la carta del Signore è sicura, rende saggio il semplice. I precetti del Signore sono retti, allietano il cuore; il comandamento del Signore è chiaro, illumina l’occhio. Il timore del Signore è puro, è lì per sempre; le decisioni del Signore sono giuste e veramente giuste. Accogli le parole della mia bocca, i mormorii del mio cuore; fa’ che vengano davanti a te, o Signore, mia roccia.

La seconda lettura è tratta dalla lettera dell’apostolo San Paolo.

 Commento  Questo lungo sviluppo da parte di Paolo prova almeno una cosa, che la comunità di Corinto stava vivendo esattamente gli stessi problemi che stiamo vivendo noi. Per dare una lezione ai suoi seguaci, Paolo usa una procedura che funziona meglio di qualsiasi discorso, usa una favola che tutti conoscevano e la adatta al suo scopo. Questa favola, che era in circolazione all’epoca di Cristo, si chiamava : « La favola delle membra e dello stomaco » (è raccontata nella Storia romana di Tito Livio ».

 Uno dei punti sorprendenti di questo sviluppo è che non parla mai per un momento in termini di gerarchia o di superiorità ! Paolo, al contrario, insiste sul rispetto dovuto a tutti: semplicemente, perché la più alta dignità, l’unica che conta, è essere membro, chiunque sia, dell’unico corpo di Cristo. Il rispetto, in senso etimologico, è una questione di sguardo. In questo brano, San Paolo ci dà una meravigliosa lezione di rispetto: rispetto per la diversità, da un lato, e rispetto per la dignità di ogni persona, qualunque sia la sua funzione.

Testo  Facciamo un paragone : il nostro corpo è un tutto, eppure ha molte membra; e tutte le membra, nonostante il loro numero, sono un solo corpo. Così è con Cristo. Tutti noi, ebrei o gentili, schiavi o uomini liberi, siamo stati battezzati nell’unico Spirito per formare un solo corpo. Tutti noi siamo stati estinti dall’unico Spirito. Il corpo umano è composto da diversi membri, non uno solo. Il piede può dire : « Non sono la mano, quindi non faccio parte del corpo », ma fa comunque parte del corpo. L’orecchio può dire : « Non sono l’occhio, quindi non faccio parte del corpo », ma fa comunque parte del corpo.

Se ci fossero solo occhi nel corpo, come potremmo sentire ? Se ci fossero solo le orecchie, come potremmo annusare ? Ma nel corpo, Dio ha disposto le diverse membra come ha voluto. Se ce ne fosse uno solo, come farebbe a formare un corpo ? Quindi ci sono sia molti membri che un solo corpo. L’occhio non può dire alla mano : « Non ho bisogno di te »; la testa non può dire ai piedi : « Non ho bisogno di te ». Inoltre, le parti del corpo che sembrano le più delicate sono indispensabili.

E quelli che sono meno rispettabili, li trattiamo con più rispetto ; quelli che sono meno decenti, li trattiamo con più decenza ; per quelli che sono decenti, non è necessario. Dio ha organizzato il corpo in modo tale che noi mostriamo più rispetto a ciò che è più carente di rispetto : Egli ha voluto che non ci sia divisione nel corpo, ma che le diverse membra si preoccupino l’una dell’altra. Se un membro soffre, tutti i membri partecipano alla sua sofferenza; se un membro è onorato, tutti partecipano alla sua gioia.

Ora voi siete il corpo di Cristo, e ognuno di voi, a modo suo, è un membro di quel corpo. Tra coloro che Dio ha posto nella Chiesa in questo modo, ci sono in primo luogo gli apostoli, in secondo luogo i profeti, in terzo luogo coloro che sono responsabili dell’insegnamento, poi coloro che fanno miracoli, coloro che hanno il dono della guarigione, coloro che sono responsabili dell’assistenza o della guida dei fratelli, coloro che dicono parole misteriose. Ovviamente, non tutti sono apostoli, non tutti sono profeti, non tutti sono incaricati dell’insegnamento; non tutti devono fare miracoli, guarire, dire parole misteriose,

 Commento Questa storia si svolge dopo il battesimo di Gesù e il racconto delle sue tentazioni nel deserto. Quando Gesù dice : « La parola di Isaia che vi ho appena letto, lo Spirito del Signore è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione… è in me che si compie… », sta semplicemente dicndo : « Io sono il Messia, quello che state aspettando ». Dicendo questo, non poteva non sorprendere i suoi ascoltatori. Ci deve essere stato un tempo di silenzio finché non hanno capito cosa intendeva.

Nota Luca dice a Teofilo che vuole permettergli di verificare « la solidità degli insegnamenti che ha ricevuto ». Luca riconosce anche di non essere stato un testimone oculare degli eventi; poteva solo informarsi sui testimoni oculari, il che presuppone che fossero ancora vivi quando scrisse.

Testo  Molti si sono impegnati a comporre un resoconto degli avvenimenti che hanno avuto luogo tra noi, così come ci sono stati tramandati da coloro che, fin dall’inizio, sono stati i testimoni oculari e sono diventati i servitori della Parola. Perciò anch’io→, dopo essermi accuratamente informato di tutte le cose fin dall’inizio, ho deciso di scrivere per te, caro Teofilo, un resoconto di esse, affinché tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

Quando Gesù tornò in Galilea nella potenza dello Spirito, la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe dei Giudei e tutti lo lodavano. Venne a Nazareth, dove era cresciuto. Come era sua abitudine, entrò nella sinagoga il sabato e si alzò per leggere. Gli fu presentato il libro del profeta Isaia. Aprì il libro e trovò il passaggio in cui si dice : Lo Spirito del Signore è su di me perché il Signore mi ha unto. Mi ha mandato a portare la Buona Novella ai poveri, a proclamare la libertà ai prigionieri e la luce ai ciechi, a portare la liberazione agli oppressi, a proclamare un anno.

Il Diacono Michel Houyoux

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◊ Animazione :  clicca qui per lggere l’articolo  →  III Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

◊ Qumran :  :  clicca qui per lggere l’articolo  → :  clicca qui per lggere l’articolo  → Testi – III Domenica del Tempo Ordinario (Anno C)

Il Padre Fernando Aemellini : « Terza domenica del tempo ordinario dell’anno C « 

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Vendredi de la première Semaine du Temps Ordinaire — Année Paire

Posté par diaconos le 14 janvier 2022

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Le Fils de l’homme a autorité pour pardonner les péchés sur la terre

Quelques jours après la guérison d’un lépreux, Jésus revint à Capharnaüm, et l’on apprit qu’il était à la maison.    Tant de monde s’y rassembla qu’il n’y avait plus de place, pas même devant la porte, et il leur annonçait la Parole. Arrivent des gens qui lui amènent un paralysé, porté par quatre hommes.  Comme ils ne peuvent l’approcher à cause de la foule, ils découvrent le toit au-dessus de lui, ils font une ouverture, et descendent le brancard sur lequel était couché le paralysé.

Voyant leur foi, Jésus dit au paralysé : « Mon enfant, tes péchés sont pardonnés. «   Or, il y avait quelques scribes, assis là, qui raisonnaient en eux-mêmes : « Pourquoi celui-là parle-t-il ainsi ? Il blasphème. Qui donc peut pardonner les péchés, sinon Dieu seul ? » 

Percevant aussitôt dans son esprit les raisonnements qu’ils se faisaient, Jésus leur dit :  »Pourquoi tenez-vous de tels raisonnements ?  Qu’est-ce qui est le plus facile ? Dire à ce paralysé : “Tes péchés sont pardonnés”, ou bien lui dire : “Lève-toi, prends ton brancard et marche ? Eh bien ! Pour que vous sachiez que le Fils de l’homme a autorité pour pardonner les péchés sur la terre…

Jésus s’adressa au paralysé : « Je te le dis, lève-toi, prends ton brancard, et rentre dans ta maison. » Il se leva, prit aussitôt son brancard, et sortit devant tout le monde. Tous étaient frappés de stupeur et rendaient gloire à Dieu, en disant : «  Nous n’avons jamais rien vu de pareil. » (Mc 2, 1-12)

Guérison d’un paralytique

À l’instant même le paralytique se leva, prit son grabat et sortit en présence de tous. À cette vue, la foule donna gloire à Dieu. Ce retour à Capernaüm eut lieu quelques jours après l’événement qui l’avait forcé de se tenir éloigné. Il y avait, dans toutes les maisons un peu considérables de l’Orient, une vaste cour carrée et fermée, qui précéda les appartements, l’espace qui était devant la porte.

Cette cour aussi bien que la maison, fut envahie par la foule et n’eut pas suffit à la contenir. Et ce fut là que Jésus leur annonçait la parole. Jésus étant rentré à Capernaüm, la maison où il se trouvait fut aussitôt envahie par une grande foule à laquelle il annonça l’Évangile. On lui amena un paralytique ; mais ceux qui le portaient, ne pouvant s’approcher de lui à cause de la foule, montèrent sur le toit de la maison, descendirent le grabat sur lequel le paralytique était couché et le déposèrent aux pieds de Jésus.

Jésus dit au paralytique : Tes péchés te sont pardonnés. Mais des scribes qui se trouvent là murmurèrent contre lui et l’accusèrent de blasphème. Aussitôt Jésus, pénétrant leurs pensées, prouva à ces adversaires qu’il avait le pouvoir de pardonner : il ordonna au paralytique de se lever et de s’en aller en sa maison.

Marc plaça ce fait, comme Luc, après la guérison du lépreux et, comme Matthieu, avant la vocation de Lévi. Les trois évangélistes restèrent indépendants les uns des autres. Les récits de Marc et de Luc qui rapportèrent les mêmes détails ne présentèrent pas une seule expression commune.

Pour comprendre cette opération difficile et qui dénota le dévouement des hommes qui portèrent le malade, le toit des maisons était plat et formait une sorte de terrasse où l’on se tient pendant les heures fraîches de la journée. On y monte par un escalier intérieur ; mais ce passage étant obstrué par la foule, les porteurs y parvinrent soit par un escalier extérieur, soit par le toit d’une maison voisine.

Arrivés sur la plate forme, ils enlevèrent quelques dalles, puis percèrent une ouverture (grec) dans la couche de bitume et de roseaux que recouvraient les dalles et, après avoir de la sorte pratiqué un passage au-dessus de la place où se tenait Jésus, ils descendirent le malade aux pieds du Sauveur

Pour comprendre cette opération difficile et qui dénota le dévouement des hommes qui portaient le malade, le toit de la maison maisons était plat et formait une sorte de terrasse où l’on se tenait pendant les heures fraîches de la journée. On y montait par un escalier intérieur ; mais ce passage étant obstrué par la foule, les porteurs y parvinrent soit par un escalier extérieur, soit par le toit d’une maison voisine.

Arrivés sur la plate forme, ils enlevèrent quelques dalles, puis percèrent une ouverture dans la couche de bitume et de roseaux que recouvraient les dalles et, après avoir de la sorte pratiqué un passage au-dessus de la place où se tenait Jésus, ils descendirent le malade à ses pieds. D’abord, une parole de tendre compassion : Mon enfant, à laquelle Jésus ajouta d’après Matthieu : « Prends courage ! »

Puis il fit au malade un don infiniment plus excellent que la guérison du corps, le pardon des péchés qui guérit son âme sur ces paroles.  Matthieu, Marc et Luc furent unanimes à rapporter ce fait que Jésus connut les pensées de ses adversaires ; mais Marc, pour faire mieux encore ressortir là science divine par laquelle Jésus pénétrait dans les cœurs, remarqua qu’il les connut en son esprit.

Diacre Michel Houyoux

Liens  avec d’autres sites chrétiens

◊ Père Gilbert Adam : cliquez ici pour lire l’article →  Vendredi de la 1re semaine année paire

◊  Descendu vers nous : cliquez ici pour lire l’article →    La guérison d’un paralytique

 ♥ Guérison d’un paralytique

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Le Baptême du Seigneur -Année C

Posté par diaconos le 9 janvier 2022

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Comme Jésus priait, après avoir été baptisé, le ciel s’ouvrit

De l’Évangile selon saint Luc

En ce temps-là, le peuple venu auprès de Jean le Baptiste était en attente, et tous se demandaient en eux-mêmes si Jean n’était pas le Christ. Jean s’adressa alors à tous : « Moi, je vous baptise avec de l’eau ; mais il vient, celui qui est plus fort que moi. Je ne suis pas digne de dénouer la courroie de ses sandales. Lui vous baptisera dans l’Esprit Saint et le feu. » Comme tout le peuple se faisait baptiser et qu’après avoir été baptisé lui aussi, Jésus priait, le ciel s’ouvrit. L’Esprit Saint, sous une apparence corporelle, comme une colombe, descendit sur Jésus, et il y eut une voix venant du ciel : « Toi, tu es mon Fils bien-aimé ; en toi, je trouve ma joie. » (Lc 3, 15-16.21-22)

Auteur +PÈRE MARIE LANDRY C+MPS

Baptême de Jésus

Seigneur, merci ! Merci pour l’Esprit Saint qui veille sur nous et qui veille avec nous. Ouvre mon cœur, Seigneur, pour que l’Esprit Saint y prenne toute la place.

Aujourd’hui, nous pouvons contempler Jésus déjà adulte. L’Enfant de la Crèche est devenu un homme complet, mûr et respectable, et le moment vient où il devra travailler à la mission que le Père lui a confiée. C’est ainsi que nous le trouvons alors qu’il est sur le point de commencer cette tâche dans la rivière du Jourdain: parmi les hommes de son temps qui s’en allaient écouter Jean, pour lui demander le bain du Baptême, comme signe de propreté et rénovation intérieure.

Et c’est là qu’Il est découvert et signalé par Dieu : «Jésus priait et alors le ciel s’ouvrit. L’Esprit Saint descendit sur Jésus, sous une apparence corporelle, comme une colombe. Du ciel une voix se fit entendre: ‘C’est toi mon Fils: moi, aujourd’hui, je t’ai engendré’». (Lc 3,21-22). C’est l’étape préparatoire du grand chemin qu’il va suivre et qui le mènera jusqu’à la Croix. C’est le premier acte de sa vie publique, son investiture comme Messie.

C’est aussi l’annonce de son style: il n’agira pas violemment, ni avec des cris ou du bruit, mais en silence et par la douceur. Il ne brisera point le roseau courbé mais l’aidera à se tenir droit. Il ouvrira les yeux des aveugles et libérera les captifs. Les signes messianiques décrits par Isaïe s’accompliront en Lui.

Nous en sommes tous les bénéficiaires car comme nous le lisons aujourd’hui dans la lettre de Saint Paul: «Il nous a sauvés. Il l’a fait dans sa miséricorde, et non pas à cause d’actes méritoires que nous aurions accomplis par nous-mêmes. Par le bain du baptême, il nous a fait renaître et nous a renouvelés dans l’Esprit Saint.

Cet Esprit, Dieu l’a répandu sur nous avec abondance, par Jésus Christ notre Sauveur; ainsi, par sa grâce, nous sommes devenus des justes, et nous possédons dans l’espérance l’héritage de la vie éternelle» (Tt 3,5-7).

La fête du Baptême de Jésus doit nous rappeler notre propre Baptême ainsi que l’engagement que nos parents et parrains ont contracté en notre nom quand ils nous ont présenté à l’Église pour nous rendre disciples de Jésus : «Le Baptême nous a libérés de tous les torts qui sont les souillures du péché, mais avec la grâce de Dieu nous devons accomplir tout ce qui est bon» (Saint Césaire d’Arles).

Quelle joie, Seigneur, de te savoir aimé par le Père et de nous savoir aimés de la Sainte Trinité ! Garde moi dans cette joie pour que je puisse accomplir mon ministère en vous laissant toute la place. Cultivons la joie d’être fils ou fille du Père pour faire sa volonté avec plus de légèreté et de bonheur.

Contact Père Marie Landry Bivina

Compléments

◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article (12 janvier 2019) →  Homélie pour le Baptême du Seigneur

◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article  →  Le baptême du Seigneur — Année C

♥ Parabole d’un curé de campagne : « le baptême de Jésus »

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Die Geburt Christi – Jahr C

Posté par diaconos le 21 décembre 2021

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Jesus wurde in Bethlehem in Judäa geboren

Aus dem Evangelium von Jesus Christus nach Matthäus

Genealogie von Jesus Christus, Sohn Davids, Sohn Abrahams. Abraham zeugte Isaak, Isaak zeugte Jakob, Jakob zeugte Juda und seine Brüder, Juda zeugte aus seiner Verbindung mit Tamar Phares und Zara, Phares zeugte Esrom, Esrom zeugte Aram, Aram zeugte Rehabeam, Rehabeam zeugte Abija, Abija zeugte Asa, Asa zeugte Joschafat, Joschafat zeugte Jehoram, Jehoram zeugte Usija, Usija zeugte Joatham, und Joatham wurdeder Vater von Ahas, und Ahas wurde der Vater von Hiskia, und Hiskia wurde der Vater von Manasse, und Manasse wurde der Vater von Amon, und Amon wurde der Vater von Josia, und Josia wurde der Vater von Jekonia und seinen Brüdern zur Zeit des babylonischen Exils.

Die Gesamtzahl der Generationen ist also: von Abraham bis David vierzehn Generationen; von David bis zum babylonischen Exil zeugte Aminadab Aminadab, Aminadab zeugte Naasson, Naasson zeugte Salmon, Salmon zeugte aus seiner Verbindung mit Rahab Boas, Boas aus seiner Verbindung mit Rut Jobed, Jobed zeugte Jesse, Jesse zeugte König David. David zeugte Salomo mit seiner Frau Uria, Salomo bhap, vierzehn Generationen; vom babylonischen Exil bis zu Christus, vierzehn Generationen. So wurde Jesus Christus geboren: Maria, seine Mutter, wurde mit Josef verheiratet; bevor sie zusammenlebten, wurde sie durch das Wirken des Herrn schwanger.

Abraham, in dessen Samen alle Völker der Erde gesegnet werden sollten – eine Verheißung, die nur in Jesus Christus Bedeutung und Erfüllung findet. Der Sohn Gottes kam, um seinen Platz in diesem Samen Abrahams und in unserer Menschheit einzunehmen, die er erneuern würde. Ginge es nur darum, der Welt neue Offenbarungen zu bringen, hätte eine lange Reihe von Überlieferungen genügt, und vielleicht hätten wir hier statt einer Genealogie eine Auflistung der Bücher des Alten Testaments gefunden.

Aber der Segen, der Abraham verheißen wurde, sollte sich in seinen Nachkommen verwirklichen und in einer neuen Schöpfung bestehen, die in der Person des Erlösers selbst begann. Es handelt sich also um eine Genealogie, die nicht nur darauf abzielt, seine historische Abstammung festzustellen. Indem er auf David und Abraham zurückgeht, weist Matthäus auch auf die genealogische Herkunft von Maria, der Mutter Jesu, hin. Er erklärte, dass der Sohn Davids, der Sohn Abrahams, von diesen Gestalten über seine Mutter abstammt, da Joseph keinen Vater hatte.

Aber nachdem dieses erste Ziel erreicht war, hatte die Genealogie Josephs für die Israeliten keinen Nutzen mehr. Während seines ganzen Lebens wurde Jesus als Sohn Josephs angesehen, und das musste er auch sein, weil er die besten Eigenschaften besaß. Aber auch die Ansicht, dass Josef seinem Adoptivsohn einen theokratischen Rechtsanspruch auf das Königtum einräumte, weil er erstens selbst ein Nachkomme Davids war und zweitens durch seine Heirat mit Maria, der Erbin des Familiennamens, rechtmäßig in die Linie seiner Frau eintrat und ihren Namen annahm, hatte ihren Kern.

Das Ziel von Matthäus war es, die doppelte Herkunft Jesu Christi, wie sie durch das Zeugnis des Neuen Testaments offenbart wird, und gleichzeitig seine übernatürliche Geburt zu belegen. Christus, auf Hebräisch Maschia, bedeutet Gesalbter. Im Alten Testament wies dieser Name auf die königliche Würde hin, denn Könige wurden mit Öl, dem Symbol des Geistes Gottes, gesalbt und so zu ihrem Amt geweiht. Das Gleiche gilt für Priester und Propheten.

Das Ziel von Matthäus war es, die doppelte Herkunft Jesu Christi, wie sie durch das neutestamentliche Zeugnis offenbart wird, und gleichzeitig seine übernatürliche Geburt zu belegen. Christus, auf Hebräisch Maschia, bedeutet Gesalbter. Im Alten Testament wies dieser Name auf die königliche Würde hin, denn Könige wurden mit Öl, dem Symbol des Geistes Gottes, gesalbt und so zu ihrem Amt geweiht. Das Gleiche gilt für Priester und Propheten.

Jezus Christus, der, um die Idee des alten Bundes im neuen zu verwirklichen, diese drei Ämter erfüllte, war der Gesalbte des Herrn. Er selbst gab diesem Konzept seine ganze Wahrheit, indem er von Beginn seines Dienstes an ein Reich Gottes predigte, dessen Haupt er war. ach dem babylonischen Exil zeugte Jekonias Salatiel, Salatiel zeugte Zorobabel,

Zorobabel zeugte Abiud, Abiud zeugte Eljakim, Eljakim zeugte Asor, Asor zeugte Sadok, Sadok zeugte Akim, Akim zeugte Eljoud, Eljoud zeugte Eleasar, Eleasar zeugte Mattana, Mattana zeugte Jakob, Jakob zeugte Joseph, den Mann Marias, von dem Jesus, der Christus genannt wird, gezeugt wurde.

Die Gesamtzahl der Generationen ist also: von Abraham bis David, vierzehn Generationen; von David bis zum babylonischen Exil, vierzehn Generationen; vom babylonischen Exil bis zu Christus, vierzehn Generationen. So wurde Jesus Christus geboren: Maria, seine Mutter, wurde mit Josef verheiratet; bevor sie zusammenlebten, wurde sie von ihm schwanger.

 Nicht umsonst nannten ihn die heiligen Schriftsteller Jesus, den Christus, oder gaben ihm den Doppelnamen Jesus Christus, wie Matthäus es gleich in der ersten Zeile tat. Die Exegeten haben sich bemüht, die Einteilung zu finden, nach der Matthäus diese drei Reihen von vierzehn Generationen gebildet hat. Die Generationen der ersten Periode, von Abraham bis David, werden lückenlos aufgeführt; es sind vierzehn.

In der zweiten Periode hat Matthäus vier Könige aus Juda abgezogen: Ahasja, Joas, Amazja, zwischen Jehoram und Usija, Joachim, zwischen Josia und Jechonias. Eine weitere Besonderheit dieser Genealogie ist die Erwähnung von vier Frauen: Tamar, Rahab, Ruth und Bathseba. Matthäus wollte betonen, dass diese Frauen nur durch eine ganz außergewöhnliche Regelung die Ehre hatten, zu den Vorfahren Jesu gezählt zu werden; ihre Situation schien sie völlig auszuschließen. Die Ökonomie der Gnade wurde also im Alten Bund im Keim dargestellt.

Das Ziel von Matthäus war es, die doppelte Herkunft Jesu Christi, wie sie durch das neutestamentliche Zeugnis offenbart wird, und gleichzeitig seine übernatürliche Geburt zu belegen. Christus, auf Hebräisch Maschia, bedeutet Gesalbter. Im Alten Testament wies dieser Name auf die königliche Würde hin, denn Könige wurden mit Öl, dem Symbol des Geistes Gottes, gesalbt und so zu ihrem Amt geweiht. Das Gleiche gilt für Priester und Propheten.

Nicht umsonst nannten ihn die heiligen Schriftsteller Jesus, den Christus, oder gaben ihm den Doppelnamen Jesus Christus, wie Matthäus es gleich in der ersten Zeile tat. Die Exegeten haben sich bemüht, die Einteilung zu finden, nach der Matthäus diese drei Reihen von vierzehn Generationen gebildet hat. Die Generationen der ersten Periode, von Abraham bis David, werden lückenlos aufgeführt; es sind

In der zweiten Periode hat Matthäus vier Könige aus Juda abgezogen: Ahasja, Joas, Amazja, zwischen Jehoram und Usija, Joachim, zwischen Josia und Jechonias. Eine weitere Besonderheit dieser Genealogie ist die Erwähnung von vier Frauen: Tamar, Rahab, Ruth und Bathseba. Matthäus wollte betonen, dass diese Frauen nur durch eine ganz außergewöhnliche Regelung die Ehre hatten, zu den Vorfahren Jesu gezählt zu werden; ihre Situation schien sie völlig auszuschließen. Die Ökonomie der Gnade wurde also im Alten Bund im Keim vierzehn. dargestellt.

Das Ziel von Matthäus war es, die doppelte Herkunft Jesu Christi, wie sie durch das neutestamentliche Zeugnis offenbart wird, und gleichzeitig seine übernatürliche Geburt zu belegen. Christus, auf Hebräisch Maschia, bedeutet Gesalbter. Im Alten Testament wies dieserName auf die königliche Würde hin, denn Könige wurden mit Öl, dem Symbol des Geistes Gottes, gesalbt und so zu ihrem Amt geweiht. Das Gleiche gilt für Priester und Propheten.

Jesus Christus, der, um die Idee des alten Bundes im neuen zu verwirklichen, diese drei Ämter erfüllte, war der Gesalbte des Herrn. Er selbst gab diesem Konzept seine ganze Wahrheit, indem er von Beginn seines Dienstes an ein Reich Gottes predigte, dessen Haupt er war.

Nach dem babylonischen Exil zeugte Jekonias Salatiel, Salatiel zeugte Zorobabel, Zorobabel zeugte Abiud, Abiud zeugte Eljakim, Eljakim zeugte Asor, Asor zeugte Sadok, Sadok zeuDavid bis zum babylonischen Exil, vierzehn Generationen; vom babylonischen Exil bis zu Christus, vierzehn Generationen. So wurde Jesus Christus geboren: Maria, seine Mgte Akim, Akim zeugte Eljoud, Eljoud zeugte Eleasar, Eleasar zeugte Mattana, Mattana zeugte Jakob, Jakob zeugte Joseph, den Mann Marias, von dem Jesus, der Christus genannt wird, gezeugt wurde.

Jesus Christus, der diese drei Ämter erfüllte, um den alten Bund im neuen zu verwirklichen, war der Gesalbte des Herrn. Er selbst gab diesem Konzept seine ganze Wahrheit und Geistigkeit, indem er von Beginn seines Dienstes an ein Reich Gottes predigte, dessen Haupt er war. So wurde der Titel Christus allmählich zu einem Eigennamen in seiner Kirche.

Als Josef sah, dass Maria, seine Verlobte, schwanger war, beschloss er, sie heimlich zu verstoßen. Aber ein Engel offenbarte ihm im Traum das Geheimnis dieser Empfängnis, die vom Heiligen Geist ausging, und befahl ihm, das von Maria geborene Kind Jesus zu nennen, denn es würde der Erlöser sein. Matthäus zeigt in diesem Ereignis die Erfüllung der Prophezeiung Jesajas über Immanuel. Josef gehorchte, nahm Maria zur Frau, kannte sie aber bis zur Geburt Jesu nicht.

Nach dieser großen Pein hatte eine neue Periode von vierzehn Generationen begonnen: Hatten wir nicht das Recht, ein außergewöhnliches Ereignis zu erwarten oder sogar das Kommen desjenigen, der den Thron Davids wiederherstellen würde? War das Erscheinen Jesu an diesem Punkt der Geschichte nicht der Beweis für den gläubigen Israeliten, dass er tatsächlich der von den Propheten angekündigte Christus war?

Alle Generationen von Abraham bis David waren vierzehn Generationen; und von David bis zur babylonischen Deportation waren vierzehn Generationen; und von der babylonischen Deportation bis Christus waren vierzehn Generationen. Die Qualität von Re.

konnte er Maria nicht heiraten, da er das Geheimnis ihrer Schwangerschaft weder kaEinerseits nnte noch daran glaubte; andererseits wollte er sie nicht der öffentlichen Schande aussetzen, geschweige denn der Strenge des Gesetzes, das in diesem Fall die Todesstrafe vorsah. Er beschloss, sich heimlich von ihr scheiden zu lassen.

Als Josef sah, dass Maria, seine Verlobte, schwanger war, beschloss er, sich heimlich von ihr scheiden zu lassen. Aber ein Engel offenbarte ihm im Traum das Geheimnis dieser Empfängnis, die vom Heiligen Geist ausging, und befahl ihm, das von Maria geborene Kind Jesus zu nennen, weil es der Retter sein würde. Matthäus zeigt in diesem Ereignis die Erfüllung der Prophezeiung Jesajas über den Immanuel. Josef gehorchte, nahm Maria zur Frau, kannte sie aber bis zur Geburt Jesu nicht.

Nach dieser großen Pein hatte eine neue Periode von vierzehn Generationen begonnen: Hatten wir nicht das Recht, ein außergewöhnliches Ereignis zu erwarten,  Erscheinen Jesu zu diesem Zeitpunkt der Geschichte nicht der Beweis für den gläoder sogar das Kommen dessen, der den Thron Davids wiederherstellen würde? War dauigen Israeliten, dass er tatsächlich der von den Propheten angekündigte Christus war ?

Einerseits konnte er Maria nicht heiraten, da er das Geheimnis ihrer Schwangerschaft nicht kannte. Diese Bezeichnung als Sohn Davids erinnerte Josef an die Verheißungen, die dem Haus dieses Königs von Israel gemacht worden waren und die sich erfüllt hatten. Sein Glaube an das Wort Gottes half ihm bei seinen Zweifeln. Er heiratete sie öffentlich und nach der üblichen Zeremonie.

Bei den Juden wurde die Verlobung mit der Ehe gleichgesetzt. Diese göttliche Tatsache, auf die Matthäus hinweist, wurde Josef von einem Engel Gottes offenbart, um alle seine Zweifel zu beseitigen. Der Heilige Geist weist auf die wirksame Ursache der menschlichen Existenz Jesu hin.

Dieser Geist Gottes, der sich auf den Wassern des Chaos bewegte, um Leben und Harmonie zu schaffen, dieser Geist, die Quelle aller Existenz, war durch einen Akt seiner eigenen schöpferischen Kraft der Urheber des Wunders. So wäre Maria zwar der Strafe des Gesetzes und einem öffentlichen Prozess entgangen, nicht aber der Dunkelheit ihrer Situation. Hat sie sich demütig mit Gottes Willen abgefunden und sich von ihm in dieser Prüfung verlassen? Nein, Gott musste einen Engel vom Himmel schicken, um sie zu befreien und seine Pläne zu verwirklichen, und das tat er auch.

Bei den Juden wurde die Verlobung mit der Ehe gleichgesetzt. Diese göttliche Tatsache, auf die Matthäus hinweist, wurde Josef von einem Engel Gottes offenbart, um alle seine Zweifel zu beseitigen. Der Heilige Geist weist auf die wirksame Ursache der menschlichen Existenz Jesu hin. Dieser Geist Gottes, der sich auf den Wassern des Chaos bewegte, um Leben und Harmonie zu schaffen, dieser Geist, die Quelle aller Existenz, war durch ♥Akt seiner eigenen schöpferischen Kraft der Urheber des Wunders.

So wäre Maria zwar der Strafe des Gesetzes und einem öffentlichen Prozess entgangen, nicht aber der Dunkelheit ihrer Situation. Hat sie sich demütig mit Gottes Willen abgefunden und sich von ihm in dieser Prüfung verlassen ? Nein, Gott musste einen Engel vom Himmel schicken, um sie zu befreien und seine Pläne zu verwirklichen, und das tat er auch.

Diakon Michel Houyoux

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