Résultats de votre recherche

Restez éveillés et priez en tout temps : ainsi vous aurez la force d’échapper à tout ce qui doit arriver

Posté par diaconos le 28 novembre 2020

1er Dimanche Avent B: Le Seigneur vient…

#Le Maître de maison est une parabole de l’Évangile selon Marc. Jésus-Christ dit qu’il faut veiller en priant en attendant le jour du jugement dernier. Benoît XVI dans une de ses homélies parle de ce passage donné aujourd’hui pendant le temps de l’Avent; pour le souverain pontife, il faut prier comme le dit saint-Marc mais pas seulement: « Nous préparer à l’avènement du Christ est également l’exhortation que nous recueillons de l’Évangile d’aujourd’hui: « Veillez », nous dit Jésus dans la brève parabole du maître de la maison qui part, mais ne sait pas s’il reviendra (cf. Mc 13, 33-37). Veiller signifie suivre le Seigneur, choisir ce qu’il a choisi, aimer ce qu’il a aimé, conformer sa vie à la sienne; veiller comporte de passer chaque instant de notre temps dans l’horizon de son amour sans se laisser abattre par les inévitables difficultés et problèmes quotidiens

De l’Évangile de Jésus Christ selon saint Luc

En ce temps-là, Jésus disait à ses disciples : « Tenez-vous sur vos gardes, de crainte que votre cœur ne s’alourdisse dans les beuveries, l’ivresse et les soucis de la vie, et que ce jour-là ne tombe sur vous à l’improviste comme un filet ; il s’abattra, en effet, sur tous les habitants de la terre entière. Restez éveillés et priez en tout temps : ainsi vous aurez la force d’échapper à tout ce qui doit arriver, et de vous tenir debout devant le Fils de l’homme. »  (Lc 21, 34-36)

Veillez donc !

De ces grands événements futurs, Jésus ramena la pensée des disciples sur eux-mêmes et sur la vie morale et religieuse qui dut les y préparer. Deux pièges leur furent tendus : les voluptés charnelles qui appesantirent le cœur, et les soucis de la vie. Ce jour-là, le grand jour de l’avènement de Jésus qui  fut annoncé et qui, partout dans l’Écriture, nous est représenté comme inattendu, un objet d’universelle surprise : « Veillez donc, puisque vous ne savez ni le jour, ni l’heure. » (Mt 5, 13)

Jésus adressa ces paroles à ses disciples de tous les temps. Il voulut qu’ils attendirent ce jour-là dans une sainte vigilance, comme pouvant les surprendre à chaque instant ; de là l’ignorance dans laquelle Jésus les laissa à dessein sur le temps de sa venue : « Quant à ce jour et à cette heure-là, nul ne les connaît, pas même les anges dans le ciel, pas même le Fils, mais seulement le Père. » (Mc 13, 32) L’Église primitive vivait dans l’attente du prochain retour de Christ et cette attente demeure la vraie disposition du chrétien, d’autant plus qu’il est dans l’incertitude de l’heure de sa mort.

La vigilance et la prière sont les deux grands moyens d’échapper aux dangers de la dernière épreuve et de subsister en présence du fils de l’homme.  « Veillez et priez, afin que vous ne tombiez pas dans la tentation; l’esprit est bien disposé, mais la chair est faible. » (Mt 26, 41) Quelle majesté il y eut dans cette parole, par laquelle celui qui est le fils de l’homme s’annonça comme le juge du monde !

Diacre Michel Houyoux

Complément

◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article →  ”Veillez donc, car vous ne savez pas quand le maître de la maison reviendra !” (Mc 13, 35a))

Liens avec d’autres sites Web chrétiens

◊ Regnum Christi : cliquez ici pour lire l’article →    Restez éveillés et priez en tout temps : ainsi vous aurez la force d’échapper à tout ce qui doit arriver

◊ Histoire d(une foi  : cliquez ici pour lire l’article →  « Restez éveillés et priez en tout temps » Luc 21, 36

Abbé Pierre Desroches ; « Restez éveillés pour la venue du Fils de l’homme »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans comportements, Foi, Religion, Temps ordinaire | Pas de Commentaires »

Prima domenica di Avvento dell’anno B

Posté par diaconos le 24 novembre 2020

Un momento di gioia e speranza

Premier dimanche de l'Avent : une bougie s'allume en attendant la naissance du Sauveur

Vegliate, perché non sapete quando arriverà il padrone di casa

# L’avvento, in molti riti cristiani, è il tempo liturgico che precede il Natale ed è preparatorio allo stesso: nei riti cristiani occidentali segna l’inizio del nuovo anno liturgico. Nel rito romano della Chiesa cattolica l’Avvento contiene quattro domeniche e può durare quattro settimane. Si compone di due periodi ; inizialmente si guarda all’Avvento futuro del Cristo nella gloria alla fine dei tempi, occasione di penitenza ; dal 17 dicembre la liturgia pone invece l’attenzione sull’Avvento di Cristo nella pienezza dei tempi, con la sua Incarnazione. In avvento il colore dei paramenti sacri del sacerdote è il viola, tranne la domenica della terza settimana in cui facoltativamente possono essere indossati paramenti rosa. Questa domenica infatti è chiamata Gaudete, a motivo dell’antifona di ingresso della messa, che riporta un passo della Lettera ai Filippesi in cui Paolo invita alla gioia: «Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.»[1]; il carattere penitenziale dell’Avvento è dunque stemperato dalla speranza della venuta gloriosa di Cristo.

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo San Marco

A quei tempi, Gesù disse ai suoi discepoli : « Attenzione, restate svegli : perché non sai quando sarà il momento giusto. È come un uomo in viaggio :  lasciando la sua casa, ha dato tutto il potere ai suoi servi, mettere tutti al proprio posto di lavoro, e ha chiesto al portiere di fare la guardia. Quindi guardate, perché non sai quando arriva il padrone di casa, la sera o a mezzanotte, al canto del gallo o al mattino ; se arriva inaspettatamente, non vorrebbe che ti trovasse addormentato. Quello che dico a voi ora, lo dico a tutti voi : Resta sveglio ! »  (Mc 13, 33-37).

# L’Avvento (dal latino adventus: avvento, arrivo del Messia) è il periodo che copre poche settimane prima di Natale, quattro nella tradizione della Chiesa latina. Fin dalla fondazione di questo tempo liturgico, per analogia con la quadragenesi quaresimale, da parte di papa Gregorio Magno, l’Avvento rappresenta il periodo in cui ci si prepara alla venuta di Cristo, cioè alla sua nascita. Nelle chiese che utilizzano il calendario gregoriano, l’Avvento inizia la quarta domenica prima di Natale e segna l’inizio dell’anno liturgico. L’Avvento inizia quindi non prima del 27 novembre e al più tardi il 3 dicembre e termina il 24 dicembre. Per gli orientali e i mozarabi, l’Avvento dura sei settimane e inizia tra l’11 e il 15 novembre.

Quattro candele sono poste sulla corona di fiori dell'Avvento. Ogni domenica d'Avvento viene accesa una candela in più. Più il festival si avvicina, più luce c'è. Le quattro candele accese sono un simbolo della luce di Natale che si avvicina e che porta speranza e pace. Queste candele simboleggiano le grandi tappe della salvezza prima della venuta del Messia. La prima è il simbolo del perdono concesso ad Adamo ed Eva. Tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

Quattro candele sono poste sulla corona di fiori dell’Avvento. Ogni domenica d’Avvento viene accesa una candela in più. Più il festival si avvicina, più luce c’è. Le quattro candele accese sono un simbolo della luce di Natale che si avvicina e che porta speranza e pace. Queste candele simboleggiano le grandi tappe della salvezza prima della venuta del Messia. La prima è il simbolo del perdono concesso ad Adamo ed Eva

Nella Chiesa cattolica e nella maggior parte delle Chiese protestanti, il colore liturgico di questo periodo è il viola. Quattro candele sono poste sulla corona di fiori dell’Avvento. Ogni domenica d’Avvento viene accesa una candela in più. Più il festival si avvicina, più luce c’è. Le quattro candele accese sono un simbolo della luce di Natale che si avvicina e che porta speranza e pace. Queste candele simboleggiano le grandi tappe della salvezza prima della venuta del Messia.

La prima è il simbolo del perdono concesso ad Adamo ed Eva.Ispirata a una tradizione della Germania del XVI secolo, la corona dell’Avvento fu inventata nel 1839 dal pastore Johann Heinrich Wichern per contenere l’impazienza dei bambini da lui allevati; egli realizzò poi una corona di legno con diciannove piccole candele rosse e quattro grandi candele bianche.

Ogni mattina si accendeva una candela piccola e ogni domenica si accendeva una candela grande; l’usanza era di accendere solo quelle grandi.La corona è tradizionalmente composta da rami di abete legati con un nastro rosso e decorati con pigne, agrifoglio, alloro e talvolta vischio. È anche un simbolo antico che significa diverse cose; innanzitutto la corona simboleggia la vittoria, oltre alla sua forma rotonda che evoca il sole e il suo ritorno ogni anno, il numero di quattro rappresenta, oltre alle quattro settimane di Avvento, le quattro stagioni e i quattro punti cardinali, e il colore verde è un segno di vita e di speranza.

L’abete è un simbolo di forza e l’alloro è un simbolo di vittoria sul peccato e sulla sofferenza. Questi ultimi due, insieme all’agrifoglio, non perdono le loro foglie, e rappresentano così l’eternità di Dio. Le fiamme delle candele, invece, sono una rappresentazione della luce di Natale che si avvicina, che porta speranza e pace, e un simbolo della lotta contro le tenebre. Per i cristiani, questa corona è anche il simbolo di Cristo Re, l’agrifoglio che ci ricorda le spine della Santa Corona poste sul capo di Cristo. La corona di fiori dell’Avvento è tradizionalmente posta su un tavolo con le sue quattro candele o sulla porta d’ingresso della casa in segno di benvenuto.

I ceri simboleggiano anche le grandi tappe della salvezza prima della venuta del Messia; il primo è il simbolo del perdono concesso ad Adamo ed Eva, il secondo è il simbolo della fede di Abramo e dei patriarchi che credono nel dono della Terra Promessa, il terzo è il simbolo della gioia di Davide il cui lignaggio non finirà e testimonia così la sua alleanza con Dio, e il quarto e ultimo cero è il simbolo dell’insegnamento dei profeti che hanno annunciato un regno di giustizia e di pace. O ancora, simboleggiano le quattro fasi della storia umana: la Creazione, l’Incarnazione, la Redenzione dei peccati e il Giudizio Universale. Attualmente alla messa della Chiesa cattolica, le quattro candele sono gradualmente accese, ma il simbolismo di queste fasi è raramente espresso. Nelle Chiese ortodosse ci sono a volte corone con sei candele, a causa del lungo periodo dell’Avvento.

In Svezia, i candelabri dell’Avvento sono bianchi, simbolo di festa e purezza, e la corona di fiori è riservata alla festa di Santa Lucia del 13 dicembre. In Canada, la corona dell’Avvento è decorata con tre candele viola e una candela rosa; la candela rosa viene accesa la terza domenica di Avvento, evocando la gioia del completamento dell’attesa. In Austria le candele sono viola, segno di penitenza.

L’Avvento è tradizionalmente un tempo di gioia e di speranza. L’Avvento è la prospettiva che si apre sul Natale, una prospettiva di pace e di luce, che Cristo viene a portare al mondo. È anche un tempo di attesa: la visita che attendiamo non è solo parenti e amici, è anche e soprattutto il Signore. Ecco perché è importante non addormentarsi, ma essere vigili per non perdere una visita così importante. Dobbiamo essere fratelli e sorelle vigili. Il nuovo mondo verrà dalle nostre mani, il Signore si mostra attraverso i nostri gesti d’amore e di giustizia. Non siamo sordi alle chiamate del nostro mondo.

Guardare significa rimanere in attesa, significa mantenere vivo in noi il desiderio di un nuovo giorno. Questo si può imparare perché l’attesa è un atteggiamento dei poveri. Questo è in linea con la prima beatitudine: « Beati quelli che hanno l’anima dei poveri! « Perché aspettare ancora se abbiamo tutto? Perché imparare a fare la guardia se non aspettiamo nulla? Tuttavia, questa attesa deve essere attiva: non è stando seduti sulle nostre mani che aspettiamo la venuta di Cristo.

Cristo ci insegna attraverso le sue parabole a stare svegli, a non vivere nel sonno, a tenere accesa la sua lampada, a sviluppare i nostri talenti, ad aiutare il prossimo, a non vivere per noi stessi, senza pensare agli altri ». Fate attenzione, allora, perché non sapete quando il padrone di casa tornerà… potrebbe arrivare inaspettatamente e trovarvi addormentati. Quello che dico a voi qui, lo dico a tutti voi: Resta sveglio! « ( Mc 13,33-37) Ma cosa può farci addormentare, cosa può far sì che, quando il Signore verrà, ci troverà addormentati?

                                                                                                                             Ecco alcuni sonniferi che ci fanno dimenticare Dio

In primo luogo, ci sono i preparativi per il Natale. È Gesù che viene, non Babbo Natale, che è all’origine di tutto il trambusto festivo: regali, visite, acquisti, decorazioni, buon cibo. Siamo così impegnati con tutti questi preparativi che ci fanno correre quasi sempre, soprattutto se abbiamo dimenticato un regalo o l’altro. Se non stiamo attenti rischiamo di dimenticare la cosa principale: Gesù, che ha creato il primo Natale.
Poi ci sono i divertimenti e le distrazioni della vita che rischiano di farci dimenticare l’essenziale.

  C’è ancora quel tipo di indifferenza verso Dio e poi c’è anche il nostro buon vecchio peccato, come dice Isaia nella prima lettura. Abbiamo tutti le nostre dipendenze che ci distraggono da Dio, che occupano così tanto tempo che dimentichiamo, a volte per un bel po’, il Signore che viene. Tutto questo ci fa addormentare. Ecco perché l’Avvento è così utile per farci uscire dal nostro sonno e rimetterci in uno stato di veglia, di attesa del Signore. Siamo invitati a contare sul Signore che viene a dare nuova vita ai nostri progetti, a dirigere meglio la traiettoria della nostra vita, a gonfiare la nostra vita di speranza.

La nostra salvezza non è principalmente opera delle nostre mani, ci ripete Isaia : « Voi eravate irritati dalla nostra ostinazione nel peccato, eppure noi saremo salvati. « Grida a Dio. « (Is 64, 4). La prima ragione della nostra speranza è che Dio è il primo artigiano della nostra salvezza, è il nostro vasaio e noi siamo la sua argilla. (Ïs 64:7) La seconda ragione della nostra speranza è ricordata da Paolo nella seconda lettura : « Tenetevi forte fino alla fine! Non manca nessun dono spirituale!  « ( 1Co, 7a.8a) E il profeta Isaia ci indica la via.  « Invoca il nome del Signore, svegliati per ricorrere a Dio, segui il suo cammino.  « (Is 64, 6a)

Si tratta di creare un posto per il Signore nella nostra vita, si tratta di non dimenticare Dio attraverso la preghiera personale, familiare e comunitaria, attraverso l’osservanza dei suoi comandamenti che tutti riconducono all’amore. Si tratta di rivolgere il nostro cuore e le nostre mani verso il prossimo, quello che ci circonda, i nostri parenti e amici, ma anche i più poveri, i più bisognosi, i più bisognosi che siamo particolarmente invitati ad aiutare in questo periodo di Avvento ma che dovrebbero sempre occupare un posto privilegiato durante tutto l’anno e nella nostra vita. Amare noi stessi anche per essere disponibili agli altri e a Dio, che bella preparazione per il Natale, che bel modo di tenerci svegli per accogliere Colui che viene!

Diacono Michel Houyoux

Link ad altri siti web cristiani

◊ Qumran.it. : clicca qui per leggere l’articolo → Testi – I Domenica di Avvento (Anno B)
◊  Diocesi Trivento (Italia)  : clicca qui per leggere l’articolo → Domenica 29 novembre – Prima di Avvento (B)

Padre Giulio Michelini, biblista e teologo : « Prima domenica di Avvento dell’anno B »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans articles en Italien, La messe du dimanche, Religion, Tempo di Avvento, Temps de l'Avent | Pas de Commentaires »

Jésus vit une veuve misérable mettre deux petites pièces de monnaie

Posté par diaconos le 23 novembre 2020

Offrande veuve 2.png

# Plusieurs sortes de dîmes sont décrites dans le Deutéronome. Il y a par exemple la Teroumat hamaasser, prélevée sur les produits de la récolte en Terre d’Israël, la qui fut donnée aux cohanim. Le Maasser rishon est un prélèvement d’un dixième du revenu et du produit de chaque année, remis aux lévites. Le Ma’asser Sheni, seconde dîme) consiste à prélever un dixième de la production agricole des première, deuxième, quatrième et cinquième années du cycle septennal de la terre pour le prendre au Temple et l’y consommer. Une autre dîme, le Ma’asser ‘Ani, est prélevée les troisième et sixième années du cycle septennal. Aucune dîme n’est versée lors de la septième année, la Shmita, car la terre dut être laissée au repos. Dans le Livre de Malachie 3:8-12, la non-observance des dîmes fut considérée comme un vol à l’encontre de Dieu, tandis que la fidélité aux dîmes favorisa les bénédictions. Lors du concile de Tours en 567, un décret pour la perception de la dîme fut promulgué. En 585, lors du second concile de Mâcon, un décret fut adopté pour l’excommunication de ceux qui ne payèrent pas la dîme pour l’Église. L’Église catholique n’imposa plus la dîme dans le droit canonique. Martin Luther considéra que la loi de la grâce exclut la loi de l’obligation de la dîme.

De l’Évangile de Jésus Christ selon saint Luc

En ce temps-là, comme Jésus enseignait dans le Temple, levant les yeux, il vit les gens riches qui mettaient leurs offrandes dans le Trésor. Il vit aussi y mettre deux petites pièces de monnaie. Alors il déclara : « En vérité, je vous le dis : cette pauvre veuve a mis plus que tous les autres. Car tous ceux-là, pour faire leur offrande, ont pris sur leur superflu mais elle, elle a pris sur son indigence : elle a mis tout ce qu’elle avait pour vivre. » (Lc 21, 1-4)

L’offrande de la veuve

 Jésus vit des riches qui déposèrent leurs offrandes dans le trésor du temple. Il vit aussi une veuve indigente qui y mit deux pites. Il déclara, alors que cette veuve qui  mit dans le tronc tout son avoir  donna plus que les autres qui y mirent leur superflu. et Luc rapporta qu’avec ces riches, il y eut une foule de gens qui, en sortant du temple, mirent leurs offrandes dans le trésor ; au milieu de cette foule, le regard de Jésus pénétra les dispositions des cœurs. Plus que tous. Dieu a une autre manière de compter que les hommes, parce qu’il regarde au cœur. L’amour ne calcule pas ; la foi compte sur Dieu pour l’avenir. Une telle conduite ne s’imite pas, Dieu l’inspire.

 Complément

◊ Diacre Michel Houyoux : cliquez ici pour lire l’article → Jésus vit une veuve misérable mettre deux petites pièces de monnaie

Liens avec d’autres sites web chrétiens

◊ Regnum Christi  : cliquez ici pour lire l’article →  Jésus vit une veuve misérable mettre deux petites pièces

◊  Viens boire à la source    : cliquez ici pour lire l’article → Jésus vit une veuve misérable mettre deux petites pièces de monnaie

Paroisse saint Joseph (Martinique)

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans comportements, Page jeunesse, Religion, Temps ordinaire | Pas de Commentaires »

Premier dimanche de l’Avent de l’année B

Posté par diaconos le 23 novembre 2020

Lectures  Is63, 16-64,7 ; Ps 79 ; 1 Co. 1, 3-9 ; Mc 13, 33-37

Temps de joie et d’espérance

 Premier dimanche de l'Avent : une bougie s'allume en attendant la naissance du Sauveur

# L’Avent (du latin adventus : avènement, arrivée du Messie) est la période qui couvre quelques semaines précédant Noël, quatre dans la tradition de l’Église latine. Depuis l’instauration de ce temps liturgique, par analogie au Quadragésime du Carême, par le pape Grégoire le Grand, l’Avent représente la période où l’on se prépare à la venue du Christ, c’est-à-dire à sa naissance. Dans les Églises utilisant le calendrier grégorien, l’Avent débute le quatrième dimanche avant Noël, et marque le début de l’année liturgique. L’Avent commence donc, au plus tôt, le 27 novembre et, au plus tard, le 3 décembre et se termine le 24 décembre. Chez les Orientaux et les Mozarabes, le temps de l’Avent dure six semaines et commence entre le 11 et le 15 novembre. Dans l’Église catholique et la plupart des Églises protestantes, la couleur liturgique de cette période est le violet.

Inspirée d’une tradition de l’Allemagne du XVIe siècle, la Couronne de l’Avent fut inventée, en 1839, par le pasteur Johann Heinrich Wichern afin de contenir l’impatience des enfants qu’il éduqua ; il fabriqua alors une couronne de bois, avec dix-neuf petits cierges rouges et quatre grands cierges blancs. Chaque matin, un petit cierge fut allumé et, chaque dimanche, ce fut un grand cierge ; la coutume ne retint que les grands.

Sur la couronne de l'Avent, on place quatre bougies. Chaque dimanche du temps de l'Avent on en allume une de plus. Plus la fête approche, plus il y a de lumière. Les quatre bougies allumées sont le symbole de la lumière de Noël qui approche et qui apporte l'espoir et la paix.   Ces bougies symbolisent les grandes étapes du salut avant la venue du messie.La première est le symbole du pardon accordé à Adam et Ève

Sur la couronne de l’Avent, on place quatre bougies. Chaque dimanche du temps de l’Avent on en allume une de plus. Plus la fête approche, plus il y a de lumière. Les quatre bougies allumées sont le symbole de la lumière de Noël qui approche et qui apporte l’espoir et la paix. Ces bougies symbolisent les grandes étapes du salut avant la venue du messie.La première est le symbole du pardon accordé à Adam et Ève

La couronne est traditionnellement faite de branchages de sapin noués par un ruban rouge et ornée de pommes de pin, de houx, de laurier et parfois de gui. C’est également un ancien symbole signifiant plusieurs choses ; tout d’abord, la couronne symbolise la victoire, en plus de sa forme ronde évoquant le soleil et son retour chaque année, le nombre de quatre représente, en plus des quatre semaines de l’Avent, les quatre saisons et les quatre points cardinaux et la couleur verte est un signe de vie et d’espérance. Le sapin est un symbole de force et le laurier, un symbole de victoire sur le péché et la souffrance. Ces deux derniers, avec le houx, ne perdent pas leurs feuilles, et représentent ainsi l’éternité de Dieu. Les flammes des bougies, elles, sont la représentation de la lumière de Noël qui approche et qui apporte l’espoir et la paix, ainsi que le symbole de la lutte contre les ténèbres. Pour les chrétiens, cette couronne est aussi le symbole du Christ Roi, le houx rappelant les épines de la Sainte Couronne posée sur la tête du Christ. La couronne de l’Avent est traditionnellement placée sur une table avec ses quatre bougies ou sur la porte d’entrée de la maison en signe de bienvenue.

Les bougies symbolisent également les grandes étapes du Salut avant la venue du Messie ; la première est le symbole du pardon accordé à Adam et Ève, la seconde est le symbole de la foi dAbraham et des patriarches qui croient au don de la Terre promise, la troisième est le symbole de la joie de David dont la lignée ne s’arrêtera pas et témoigne ainsi de son alliance avec Dieu et la quatrième et dernière bougie est le symbole de l’enseignement des prophètes qui annoncèrent un règne de justice et de paix. Ou encore, elles symbolisent les quatre étapes de l’histoire humaine ; la Création, l’Incarnation, le rachat des péchés et le Jugement dernier. Actuellement lors de la messe de l’Église catholique, on allume progressivement les quatre bougies, mais le symbolisme de ces étapes est rarement exprimé. Dans les Églises orthodoxes se trouvent parfois des couronnes avec six cierges, à cause de la durée plus longue du temps de l’Avent.

En Suède, les chandelles du chandelier de l’Avent sont blanches, symbole de fête et de pureté, et la couronne est réservée pour la fête de la Sainte-Lucie, le  13 décembre. Au Canada, la couronne de l’Avent est ornée de 3 bougies violettes et d’une bougie rose ; la bougie rose étant allumée le troisième dimanche de l’Avent, elle évoque la joie de l’achèvement de l’attente. En Autriche, les cierges sont violets, signe de pénitence.

 ◊ ◊ ◊

Le temps de l’Avent est traditionnellement un temps de joie et d’espérance. L’Avent, c’est la perspective qui s’ouvre sur Noël, perspective de paix et de lumière, que le Christ vient apporter au monde. C’est aussi un temps d’attente : la visite que nous attendons n’est pas seulement la parenté et les amis, c’est aussi et surtout le Seigneur. C’est pourquoi il importe de ne pas nous endormir mais de veiller pour ne pas manquer une visite aussi importante. Il nous faut veiller frères et sœurs. Le monde nouveau adviendra à travers nos mains, le Seigneur se montre à travers nos gestes d’amour et de justice. Ne soyons pas sourds aux appels de notre monde.

 Veiller, c’est rester en attente, c’est entretenir en nous le désir d’un jour nouveau. Cela s’apprend car attendre est une attitude de pauvre. Cela rejoint la première béatitude : « Heureux ceux qui ont une âme de pauvre ! » Pourquoi encore attendre si nous possédons tout ? Pourquoi apprendre à veiller si nous n’attendons rien ? Cependant, cette attente doit être active : ce n’est pas en se croisant les bras qu’on attend la venue du Christ.

Le Christ nous enseigne à travers ses paraboles de rester éveillés, de ne pas vivre endormis, de tenir sa lampe allumée, de développer ses talents, d’aider son prochain, et non de vivre pour soi, sans penser aux autres.« Veillez donc car vous ne savez pas quand le maître de la maison reviendra…, il peut arriver à l’improviste et vous trouver endormis. Ce que je vous dis là, je le dis à tous : Veillez ! »  (Mc 13, 33-37) Mais qu’est-ce qui peut bien nous endormir, qu’est-ce qui peut faire que, quand le Seigneur viendra, il nous trouvera endormis ?

                                                                                                        Voici quelques somnifères qui nous font oublier Dieu

  1.  Il y a d’abord, les préparatifs de Noël. C’est Jésus qui vient, et non pas le Père Noël, qui est à l’origine de tout le branle-bas des fêtes : cadeaux, visites, magasinage, décorations, bonne bouffe. Nous sommes si accaparés par tous ces préparatifs qui nous font courir presque tout le temps, surtout si nous avons oublié un cadeau ou l’autre.Si nous n’y prenons garde nous risquons d’oublier le principal : Jésus qui est à l’origine du premier Noël.
  2. Il y a ensuite les divertissements et les distractions de la vie  qui risquent de nous faire oublier l’essentiel
  3. Il y a encore, cette espèce d’indifférence à Dieu et puis, il y a aussi notre bon vieux péché, comme dit Isaïe dans la première lecture. Nous avons tous nos dépendances qui nous distraient de Dieu, qui nous accaparent au point de nous faire oublier, parfois pour un bon moment, le Seigneur qui vient.

Tout cela, nous endort. C’est pourquoi le temps de l’Avent est si utile pour nous sortir de notre sommeil et nous remettre en état de veille, d’attente du Seigneur. Nous sommes invités à compter sur le Seigneur qui vient pour redonner du souffle à nos projets, pour mieux orienter la trajectoire de nos vies, pour gonfler notre vie d’espérance. Notre salut n’est pas d’abord l’œuvre de nos mains, nous répète Isaïe : « Tu étais irrité par notre obstination dans le péché, et pourtant nous serons sauvés. », crie-t-il vers Dieu. » (Is 64,4)

Le Premier motif de notre espérance est que Dieu est le premier artisan de notre salut, il est notre potier et nous sommes son argile. (Ïs 64, 7) Le deuxième motif  de notre  espérance est rappelé par Paul dans la seconde lecture : « Tenez jusqu’au bout ! Aucun don spirituel ne vous manque !  » (1Co, 7a.8a) Et le prophète Isaïe nous indique le chemin.  « Invoquer le nom du Seigneur, se réveiller pour recourir à Dieu, suivre son chemin.  » (Is 64, 6a)

 Il s’agit de faire une place au Seigneur dans notre vie, il s’agit de ne pas oublier Dieu par la prière personnelle, familiale, communautaire, par l’observance de ses commandements qui se ramènent tous à l’amour. Il s’agit de tourner notre cœur et nos mains vers le prochain, celui qui nous entoure, nos parents et nos amis, mais aussi les plus pauvres, les plus mal pris que nous auxquels nous sommes particulièrement invités à venir en aide durant ce temps d’Avent mais qui devraient occuper toujours une place privilégiée tout le temps de l’année et de notre vie. S’aimer aussi pour être disponible aux autres et à Dieu, quelle belle préparation à Noël, quelle belle manière de se tenir bien éveillés pour accueillir Celui qui vient !

Diacre Michel Houyoux

Liens avec d’autres sites Web chrétiens

◊ Croire : cliquez ici pour lire l’article →  Dimanche 29 novembre 2020 1er dimanche de l’Avent

◊ Service de la Catéchèse : cliquez ici pour lire l’article →   Premier dimanche de l’Avent, année B

◊ KT 42 : cliquez ici pour lire l’article → Activités, jeux caté autour de l’Avent

Abbé Philippe Laguérie : « Bien vivre le Temps de l’Avent »

Image de prévisualisation YouTube

Publié dans homélies particulières, La messe du dimanche, Page jeunesse, Religion, Temps de l'Avent | Pas de Commentaires »

1...133134135136137...154
 

Passion Templiers |
CITATIONS de Benoît XVI |
La pastorale Vauban |
Unblog.fr | Annuaire | Signaler un abus | chrifsossi
| La Mosquée de Méru
| Une Paroisse virtuelle en F...